Cs Cgil Como e Flc Cgil Como/ La Pace non si rimuove dalle scuole

«Troviamo surreale che, tra i molti doveri che competono a un Sindaco, si trovi il tempo per far rimuovere uno striscione scritto da bambini di una scuola primaria».

«È il segno di un paradosso: le stesse istituzioni chiamate a dare attuazione alla nostra Costituzione finiscono per censurare un messaggio di pace e per restringere gli spazi della conoscenza, proprio lì dove si formano le coscienze dei cittadini di domani.

La scuola non è un luogo da sorvegliare: è un presidio civile. La parola “pace” non appartiene a una parte; appartiene alla Repubblica che, all’articolo 11, ripudia la guerra, e all’articolo 21 tutela la libertà di manifestare il pensiero. Trasformarla in un problema amministrativo è un rovesciamento di senso che preoccupa chiunque abbia a cuore l’educazione e la democrazia.

Come FLC CGIL e come Camera del Lavoro di Como – CGIL, ci chiediamo come e perché si sia arrivati a una scelta tanto incomprensibile. Chiediamo al Sindaco un chiarimento pubblico, semplice e tempestivo, e il ripristino dell’iniziativa, accompagnato da un incontro con la comunità scolastica.

In un passaggio storico così delicato, rimuovere quello striscione significa trasmettere ai ragazzi un messaggio sbagliato: che il conflitto prevale sul dialogo, che l’autorità viene prima dell’educazione, che la cittadinanza si impara obbedendo e non pensando. È il contrario di ciò che la scuola, ogni giorno, prova a insegnare.

La scuola va sostenuta, non intimidita. Difendere l’autonomia educativa non è un favore: è responsabilità di tutti». [Cgil Como, Flc Cgil Como]

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