Ciao Hebe, trentamila volte madre

Domenica 20 novembre all’età di 93 anni è morta Hebe de Bonafini la presidente de las Madres de Plaza de Mayo. Nel 1977 hanno sequestrato e ancora risultano desaparecidos due suoi figli, Jorge di 27 anni e poi Raul di 24 e nel 1978 la nuora Maria Elena  Bugnone Cepeda moglie di Jorge.

IL 30 aprile 1977 altre donne che cercavano i propri figli incominciarono a trovarsi nella Plaza de Mayo, piazza che si trova di fronte al Palazzo Presidenziale. Hebe seppe di questi incontri più tardi e subito si incorporò nel gruppo.

Nel 1979 fu eletta presidente de las Madres che nell’agosto della stesso anno si costituì in associazione della quale fu presidente fino alla sua morte.

E stata una donna combattiva, molto diretta nelle sue azioni e interventi, poco incline alle mediazioni. Una lottatrice che si è esposta senza risparmiarsi.  E’ stata ripetutamente picchiata  durante le manifestazioni, arrestata, ed è stata più volte minacciata anche dopo la caduta dei militari  e alcuni media hanno cercato in tutti i modi di distruggere la sua figura carismatica.

E’ stata la voce che si è fatta sentire quando la maggioranza stava zitta, sia durante la dittatura sia nel periodo della democrazia. Insieme alle altri madri, a las abuelas (nonne) sono la voce di chi non ha più voce, di chi è stato assassinato per i suoi ideali e il loro grido ha fatto sì che in Argentina fossero cancellate le leggi promulgate già in democrazia che impedivano di processare i genocidi e i loro complici. Ancora oggi si stanno tenendo processi ai responsabili del terrore negli anni della dittatura.

Hebe è stata sempre la voce che ha accusato chi vuole chiudere o dimenticare la pagina oscura della storia recente  argentina  in nome della riconciliazione ma anche, specialmente negli ultimi anni, ha denunciato il crescente aumento della povertà e della disuguaglianza a  seguito delle  politiche neo liberiste imposte dal Fondo Monetario Internazionale per restituire quanto  ha concesso al governo precedente presieduto da Macrì.

In alcune interviste rilasciate da poco ha ricordato che quando hanno rapito il figlio Jorge è uscita  in strada disperata, senza sapere cosa poter fare, ma da allora non ha più smesso di lottare e di scendere in piazza

Ha anche detto di sentirsi più in sintonia se las Madres fossero considerate come una organizzazione politica piuttosto che una organizzazione dei diritti umani

Disse di voler essere ricordata come una madre che ha lottato per i 30.000 desaparecidos, per i 30.000 figli o molti di più perché mai si saprà esattamente quanti sono, che è scesa  in piazza per cercare i propri figli  e si è convertita in una referente politica.

“Non sono una donna speciale, soprattutto non mi fate diventare una persona diversa da quello che sono. Non mi farebbe piacere. Per questo dico che il giorno in cui morirò non dovete piangere  ma dovete ballare, cantare e fare una festa nella Plaza (Plaza de Mayo) perché ho fatto quello che volevo, ho detto quello che volevo e ho litigato con tutti come volevo”

Las Madres hanno convocato per giovedì 24 novembre , come ogni giovedì, una Marcha  per omaggiarla  e festeggiarla. Quella di giovedì sarà la Marcha numero 2328. Hebe ha partecipato a  tutte le marcie che sono iniziate nel 1977 (allora erano chiamate Las Locas de Plaza de Mayo) e che tuttora continuano ed ha preso la parola per l’ultima volta nella Marcha n. 2326 del 17 di novembre 2022.

Ha chiesto che le sue ceneri vengano disperse nel luogo dove dal 1977 marcha per tutti i suoi 30.000  figli, la Plaza de Mayo. [Luciano Conconi, ecoinformazioni]

ecoinformazioni ha raccontato Hebe più volte negli anni. Una selezione degli articoli a lei dedicati.

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