Tre giorni per ricordare gli scioperi del marzo 1944

Dal 5 al 7 marzo si sono susseguiti alcune occasioni per ricordare gli scioperi antifascisti che, anche a Como e a Lecco, impegnarono 80 anni fa ampie masse di lavoratori e lavoratrici, in tutta l’Italia settentrionale occupata dalle truppe naziste del terzo Reich e oppressa dai fascisti della Repubblica Sociale Italiana.

È una data fondamentale del calendario civile, purtroppo troppo poco considerata, e quindi degna di un particolare sforzo comunicativo.

Il primo incontro si è svolto nella mattinata di martedì 5 marzo nell’auditorium della Biblioteca Comunale di Como, di fronte a un ampio pubblico composto in buona parte da studenti di alcune classi delle scuole medie superiori e da delegate e delegati sindacali. La mattinata (dalle 10 fin quasi alle 13) è stata progettata come un’articolata rappresentazione della complessa situazione che fece da sfondo e diede vita agli scioperi. Per questo, con diversi contributi, è stata raccontata la vita quotidiana e le ripercussioni della guerra, le condizioni del lavoro, le aspirazioni della gente. È stata anche l’occasione per ricollegare le vicende storiche comasche e lecchesi che (pur accomunate all’epoca dalla stessa realtà istituzionale) negli ultimi anni si sono distanziate, e quasi ignorate. Gli approfondimenti derivati dallo studio della documentazione del periodo si sono alternati con testimonianze in prima persona: interviste registrate negli anni scorsi a chi di quelle vicende fu protagonista. Così, il racconto si fa efficace nel restituire le diverse sensibilità, i diversi sguardi, anche le diverse memorie. La storia ridiventa presente vivo, capace di interrogarci e di pretendere risposte non evasive. Per questo, nel corso della mattinata alla ricostruzione delle vicende di 80 anni fa sono state alternate storie dell’attualità, per evidenziare quanto la riconquista dei diritti – seguita alla sconfitta del fascismo – non può mai essere data per scontata e quanto nella vita quotidiana e nel lavoro si annidino storie di fragilità, incomprensione, oppressione. Non c’è parallelismo tra le vicende della deportazione e quelle dello sfruttamento, ma tutte chiedono un impegno di consapevolezza e di opposizione.
Le ultime parole dei testimoni degli scioperi e delle seguenti repressioni – sui sentimenti di gioia, di dolore, di odio, di rifiuto di quell’odio, sulla necessità e sulle criticità delle esigenze di memoria – sono state, per tutti e tutte, particolarmente toccanti.

Il giorno seguente, 6 marzo, ricorrenza esatta degli scioperi comaschi (iniziati alle 10 precise di quella mattina), si è svolta la commemorazione ufficiale al Cimitero monumentale, davanti alla lapide che ricorda i lavoratori deportati della Tintoria Comense, morti nei campi di prigionia del Terzo Reich. L’intervento di Maura Sala, del Centro Studi Schiavi di Hitler, si è principalmente rivolto a ricostruire la quotidianità di quei giorni e la loro tragicità, senza paludamenti di ufficialità e ritualità. Un gruppo di ragazze e ragazzi dell’istituto scolastico Carlo Porta di Erba ha esplicitato la sentita partecipazione, terminando con la lettura di una poesia di Gioconda Belli dedicata al tema dello sciopero.

Il 7 marzo, ricorrenza degli scioperi nel territorio lecchese, un incontro di approfondimento si è svolto nell’aula magna del Liceo Manzoni, alla presenza anche di una delegazione proveniente da Como. Anche questo è stato un modo di riavvicinare le storie delle due città lariane, di ascoltare testimonianze simili, ma non identiche, sulle lotte e sulla loro repressioni, a distanza dal luogo su cui sorgeva una delle fabbriche meccaniche che ne furono teatro. Al termine, il coro di allievi e allieve della scuola secondaria di primo grado Badoni ha intonato alcuni canti dedicati alla Resistenza, compresa una nuova canzone – appositamente scritta – che racconta proprio gli scioperi del 1944 a Lecco.

Tra le manifestazioni collaterali, a Como, bisogna ricordare l’esposizione in Biblioteca Comunale della mostra storica sugli scioperi (realizzata 10 anni fa, in occasione del 70mo anniversario) e di una piccola esposizione bibliografica sul tema, in cui possono essere direttamente verificati alcuni dei fondamentali testi e documenti sull’argomento.

La serie di incontri e commemorazioni è stata voluta e curata dalle organizzazioni sindacali territoriali Cgil-Cisl-Uil e dalla rete delle realtà democratiche antifasciste, con il patrocinio e la collaborazione delle istituzioni locali. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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