Ticosa e Valmulini storie memorabili

Lo spazio della ex Valmulini, stà diventando un luogo di cultura per la nostra città. Questa idea realizzata da Coonfcooperative e dal Consorzio Abitare ha avuto diversi appuntamenti che  hanno lanciato quel luogo, come spazio culturale. Tra le inziative di maggior rilievo la Notte dei grafitti di poche settimane fa e il 23 settembre sera il racconto della storia della Ticosa, un pezzo della nostra cittàla, mostrato dalle foto di Gin Angri, un fotografo che meriterebbe maggior attenzione anche della nuova Amministrazione. Chiedo: quando una sua personale? magari a Villa Olmo?

[Foto Luigi Nessi, ecoinformazioni]

La voce narrante di Laura Curino e di Beatrice Marzorati, con il violoncello di Irina Solinas, hanno illustrato al pubblico oltre un secolo della storia di Como e d’Italia.

Dall’inizio del 1871, la Comense, alla Ticosa negli anni del boom. Una storia operaia, passata tra due guerre, dagli anni delle lotte sociali, gli anni del fascimo, gli scioperi del ’44, deportazioni, la ripresa del dopoguerra, le lotte sindacali.

Anni di intenso lavoro, anni di crisi, una storia vissuta da tante persone e dalla nostra città, sino a quel fax del marzo 1980, che ne decretava la chiusura.

Le voci narranti, davvero coinvolgenti, hanno poi raccontato l’acquisto della Ticosa da parte del Comune di Como, giusto quarantanni fa, i tanti progetti non realizzati, la gente che arrivata da altri paesi che nel Corpo a c, trovava un tetto.

Poi la distruzione dei muri rimasti, con tanto di fuochi artificiali, una “festa” ignobile il Giorno della memoria 2007, uno scandalo. Poi ancora tanti progetti, studi, interventi di bonifica costosissim, ora la Ticosa,quasi una palude, quasi un “orto botanico” incolto con piante anche esotiche.

Una storia, quella della Ticosa, che occorrerebbe far ricordare sopratutto per sottolineare la vita operaia di tutte quelle persone, uomini e donne, che lì hanno lavorato e hanno trascorso tanta parte della loro vita.

Entrando in quel luogo, la vecchia Valmulini, non posso fare a meno di ricordare la figura di Paolo Portoghese, il suo disordine-ordinato di allora, le sue pezze colorate sparse dappertutto, il tavolo dove per tante sere, davanti ad una bottiglia di vino, a pane e salame. Da quella Setalmoda è passata tanta politica comasca: Paco, Pacosel, un Referendum per un dormitorio aperto tutto l’anno, le manifestazioni contro le inutili paratie, i progetti per una Como aperta e accogliente. La sua figura, il suo sorriso tante volte triste, la sua generosità, è sempre vivo in quelle mura e non le abbandonerà mai. [Luigi nessi, ecoinformazioni]

Ticosa parole di una storia da ricominciare

Nell’ex Tintostamperia Val Mulini è stata presentata il 23 settembre sera la lettura scenica Ticosa parole di una storia da ricominciare di Laura Curino, interpretato dalla stessa autrice con Beatrice Marzorati e l’accompagnamento musicale della violoncellista Irina Solinas.
L’opera ripercorre le vicende della storica fabbrica di Como, dalla sua fondazione nel 1863 sino alla
traumatica chiusura avvenuta agli inizi del 1980.
L’evento è stato organizzato da Confcooperative che ha ritenuto importante proporlo alla
cittadinanza per un contributo alla memoria collettiva di questa vicenda anche in relazione ai 40
anni trascorsi dalla successiva acquisizione dell’area da parte dell’Amministrazione Comunale.
Quella decisione venne assunta secondo una visione strategica alta, per preservare l’area dalla
speculazione e per ancorarne i destini a quelli del futuro sviluppo urbanistico e sociale della città.
Purtroppo di quella visione non abbiamo ancora raccolto i frutti e tanti progetti sono naufragati.
L’opera teatrale proposta voleva pertanto tenere desta l’attenzione su una tematica per la quale
non si è ancora riusciti a trovare una soluzione definitiva all’altezza della sfida iniziale.
Da sottolineare poi la particolare location dove la lettura di Laura Curino è stata proposta ossia i
locali di un’altra fabbrica dismessa di Como, la Tintostamperia Val Mulini di Como.
In quest’area Confcooperative ed il Consorzio Abitare hanno attivato un progetto di “rigenerazione
urbana” con l’ambizioso obiettivo di ricreare spazi per nuove iniziative di lavoro condiviso
unitamente alla realizzazione di abitazioni cooperative ed ambienti per la proposta di attività
legate all’arte e alla cultura.
Un modo per restituire alla città un pezzetto di territorio altrimenti destinato inevitabilmente al
progressivo degrado. [Stefano Panzetta]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: