Berlusconi come Moro?
Riprendiamo da Radio Popolare l’editoriale di Alessandro Gilioli andato in onda il 12 giugno. «Passi per i funerali di Stato: è la legge a prevederli per gli ex presidenti del consiglio. Passi anche per le esequie celebrate nel Duomo di Milano: la Chiesa Cattolica onori chi vuole, anche un sedicente fedele che non poteva più prendere la comunione.
Ma qualche dubbio sulla proclamazione del lutto nazionale forse invece è lecito, perché il lutto nazionale è invece una decisione politica, discrezionale: e infatti l’ha presa – un po’ a sorpresa- Palazzo Chigi.
Un po’ a sorpresa perché non si ricorda nessun lutto nazionale proclamato per tanti ex presidenti del consiglio se non per Aldo Moro, che tuttavia era morto ammazzato dai terroristi e in circostanze ben diverse da quelle attuali.
E’ un po’ curioso quindi che questo onore sia riservato all’unico ex premier che una sentenza ha definito “delinquente abituale”, che è stato a lungo inibito dai pubblici uffici, che prima del decesso era ancora imputato per diversi reati e che tante condanne ha evitato solo grazie alle leggi e alle prescrizioni fatte da lui stesso quando era a Palazzo Chigi.
Ecco, ora che l’apologia più cieca e omissiva va in onda a reti unificate, è importante non perdere la lucidità di distinguere il piano umano da quello storico-politico.
Il piano umano riguarda i suoi cari, i suoi figli, le persone che gli hanno voluto bene: per loro, massimo rispetto e nessuna parola d’odio.
Il piano storico-politico invece riguarda tutti noi, riguarda tutto questo Paese che Berlusconi ha trattato come una proprietà privata, contribuendo alla sua devastazione, alla sua rifascistizzazione e avvelenandolo alle radici.
Quando muore un potente, spesso si dice: sarà la storia a giudicarlo. In questo caso invece la storia lo ha già giudicato e condannato. E per questa condanna morale, storica e politica non ci sarà nessun giudice da corrompere, nessuna prescrizione, nessun Lodo Alfano, nessun legittimo impedimento. [Alessandro Gilioli, direttore di Radio Popolare]


Indignazione e sgomento
Giuliana Andò
OK Perfetto , lucido e preciso. Scrive un vecchio avvocato docente di diritto in pensione. Basta dire : CHI COMANDA FA …LEGGE. Questa e’ la …nostra democrazia (…)
Per Moro, secondo la sua volontà e della famiglia, non ci furono né funerali di Stato né lutto nazionale. Riporto le parole. La famiglia, che nel pomeriggio del 9 maggio 1978 diffuse un comunicato in cui chiedeva «che sia pienamente rispettata la precisa volontà di Aldo Moro. Ciò vuol dire: nessuna manifestazione pubblica o cerimonia o discorso; nessun lutto nazionale, né funerali di Stato o medaglia alla memoria. La famiglia si chiude nel silenzio e chiede silenzio. Sulla vita e sulla morte di Aldo Moro giudicherà la storia». Durante la sua prigionia lo stesso Moro mandò diverse lettere, alcune delle quali dirette all’allora segretario della Democrazia Cristiana Benigno Zaccagnini, in cui chiedeva che ai suoi funerali non partecipassero «né autorità dello Stato né uomini di partito».
Giulio Goletti 15.6.2023