Si/ Con Zoffili antifascisti terroristi
“La Lega ha presentato un disegno di legge per designare “ANTIFA” come organizzazione terroristica. Una proposta grave, che sembra voler competere con gli alleati di governo nella corsa alla misura più autoritaria e liberticida della legislatura.
Si tratta di un’iniziativa che richiama quanto già visto negli Stati Uniti con Donald Trump e in Ungheria con Viktor Orbán: alimentare la polarizzazione, costruire nemici interni e usare il tema della sicurezza come strumento politico.
Ma chi sarebbero gli “ANTIFA”? Tutti gli antifascisti? Chi manifesta, sciopera, partecipa a movimenti o assemblee studentesche? Non è dato saperlo. E infatti persino l’FBI, davanti al Congresso americano, ha chiarito che non si tratta di una sigla né di un’organizzazione strutturata. Siamo quindi di fronte a una proposta priva di basi concrete.
Il contesto in cui nasce questa iniziativa è altrettanto significativo. Dopo una forte mobilitazione sociale e un voto, soprattutto giovanile, che ha espresso dissenso verso le politiche del governo, la risposta della maggioranza sembra essere quella di alzare lo scontro, spostandolo sul terreno della sicurezza. Ma usare la categoria di terrorismo per realtà fluide e non organizzate rischia di trasformare il dissenso in reato, invece di contrastare eventuali episodi di violenza.
Se si considerano anche altre proposte avanzate da Eugenio Zoffili, come il ritorno della leva obbligatoria, emerge una visione chiara: meno spazio all’autonomia dei giovani e più integrazione forzata in strutture statali. In altre parole, partecipazione sì, ma solo se disciplinata.
Invece di affrontare i problemi reali del Paese: stipendi bassi, caro vita, una sanità pubblica sempre più in difficoltà, la maggioranza che sostiene Giorgia Meloni preferisce individuare bersagli politici e alimentare divisioni.
Una democrazia matura non teme il conflitto sociale, ma sa governarlo. Quando il dissenso viene trattato come una minaccia, il rischio non è solo quello di approvare leggi sbagliate, ma di creare precedenti pericolosi, in cui il confine tra sicurezza e repressione diventa sempre più sottile.
Questa è la destra che oggi governa il Paese. È tempo di mandarla a casa, il prima possibile”.
[Lucas Radice, Segretario Sinistra Italiana, Federazione provinciale di Como]

