ecoinformazioni mensile febbraio/ Informazione o propaganda?
Anticipiamo dal mensile ecoinformazioni che sarà distribuito all’incontro Informazione o propaganda? del 23 febbraio dalle 15 a Senna Comasco l’editoriale di Gianpaolo Rosso, Localismo assassino.
Anni fa – come adesso – in Afghanistan la dittatura talebana opprimeva diritti e persone, negava la musica e ogni possibilità di vita degna. Le Donne in nero riuscirono a far arrivare in città una delegazione di attiviste afghane di Rawa e Hawca, impegnate ancora oggi dopo il ritorno dei talebani. Tra loro Habiba Sarabi che sarebbe stata poi ministra del paese, dopo la liberazione. Si trattò di un evento culturalmente, umanamente e politicamente storico.
Sembrava superfluo dover stimolare l’attenzione della stampa ufficiale che invece trascurò l’iniziativa e fu sconfortante la risposta a chi lamentava l’assenza alla conferenza stampa di Espansione Tv: ci spiace ma oggi c’è traffico in città e abbiamo scelto di documentare invece dell’Afghanistan questo fondamentale problema.
La scala dei valori che la quasi totalità della stampa locale utilizza per scegliere, ma anche per raccontare i fatti, determina l’uso perenne dell’ottica macro che impedisce di vedere il contesto e fa diventare la manifestazione globale per il clima terreste, svolta anche a Como, come disastro che ha “paralizzato la città” e, poche settimane fa, su La provincia spinge a commentare con poche righe la Marcia della Pace e tra esse dedicarne troppe alla solita attenzione maniacale alle automobili, disturbate per pochi minuti da chi lotta per la sopravvivenza di interi popoli.
Spesso storici fenomeni globali vengono ridotti a “storie” individuali stimolando empatia, ma senza comprensione della realtà, senza attenzione al necessario conflitto per un Altro mondo possibile e necessario.
C’è una degenerazione nell’informazione e anche nella cattiva politica, che invece di pensare globalmente e agire localmente, ricava dall’attenzione ossessiva al proprio ombelico, al proprio ristretto territorio, alla propria esclusiva comunità, l’imperativo di “pensare localmente e agire globalmente” proiettando le immagini dei dettagli locali a scala globale con ovvie distorsioni pericolose.
È il localismo assassino, quello che ricava dagli interessi locali, o presunti tali, le indicazioni per le scelte regionali, nazionali, europee, globali, quello che si appassiona oltre ogni ipotizzabile perversione non alla carenza dei servizi sanitari in Lombardia o nel mondo, ma all’ipotesi che Varese o Lecco stiano meglio di Como.
La diffusione di questo degenerato punto di vista è forse tra le cause del degrado morale di tanta parte della popolazione divenuta lontana, estranea, talora ostile agli altri e a chi ne difende i diritti, incapace di indignarsi e ribellarsi quando si lasciano morire in mare per la scelta del governo migliaia di persone naufraghe nel Mediterraneo, ma di avere furore civile quando è il nostro canile a essere attaccato. Per combattere i Talebani in casa nostra serve altra informazione, servono grandangolari e teleobiettivi. Basta macro. L’informazione può aumentare l’angolo di campo, aprire le menti alla Pace e alla giustizia globale. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni] [Foto di copertina Andrea Rosso, ecoinformazioni]
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