Video/ Con la Cgil contro il turismo oppressivo a Como
Nel circolo Arci Joshua di Como Albate, il 4 luglio, la Cgil ha sviluppato per i suoi iscritti e per tutt3 un importante incontro dedicato al turismo a Como centrato sulle condizioni di lavoro frequentemente oppressive e della qualità della vita sempre decrescente connesse con l’eccesso di turismo di rapina nel territorio lariano.

Dalle 19, due ore intense di relazioni e dibattito, seguite da un gustoso aperitivo e dal Pop core dj set. La tavola rotonda, moderata dal giornalista di Internazionale Luigi Mastrodonato, con gli interventi di Roberta Minazzi Università Insubria), di Gabriele Pasqui (Politecnico Milano), del segretario della Filcams Cgil Como Fabrizio Cavalli, della responsabile sindacale a Villa d’Este Altea Verga e di un laureando all’Insubria a cui sono seguiti gli interventi dal pubblico di Fabio Frigerio, segretario Sunia Cgil, dell’Arci e di Riccardo Soriano, Fuori Fuoco e, in conclusione il forte appello alla solidarietà con la Palestina. Per l’Arci una grande soddisfazione nell’ospitare un’occasione di approfondimento e dibattito dal punto di vista dei cittadin3 de3 lavorator3 (raramente coincidente con quello delle azinde del settore) sul turismo malato che ha gravissime conseguenze in città con una quasi inesistente redistribuzione sociale dei profitti generati da grandi flussi di persone, assorbimento per fini turistici, a esclusivo beneficio delle strutture ricettive, di buona parte della disponibilità di case e conseguente lievitazione dei prezzi, mercificazione del territorio con insensati affollamenti di persone in zone ristrette dove più alto può essere il profitto per i privati e abbandono della maggior parte del patrimonio naturale e storico del Comasco, neppure toccato dal turismo indegno, mordi e fuggi. Nell’incontro si è denunciata anche la condivisione da parte dell’amministrazione pubblica, del capoluogo e non solo, di una visione del turismo focalizzata su quello di lusso e prostrazione a esso di ogni intervento nella completa mancanza di politiche condivise con le parti sociali per rendere l’afflusso di persone in città risorsa e non problema oppressivo per i residenti e per i turisti stessi. Il punto di vista delle lavoratrici del settore ha offerto l’evidenza delle difficoltà per relizzare l’indispensabile maggiore sindacalizzazione del settore ostacolata dalla paura della non riassunzione in un comparto nel quale il lavoro temporaneo, stagionale, fortemente centrato eslcusivamente sulle esigenze delle aziende e sul ricorso all’indennità di disoccupazione è la regola. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]












