Giorno: 7 Marzo 2024

8 marzo/ Le città sono di tutt3/ Le iniziative Arci a Como

Arci nel 2024 dedica la Giornata internazionale dei diritti delle donne a tutte quelle donne che in tutto il mondo lottano tutti i giorni per i diritti di tuttɜ, con lo slogan “Le città sono di tuttɜ”. Vogliamo rivendicare il diritto a vivere tutti gli spazi con i nostri corpi non maschili: le donne, le ragazze, le soggettività non binarie vogliono finalmente vivere la città, i territori più marginali, la casa, di giorno e di notte, senza paura.

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8 marzo/ Confine/ I giusti a Figino Serenza

La scuola secondaria di primo grado “Gino Strada” dell’IC di Figino Serenza e Novedrate (CO) cinque anni ha inaugurato nell’area esterna della scuola il Giardino dei Giusti dedicato a tre giovani volontari dell’associazione Sprofondo, morti tragicamente di ritorno da un viaggio a Sarajevo nell’inverno del 2000 Annalisa Galimberti, Katia Cella e Gabriele Colombo. La Giornata dei Giusti ufficialmente è il 6 marzo, ma per esigenze interne della scuola la cerimonia di ampliamento del Giardino dei Giusti di Figino S.za/Novedrate sarà  venerdì 8 marzo pv alle ore 10.00 presso la scuola secondaria di primo grado “Gino Strada”.

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Tre giorni per ricordare gli scioperi del marzo 1944

Dal 5 al 7 marzo si sono susseguiti alcune occasioni per ricordare gli scioperi antifascisti che, anche a Como e a Lecco, impegnarono 80 anni fa ampie masse di lavoratori e lavoratrici, in tutta l’Italia settentrionale occupata dalle truppe naziste del terzo Reich e oppressa dai fascisti della Repubblica Sociale Italiana.

È una data fondamentale del calendario civile, purtroppo troppo poco considerata, e quindi degna di un particolare sforzo comunicativo.

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Luciana Castellina/ Machismo debordante anche nel ’68

Un riflessione sul rapporto tra il femminismo e il movimento sessantottino che Luciana Castellina ha regalato oggi al gruppo Politiche di genere dell’Arci. «Nel mio ricordo del ’68 – che pure è piuttosto vivo perchè, seppure da collocazione anomala ( avevo 20 anni di più dei protagonisti), l’ho vissuto in pieno – il femminismo francamente non c’è. Non perchè in quell’anno non fosse ancora nato – che lo era –  bensì perchè col movimento non si incontrò, anzi si scontrò, e però questo accadde più tardi. Visse inizialmente  parallelo, mentre le donne che dal 68 si fecero coinvolgere – e furono moltissime – accettarono di subire il machismo debordante del movimento: pochissime presero la parola nelle assemblee sebbene attivissime nella lotta, e tutte si accontentarono senza proteste di esser definite “angeli del ciclostile”. Se si dice invece che il femminismo fu figlio del 68 è, temo, perchè viene confuso con la libertà sessuale, un mutamento enorme di costumi che ci fu ma che tuttavia è tutt’altra cosa.

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