Sindacati/ Tremezzina, l’Odissea lariana

Le organizzazioni sindacali, non convocate, protestano e propongono. «Variante della Tremezzina: una questione che deve vedere protagonista tutto il territorio comasco Si è appreso quello che sembra essere il nuovo capitolo dell’odissea comasca: la variante del Medio Lario. La convocazione, che non ha visto protagoniste le rappresentanze delle parti sociali, lascia perplessi e preoccupati. La mancanza di un coinvolgimento ampio rischia di penalizzare cittadini, lavoratori, lavoratrici e imprese del territorio.

«Quel che stupisce è il fatto che ad oggi non si è pensato di coinvolgere tutte le parti sociali e produttive del comasco come dovrebbe essere e come è avvenuto nel recente passato. Speriamo sia stato un problema di tempi e crediamo si possa e si debba rime[1]diare. Il Sindacato, da sempre vicino ai cittadini e alle esigenze del territorio, ritiene fonda[1]mentale essere coinvolto in un dialogo costruttivo e trasparente. Il sindacato esprime inoltre forte preoccupazione per i lavoratori impiegati nel cantiere della Variante della Tremezzina. L’incertezza sulla ripresa dei lavori e il braccio di ferro tra Anas e il Consorzio Sis mettono a rischio non solo il futuro dell’opera, ma anche la continuità occupazionale e la sicurezza di chi ogni giorno opera in condizioni già complesse. Il destino di questi lavoratori non può essere ignorato o subordinato a dispute economiche tra le parti.

Dalle informazioni trapelate sulla stampa si evince un possibile mancato accordo fra Anas e il Consorzio Sis, con una distanza tra richiesta e offerta economica significativa. L’Anas avrebbe riconosciuto il 60% dell’importo richiesto dal Consorzio Sis, che ha ritenuto la proposta non congrua. Se queste ipotesi fossero confermate, emergerebbe chiaramente quanto poco venga considerata la provincia di Como da Anas e da chi ha responsabilità politiche sulla gestione dell’opera. Al tempo stesso, sarebbe importante chiarire quale sia la reale priorità assegnata alla realizzazione della Variante rispetto ad altri cantieri in corso. In questa vicenda il rischio, ancora una volta, è che a pagare siano lavoratori e cittadini. Perché qui, quello di cui non ci si rende conto, è in gioco il presente e il futuro di un territorio che, al netto di qualche dichiarazione, sembra non riuscire ad attirare l’atten[1]zione necessaria da parte della politica. Il completamento dell’opera è cruciale per lo sviluppo della viabilità, per il turismo, per il tessuto produttivo locale e per l’accesso ai servizi. CGIL Como, CISL dei Laghi, UIL Lario non sono disponibili a lasciare soli i lavoratori e i cittadini del lago e richiederanno una convocazione urgente alla Presidente del Ta[1]volo della Competitività di Como della Camera di Commercio e al Presidente ANCI Lombardia, Mario Guerra.

Affidiamo al Prefetto, che ha avuto un ruolo attivo nel convocare il vertice, la respon[]sabilità di avere un ruolo centrale per affrontare insieme le problematiche legate a que[1]sta opera strategica. Le parti sociali confermano la loro disponibilità a collaborare per trovare soluzioni efficaci e garantire lo sviluppo del territorio». [Sandro Estelli, Cgil, Daniele Magon Cisl, Dario Esposito, Uil]

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