Diretta – l’amministrazione condivisa

Un convegno promosso dall’Università di Trento e da Labsus, che ha l’obiettivo di fare il punto proprio sullo stato attuale e sugli sviluppi futuri dell’amministrazione condivisa a 25 anni dalla sua teorizzazione

Il cuore della teoria dell’amministrazione condivisa è i la creazione di un’alleanza fra istituzioni e cittadini per l’interesse generale. Realizzare ovunque sia possibile questa alleanza fra cittadini, enti del Terzo Settore e amministrazioni sarà fondamentale nei prossimi mesi ed anni per la tenuta materiale e psicologica del Paese in questa difficilissima fase storica, sotto due profili.

Da un lato perché l’amministrazione condivisa, mettendo in campo le infinite energie nascoste nelle nostre comunità, moltiplica le risorse utilizzabili per risolvere i problemi di interesse generale, aiutandoci ad affrontare meglio le tante difficoltà materiali prodotte dalla pandemia.

Dall’altro, l’alleanza fra amministrazioni, cittadini ed enti del Terzo settore potrà contribuire alla tenuta psicologica del Paese perché quando questi soggetti collaborano “fanno comunità”, cioè contribuiscono a rafforzare ed a ricostruire i legami che tengono insieme le nostre comunità, producendo beni relazionali, senso di appartenenza, coesione sociale. Nella situazione di incertezza e paura del futuro prodotta dalla pandemia questo “fare comunità” sarà essenziale.

Un quarto di secolo dopo la sua prima enunciazione la teoria dell’amministrazione condivisa può contribuire a migliorare la qualità della vita di tutti attraverso la cura dei beni comuni ed a “tenere insieme” il Paese attraverso il rafforzamento dei legami di comunità a livello locale. Ecco perché l’Università di Trento e Labsus hanno organizzato il 20 gennaio presso la Facoltà di Giurisprudenza di Trento un convegno con relatori molto qualificati per fare il punto sullo stato attuale e sugli sviluppi futuri dell’amministrazione condivisa. [Gregorio Arena]

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