Emergenza sociale/ il Comune di Como non ha capito i propri compiti
Ormai – da anni – è la regola e non fa più notizia, ma indignarsi è necessario e giusto, non farlo ci renderebbe complici. Accade che in una delle città più ricche del pianeta, al punto che si accumula persino un avanzo di bilancio e il governo locale si occupa con impegno zuzzerellone di sostituire con peri ciliegi sani a spese della collettività, ancora decine di persone siano costrette dall’inerzia colpevole e potenzialmente assassina delle istituzioni a vivere e assiderarsi al freddo in strada. Il primo dicembre con un ritardo che è oltraggio all’umanità e alla decenza il Comune ha finalmente decretato che fa freddo.
A Palazzo Cernezzi infatti non basta il termometro serve una decisione della Giunta, prima della data non fa freddo. Zeus sicuramente è stato avvertito. Certo la procedura è assurda, ma ci si può illudere che finalmente ora tutto vada a posto, finisca il calvario di tant3 abitanti e la vergogna per tutta la città. No, una nuova farsa si annuncia. Il Comune, che trova denaro persino per condurre e pagarne le spese processuali la sua scelta di desertificazione di scuole, associazioni, sport, cultura, persino i luna park, chiede ancora una volta alla città ai cittadini e alle cittadine di fare noi al posto suo e conseguentemente di finanziare chi il Piano freddo lo rende possibile.
Nell’attuale situazione è indispensabile ancora una volta supplire alle scelte incostituzionali: togliere ai poveri per dare ai ricchi, meglio se turisti. Sarà necessario che volontariato e generosità personali, meritorie reti e associazioni e singole persone si prodighino per salvare la vita e un minimo di dignità di chi la cattiva politica costringe ai margini.
Per questo ospitiamo le comunicazioni del Comune che raccontano la straordinaria convergenza di tante organizzazioni unite per lo scopo e riportiamo il link per il necessario intervento solidale di ciascuno di noi.
Ma la domanda è semplice: perché il Comune non allestisce in modo appropriato servizi, strutture? Perché il Comune di Como non assume in modo continuativo (notiziona: il freddo c’è ogni anno) in modo serio e assicurando diritti a chi deve operare per una necessità che è pienamente nei compiti del Comune stesso? Perché il personale deve essere volontario e precario? Il volontariato e l’attivismo sociale assicurano sempre il meglio, ma proprio per questo non possono diventare per i servizi essenziali la strada per risparmiare e assicurare minori diritti.
La solidarietà e il volontariato animano sempre nobili azioni, segno di cultura della comunità e umanità ma è indegno strumentalizzare la parte migliore della città distraendola dalla sua specificità di innovazione e cura e costringendola a una supplenza ingiusta.
La sicurezza, la vita delle persone sono appannaggio primario delle istituzioni. Vendano qualche taser, svendano la selva delle telecamere guardone di ogni angolo della città sintomo di una scelta sicuritaria e insensata e si occupino dei propri doveri istituzionali. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni].
La campagna per finanziare le attività https://dona.fondazione-comasca.it/campaigns/pianofreddo26

