Auser Lombardia: il valore sociale del volontariato
31.515 persone assistite; 8.518.404 chilometri effettuati; 44.989 telefonate di compagnia. Questi i principali numeri di Auser in Lombardia. Moltiplicando le 897.239 ore di volontariato effettuate, ovviamente a titolo gratuito, per l’indicatore di valore simbolico europeo (16,37) si ottiene una corrispondenza pari a 14.687.802 euro: il volontariato ha un valore sociale che diventa economico e strategico.
Una giornata dedicata da Auser Lombardia ai suoi volontari per rendere loro omaggio, per riflettere sui cambiamenti in atto, per essere sempre al passo con i tempi: l’appuntamento ha ancora più significato se si pensa che nel 2024 si festeggiano i 35 anni dalla nascita dell’associazione. Venerdì 28 giugno a Milano, presso la Fondazione Emit Feltrinelli, sono stati presentati tanto i frutti quanto le motivazioni profonde dell’impegno dei volontari Auser lombardi. La presentazione del bilancio sociale con i dati 2023 di Auser Lombardia ODV/APS – ETS (disponibile sul sito www.auser.lombardia.it) è stata, infatti, seguita dal dialogo con Carla Facchini, autrice del libro “Impegnarsi per gli altri – Valori e vissuto dei volontari Auser in Lombardia” (https://www.francoangeli.it/Libro/Impegnarsi-per-gli-altri?Id=29153), e da una tavola rotonda di approfondimento.

Rosa Romano (Responsabile della Progettazione e della Rendicontazione di Auser Lombardia) ha introdotto la giornata spiegando le ragioni di questo evento e specificando che è necessaria una profonda riflessione su come e perché il volontariato si stia modificando, sulle criticità e sulle nuove opportunità emerse anche alla luce della Riforma del Terzo Settore.
Primo protagonista è stato il Bilancio Sociale 2023, commentato da Angelo Vertemati (Presidenza Auser Lombardia): “I dati sono tutti in crescita – ha dichiarato – a partire dagli associati che a fine 2023 raggiungono quota 68.511; i volontari e le volontarie che sono cresciuti rispetto all’anno precedente e sono in totale 8.405. Anche i servizi di aiuto alla persona mostrano dati molto positivi, dalle 31.515 persone assistite agli 8.518.404 chilometri effettuati, dai 57.898 pasti consegnati alle 44.989 telefonate di compagnia”. È impressionante pensare che moltiplicando le 897.239 ore di volontariato effettuate, ovviamente a titolo gratuito, per l’indicatore di valore simbolico europeo (16,37) si ottenga una corrispondenza pari a 14.687.802 euro: il volontariato ha un valore sociale che diventa economico e strategico. La crescita si osserva anche per tutte le attività di promozione sociale quale l’offerta culturale (Università Popolare, Università della Terza Età, corsi, conferenze e seminari, visite a mostre e musei, spettacoli teatrali e molto altro: 36.825 i partecipanti totali), il turismo sociale (299 iniziative organizzate nel 2023), l’inclusione sociale, il sostegno alle persone migranti (17.894 i fruitori totali), il volontariato civico. Al momento la rete Auser può contare in Lombardia su 431 sedi. “Auser si è costituita in Rete Nazionale, iscritta al Runts – prosegue Vertemati – e si dimostra capace di crescere e di rispondere in modo sempre più diffuso ai bisogni delle persone, in particolare anziane e fragili”.
La seconda parte della mattinata è stata dedicata ad una riflessione qualitativa sul volontariato, sulla sua importanza sociale e sulle prospettive future, ragionando sui risultati della ricerca effettuata su 500 volontari Auser della Lombardia e raccontata in maniera dettagliata nel volume “Impegnarsi per gli altri – Valori e vissuto dei volontari Auser in Lombardia” realizzato dalla Prof.ssa Carla Facchini ed edito da FrancoAngeli.
Con un’intervista approfondita all’autrice, la giornalista Laura Defendi ha illustrato i risultati dell’analisi svolta. “In Italia non esistono molte pubblicazioni relative al volontariato svolto da persone anziane, al contrario di ciò che avviene nei paesi anglosassoni – ha osservato Facchini – e Auser ha dunque compiuto un’ulteriore azione meritoria investendo in questa direzione. Sono stati analizzati diversi indicatori, messi in relazione con i dati ISTAT disponibili, e i risultati dimostrano che chi svolge volontariato gode di una buona autostima, di relazioni sociali ricche e diffuse, di stimoli culturali interessanti, di una percezione della propria salute migliore rispetto a coloro che non svolgono attività a favore della comunità. Fare volontariato è benefico da ogni punto di vista, sia per il valore dell’aiuto donato agli altri che per i risvolti positivi sulla vita dei volontari stessi”.
A seguire si è svolta una tavola rotonda, moderata sempre da Defendi, durante la quale le tematiche cardine della giornata sono state commentate da molti punti di vista.
Luigi Bobba (Presidente Terzjus) ha efficacemente osservato che un’organizzazione a rete come quella di Auser è un catalizzatore di energie e che “permette a tutti di suonare lo stesso spartito pur suonando strumenti diversi”.
Fulvia Colombini (Presidente Auser Lombardia) parla del volontario Auser, che ha uno stile di vita che lo porta a “Fare, saper fare e saper condividere”: è un volontariato organizzato, che permette anche a persone anziane (l’80% dei volontari Auser è ultrasessantenne) di essere risorsa e ottimizzare tempo ed energia, portando alla crescita continua dell’associazione. Fondamentale anche la prospettiva della co-programmazione e della co-progettazione con le amministrazioni locali e con gli enti pubblici. Auser ama l’intergenerazionalità, i giovani lo sanno e ci guardano con attenzione: “In questi giorni abbiamo ricevuto diverse e-mail di ragazzi che chiedono di fare volontariato con Auser durante i mesi estivi: ci vedono e vedono ciò che facciamo, questo credito sociale merita di essere speso per creare un nuovo, positivo sistema per rispondere ai cambiamenti”. Il ruolo delle Associazioni del Terzo Settore che vengono chiamate ad un ruolo pubblico nella realizzazione del welfare di prossimità e ad essere protagoniste di politiche di prevenzione per sostenere l’invecchiamento attivo e in salute, in effetti, è in evoluzione. Anche il ruolo dei volontari diventa sempre più impegnativo, vengono richieste sempre più la conoscenza delle situazioni complesse, l’aderenza dei comportamenti alle nuove regole, c’è bisogno di formazione continua, di coinvolgimento sulla gestione dell’associazione, di motivazione sociale. Auser Lombardia è impegnata attivamente in questo processo di cambiamento e scommette su un’ulteriore crescita della Rete.
Filippo Viganò (Presidente CSV Lombardia) si sofferma sul rischio della crisi demografica e dell’espatrio di molti giovani italiani che preferiscono lavorare all’estero: “I giovani hanno fiducia in tre cose: la ricerca, la famiglia e il volontariato. Con il nostro comportamento e con un volontariato propositivo dobbiamo cercare di essere uniti e coesi, per risultare più efficaci nel dialogo con le istituzioni e per creare migliori condizioni per le nuove generazioni. Il volontariato è palestra di solidarietà”. Mara Tognetti (Direttrice collana «Scienze e Salute», FrancoAngeli Editore; Docente di politiche sociali) parte dal libro di Facchini e dice che i volontari Auser sono fuori squadra rispetto alla tendenza fluida e migrante da un’associazione all’altra vissuta da molte persone: i volontari Auser hanno un senso di appartenenza fortissimo e serve una riflessione, partendo da loro, sul modello organizzativo del futuro e su come le associazioni debbano essere appetibili, al di là della comunicazione e del marketing. Paola Santoro (Esecutivo nazionale ASC – Arci Servizio Civile) proprio ieri era in un’aula di formazione e si è sentita dire da un ragazzo “la nostra è una generazione senza futuro”; non è così. “Si tratta di una scelta, le domande che noi di ASC riceviamo per prestare servizio civile sono almeno il doppio di quelle che possono essere approvate secondo il bando nazionale. Il passaparola e la voce dei pari, della scuola e della famiglia sono più potenti dei social per veicolare informazioni, valori e prospettive”. Auser accoglie i ragazzi in servizio civile, ha avviato la Leva Civica, ha studenti universitari in stage e studenti delle superiori in alternanza scuola-lavoro, promuove progetti intergenerazionali. Molti giovani che hanno prestato servizio civile in Auser sono poi diventati dipendenti o collaboratori dell’associazione.
Daniele Gazzoli (Segretario Generale SPI Lombardia) apprezza molto il fatto che Auser cresca proprio in un momento storico in cui per molte realtà è difficile trovare volontari. Sull’esempio di Auser, sottolinea inoltre che il volontariato debba essere sempre integrativo e gratuito, senza alcuna competitività verso chi eroga i servizi.
Ulteriori spunti sono arrivati dal videomessaggio di Elena Lucchini (Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità di Regione Lombardia), che ha elencato anche i progetti di successo realizzati con Auser Lombardia citati nel bilancio sociale.
Le riflessioni conclusive della giornata sono affidate a Domenico Pantaleo (Presidente Auser Nazionale): “Con l’emersione, la valorizzazione e la certificazione delle competenze è stato dato uno strumento in più per attrarre le persone verso il volontariato – dice Pantaleo – e ciò vale anche per chi lavora, perché l’impresa può favorire la cittadinanza attiva e il volontariato. Stesso discorso per la scuola, ai ragazzi non devi trasmettere nozioni ma amore per la vita vissuta e per la formazione permanente. Oggi ci sono stati presentati un bilancio sociale estremamente significativo e un libro che apre una riflessione potente: le persone sono diverse, esprimono bisogni diversi e hanno il diritto di ricevere risposte adeguate. Non siamo tutti uguali e abbiamo il diritto di non esserlo. L’individualismo imperante è il contrario del volontariato. Il diritto allo studio e a frequentare l’università in Italia è debole, dobbiamo far crescere competenze e sensibilità perché la ricerca ci conferma che la cultura è fattore facilitante verso la solidarietà, così come lo è la partecipazione sociale nei corpi intermedi che deve essere valorizzata. Abbiamo appena festeggiato i 35 anni di Auser Nazionale, contiamo in Italia circa 35mila volontari e penso che le reti, come la nostra, debbano fare un salto culturale; i giovani propendono per le fasi progettuali, più che per le fasi operative. Il volontario non può essere solo un puro esecutore, deve essere coinvolto anche nell’inventare qualcosa di nuovo. Questo è un punto determinante nello sguardo al futuro”.
[Sara Bordoni – Ufficio Comunicazione Auser Lombardia]

