29 novembre/ L’hiv esiste

Il 29 novembre alle ore 18 pall’Enaip di Como in via Dante Alighieri n. 127, avrà luogo il convegno di LILA Como ODV con la collaborazione di ENAIP, in occasione del 1° Dicembre “Giornata Mondiale contro l’AIDS”.

“Il titolo del convegno è L’HIV ESISTE E RIGURADA TUTTI E TUTTE: PARLIAMONE! Il
cui scopo è raggiungere gli obiettivi UNAIDS del 2030 e arrivare a zero diagnosi di HIV
I dati annuali del COA-ISS riferiti al 2023, da poco pubblicati, segnalano e confermano diverse
criticità nel quadro epidemiologico italiano relativo all’HIV/AIDS. La principale è rappresentata,
ancora una volta, dal fenomeno delle diagnosi tardive che restano a livelli molto
alti, rappresentando il 60% del totale delle nuove diagnosi annuali. Altro elemento d’attenzione è
costituito dalle fasce di popolazione più anziane e dei grandi adulti che sembrano più esposte a
gravi ritardi nelle diagnosi. Sembra consolidarsi, infine, la tendenza al rialzo delle nuove diagnosi di
HIV e di AIDS che nel 2023 sono state 2349, mentre nel 2022 erano 1888. In questo quadro non è
un caso che, più di un terzo (il 35%) di chi ha effettuato il test, lo abbia fatto perché già presentava
sintomi correlati ad una infezione avanzata; questo è stato, peraltro, anche nel 2023, il primo motivo
di esecuzione dei test. Sono soprattutto i maschi eterosessuali a fare il test solo quando si
manifestano sintomi correlati (il 40,5%); meno del 20% sono le persone che hanno eseguito il test
perché consapevoli di aver avuto rapporti sessuali non protetti e questo accade con più frequenza tra
gli MSM. Secondo la LILA, questi dati confermano come alcuni gruppi di popolazione, a causa di
un’informazione scarsa o scorretta, non si percepiscano a rischio: “Principalmente si tratta di
uomini e donne eterosessuali, soprattutto in età matura, che, tuttora, ritengono l’HIV un problema
solo di presunte categorie a rischio – gay, prostitute,consumatori di droghe categorie nelle quali
non si riconoscono –spiega  la presidente Giusi Giupponi- il fatto che tutti i rapporti sessuali
vadano protetti non è compreso dalla generalità delle persone e questo è frutto della storica
assenza in Italia di politiche di prevenzione serie, mirate e scientificamente corrette”. Promuovere
il test e rimuovere il più possibile le barriere che ostacolano l’accesso ai servizi (richieste di
documenti, orari scomodi, paura dello stigma o atteggiamenti stigmatizzanti da parte dei sanitari,
mancato rispetto della privacy e dell’anonimato) è, dunque, una priorità assoluta. Fondamentali per
la promozione del test sono i servizi offerti da associazioni e communities, tanto che UNAIDS
prescrive che siano loro affidati almeno il 30% dei servizi di testing. L’approccio non burocratico, la
presenza di operatori pari, la garanzia di anonimato favoriscono, infatti, il contatto con quei gruppi
di popolazione che temono il contatto con i servizi “ufficiali”. Rileviamo, a tal proposito, che, tra
chi ha ricevuto una nuova diagnosi, il 12,2% abbia eseguito il test cogliendo l’occasione offerta
da campagne informative o di screening, sul modello di quelle offerte da LILA e altre associazioni.
Si tratta di un dato in crescita; nel 2022 le nuove diagnosi emerse da queste iniziative erano state il
9% circa: “E’ un elemento – commenta la presidente – che conferma la necessità di differenziare,
semplificare e rendere più “friendly” l’accesso al test anche incentivando gli ambienti non sanitari
come il nostro, tutti fattori che possono favorire le diagnosi precoci”.

Ribadiamo che L’HIV ESISTE E RIGUARDA TUTTI E TUTTE

Il nostro obiettivo è abbattere il pregiudizio con la comunicazione, informando, sensibilizzando
ogni persona, per rendere ognuno di noi consapevole che se abbiamo corso un rischio, dobbiamo
fare un test HIV, e se ci attiviamo si può raggiungere l’obiettivo di UNAIDS del 2030 di arrivare a
zero diagnosi di HIV. [Giusy Giupponi, presidente nazionale Lila]

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