Genova 2001-2026

Venticinque anni dopo Genova/ La memoria chiede ancora giustizia

Ci sono date che non appartengono soltanto alla storia. Continuano a interrogare il presente, a mettere in discussione il nostro modo di intendere la democrazia, il dissenso, i diritti. Il G8 di Genova del luglio 2001 è una di queste.

Genova fu il luogo in cui decine di migliaia di persone arrivarono da tutta Europa per contestare un modello di sviluppo che sembrava e tutt’ora sembra inevitabile: una globalizzazione fondata sulle disuguaglianze e sulla marginalizzazione dei più deboli. Tra quelle persone c’erano giovani, associazioni, sindacati, ambientalisti, gruppi religiosi, reti pacifiste. Argomenti che all’epoca potevano risultare radicali, oggi sono diventate il temi centrale di quello per cui combattiamo.

Eppure il ricordo del G8 è inevitabilmente segnato dalla violenza. Quelle giornate hanno mostrato quanto fragile possa diventare lo Stato quando il potere considera il dissenso come un nemico da reprimere anziché una componente essenziale della democrazia.

Per questo il venticinquesimo anniversario non può ridursi a una commemorazione. Le iniziative organizzate a Genova dal 17 al 21 luglio nascono con un obiettivo diverso: trasformare la memoria in uno strumento per leggere il presente e per non ripetere gli errori del passato. È un programma che invita a non fermarsi al ricordo, ma a costruire una riflessione collettiva sul futuro. Verrà proposto uno scenario volto a recuperare la partecipazione dal basso e quindi a difendere la possibilità stessa di incidere sulle scelte collettive.

La vera sfida, secondo il mio punto di vista, sarà dimostrare che esiste un’altra idea di mobilitazione: una partecipazione ampia, determinata e assolutamente non violenta, capace di costruire reti invece che divisioni. Del resto, è proprio questo il messaggio che emerge dal programma del venticinquennale: ricostruire spazi di confronto e di azione comune, affinché la frammentazione lasci il posto alla convergenza delle lotte e delle esperienze.

Venticinque anni dopo, Genova continua a parlarci. Lo fa attraverso mobilitazioni come questa, attraverso il ricordo e attraverso migliaia di cittadini che continuano a credere nella forza della partecipazione. Se quelle giornate sapranno trasformare la memoria in impegno e il ricordo in progetto politico e civile, allora il venticinquennale non sarà soltanto un anniversario: sarà un punto di partenza.

Auguriamo ai nostri redattori, Giulia Rho e Mattia Lavezzi, che parteciperanno a questi giorni a bordo della ecomobile di ecoinformazioni, di trovarsi parte di una collettività impegnata nel portare avanti il ricordo ma anche nel fare in modo che non ricapiti; di combattere contro i re e lottare per il rifiuto di ogni forma di autoritarismo, come abbiamo fatto a Roma. [Amelie Di Matteo, ecoinformazioni]

Programma dal 17 al 21 luglio: No kings e 25 anni dopo il G8 a Genova

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