Sgombero estivo in via Regina: lettera aperta di Luigi Nessi

Intorno alle ore 7 del giorno 23 luglio 2024, le forze di polizia hanno provveduto allo sgombero degli spazi dell’ex supermercato Leader Price in via Regina Teodolinda a Como, da qualche tempo utilizzato come luogo di sosta e di pernottamento da alcune persone senza fissa dimora, native o migranti.

Così scrive in un comunicato la Polizia di Stato: «[…] Il servizio è stato organizzato dalla Questura di Como ed ha visti impegnati alcuni equipaggi della Polizia di Stato, della Polizia Locale di Como ed infine personale specializzato di Aprica, i quali al termine delle operazioni di controllo di Polizia, hanno provveduto allo sgombero delle varie masserizie e dell’immondizia accumulata nel tempo, ripristinando l’ordine e l’igiene dei luoghi. In totale sono stati controllate 12 persone, di cui 3 cittadini italiani, 3 stranieri regolari e 6 cittadini stranieri irregolari sul territorio […]»
Le persone sotto state portate in questura, e un «28enne è stato arrestato e accompagnato presso la Casa Circondariale di Como» poiché interessato da un provvedimento del Tribunale di Como in riferimento a una rapina.

L’operazione di questa mattina rimette in evidenza la situazione delle persone senza fissa dimora a Como e nei circondario, a cui le istituzioni da tempo negano una qualsiasi soluzione, cercando solo di inasprire le condizioni “di vita”, nella speranza che il territorio sia definitivamente riconosciuto come “inospitale” da coloro che sono in condizione di fragilità, povertà, emarginazione o anche solo in movimento.

Su quanto accaduto oggi, Luigi Nessi ha scritto una «LETTERA APERTA al sig. Prefetto e al sig. Sindaco di Como», che riportiamo integralmente:

«Stamane. dopo aver saputo dello sgombero dell’ex Supermercato sito in Via Regina, poco prima di entrare sulla va Grandi, di fronte al termine del Cimitero Monumentale, mi sono recato lì.

Un gesto di solidarietà per le persone che hanno vissuto quel luogo, ora tutto bello pulito e ordinato… confesso che mai ho visto quello spazio così lindo… Eppure persone senza fissa dimora vi avevano trovato un tetto, un rifugio, amicizia e socialità.
Era nata un piccola comunità e tanta solidarietà. Questo senza che quelle persone che la frequentavano abbiano creato fastidio ai nostri concittadini.

Con questa lettera, vorrei ragionare, permettendomi di chiedere a Voi, che siete le massime autorità in Como, come è possibile aver effettuato uno sgombero, aver buttato fuori da quel capannone persone – sottolineo persone – senza dar loro alcuna alternativa, senza dar loro un indirizzo, senza un dialogo costruttivo, senza alcuna condivisione con le tante forze “buone” presenti a Como. Dove andranno questa sera, e nelle prossime, quelle persone?
In qualche androne di palazzo, presso qualche chiesa, in qualche altro luogo buio della nostra città.

Lascio perdere discorsi quali etica e umanesimo, ma mi permetto di ricordare a Voi, che dovreste di questo, essere i garanti, quegli articoli della nostra Costituzione che vengono declamati negli appuntamenti del 25 Aprile e del 2 Giugno… articoli che dovrebbero essere il vostro e nostro “Vangelo”.

Parlo dell’art. 3: è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando le libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. O dell’art. 10 che recita: lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese, l’effettivo esercizio della libertà ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica..

Lascio perdere la recente storia della nostra città… l’Abbondino d’oro a don Roberto Malgesini.
Quello che diceva ha avuto, da tutti, seguito?… E la solidarietà che ha fatto conoscere la nostra città persino all’estero, e che si esprime nella nostra periferia, da parte di tante comunità, in particolar modo Rebbio.

E allora? Da stamane mi pongo una domanda: come si comportano le istituzioni della nostra città? Come si esprime la Como città di frontiera, la città solidale, la città accogliente? La città di Scalabrini, di don Guanella, di Perlasca, di Achille Grandi, di don Roberto?
Quale la proposta? Una Como accogliente magari per i più ricchi, per il turismo, ma sempre più chiusa verso i più deboli e fragili che arrivano da altri Paesi?

Sarebbe gradita, anche per ragionare e dialogare, una Vostra risposta.

Grazie e distinti saluti.

Luigi Nessi di Sinistra Italiana e di Como senza Frontiere»

Como senza frontiere condivide quanto espresso da Luigi Nessi e chiede con forza alle istituzioni, così come alle realtà sociali, culturali e politiche, di intervenire per riportare a Como, insieme a un clima di accoglienza, le condizioni per il soddisfacimento dei diritti inalienabili di tutte le persone.

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