Testi/ 25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024
Sintesi di tutti gli interventi svolti nell’incontro 25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 a cura di alliev3 della Scuola Castellini, impegnati in uno stage al circolo Arci ecoinformazioni di Como. I testi NON RIVISTI DAGLI AUTOR3 sono stati ottenuti da trascrizioni automatiche e modificati con intelligenza artificiale. I numeri alla fine dei titoli si riferisco ai video pubblicati nel canale youtube di ecoinformazioni. Playlist di tutti i video



25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2972
È un piacere, ringrazio Vad anche per la scelta della sala, perché comunque la Sala margherita l’abbiamo scelta appunto per fare queste iniziative. La presentazione in una sala della scuola, però credo che possa essere utile per tutti.
Parto subito con un grazie, grazie da parte mia, nostra e della comunità, perché 25 anni di storia di un’associazione sono sempre tanti. Un’associazione come Hauser, che pensa agli altri, ancora di più. Quindi, avete iniziato nel luglio del 1999, c’era il ragazzo a fare il presidente, quindi grazie Flavio, adesso ci sei tu.
Sono anni importanti, sono anni di vicinanza alle persone che hanno delle difficoltà, sono anni che ci ricordiamo tutti, dove insieme abbiamo passato anche il periodo della pandemia, dove, nonostante tutto, voi ci siete sempre stati. Quindi grazie di esserci. Credo che sia proprio un messaggio che deve passare per tutta la comunità: un’associazione importante, un’associazione che si basa sui volontari.
Volevo leggere un passaggio che avevo trovato e che ho messo anche nel libro, perché mi sembra comunque importante. Poi, io che vengo sempre dal mondo delle associazioni, sono particolarmente orgoglioso quando si parla di volontari che mettono a disposizione il loro tempo in maniera gratuita. Anche questa mattina vi vedo in tantissimi, quindi è una bella soddisfazione.
Volontari, volutamente usato e scritto in maiuscolo, che usano la testa per pensare, le orecchie per ascoltare, la bocca per parlare con ragion veduta e il cuore per esprimere tutta la loro generosità nei confronti degli altri. Ecco, questo credo che sia Hauser: vicinanza alle persone, a tutte le persone, vicinanza da 25 anni. E quindi posso solo dire: vi auguro altri 25 anni, almeno, di associazione. Grazie, grazie a tutti, grazie.



25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2973
Dicevo al Comune di Appiano Gentile, perché oltre alla loro presenza, come era previsto, come dicevo, hanno anche patrocinato il nostro evento e il libro che oggi andiamo a presentare. Questo dà sicuramente smalto all’associazione ed è un riconoscimento dell’attività che svolgiamo. E tutto sommato, diciamo anche che ci siamo attestati positivamente con l’amministrazione di Olgiate Comasco e anche con quella di Appiano Gentile, appena avviata da qualche mese a questa parte.
Prima di proseguire, volevo qui ricordare la recente scomparsa del nostro volontario Abramo Corti, che oggi lo avremmo sicuramente visto presente a questo nostro evento, perché ha sempre partecipato ed è sempre stato presente a tutte le attività di Hauser. Come avremmo festeggiato ben volentieri anche Pia Pasquali, altra nostra volontaria che è morta quest’anno, purtroppo. Ricordiamo invece nel nostro libro anche Vittorio Cesana, ex sindaco di Oggiate Comasco, volontario di Hauser, e Albino Garzon, scomparsi entrambi purtroppo negli anni precedenti. Li ho voluti ricordare e chiedo cortesemente alla sala un breve momento di raccoglimento per salutarli tutti.
Proseguo con i ringraziamenti che sono doverosi e vanno a enti, associazioni, imprese produttive locali, al sindacato della Cgil, alla Camera del Lavoro e al sindacato dei pensionati Spi-Cgil, il Consorzio dei Servizi Sociali. Cito tutti quelli che di fatto hanno contribuito alla realizzazione del libro, che ci hanno dato una mano per poterlo realizzare. Il Consorzio dei Servizi Sociali dell’Oggiatese, presente il direttore Andrea Catelli, che poi ci porterà i suoi saluti. E penso non solo Hauser regionale Lombardia, qui presente come dicevo prima Fulvia Colombini, a cui abbiamo chiesto di chiudere la nostra iniziativa di oggi. La Cgil, Camera del Lavoro di Como, Sandro Estelli, era previsto che ci fosse, ma un impegno lo ha trattenuto, quindi non può essere presente. Ovviamente manda i saluti a tutti.
La Cgil Sindacato di Como, che è il sindacato dei pensionati, è qui presente con Marinella Magnoni, che ringrazio per la presenza, segretaria generale provinciale, e ovviamente anche per lei è previsto un suo intervento. La Spi Cgil Sindacato dei Pensionati della Lega dell’Oggiatese è rappresentata da Marina Marzoli, fino a un mese fa segretario della Lega SP, che ha lasciato un contributo scritto riportato nel libro. Saluto anche Paolo Restelli, nuovo segretario della Lega SP di Oggiate Comasco.
Inoltre, sto sempre parlando di coloro i quali hanno sostenuto la promozione di questo libro: la produzione, le imprese locali, i giornali di Oggiate, che poi conoscerete meglio perché presenteranno il libro. La Brix, la Bici Cantù, la Taiana Gentile, Rizzato, Bitex, Bulgheroni, FK. Per chi non lo sapesse, sono i ristoranti del Sarai e del Queen, qui di Oggiate Comasco, il Banconiere, Dental Haus e la Carrozzeria Farina. Li abbiamo invitati tutti a essere presenti, non so se sono qui, ma gli inviti sono stati mandati a tutti. In ogni caso, a tutti veramente un grazie e sincero ringraziamento.
Prima di procedere, un caro e grande abbraccio alla nostra Tina Frangi. In associazione era la responsabile, lo è ancora finché riprenderà le proprie normali attività organizzative. Era un punto di riferimento importantissimo per l’associazione, una colonna portante, in quanto responsabile dell’organizzazione degli accompagnamenti dei nostri soci con i mezzi dell’associazione. Ancora oggi purtroppo è costretta a curarsi e si trova attualmente presso la Casa di Riposo di Solbiate per curare i postumi di una caduta accidentale avvenuta proprio fuori dall’Hauser, uscendo dalle attività quotidiane che svolgeva. Il 31 ottobre scorso. Sono certo quanto ci teneva ad essere presente oggi, e credo che a nome di tutti noi vadano i migliori auguri di buona guarigione.


25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2975
E due cose. Innanzitutto, vi porto i saluti a nome di tutti i sindaci aderenti al Consorzio. La prima cosa che volevo dire, un po’ più istituzionale, è legata al grande lavoro che stiamo facendo anche con il Piano di Zona sul concetto di comunità e sull’assunzione di responsabilità da parte di tutti i membri della comunità. La comunità e chi ha bisogno non è solo l’ente pubblico, il comune, i servizi sociali o le istituzioni, ma la comunità sono anche tutte quelle relazioni che voi, come volontari, e con il lavoro che fate, dimostrate essere indispensabili. Però, questa parte qui poi il sindaco, magari, arriverà anche il sindaco di Appiano Vladimiro e avrete modo di parlarne.
Io volevo dirvi un’altra cosa, più personale: molti di voi li conosco da tanto, tanto tempo. Flavio si ricorderà una partita di carte più di 30 anni fa, ancora mi ricordo. Ti ricordi il poker di donne che ha fatto Flavio a casa sua? Vladimiro lo conosco da una vita, Giordana, Lella, Marilena… Ecco, io vorrei dirvi che voi portate un grande valore, non solo per quello che fate, ma anche per l’umanità e per come lo fate, per la qualità delle relazioni che sapete coltivare, che è altrettanto importante quanto fare tante cose, farle bene e farle con umanità.
Quindi, dal mio punto di vista, vi volevo dire che in un momento storico in cui tutti sono molto presi nell’apparire, sui social, su Facebook, ecco, voi fate, e prima ancora di fare, siete come persone e come uomini. E quindi il mio augurio è che nei prossimi 25 anni continuiate a non perdere questo valore della qualità delle relazioni e la qualità dell’umanità che voi, in silenzio, tutti i giorni fate. Quindi, davvero, dal cuore, vi ringrazio.



25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2976-2976
Presenti anche i carabinieri di Olgiate, i finanzieri di Olgiate, la Guardia di Finanza e la Polizia Municipale. Grazie veramente perché avete accolto il nostro invito e vedo che siete presenti con la massima rappresentanza. Non è un caso, ma nella nostra storia abbiamo fatto anche delle iniziative, magari voi allora non c’eravate, delle iniziative soprattutto di tutela delle persone anziane rispetto alla sicurezza. Sicurezza intesa nella propria abitazione, anziché lungo la strada, contro i furti, purtroppo ancora abbastanza frequenti oggi.
Gli anziani avevano bisogno, ed avranno ancora bisogno, di avere dei momenti di approfondimento, di valutazione, di lettura su come ci si deve muovere in questo campo, e grazie anche a loro sappiamo di essere più sicuri, ma non abbastanza sicuri, considerando l’età avanzata delle persone anziane che non sono sempre in grado di gestire le proprie situazioni in modo normale.
Un’altra comunicazione: abbiamo qui presente Paolo Rosso, che ringrazio per essere presente. Ha colto al volo la mia proposta di essere qua oggi e di essere con ARCI. Lo conosco da anni, e effettuerà una ripresa della nostra attività. Lo conosco da anni perché ci siamo incontrati anche nelle scuole, al liceo scientifico soprattutto, per le iniziative che lì vengono svolte con gli studenti, come è avvenuto anche ieri. Inoltre, il giornale di Oggiate sta riprendendo la nostra iniziativa in streaming, quindi in diretta. “Qui Como”, un social al quale tutti possono accedere, sta riprendendo la nostra iniziativa. Ben venga anche questa possibilità di informazione e comunicazione, perché permette anche alle persone assenti di poterci seguire oggi. Grazie veramente tanto per questa disponibilità.
Ora do la parola a Nicola Gini. Diversi di noi lo conosciamo, è il responsabile della redazione del giornale di Algiate, e gli ho chiesto cortesemente di gestire lui il percorso di questo libro. Va anche detto che ci abbiamo lavorato parecchio tempo assieme, per alcuni mesi, fin da quando è nata l’idea fino all’ultimo giorno, quando il libro è stato stampato. Prego, Nicola, di accomodarsi.
Grazie ad Auser, in particolare, per questo percorso che abbiamo condiviso insieme. Trovarsi, come abbiamo fatto con Vladimiro, e dire “facciamo un libro” può sembrare una cosa rapida e semplicissima. Farlo, invece, è un altro paio di maniche.
Allora, vi voglio raccontare non tanto quello che c’è nel libro, perché poi avrete modo, spero, di sfogliarlo, ma il “dietro le quinte”. Cosa significa “dietro le quinte”? Dietro le quinte c’è… è stato un percorso, un percorso anche di fatica, perché quando si realizza un libro e si decide di farlo, i tempi sono strettissimi, stringenti, le scadenze vanno rispettate, non si può scivolare. Con Vladimiro abbiamo condiviso una molteplicità di momenti e incontri.
Vi voglio dare tre rapidissime immagini. La prima: i contenuti, di per sé, non erano un aspetto complicato, perché la storia di Auser, dei primi 25 anni di Auser, è veramente bellissima. È una storia preziosa. Sabato, nell’articolo che abbiamo pubblicato sul giornale di Olgiate, l’abbiamo riassunta con questa immagine: un’associazione di cui non si può più fare a meno. Ed è verissimo. Lo troverete nel libro, descritto nei numeri, nelle persone, nei volti che fanno grande questa associazione, che raggiungono le case di cittadine e cittadini che hanno necessità di essere aiutati, anche semplicemente per andare a fare la spesa, piuttosto che per una visita medica. E c’è sempre un volontario, una volontaria, con questo giubbotto giallo che vedete di fianco a me, che raggiunge queste case. Quindi è realmente un’associazione di cui non si può più fare a meno.
Quando si tratta di raccontarla, questa storia, il rischio è sempre quello di escludere, dimenticare, magari non dare rilevanza a dei passaggi che in realtà hanno fatto questa storia. E allora, abbiamo scelto, nella selezione delle immagini, ad esempio, c’era un’abbondanza di materiale. Quali abbiamo scelto? Abbiamo scelto quelle che, secondo noi, trasmettono non solo un momento storico, descritto anche nelle didascalie con le date, ma che trasmettono un’emozione. Ce n’è una in particolare, scattata durante il periodo della pandemia, un periodo delicatissimo. Immaginate cosa ha significato questo periodo, soprattutto per le persone anziane. Eppure, durante un’assemblea di Auser, in una sala simile a questa, affollata di volontari che alzavano la mano e votavano, protetti dalle mascherine, si è vissuto un momento straordinario. Quindi, anche in queste condizioni di difficoltà, l’associazione, con le sue volontarie e i suoi volontari, con le sue socie e i suoi soci, ha risposto presente. Ecco, la presenza è il concetto fondamentale che troverete all’interno di questo libro.
Qualcuno di voi sicuramente conosce Auser benissimo. Vedo tanti volontari, qualcuno magari un po’ meno. Questo libro vuole essere l’occasione per condividere tutta la strada che queste persone, che fanno parte di una comunità, sono riuscite a percorrere in 25 anni. Flavio ha iniziato, in alcuni suoi passaggi, devo dire che mi ha commosso anche sentendoli raccontare, perché poi Flavio è una persona che non trattiene nulla delle emozioni, e quindi è stato molto bello poterle raccogliere e condividere. E arrivare oggi, e sapere che questo libro esiste, non era affatto un risultato scontato.
Quindi, io voglio dire grazie ad Auser per averci creduto, per aver scelto noi, per proporre e realizzare questa iniziativa. E vi invito alla lettura del libro e soprattutto al sostegno dell’associazione, perché lo merita veramente. Grazie.


25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2978
Niente, perché comunque ci siamo organizzati anche per questo. Grazie, G. Non so se Daniele Rossi vuole dire due parole. Io… Ecco, mi fa piacere, perché ha collaborato insieme a Nicola Gini. Ci siamo visti, appunto, per mesi per poter gestire al meglio la produzione di questo libro ed è stato un collaboratore, ve lo assicuro, molto valido per il risultato che tutti potrete vedere.
Buongiorno, buongiorno a tutti. Sono appunto Daniele Rossi, agente di commercio pubblicitario di un’azienda conosciuta sul territorio per varie testate giornalistiche, come il Giornale di Olgiate, di Erba, di Cantù, della Settimana, con vari siti di informazione, come appunto Prima Como, e anche televisive come Canale 13. Sì, ringrazio l’azienda perché ci permette di creare questa sinergia con tante associazioni. Ho visto il signor Gabaglio, abbiamo creato un libro assieme. Ho visto tanti della Protezione Civile, anche per i 20 anni, abbiamo creato un bellissimo libro e ringrazio chiaramente anche Auser per questi 25 anni e per questo libro che abbiamo creato.
Ringrazio sicuramente i professionisti che hanno partecipato, da chi ha raccolto la pubblicità, chi ha trovato gli sponsor, ai giornalisti che permettono la creazione di questi libri, per mettere per iscritto quello che è stato in questi 25 anni, l’anniversario dell’associazione. Ringrazio chi ha impaginato il libro. Comunque la Netwi ha anche una serie di grafici che ha permesso questa impaginazione e realizzazione grafica.
Sicuramente voglio ringraziare gli sponsor, che come ha citato prima il signor presidente Vladimiro Pina, troverete comunque in coda al libro. E infine volevo ringraziare proprio il presidente Vladimiro Pina, perché grazie alla sua coordinazione è stato un elemento fondamentale e, anche personalmente, mi ha fatto crescere molto da molti punti di vista. Quindi, grazie mille Vladimiro, è stato veramente un piacere averla conosciuta.
Poi, inutile parlare dell’importanza del territorio, dell’Auser sul territorio, perché lo sappiamo tutti. La sapete anche sicuramente meglio di me. Voglio dire che vedere dall’interno quanto bene è organizzata, quanto è viva, è stato veramente emozionante. E trovare sponsor per voi è stato veramente emozionante per me. Quindi, grazie, grazie a tutti e buona continuazione.
Grazie anche io.


25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2981
Stavo dicendo, ovviamente sei una delle sottoscrittrici dell’avvio dell’associazione nel 1999. Conserviamo un documento molto importante, non in fotocopia, ma il documento vero e proprio che attesta la nascita dell’associazione, con la firma di tutti coloro che, in quel momento, erano presenti per avviare questa esperienza che oggi festeggiamo con i 25 anni. Grazie, Ines. Poi, devi avere pazienza, ti chiederò anche due parole, ma le devi dire, ok? In questo momento, però, intendo presentare l’autore della copertina del nostro libro.
Vi assicuro che un pittore… o non si capisce, o bisogna tentare di capirlo. Ve lo presento: Gregorio Mancino. Indiscutibilmente, non lo si può non notare, ed è lì con il suo abito, con il suo abito. Gregorio sa benissimo che siamo amici di lunghissima data, ma veramente lunga, perché l’ho conosciuto nella mia attività sindacale negli anni ’90 al sindacato degli edili e del settore legno. Lavorava in una piccola azienda che produceva mobili imbottiti, così venivano chiamati: poltrone, divani, robe del genere.
La cosa che mi ha incuriosito quando andavo nella sua azienda, oltre al fatto che era un bravo sindacalista aziendale, era che lui aveva iniziato a lavorare sulla pelle dei mobili che andava a costruire, i cosiddetti sfridi. Eh, lavorava lì con una particolare procedura, con anche agenti chimici, ma forse non vi preoccupate, perché lui è sempre stato molto attento all’ambiente e così via.
L’ho conosciuto in quel modo lì, andavo a casa sua, ho conosciuto poi la moglie, il figlio, mi ricordo sempre che il figlio veniva a casa mia insieme a lui e frugava dentro le credenze di casa per trovare da mangiare, perché era alto come lui, nonostante fosse molto più giovane, aveva sempre fame. Scusate questo passaggio che ricordo molto bene.
Durante l’attività sindacale che io ho svolto nel settore per ben 14 anni, conoscendo Gregorio e capendo che era molto attento ai temi dell’ambiente e alla sicurezza sui posti di lavoro, gli chiesi se voleva contribuire anche lui alla gestione della categoria della Fillea-CGIL, che appunto organizzava anche il settore dell’arredamento. Mi disse di sì, e quindi ha fatto tutto un percorso dentro il sindacato, in maggior parte tutelando i lavoratori, soprattutto i lavoratori edili, nei cantieri, facendo il rappresentante della sicurezza territoriale, che è uno degli enti presenti nella Cassa Edile in questo caso.
Poi, ci siamo persi di vista per qualche tempo e, proprio pensando al libro, l’ho chiamato e gli ho detto: “Ma senti un po’, ma cosa ne dici se mi fai un bel regalo e mi fai tu la copertina di un libro che stiamo cercando di mettere in piedi?” Ha risposto immediatamente di sì e quindi si è adoperato per fare questo quadro, che noi chiaramente conserviamo. Ciascuno esprima i propri pareri e giudizi: ne ho sentiti dai nostri volontari, positivi e non positivi. L’arte è arte, o la si capisce, o non la si capisce. Io l’ho capita, perché capisco bene Gregorio.
Quindi è così, mi fa piacere che abbia accettato questo invito, e ha contribuito anche lui alla realizzazione di questo libro. Gli passo la parola, perché senz’altro ha qualcos’altro da dire che probabilmente non ho detto.



25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2982
La sensibilità delle persone qui presenti, no? Perché quando lui mi ha chiamato, ho pensato: la cosa più importante è pensiero, parola e azione. Cioè, senza l’azione, tante parole, tanti pensieri, restano insoluti. Quindi, quando la macchina parte e va a portare l’anziano a fare la visita medica, quando va a portare la spesa, durante il covid… io ero sui Navigli, però si andava a fare la spesa, si cercava di aiutare gli anziani che non potevano uscire. Loro ci sono, no? E quindi ho pensato: perché un cuore? Quel cuore lì ha portato una grande fortuna. Mi ha permesso di girare il mondo, mi ha permesso di fare tantissime cose. E anche questa mattina, io dovevo essere insieme ai due sindaci, col prefetto, a salutare la città, perché l’anno scorso ho ricevuto questo conferimento del Presidente della Repubblica, Cavaliere.
L’ho ricevuto forse perché in questi anni ho speso molto in queste cose. Ieri, per esempio, ero ad Ono, in una casa di riposo. Noi siamo comunque persone. L’Italia è, per fortuna, un paese di persone che stanno su con l’età. C’era più di qualcuno con più di 100 anni, ce n’erano quattro o cinque. Quindi vuol dire che questo aiuto aiuta anche il fatto che aiutare le persone a capire, a comprendere anche nelle piccole cose, perché l’anziano ha difficoltà un po’ di tutto. Oltre quello che dicevamo prima, l’aiuto delle forze dell’ordine a essere tutelati.
Quindi questo cuore è un po’ la fortuna. Certo, la scelta è vostra. Guardate il piazzale, riconoscete subito la mia macchina, no? È coloratissima. Com’è colorata la mia vita! Ho conosciuto Peana e quando vado negli ospedali, metto sempre questo naso, no? Perché un sorriso… chi arriva e porta la spesa, chi carica la persona, è sempre con un sorriso. Io ho visto i volontari quando c’erano tre infermiere che stavano alzando un anziano. Sono entrato e poi abbiamo cominciato a parlare e c’è stato il sorriso. Voi sapete che io ho conosciuto Pechar quando andò negli ospedali con il naso, può addirittura essere radiato, no? Perché diceva che un medico non dovesse essere così.
Comunque, l’importante di questo cuore è che è il cuore pulsante. Senza il cuore, niente. Nessuno può andare avanti. E quindi l’idea di mettere al centro della vostra attività il cuore è stato fondamentale. Finito qua, io dipingerò un altro cuore con un ricciolo, perché il ricciolo è la connessione con l’universo. E tutti potranno firmare. Quindi, l’altro cuore che farò diventerà testimonianza di questa giornata.
Ringrazio lui perché invitare un artista sconvolge sempre un po’ le cose, no? Però porta delle cose anche nuove. Io sono sempre stato vestito così, non mi cambio mai (nel senso, quando vado a dormire, naturalmente, ma come Dio sì). Quindi ringrazio per avermi dato questa possibilità e sono contento di essere qui con voi, perché è una festa importante anche sul territorio. Stare nel territorio è molto importante, perché si sta vicino alla gente. Quindi, io sono molto felice di aver usato questo cuore con voi.
Non è mai stato speculato, non è mai stato utilizzato pubblicizzato nel senso economico, come magliette o robe di questo tipo. È sempre stato dato ad associazioni. Quindi sono contento di essere qui, perché questa è un’associazione che fa. No, perché molto spesso sono quelle persone, a me viene in mente Mujica, il presidente dell’Uruguay, o Nelson Mandela, cioè tutte quelle persone che hanno vissuto la sofferenza prima di arrivare in qualcosa. E quando voi siete in prima linea, lo fate, no? Anche i volontari spendono il loro tempo a essere… l’ultima cosa: i giovani. Noi dobbiamo coinvolgere il più possibile i giovani, perché è una delle cose che ci può aiutare ad avere una società migliore, soprattutto in questo momento dove c’è una grande confusione.


25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2984
Mi sento profondamente inadeguato. Sono contento che uno dei cuoricini si sia appoggiato sui miei appunti, per cui speriamo che mi porti bene. La mia riflessione parte così, da una semplice sottrazione: siamo nel 2024 e festeggiamo il 20, per cui penso che sia una cosa che assume un sapore particolare, perché seppure per poco, il pensiero torna al secolo scorso, il tragico secolo breve, e ci fa immergere in una storia che è la storia di Auser, e non solo, che sembra lontana perché tanta acqua è passata sotto i ponti in pochi anni, ma che in realtà è ancora molto vicina se pensiamo ai grandi problemi, alla pace, alla democrazia da difendere, ai diritti sociali, ai bisogni delle persone più fragili.
Auser nazionale è un pezzo di Auser generale, e le nostre Auser locali sono un pezzo di questa lunga storia. Perché si nasce alla fine degli anni ’80, si nasce per una grande intuizione di un sindacalista importante come fu Bruno Trentin, sulla spinta proprio di quella forte espansione del movimento sindacale che usciva dalla fabbrica fordista e si articolava nella società come soggetto portatore dell’interesse generale e attore del cambiamento sociale. Non potevamo certo sapere, anche se molti di noi lo speravano, che il terzo settore, che allora si chiamava semplicemente volontariato (forse ci capiamo meglio con le parole più semplici), si sarebbe così sviluppato nel nostro paese. E Auser fu da subito parte integrante e ha proseguito per tutto questo sviluppo, fino ad arrivare non molti anni fa, ma già un po’ nel 2017, al riconoscimento di rappresentare anch’esso quello stesso interesse generale.
Credo che sia un passaggio assolutamente fondamentale e che noi sentiamo molto nel nostro agire di tutti i giorni. Appunto su questo asse temporale che scavalca anche i secoli, c’è tutta la forza anche di Auser. La nuova età di Auser, con la sua inaria capacità (che non è uguale in tutte le Auser), di stare sul territorio e di rappresentare un punto di riferimento vero per i tanti bisogni sociali che non sempre, anzi sempre meno, possono trovare risposta nel sistema del welfare pubblico. Vogliamo dare il nostro contributo nella costruzione di un welfare di comunità. Si dice, si usa questa terminologia, ma in tanti modi, soprattutto in modi spontanei. Racchiudiamo, per farla breve, nella promozione dell’invecchiamento attivo, l’aiuto ai più fragili, la qualità della vita e delle relazioni, soprattutto per le persone anziane, ma direi per tutti, con un denominatore comune.
Credo che questo sia particolarmente importante nel nostro agire: la consapevolezza che per essere d’aiuto non si trasforma mai nella sostituzione di quello che compete alle istituzioni. Noi con le istituzioni collaboriamo, le ringraziamo, abbiamo sentito il sindaco, abbiamo sentito l’amico Catelli che hanno rappresentato quello che è il rapporto giusto con le istituzioni. Noi ci affianchiamo in modo collaborativo e, quando è necessario, anche in modo rivendicativo. Nel tempo dell’intelligenza artificiale, di cui sentiamo parlare sempre più spesso e che fra poco arriverà anche nei nostri social, nei nostri servizi e quant’altro, la prossimità, la vicinanza, è ancora un’antenna fondamentale per leggere la società in cui viviamo. Magari non sarà il massimo tecnologicamente, non sarà all’avanguardia, però ci dà quella capacità di attenzione, di ascolto, di cura e di solidarietà, che è fondamentale.
Nei mesi scorsi, con un corso formativo che ha coinvolto nella nostra provincia 120 volontari (e scusate se è poco), è emersa una frase che per noi è importante: ci siamo detti che non siamo un taxi. Salire sui nostri mezzi ed entrare in relazione coi nostri volontari è un’esperienza di socialità e di vicinanza. Anche se non mancano coloro che pensano che anche da un’associazione di volontariato tutto sia dovuto. Anche se non manca chi diffida del volontariato, pensando che chissà cosa c’è dietro. Ma sono tempi anche così. La maggior parte dei nostri utenti, dei nostri soci, riconosce e apprezza questo servizio che davvero abbatte barriere etniche, abbatte barriere di classe, abbatte barriere di generazione, e che nello stesso tempo non si dimentica, lo dicevo già prima, di rivendicare l’esigibilità dei diritti. Noi portiamo nel terzo settore una visione che è laica, non caritatevole o semplicemente filantropica. Oggi si usano termini molto modernisti: siamo quelli della cittadinanza attiva, siamo quelli della resilienza. Io preferisco usare un termine forse un po’ desueto e la chiamo una visione militante. Tant’è che il nostro volontariato, il volontariato di Auser, somiglia poco a quel volontariato liquido estemporaneo che caratterizza altre organizzazioni del terzo settore, con il massimo rispetto, ci mancherebbe altro, perché i modi di porsi e di affrontare la complessità della società richiedono anche modi diversi di essere volontari.
Però noi ci teniamo molto al nostro, che è quello di un volontariato strutturato. È quello che ci consente di esserci sempre, anche se dalla pandemia in poi i bisogni aumentano e qualche volta è veramente doloroso per noi renderci conto che non sempre bastiamo. La nostra telefonia sociale, che è il nostro back office, va in sofferenza quando deve dire di no. I nostri volontari, in questo percorso formativo che dicevo prima, ce l’hanno detto più volte quanto sia difficile per chi affronta con spirito volontario dover dire di no. Ed è per questo che siamo particolarmente contenti quando troviamo amministratori che ci chiamano ai tavoli per impostare insieme le politiche, le azioni, le attività con le quali cercare di affrontare le situazioni che si presentano nei territori. E come diceva Catelli, i piani di zona triennale e anche il piano di sviluppo della SST saranno i nostri banchi di prova. Saranno dei banchi di prova molto difficili, perché richiedono competenze che ci dobbiamo costruire col tempo e con lo studio, ma siamo pronti anche a questa sfida.
Tutto questo è Auser. Auser è anche Auser La Nuova Età, con i suoi volontari, con le sue volontarie, con i suoi fantastici presidenti. Eccoli qui! Sono veramente un modello per noi del provinciale, perché ci insegnano quello che poi noi dobbiamo portare anche nei territori dove oggi non arriviamo. E con il legame sentimentale alla sua comunità, è veramente un legame forte. Uso questo termine “sentimentale”, perché ci credo veramente in questo territorio che è un territorio particolare, essendo un territorio di frontiera. È un territorio ricco dei suoi valori e dei suoi talenti. I numeri li trovate nel libro che testimonia anche questo libro, come ricordava anche Nicola, una capacità comunicativa forte di Auser, che molti di noi gli invidiano. Perché non tutti i territori, dal punto di vista comunicativo, sono così strutturati e così bravi.
Quindi niente, concludendo: a noi del provinciale, che tra mille fatiche e scarse risorse cerchiamo di dare una mano a questa fantastica base associativa, non resta altro che esclamare un enorme grazie ad Auser, a La Nuova Età, tenendoci davvero stretti l’orgoglio di una storia che voi avete costruito con grande senso civico, del quale ancora vi ringraziamo davvero. Grazie Vladimiro, grazie a tutti voi.


25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2986
Volevo solo dirvi che questa riunione era prevista per il sabato appena recentemente passato. Dopodiché, tutte le sale erano occupate e avevamo previsto, proprio per sabato, la presenza degli studenti dell’Istituto Terragni e delle scuole medie. Avevamo chiesto una delegazione di una decina di ragazzi, ma purtroppo, essendo invece di lunedì, gli studenti studiano e, come mi hanno insegnato, forse lo intuivo ma non lo sapevo, loro mettono in piedi le iniziative a partire dall’inizio dell’anno scolastico.
Dopodiché, salvo eccezioni, ma si vede che noi non siamo un’eccezione, va bene, e salvo le eccezioni, nulla è possibile modificare. Per cui, non abbiamo la loro presenza. Però, parlando sia con la preside dell’Istituto Terragni, sia con i responsabili della direzione didattica delle scuole medie di Oggiate, ho detto: “Non ci fermiamo qui, va bene. Avete ragione, spiace non averlo previsto prima, ma sicuramente ci rivedremo”. L’idea è quella di fare delle iniziative dirette con le scuole, proponendo le nostre idee e il nostro percorso, quando sarà il momento in cui faranno il calendario scolastico. Ecco, ci pare che questa sia la soluzione migliore. Lo avremmo fatto ugualmente, anche se li avessimo avuti presenti, ci sarebbe piaciuto, però la situazione è quella che vi ho raccontato.



25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2987
Veramente mi fa piacere che sia arrivata. L’ho sentita anche ieri sera, era indecisa, non sapeva cosa fare. La ringrazio, ovviamente sei qua, e dicci cosa ne pensi dell’associazione, perché tu l’hai contribuito a farla nascere. Ti tengo il microfono.
Ah, grazie.
Io sono veneta, però ho fatto 41 anni in Svizzera. Poi, i nostri risparmi li abbiamo portati tutti a Oggiate e abbiamo fatto una casa per abitarci. I figli sono rimasti là e io, meno male che avevo Flavio e Carla che mi sostenevano, perché altrimenti sarei stata più extracomunitaria di quanto lo fossi in Svizzera. Comunque, io ringrazio infinitamente l’associazione, perché mi ha aiutato tantissimo. Flavio, Carla, Pia e tante altre persone che sono anche qua. Non so che dire, perché non sono capace di parlare tanto, ma ringrazio infinitamente Hauser.
Io non credo che avrò bisogno per tanti anni, comunque c’è mio figlio e mia nuora. Spero che loro continuino. Vi ringrazio infinitamente per tutto quello che ho ricevuto da Hauser, perché se ho ricevuto, ho ricevuto del bene, sostegno e tanto altro.
Grazie a tutti quanti, e un grazie particolare a Flavio, Carla e anche a lei.
Comoda, comoda Ines, poi c’è un suo intervento nel libro. Qualcuno lo ha già sfogliato? L’ha trovato anche lì, perché è una testimonianza che non abbiamo voluto perdere. E in fin dei conti, i libri servono per questo: per chi ha voglia di leggere, di approfondire. Ecco il perché delle scuole: bisogna tramandare, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, ma anche di quelle più adulte, che magari non conoscono un’associazione. Il libro permette loro di conoscerla e di capire cos’è il volontariato. Così, ci abbiamo messo anima e corpo per poterlo far capire. Tant’è vero che l’abbiamo chiamato “La nostra storia raccontata”. È un modo semplice per dire cosa vuole dire: racconti di vita, ovviamente ben organizzati dentro il libro da parte di tutti coloro che hanno fatto parte della nostra associazione. Ogni qualvolta si nomina Carla, mi si stringe il cuore. Flavio, ma so che ti si stringe di più a te che a me. Però siamo stati amici per un lunghissimo periodo e purtroppo l’ha lasciato prematuramente. Devo dire, come ha lasciato prematuramente la nostra associazione. Sicuramente l’avremmo avuta qui con noi, come presente, Flavio, a condividere tutti assieme questo libro che abbiamo ideato e prodotto. Detto questo, do la parola a Marinella Magnoni, segretaria provinciale generale del sindacato pensionati di Como.


25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2991
Proviamo noi autisti con i mezzi e, quando siamo in giro con le persone che trasportiamo. Dunque, inizialmente abbiamo iniziato nel territorio di Mit, piano piano ci siamo allargati sempre di più. Da quando è iniziato Grigioni, piano piano ci siamo allargati. Di conseguenza, aumentano le difficoltà, perché quando ci troviamo fuori Milano abbiamo molte difficoltà. Se poi ci danno degli indirizzi sbagliati, lì cominciamo ad avere ancora più difficoltà. Pertanto, non so, approfondiremo il motivo, perché tutti possono sbagliare, non so, darci l’indirizzo, possiamo sbagliare anche noi nel mettere il posto giusto e troviamo grandi difficoltà.
Ultimamente, ci troviamo con le macchine nuove. Prendo il mezzo, ma non parte. Cosa c’è che non va? La batteria? No, è tutto a posto. Telefono, telefono, ma nessuno sa dirmi il motivo. Dopo un po’, riesco a partire. Approfondiamo, cosa dipende dalla tecnologia nuova? La macchina non parte. Questo non lo sappiamo. Ci troviamo in difficoltà, soprattutto quando siamo lontani. Chi ci viene a recuperare? Telefono a Vladimiro. Vladimiro è l’unico che possiamo chiamare, ma ha difficoltà anche lui, perché quando siamo lontani deve recuperare. Se c’è qualcuno che funziona, lo chiamiamo.
Ma sapete che per accendere l’ultima macchina bisogna schiacciare la frizione? L’ultima macchina che abbiamo preso, io non lo sapevo. Mi trovo lontano, cosa faccio? Non sapevo che bisognava schiacciare la frizione. Quando siamo in giro capitano questi problemi da risolvere, perché noi abbiamo molte difficoltà quando giriamo.
Prego.



25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2992
Io sono Maristella di Hauser Olgiate, ma vengo da Appiano, e parlo a nome degli altri volontari di Appiano. Oggi siamo qui a celebrare un evento, e sono sette mesi che riusciamo a operare ad Appiano grazie a Vladimiro, al suo interesse e all’aiuto che ci ha dato, e grazie al nostro sindaco Rusconi che si è reso disponibile, dandoci la sala e tutto ciò di cui avevamo bisogno.
Ripeto, sono solo sette mesi che siamo operativi, però siamo sei volontari accompagnatori e sei addetti alla segreteria. Abbiamo fatto, e lo metto proprio tra virgolette, solo 91 accompagnamenti. Non sono tanti, ma devo dire che il territorio di Appiano non conosceva Hauser. Adesso, però, cosa stiamo facendo? Abbiamo realizzato dei video che il comune gentilmente manda in onda, proprio per farci conoscere, perché abbiamo bisogno di essere conosciuti, soprattutto tramite il passaparola. Le persone che vengono da noi, noi le invitiamo a dire: “Dite che c’è questo servizio”, e in effetti stanno aumentando.
Quindi Hauser comincia a funzionare, e noi, come sportello Hauser, abbiamo anche, grazie a Hauser Lomazzo, che ci ha fatto una formazione sui PAC, cioè sull’aiuto ai cittadini. Siamo riusciti, grazie anche a Hauser e Vladimiro, che ha permesso a un nostro giovane volontario di fare il corso per accreditarsi e aprire lo SPID. Abbiamo fatto 82 spid in questi mesi, e tanti altri sono in programma, perché le persone che vengono per lo SPID hanno bisogno di aiuto, ma non solo per lo SPID. La gente viene anche da noi per consulenze legali.
Abbiamo, infatti, anche un nostro legale, un giovane che è là in fondo, che, essendo un legale, ha aiutato, per esempio, una persona che aveva uno sfratto, a rimandare la data perché questa persona non sapeva dove sarebbe potuta andare a vivere e non aveva un’altra casa. Quindi, diamo anche consulenza legale.
Facciamo anche l’inserimento online per persone che non hanno il computer o che non sono capaci di fare la domanda per il bando di concorso, che in questo periodo riguarda le case popolari. Aiutiamo queste persone, e per noi è una grande soddisfazione, perché noi diamo il nostro tempo, ma queste persone ci regalano veramente dei pezzi di vita che ci fanno crescere in tutti i sensi.
Per cui, grazie mille a Vladimiro e grazie a tutti i volontari.



25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2993
Però non è un problema, ci rivediamo lo stesso e quindi, prima o poi, busserò alle porte di quei comuni, perché se l’entusiasmo che ha avuto il sindaco Rusconi ad Appiano Gentile è un entusiasmo vero, ed è vero, perché ho avuto la fortuna di conoscerlo, allora anche i primi cittadini dei 18-19 comuni che stanno sul territorio dell’Olgiatese dovranno averne lo stesso entusiasmo. Quindi è una realtà di amministrazioni comunali molto, molto estesa.
Voglio anche aggiungere questo, riferendomi a Marinella: noi siamo, posso usare questo termine, una “sentinella” delle problematiche degli anziani. Perché è vero, i nostri volontari fanno anche formazione, ne abbiamo fatta una recentemente, e fra le cose che vengono poste c’è il come comportarsi nei confronti della persona che si accompagna, perché non tutti sono uguali, non tutti sono fatti allo stesso modo, ciascuno ha la propria caratteristica, la propria personalità, e bisogna saperli affrontare con i dovuti modi. Ebbene, siamo una sentinella e quindi capiamo quali sono le problematiche degli anziani. Ed è da qui che da tempo è nato un rapporto fra Hauser e sindacato, perché quando le problematiche sono della pensione, perché devo andare in pensione, mi è morto purtroppo il coniuge, devo fare la reversibilità, devo fare un controllo, noi queste informazioni le diamo nei limiti del possibile e, se non basta, li mandiamo al sindacato.
Non basta questo, ma anche gli incontri che si fanno con i comuni: per esempio, Andrea Catelli, il direttore del consorzio dei servizi sociali, disse nel suo intervento che Hauser è presente nei piani di zona. È vero, abbiamo dato la nostra disponibilità e lì dobbiamo costruire assieme a loro il progetto triennale dell’attività del Consorzio dei servizi sociali, perché una volta si era consultati magari per dare qualche informazione. Oggi siamo protagonisti, perché facciamo parte a tutti gli effetti di quel consesso dal punto di vista della partecipazione attiva.
Detto questo, io credo che vi siano le condizioni, non lo so… aspettiamo un attimino.
Sì, perché Fia voleva anche esporre in video le cose che ha preparato, ma c’è un problema tecnico. Speriamo di risolverlo abbastanza velocemente. Altrimenti, eventualmente la scaletta prevede altri interventi. Però voglio dire, chi è presente e volesse esprimere pareri, giudizi o proposte, nel frattempo vi dico che ho ricevuto delle scuse da parte dei nostri soci impossibilitati ad essere presenti. Qualcuno si scusa di non essere presente per ragioni di salute o per altri motivi. Il sindaco è intervenuto sicuramente a nome dell’amministrazione comunale, e poi c’era Renato Spina, assessore all’ambiente del comune di Olgiate Comasco, che ovviamente vi saluta. Sarebbe anche intervenuto, ma altri impegni lo hanno impegnato. Anche Stefania Marcuso, assessore ai servizi sociali, mi ha inviato i suoi saluti, ma essendo una giornata lavorativa, anche lei è impegnata. Flavio Boninsegna, assessore ai lavori pubblici, lo teniamo stretto in questi periodi, perché a breve ci consegneranno la sede nuova, che è in fase di completamento.
Ho riempito questo piccolo tempo, c’è qualcuno che vuole intervenire? Spina è là, se vuoi parlare, non c’è problema. Ah, perfetto! Allora mi sposterei, perché almeno poi vediamo…
Allora tocca a me. Vladimiro, intanto vi dico… Sì, sì, sono Fulvia Colombini, presidente di Auser Lombardia. Innanzitutto, ringrazio tutti voi, ringrazio Flavio, il presidente onorario, ringrazio Vladimiro, l’attuale presidente, e ringrazio tutti i volontari e le volontarie. Non avevo preparato una cosa in particolare da proiettare, ma dopo tutto quello che avete detto, volevo utilizzare un po’ la mia conclusione per farvi vedere un po’ voi che siete Auser Olgiate Comasco, che lavorate anche sul territorio limitrofo, eccetera eccetera. In quale associazione siete inseriti? Che cos’è l’Auser? Che cosa è diventata l’Auser? È un’associazione che ha 35 anni di vita e che ognuno di noi temporaneamente gestisce, contribuisce a far crescere e così via.
Ecco, lì il bilancio sociale. Cos’è il bilancio sociale? Sapete, la riforma del terzo settore dice che le associazioni che hanno più di un milione all’anno di introiti di bilancio sono obbligate ogni anno, non solo a fare il bilancio amministrativo che dobbiamo presentare a RUL, ma anche a fare il bilancio sociale, che è quel documento che viene fatto nei confronti della società per testimoniare tutte le attività che vengono fatte a favore della comunità.
E allora, quello che vi volevo far vedere è come voi contribuite a fare qualcosa che è molto grande, molto più grande. Noi siamo la più grande associazione che si occupa in particolare delle persone anziane all’interno del territorio italiano. Questo è il bilancio sociale di Auser Lombardia, dove sono ricomprese anche tutte le attività di Auser Olgiate Comasco. Allora, intanto noi siamo una grande rete. Cosa vuol dire una grande rete? Vuol dire che siamo strutturati dal Nazionale al Regionale, al Comprensorio, alle ALA, che sono le associazioni sul territorio, e sono quelle che per prime fanno le attività di volontariato nei confronti della loro comunità. Essere una rete, però, significa che ognuno ha sempre a disposizione un’associazione non di più alto grado, ma che fa delle cose diverse per l’aiuto. Perché i cambiamenti sono tanti, il terzo settore sta crescendo, ma ci sono tanti adempimenti e cambiamenti. Attendiamo per il 2025 il decreto fiscale sull’IVA. Tante cose cambiano, e se non fossimo una rete, da soli non riusciremmo a reggere a questi cambiamenti. E quindi siamo una grande rete nazionale.
Abbiamo un complesso di assicurazioni, a partire dal socio che con la tessera viene assicurato sugli infortuni, a proseguire… Quindi, come dire, una serie anche di sicurezze. Andiamo avanti. Siamo la rete Auser nazionale e siamo divisi in due reti: una delle APS e una delle ODV. Le APS sono le associazioni di promozione sociale, le odv sono le associazioni di volontariato che erano quelle nate per prime, su una legge diversa. Poi si sono aggiunte le aps. Noi agiamo su cinque aree tematiche: il volontariato civico, il tema della socializzazione, del benessere, i servizi alla persona, il filo d’argento, il sostegno alle persone immigrate, l’educazione degli adulti. Cinque grandi aree che contengono tantissime attività.
Questi sono i comprensori e i soci. Questo è il bilancio sociale presentato a giugno 2024 con i dati del 2023. Abbiamo chiuso il 2023 con 68.000 iscritti, di cui il 60% sono donne. E quest’anno, 2024, lo chiuderemo con 72.000 iscritti e torneremo allo stesso livello di iscritti di prima del Covid. Quando c’è stato il Covid, abbiamo fatto un tonfo, perché non potevamo nemmeno iscrivere le persone, erano a casa e non potevamo vederle. Nel giro dal 2021 in 3 anni siamo ai livelli di prima e stiamo crescendo ancora. Perché, come diceva qualcuno di voi, c’è bisogno, c’è bisogno. È un’associazione di cui le comunità non possono fare a meno.
E guardate le fasce di età dei soci… La fascia centrale è quella più ampia, tra i 60 e i 75 anni. Poi abbiamo una fascia molto importante, quella over 76, che è un esempio di successo di invecchiamento attivo. L’Auser stesso, all’interno delle sue attività, lo dimostra. E abbiamo anche un 15% di soci con meno di 35 anni e un 13% tra i 36 e i 59 anni, quindi persone in età lavorativa. Certo, siamo posizionati nella fascia alta dell’età, ma non ci manca una quota di persone più giovani, che però dobbiamo sviluppare, soprattutto l’attività con i giovani, attraverso le scuole, attraverso il servizio civile. Tutti gli anni raccogliamo circa 60 giovani nelle nostre sedi che fanno il servizio civile da noi. Lo sa bene anche il nostro amico dell’Arci servizio civile. Sono momenti importanti: un anno per un ragazzo passato in Auser è un momento importante della sua vita, perché conosce il volontariato, conosce l’impegno sociale, conosce la comunità, capisce cosa significa il bisogno e come fare per avere una società più coesa.
Andiamo avanti. I comprensori

25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2994
Sono un po’ obsolete, hanno bisogno di essere cambiate. A Milano non si può più andare con i diesel, eccetera eccetera. Stiamo cercando di rinnovare il parco macchine, acquistando o avendo in comodato d’uso macchine elettriche o ibride, perché pensiamo anche all’ambiente, cercando di inquinare il meno possibile mentre diamo aiuto agli altri. Abbiamo bisogno di risorse, ma fortunatamente sul territorio riusciamo, a volte non sempre, ma spesso a trovare quelle risorse necessarie, non solo per stabilizzare, ma anche per crescere e fare ancora più attività.
Facciamo l’aiuto alla persona, che è una delle nostre attività più grandi. Nel 2023, 4300 volontari hanno fatto l’aiuto alla persona, che vuol dire accompagnamento, la consegna dei pasti, la consegna dei farmaci, a volte anche la compagnia di persona laddove si riesce. E guardate, abbiamo percorso 8 milioni e mezzo di chilometri, abbiamo fatto più di mezzo milione di interventi e assistito 31.500 persone in Lombardia. Abbiamo ricevuto 200.000 chiamate, perché ogni persona magari la aiutiamo 2, 3, 4, 5 volte in un anno, non solo una volta a testa.
Andiamo avanti. Sempre per quanto riguarda l’aiuto alla persona, abbiamo fatto gli accompagnamenti, il disbrigo delle pratiche, la consegna delle spese, medicinali, la compagnia telefonica, la consegna dei pasti, siamo stati presenti nelle case di riposo per dei momenti di socializzazione, la vita telefonica e altro. 213.000 interventi.
Facciamo anche il volontariato civico. Andiamo avanti velocemente. Il volontariato civico che cos’è? Attività negli orti sociali, cura delle aree verdi, giardini e parchi pubblici, vigilanza davanti alle scuole, altri servizi scolastici nei confronti dei bambini e dei ragazzi, attività nei centri per il riuso e per il riciclo di materiali, cura, sorveglianza, informazione, catalogazione, accoglienza nei musei, nelle biblioteche, nelle scuole e così via.
Il volontariato civico si rivolge direttamente alla comunità, non solo al singolo. Al singolo diamo l’aiuto alla persona, li conosciamo uno per uno, li chiamiamo per nome, quelli che aiutiamo. Qui è il volontariato rivolto direttamente alla comunità.
Andiamo avanti. L’educazione degli adulti è fondamentale. Tenere la mente attiva è il primo elemento di prevenzione per l’invecchiamento attivo, per evitare il decadimento cognitivo, cui segue il decadimento fisico e così via. Anche qui, guardate, le associazioni impegnate sono 1000 volontari e 36.000 partecipanti in Lombardia ai nostri corsi di educazione degli adulti, educazione permanente.
Andiamo avanti. Ecco qui cosa abbiamo fatto: corsi, laboratori, conferenze, eccetera eccetera. Apprendimento permanente, quindi circoli culturali, università popolari, università della terza età. Andiamo avanti. Socializzazione e benessere, stile di vita e tempo libero. Anche qui, un’altra attività di prevenzione per l’invecchiamento attivo e in salute. Hanno partecipato alle attività di prevenzione sulla salute 286.000 persone nel 2023.
Andiamo avanti. Salute e benessere, qui parliamo di esercizio fisico. Vedete, sono stati 12.000 i partecipanti al nostro corso di ginnastica dolce, allo yoga, ai corsi numerosi che facciamo. Proseguiamo.
Il turismo sociale e culturale è fortemente in crescita. Le persone anziane hanno bisogno di occasioni anche per svagarsi, però magari non sanno come fare, non conoscono nessuno, non hanno amici. Il turismo sociale diventa un luogo molto importante di socializzazione.
Avanti. Inclusione sociale agli immigrati. Guardate, si stanno moltiplicando i corsi e i doposcuola che facciamo nei confronti dei bambini, soprattutto immigrati, che vengono nelle nostre sedi. I nostri volontari, ex docenti ed ex insegnanti, si occupano di questi corsi. E quei luoghi diventano anche luoghi di socializzazione per le madri di questi bambini, che escono di casa e trovano un momento per stare con gli altri e partecipare di più alla vita della comunità.
Bene, qui abbiamo fatto un esercizio particolare. L’Europa segna un valore economico simbolico a un’ora di volontariato e ogni anno questo valore viene rinnovato. Nel 2023, questo valore simbolico era di 63 euro. Abbiamo moltiplicato per il numero di ore di volontariato fatte nel corso dell’anno, che sono quasi 900.000 ore. Il totale è circa 15 milioni di euro, non per l’attività fatta, ma per le ore di volontariato. Beh, questo vuol dire che anche in termini economici – ma il volontariato non si può misurare solo in termini economici, perché c’è il cuore, c’è l’intenzione, c’è la relazione di cui si parlava prima – anche da un punto di vista economico c’è un valore importantissimo che può essere attribuito in modo virtuale.
Poi facciamo tanti progetti. Abbiamo imparato a accedere ai bandi pubblici che mettono a disposizione finanziamenti. Qui non posso raccontarveli, perché non abbiamo tempo. Andiamo avanti.
Welfare di prossimità: il welfare deve cambiare. Siamo di fronte al tema della longevità, un fenomeno che nei prossimi anni porterà nel 2050 un terzo della popolazione a superare i 65 anni. Il welfare deve cambiare. Noi ci impegniamo politicamente perché cambi, perché sia un welfare di prossimità, perché ci siano i servizi sul territorio e perché cambino queste cose. E quindi, contribuiamo non solo facendo, ma anche con le idee, partecipando nei luoghi dove si decidono queste cose.
Andiamo avanti ancora. La comunicazione è molto importante. Tre punti per il futuro: l’uso dei giovani. Questi sono obiettivi che lanciamo e che dobbiamo perseguire ancora di più nei prossimi anni. I giovani devono partecipare. I giovani sono la linfa vitale del paese. I giovani devono conoscere il volontariato, devono essere incentivati a entrare nella collettività che loro stessi devono contribuire a cambiare e migliorare. Quindi, l’Auser e i giovani, ne parleremo al congresso nel 2025. Faremo il congresso dell’Auser e parleremo di queste priorità.
L’Auser e la ricerca: sì, perché si stanno facendo molte ricerche in campo medico e sociale. Stiamo aprendo i rapporti con tutte le università, perché? Perché noi gli anziani li conosciamo, li abbiamo nelle nostre sedi, siamo noi stessi. E quindi vogliamo contribuire anche al miglioramento sociale tramite la ricerca.
L’Auser e l’ambiente: stanno nascendo progetti di tipo ambientale. In molte realtà, questi progetti sono ancora di nicchia, ma li stiamo facendo. Ecco, l’Auser dovrà caratterizzarsi anche su questo, perché la fascia matura della società ha responsabilità nei confronti dell’ambiente. In particolare, questi progetti sono in grado di attrarre i ragazzi, i giovani che entrano nelle nostre sedi e diventano poi loro stessi responsabili di progetti sull’ambiente. Stiamo facendo esperienze a Lecco, stiamo facendo esperienze in Valle Camonica. Si stanno promuovendo queste attività.
Chiudo ringraziando ancora tutti voi, perché se l’Auser è così, l’Auser Lombardia… Poi abbiamo il bilancio sociale dell’Auser Nazionale, però volevo farvi vedere dove si trova l’Auser di Olgiate Comasco all’interno di tutto questo. E questo è possibile perché l’associazione è cresciuta, organizzata, organizza i volontari. Perché ci sono i presidenti, perché ci sono coloro che gestiscono l’associazione. L’associazione ha 35 anni a livello nazionale, 25 anni fa è nata quella di Olgiate Comasco. La società cambia, noi cambiamo con la società, ma noi vogliamo anche cambiarla, questa società, migliorarla.
È uscita ultimamente un’altra ricerca sui volontari, e quello che ci dice è che i volontari vogliono contribuire al cambiamento, vogliono essere protagonisti. Ecco, noi anche nei livelli del comprensorio, del regionale e così via, vogliamo avere cura dei nostri volontari, come i nostri volontari hanno cura delle persone e della società. E per questo ci impegniamo, e ci impegneremo nei confronti dei volontari per fare la formazione, formarli sui cambiamenti. Perché queste cose sono necessarie, perché nulla rimane immutato e noi vogliamo essere protagonisti di questo cambiamento sociale, certo, nel giorno per giorno del fare. Perché il fare è molto importante. Lo si diceva: tant’è che uno degli slogan è “Auser, ma il nostro non è un fare tanto per fare, è un fare a cui cerchiamo di



25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2996
Io sono arrivato e ho detto a Massimo che avevo un impegno, quindi sono arrivato tardi. Ho sentito solo le ultime parole, però sono molto contento, contento anche dal punto di vista del centro servizi di volontariato. È doveroso essere qui a portare il nostro saluto e a condividere una riflessione che penso, immagino, Massimo Patrignani abbia già proposto, e cioè che è un po’ questa: sul ruolo e sulla preziosità, in italiano, del ruolo dei volontari in una fase… A noi è capitato di riflettere in questa maniera, in una fase in cui la gente è molto stanca e incerta.
Se pensate, ci sono delle ragioni. Prima abbiamo avuto il Covid, poi abbiamo la guerra ormai vicina alle porte di casa, e poi c’è la questione climatica che vediamo. E poi c’è il gelo demografico. Come si dice, che ci sia della stanchezza e dell’insicurezza nella gente, la vediamo, poi, in molte manifestazioni rispetto a questo.
Volevo solo ricordare il ruolo che il Presidente della Repubblica ci ha in qualche maniera riconosciuto e chiesto, che è quello di tenere insieme, insomma, di legare questi pezzi di società che altrimenti vanno ognuno per conto proprio. E questo mi sembra che sia il lavoro che fanno tutti i volontari e che fate voi, nelle varie modalità della presenza.
Io non voglio farla lunga, devo solo ringraziare. Allora, un ringraziamento particolare a Massimo, che è nel direttivo dei servizi di volontariato, del quale rappresenta un pezzo, come dire, non solo di affidabilità, ma anche della storia e della competenza. Mi viene da dire, tra virgolette, “politica” – è una roba che è molto importante, perché il ruolo del volontario, allora, in termini di cura e di trasformazione della società, mi sembra la cosa che sia stata detta, richiede la capacità da parte dei dirigenti, anche a livello locale, di trasformare la disponibilità dei volontari, che spesso è quella di “fatemi guidare due ore in pullman”, ma c’è proprio l’esigenza di accompagnare il volontariato a essere questa risorsa collettiva, insomma, no?


25 anni Auser/ Olgiate Comasco 16 dicembre 2024 SAM 2997
I ringraziamenti sono stati fatti prima, ma sono chiaramente più che doverosi ora che stiamo chiudendo il nostro evento, molto partecipato inizialmente. Poi è comprensibile l’allontanamento di chi ha problemi, di chi deve andare, di chi deve preparare il pranzo ai bambini, eccetera. Tutti chiaramente giustificabili.
Ringrazio vivamente tutti coloro che sono intervenuti, che è un modo per sostenere anche il lavoro che la nostra associazione e l’Auser nel suo insieme portano avanti, affrontando problematiche estremamente importanti.
Volevo solamente soffermarmi sull’intervento fatto dalla nostra presidente regionale, che ha esposto, anche figurativamente, le attività che vengono svolte ai vari livelli della nostra associazione. A Olgiate, i nostri volontari, nelle riunioni che facciamo, lo faccio sempre presente. È vero, è una struttura piramidale, ma ogni pezzo di questa struttura sopperisce alle carenze di quella che non è in grado di svolgere i propri compiti.
Io vi assicuro che quando si è trattato di intraprendere la strada dell’essere riconosciuti dal Registro Unico Nazionale delle Associazioni di Volontariato, è stata una fatica tremenda per noi in periferia, ma se non ci fosse stato Auser Provinciale, Auser Regionale, Auser Nazionale, molto probabilmente non saremmo ancora stati riconosciuti come tali. Ho fatto solo questo esempio, ma gli esempi sono innumerevoli.
L’altra cosa che mi interessava sottolineare è questa: ovviamente parlo ai miei, di casa nostra. Dobbiamo fare uno sforzo per capire che è possibile diversificare la nostra attività, mantenere fermo e saldo il filo d’argento, che è il punto di partenza di tantissime associazioni, compresa la vostra, ma vedere assieme al sindacato, assieme alle altre associazioni, cosa è possibile mettere in piedi per dare una mano ancora di più ai nostri anziani, al loro tempo libero, alle modalità di ascolto, all’essere sani anche fisicamente pur in una fase dell’età che magari ti impedisce di esserlo. E poi la cultura, la lettura.
Siamo anche in contatto con l’Università degli adulti, con qualche fatica non riusciamo ancora a mettere in piedi qualche iniziativa. L’associazione è presente, tra l’altro, come altre associazioni sono state presenti stamattina.
Ecco, bisogna diversificare, perché questo ci permette di avere anche un volontariato che è interessato a questi argomenti, a questi problemi. Lo abbiamo visto laddove vengono svolte attività, lo stesso filo d’argento, ma anche altre attività. La testimonianza noi ce l’abbiamo nel Comasco: cito Cantù, per non citare Lomazzo, tanto per fare qualche esempio di associazioni che svolgono, oltre al filo d’argento, anche attività diverse con ulteriori volontari che sono interessati in particolar modo a quel problema specifico: la musica, per esempio. Benissimo, organizziamo magari un evento con la musica. La lettura, benissimo, organizziamo un momento di lettura collettiva, perché mi pare proprio che Fulvia dicesse che l’allenamento della testa, del cervello, della persona, lo aiuta non solamente perché aiuta a mantenere la parola, a mantenere il contatto, eccetera, ma aiuta anche fisicamente di per sé.
Ecco, io ho colto questi tuoi messaggi, non è la prima volta che li colgo, li continuo a cogliere. Vorrei, desidererei che fosse un comportamento o una volontà diffusa anche da parte dei nostri soci e dei volontari.
E chiudiamo così: un grazie veramente di cuore a tutti. Uso il cuore anche di Gregorio, perché è il suo logo, che ormai circola ovunque. Mi ricordo una volta, ma l’ho visto anche sul suo volantino, che è andato perfino in stratosfera, se non ricordo male, con un aereo della NASA, a fare le proprie pitture. Tanto per dirvi, ma non racconto balle. Ero a Milano, prendo la scala mobile della metropolitana, una di queste era chiusa, e lui che andava su e giù per la scala a fare le proprie opere. Ecco, è così che si fa anche cultura, e lo ringrazio nuovamente.
Ovviamente, ringrazio tutti coloro che sono intervenuti, che ci hanno dato sostegno, che ci hanno dato la loro parola e un arrivederci al compimento degli anni successivi. Non è solo un punto di arrivo, ma è un punto di partenza o di passaggio. Il nostro, offriamo un piccolo omaggio, come si dice, di aperitivo, il libro che abbiamo fatto. Non l’ho detto all’inizio, non voglio essere polemico, ma una parte dei costi è stata sostenuta benissimo. Ho detto all’inizio che da sponsor, da enti e da associazioni, non abbiamo raggiunto il tetto delle spese, ce le siamo sbarcate noi, come a Olgiate. L’auspicio è quello che quel libro sia anche riconosciuto sul piano economico. Non a caso abbiamo chiesto un contributo. Non so come sia andata, ne sono state prodotte più di 300 copie, per cui indubbiamente tutto non si esaurisce qui. Abbiamo parlato delle scuole. Chiederemo all’Università degli Adulti di ospitarci e alle associazioni che lo vorranno, ai comuni che lo vorranno.
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