Mese: Luglio 2026

Prc Como/ Contro la decisione nazionale di un fronte democatico e antifascista

Si allarga il diseenso tra il gruppo dirigente locale del partito e le decisioni nazionale del Prc: “l’opzione proposta dal pezzo del gruppo dirigente che attualmente guida il PRC, ritiene di prioritaria necessità la costruzione di un “fronte democratico e antifascista per la Costituzione”” non corrisponde alle intenzioni comasche che vengono illustrate nel documento politico che riportiamo integralmente.

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15 luglio/ In carcere contro le carceri anticosituzionali/ L’Arci c’è

15 luglio alle ore 14.30, una visita agli spazi del carcere del Bassone, concordata con la direzione.La visita intende essere un momento di sensibilizzazione sui temi della situazione detentiva e dei carceri in Italia.L’iniziativa è organizzata da A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia-CNVG, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti-CNCA, Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, Movimento di Volontariato Italiano-MOVI, ⁠ Movimento NoPrison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti. L’inziativa è coordinata a Como dal Csv ma è nazionale e le visite alle carceri si svolgeranno in altri luoghi il 14 luglio.

17 luglio/ 10 anni di Csf a Como San Giovanni

A distanza di 10 anni da quando, nel luglio del 2016, venne fondata Como senza frontiere, torniamo a manifestare proprio nel luogo che, dieci anni fa, mise in evidenza l’importanza del fenomeno delle migrazioni e la necessità di acquisire la consapevolezza del ruolo di città di frontiere.

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Seveso/ Video sulla direttiva Seveso

Giorgio Magarò, collaboratore della Cgil Lombardia, conduce questo video composto nel 1992 con l’Associazione Ambiente e Lavoro e Cesare Modini. Lo ha recuperato lo ha inviato per il 50° anniversario dell’incidente dell’Icmesa. Lo diffondiamo su segnalazione di Mario Agostinelli per l’interesse che può suscitare in chi ricorda quegli eventi così dolorosi e per chi può cogliere ancora oggi i frutti della Direttiva Seveso.

Eco estate/ Conosci mia cugina a Umbria jazz

“Conosci Mia Cugina?” è il nome ironico e impertinente, tratto da una vecchia canzone, di una band nata nel 2015 e da allora attiva a livello nazionale. La sua mission è di rivitalizzare il repertorio del cosiddetto swing italiano degli anni ’30, ’40 e ’50 del secolo scorso.
La formazione stabile è composta da Federica D’Andrea alla voce, Giuseppe Civiletti al contrabbasso, Davide Annecchiarico al pianoforte: sono loro i fondatori del gruppo ai quali all’occorrenza possono aggiungersi sezione ritmica e fiati.

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Seveso/ Lettera aperta a Mattarella

Caro Presidente di tutti gli italiani, mi permetto di salutarti persino dandoti del tu, come si fa con gli amici di lunga data. Desidero innanzitutto darti il Benvenuto per la giornata della tua visita in Brianza in occasione del cinquantesimo anniversario dell’incidente verificatosi presso la ditta Icmesa di Meda il giorno 10 luglio 1976.

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Seveso/ Barbara Battaglia su l’Espresso

Le straordinaria capacità e i talenti delle tante persone che hanno reso possibili 30 anni di ecoinformazioni non smettono di brillare perché molte hanno adesso altri impegni e ruoli. E’ il caso della nostra redattrice Barbara Battaglia che oggi firma su L’espresso un importante articolo su Seveso che si intreccia con quelli prodotti per l’anniversario dalle redattrici attuali. Non è un caso, eco e l’Arci sono per sempre. Leggi l’articolo su L’espresso.

La fabbrica dei profumi, Seveso/ 50 anni dopo l’incidente

La fabbrica dei profumi: era chiamata così dai residenti del territorio l’ICMESA (Industrie Chimiche Meda Società Azionaria), che operava a confine con il comune di Seveso. Ben prima dell’incidente verificatosi nel reparto B dello stabilimento il giorno 10 luglio 1976, i residenti non erano estranei alle quotidiane esalazioni maleodoranti ed irrespirabili emesse nell’aria del territorio circostante, di fatto già inquinata, e agli sversamenti nel Tarò, affluente del fiume Seveso. Il giorno dell’incidente, la fuoriuscita di una nube densa e rossastra aprì una prima lunga settimana di paura e incertezza, quest’ultima alimentata dal silenzio di ICMESA e della casa madre Givaudan, già tuttavia in possesso delle analisi che dimostravano un’elevata dispersione di TCDD (diossina). L’evento innescò un’inevitabile rottura di quel patto tra cittadini lavoratori e territorio, secondo cui non erano previste, a livello legislativo e culturale, condizioni di vita e lavoro salvaguardate in materia di salute, specie al di fuori della fabbrica.

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