Sindacati/ Basta sangue sul lavoro

Sono passati pochi giorni dai morti di Moltrasio e già si registra un altro morto sul lavoro. A Colverde, un operaio è rimasto sepolto vivo in uno scavo. A nulla sono valsi i soccorsi. «Non si può chiamare fatalità – commenta Umberto Colombo, segretario generale della Cgil di Como – siamo al settimo morto sul lavoro nel Comasco. Solamente poco tempo fa siamo stati ricevuti dal prefetto e abbiamo portato le nostre istanze affinché non si ripetessero più morti sul lavoro in provincia. Purtroppo, oggi, i fatti hanno mostrato come non sia più procrastinabile un’azione seria sulla prevenzione, coinvolgendo anche le associazioni datoriali. Questa piaga, con l’aiuto di tutti, dev’essere debellata. Occorre una mobilitazione del sindacato per il rispetto delle leggi sulla sicurezza».

«È passato solo qualche giorno dall’ultimo infortunio mortale avvenuto nel nostro
Territorio e ancora una volta ci troviamo davanti all’ennesima tragedia.
Apprendiamo nel tardo pomeriggio del 4 ottobre che un operaio edile, a fine turno, ha perso la
vita in cantiere. Si tratterebbe di un operaio quarantenne di origine albanese che
lavorava in un cantiere della Comedil Mangino s.r.l. a Colverde.

In attesa di raccogliere più informazioni e che sia meglio accertata la dinamica,
mentre i nostri Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriali sono sul
luogo della tragedia, esprimiamo la rabbia che ci pervade nel sapere che il
cedimento dello scavo in cui si trovava il lavoratore sarebbe stata la causa del
decesso. Una situazione non straordinaria che, correttamente gestita, sarebbe
bastata a restituire il lavoratore alla sua famiglia questa sera.
Dall’inizio del 2022, una lunga scia di sangue, una tragedia a cui mettere fine al più
presto, che a prescindere dalle cause di ognuna, ha portato uomini, giovani e padri
di famiglia a non far ritorno alle proprie case dopo essere andati semplicemente a
guadagnare il pane per vivere.
Quella dei morti sul lavoro, specie nel settore edilizio, è una vera e propria piaga
sociale a cui si può rimediare solo attraverso una vera e propria inversione di
tendenza che ha alla base un nuovo approccio alla sicurezza da parte delle
imprese, che deve essere vista come un investimento e non come un costo. Non
possono più esserci morti per incuria, fretta, economia o superficialità dei padroni.
I Segretari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil del Territorio di Como – Riccardo
Cutaia, Roberto Turri e Luca Vaccaro – ritengono sia necessario diffondere la
cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso una formazione permanente,
oltre ad individuare migliori strategie di collaborazione e sinergia tra i diversi
soggetti dedicati, a cominciare dagli enti ispettivi.
Le Segreterie di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Como nell’attesa che le forze
dell’ordine facciano chiarezza su quanto avvenuto a Colverde , si stringono al
dolore della famiglia e si rendono sin da ora disponibili per qualsiasi tipo di
assistenza». [FENEAL Alta Lombardia – Riccardo Cutaia, FILCA dei Laghi – Roberto Turri,
FILLEA Como – Luca Vaccaro[

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: