Diretta/ Dalle buone intenzioni alle buone pratiche

Le piazze telematiche del progetto Il futuro è oggi sono sempre più popolate. Sono molti i cortili che si affacciano sulla piazza dell’ambiente, e giovedì 21 aprile abbiamo visitato quello della biodiversità, parlando della rete ecologica provinciale con l’arch. Giuseppe Cosenza.

Dal 2006, quando il Consiglio provinciale voto il piano territoriale di coordinamento, molto è stato fatto, ma molto si può ancora fare, soprattutto contando sull’attivismo e sulle proposte dal basso per indirizzare le scelte urbanistiche e gestionali dei Comuni.

Sapersi orientare nella giungla normativa è importante. Cosenza ha dato un contributo tecnico molto utile, ma al tempo stesso non si è sottratto ai nodi politici che sono emersi dalla domande dei responsabili di Arci, Auser e Legambiente Si può essere più o meno ottimisti sull’effettivo grado di tutela ambientale consentito dal quadro legislativo e dai piani comunali e sovracomunali, ma di una cosa si può essere certi: il protagonismo dei cittadini è fondamentale, anche in questo campo.

Il piano del 2006 fu adottato da un consiglio provinciale eletto a suffragio universale e fu progettato da uno staff di professionisti interni all’Ente. Oggi la revisione del piano è in corso con un Consiglio provinciale non più scelto da i cittadini e con una struttura tecnico-burocratica impoverita da tagli di personale e di risorse. A maggior ragione, le associazioni ambientaliste e il terzo settore in generale devono promuovere percorsi partecipativi per evitare arretramenti e indirizzare le scelte verso la sostenibilità.

Insomma, la rete ecologica può e deve crescere, al di là e al di sopra della vuota retorica sulle aree e sulle infrastrutture “strategiche” che spesso nasconde solo intenti speculativi. [Massimo Patrignani – ecoinformazioni]

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