Cgil Cisl Uil

Tre giorni per ricordare gli scioperi del marzo 1944

Dal 5 al 7 marzo si sono susseguiti alcune occasioni per ricordare gli scioperi antifascisti che, anche a Como e a Lecco, impegnarono 80 anni fa ampie masse di lavoratori e lavoratrici, in tutta l’Italia settentrionale occupata dalle truppe naziste del terzo Reich e oppressa dai fascisti della Repubblica Sociale Italiana.

È una data fondamentale del calendario civile, purtroppo troppo poco considerata, e quindi degna di un particolare sforzo comunicativo.

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Sindacati contro il negazionismo

L’indegno episodio è accaduto allo Spazio Teatro 89 durante lo spettacolo teatrale Herr Doktor sulla vita di Goebbels. Un docente a Teatro con la sua classe ha contestato urlando la veridicità dei numeri degli stermini nazisti interrompendo l’attrice Beatrice Marzorati mentre elencava le vittime del nazismo. L’episodio è stato condannato dai colleghi del docente e dalla preside dell’Itis Curie-Sraffa di Milano. Cgil, Cisl e Uil di Como sono solidali con l’attrice e giudicano «inaccettabili le posizioni negazioniste, tanto più se affermate da un docente, che dovrebbe fare della memoria un valore fondamentale e primo obiettivo dell’istruzione scolastica». I sindacati invitano l’attrice a presentare anche a Como Herr Doktor.

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27 novembre/ La manovra economica del Governo e il documento unitario Cgil Cisl Uil

Martedì 27 novembre alle 14,30 allo Spazio Gloria a Como, via Varesina 72, si discuterà del tema La manovra economica del Governo e il documento unitario Cgil Cisl Uil, organizzato dai sindacati confederali comaschi. Parteciperanno all’incontro i delegati sindacali, Giacomo Licata, segretario generale Cgil Como, Francesco Diomaiuta, reggente Cisl dei Laghi e Salvatore Monteduro, segretario generale Uil del Lario.

«La manovra del Governo, pur rappresentando una prima inversione di tendenza – sottolineano i sindacati nel documento che indica le priorità della Legge di bilancio 2019 – mostra elementi di inadeguatezza ed è carente di una visione del Paese e di un disegno strategico che sia capace di ricomporre e rilanciare le politiche pubbliche finalizzate allo sviluppo sostenibile e al lavoro. L’utilizzo degli oltre 22 miliardi di spesa previsti in deficit dalla manovra deve essere finalizzato a nuove politiche che mettano al centro il lavoro e la sua qualità, in particolare per i giovani e le donne, che siano in grado di contrastare l’esclusione sociale e la povertà; che determinino processi redistributivi e di coesione nel Mezzogiorno; che prevedano investimenti in infrastrutture materiali e sociali; innovazione, scuola, formazione e ricerca, prevenzione e messa in sicurezza del territorio e che sostengano le politiche industriali. La manovra traccia, invece, un percorso diverso: mancano le risorse per gli investimenti poiché si privilegia invece la spesa corrente, si preannunciano ulteriori tagli e si introducono misure che non determinano creazione di lavoro, ma rischiano di rappresentare mere politiche di assistenza. Il contrasto alla povertà è senza dubbio una priorità per il Paese, ma la povertà non si combatte se non c’è lavoro e non si rafforzano le grandi reti pubbliche del Paese: sanità, istruzione e servizi all’infanzia e assistenza. Del tutto assenti sono i riferimenti all’innovazione nella Pubblica Amministrazione e al rinnovo dei contratti in essere e di quelli futuri». Su questa base Cgil, Cisl e Uil intendono aprire il confronto con il governo sostenendo le proposte. [giu.r]

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