Consiglio comunale

Diritti umani/ Il dramma del 10 dicembre dentro e fuori il Campo governativo

8 COMOCOMUNECon una preliminare Celeste Grossi (Paco-Sel) ha ricordato al Consiglio comunale del 12 dicembre come l’impegno per dare valore alla Giornata mondiale dei diritti umani bisogna partire dall’azione nei territori e a Como proprio il 10 dicembre un ragazzo ha tentato il suicidio nel Campo governativo e all’esterno del Campo 74 migranti non hanno trovato altro che un’accoglienza fredda. Il tema è stato ripreso  da Luigi Nessi (Paco-Sel) che ha anche ricordato la fuga dalla guerra di interi popoli e ha chiesto l’impegno per la drammatica situazione di Aleppo e per la Pace in Siria del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani e ha chiesto a Mario Forlano, presidente del Coordinamento comasco per la Pace, di farsi portavoce dell’appello nel Convegno A piedi liberi del 17 e 18 dicembre allo Spazio Gloria. Sulle questioni relative ai minori al Campo governativo è intervenuto anche Bruno Magatti, assessore alla Politiche sociali, che ha dichiarato che la lettera inviata a Renzi e Alfano dovrà essere reiterata agli esponeti del nuovo governo. (altro…)

Mozione trasversale: al Campo governativo vengano rispettati diritto e diritti

campocri-cassonettiÈ stata depositata il 3 ottobre all’ufficio di presidenza del Consiglio comunale di Como la Mozione sul Campo di via Regina Teodolinda redatta da Celeste Grossi e Luigi Nessi  (Paco-Sel) e sottoscritta da esponenti sia della maggioranza che dell’opposizione: Andrea Luppi (capogruppo Pd), Marco Tettamanti (capogruppo Como civica), Roberta Marzorati (Per Como), Eva Cariboni (Amo la mia città). (altro…)

Consiglio comunale/ La Giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione

mano-migrantiwelcome-grLa Preliminare di Celeste Grossi al Consiglio comunale del 3 ottobre.  «”Dovremmo protenderci nel Mediterraneo come ’arca di pace’, non come un ’arco di guerra’”. Diceva, inascoltato, trent’anni fa don Tonino Bello. 

Oggi è la prima giornata nella quale nel nostro Paese si ricordano anche istituzionalmente le migliaia di vittime dell’immigrazione. Il 16 marzo 2016 è stata infatti approvata la legge che istituisce in questa data la Giornata della Memoria delle vittime dell’Immigrazione, perché il 3 ottobre del 2013, al largo dell’isola di Lampedusa, 368 persone morirono annegate.

Quelle morti, e tutte le altre che le hanno precedute e seguite, lasciano attoniti. Eppure è necessario avere il coraggio di nominarle, di ricordarle, di narrarle. Il coraggio del dolore e del lutto, per evitare altre morti e altre tombe marine. Il rischio, però, è che dopo un minuto rituale di silenzio,  le vittime del nostro egoismo smettano di interrogarci su quanto il nostro paese e l’Europa tutta abbiano smarrito il senso di umanità.

Nell’ultimo anno, a causa della progressiva chiusura delle frontiere, le vittime sono aumentate: dall’inizio del 2016, sono più di 3.500 i morti: uomini, donne, ragazzi, ragazze, bambini, bambine.

Ognuno di loro, proprio come noi, ha avuto una donna che gli ha dato la vita e adesso ha una striscia d’acqua a scarnificarne il corpo e a trasportarne le ossa. Dei loro nomi non sappiamo, delle loro storie nemmeno.

Come molti dei giovani accampati alla stazione e nel prato di San Giovanni, prima, e in via Regina Teodolinda, poi, i morti di Lampedusa del 3 ottobre di 3 anni fa provenivano dal Corno d’Africa, in prevalenza dall’Eritrea, da cui migliaia di persone, in cerca di futuro e pace, continuano a fuggire dalla dittatura del presidente Afewerki, che dura dal 1993.

Pensare di costringere le loro aspirazioni umane entro i muri e i cancelli  del nostro egoismo e della nostra mediocrità, pigra e incattivita, è semplicemente dissennato perché oltre ad andare nella direzione opposta a quelle dei loro desideri, va nella direzione opposta del momento storico. Nessuno può fermare una fiumana di uomini e donne che bussano alla nostra porta in fuga dalla miseria, dalla sofferenza, dalla guerra di cui spesso siamo responsabili noi. C’è una responsabilità collettiva della nostra società ricca ed una, più pesante, di chi ricopre ruoli istituzionali e ha il potere di produrre, con le proprie scelte, conseguenze concrete sulla vita delle persone.

La politica dei muri ha comportato un aumento delle cifre richieste dai trafficanti a chi cerca di raggiungere le coste europee e soprattutto un aumento dei rischi nella ricerca di nuove rotte. Il Mediterraneo, diventato un enorme cimitero a cielo aperto, continua a essere la rotta più pericolosa: solo nel naufragio avvenuto il 21 settembre scorso davanti alle coste egiziane sembra ci siano stati più di 300 i morti.

La disumana cancellazione del principio di non respingimento, previsto dall’articolo 33 della Convenzione di Ginevra sul diritto d’asilo, ha reso il Mediterraneo un mare di morte. In Europa è in corso una guerra. La guerra contro gli esclusi.

Solo corridoi umanitari sottrarranno alla criminalità le vite di migliaia di persone. Invece, i governi europei, compreso quello italiano, stringono accordi con i governi dei paesi di origine e di transito, per chiudere ogni possibilità, anche illegale, di arrivare in Europa (di vie legali per chi chiede protezione o cerca lavoro, come è noto, la legislazione non ne prevede, obbligando i migranti a mettersi nelle mani dei trafficanti per raggiungere l’Europa).

In Italia e in Europa ci si arrampica sulle parole: “Sì ai profughi, no ai clandestini”. Per anni la parola “clandestino”, nel nostro Paese e nel nostro territorio, è stata usata come sinonimo di pericoloso criminale. Noi non accettiamo che il mondo venga diviso in clandestini e non. Ci sentiamo cittadini del mondo per caso nati in Italia. L’unica razza che conosciamo, proprio come Albert Einstein, è la razza umana.

Il recente accordo, firmato ad agosto dal capo della polizia italiana Gabrielli con il suo omologo sudanese, consente addirittura il rimpatrio di persone (48 sono state rimpatriate il 24 agosto), provenienti da una regione, il Darfur, dove è noto che uomini, donne, ragazzi, ragazze vengono perseguitati e uccisi da bande paramilitari direttamente legate al governo.

Non vogliamo essere complici di leggi che hanno  costretto quelle persone, in cerca di sicurezza per sé e i propri figli, ad un viaggio mortale. Quelle persone che non incontreremo mai sarebbero potute diventare nostre concittadine.

Continueremo ad impegnarci, per loro e per la nostra umanità per garantire accoglienza e protezione sul nostro territorio a chi è riuscito ad  arrivare, sta arrivando, arriverà. Continueremo a chiedere che siano aperti subito canali umanitari in entrata e in uscita dall’Italia perché vogliamo vivere in un paese, in un territorio, in una città viva. Che dica chiaro che c’è un’altra Italia, un’altra Lombardia, un’altra Como. E siamo anche noi». [Celeste Grossi, consigliera comunale Paco-Sel]

Successivamente, in apertura della seduta, su proposta della consigliera del Pd Patrizia Lissi si è osservato un minuti di silenzio in memoria delle vittime dell’immigrazione.

 

ecoinformazioni on air/ Il Consiglio delle scorrettezze

mano-migrantiwelcome-grIl servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 27 settembre alle 19,15 su Radio Popolare. Ascoltalo nel  sito di Radio Popolare nelle pagine di Metroregione. Il Consiglio comunale aperto di Como sull’emergenza migranti ha offerto un ampio campionario di scorrettezze. Il 19 settembre la prima seduta è stata dedicata alle domande che i consiglieri hanno fatto ai responsabili del Campo governativo, senza avere però sostanzialmente risposte. La fine ieri sera con gli interventi dei consiglieri e preliminarmente la presa di posizione di Como senza frontiere alla quale però non è stato concesso dal presidente del Consiglio di intervenire direttamente. La rete ha affidato alla consigliera di Paco-Sel la lettura di un comunicato. (altro…)

Como senza frontiere “parla” al Consiglio comunale di Como

cropped-4-como-senza-frontiere-logo.pngNonostante la formale richiesta, avanzata dalla portavoce di Como senza frontiere, la principale rete impegnata a Como per i diritti dei migranti, il presidente del Consiglio non ha ritenuto autorizzarne un intervento in aula. Per questo Celeste Grossi di Paco-Sel ha deciso di dedicare interamente il suo primo intervento, nelle dichiarazioni preliminari del Consiglio del 26 settembre, alla lettura di un testo di Como senza frontiere. Leggi nel seguito il documento. (altro…)

Paco-Sel e Sel sospendono la collaborazione al Coordinamento politico

confastampaselpacoseltuttiSi complica ancora di più la vicenda del centrosinistra al governo del Comune di Como. I due consiglieri di Paco-Sel Luigi Nessi e Celeste Grossi, il portavoce provinciale di Sel Marco Lorenzini, Gianluigi Fammartino del Coordinamento di Paco-Sel, d’intesa con gli attivisti di Paco e di Sel, consultati nelle giornate del 23 e 24 giugno, hanno comunicato la decisione di sospendere la collaborazione del gruppo al Coordinamento politico della coalizione che sostiene la giunta Lucini.  (altro…)

No alla sfiducia/ 18 voti per Lucini

Mario_LuciniNon passa, nel Consiglio comunale di Como del 21 giugno, la mozione di sfiducia proposta dalle opposizioni  con il sostegno di Gioacchino Favara del Pd e l’adesione della consigliera Marzorati. Tutta la maggioranza, con sottolineature però molto diverse tra i gruppi, ha compattamente escluso la sfiducia a Mario Lucini. Hanno votato la sfiducia i propositori della mozione presenti (13 voti). Assenti, avendo scelto di non partecipare al voto, Favara e Grieco del Pd. Contrari 18 consiglieri/ e.

Con Arrigoni una via per restare umani a Como

Vik Arrigoni striscioneAnche la seduta del 21 giugno del Consiglio comunale di Como è dedicata, come la precedente del 20 giugno, alla discussione della mozione di sfiducia al sindaco Mario Lucini presentata dalle minoranza di centrodestra con l’adesione di Eva Carboni di Amo la mia città e di Gioacchino Favara del Pd. In apertura di serata una preliminare ha posto all’attenzione del Consiglio la necessità di “Restare umani con Vittorio Arrigoni” e ha sostenuto la proposta di intitolazione a Vik di una strada o di una piazza lanciata da Raffaele Faggiano di Arci Noerus e sostenuta dal Comitato comasco pro Arrigoni sottoscritta da oltre seicento persone tra le quali anche consiglieri / e di diversi gruppi politici. Leggi nel seguito la preliminare. (altro…)

La Giornata mondiale del rifugiato a Palazzo Cernezzi

coxprimopianoIl Consiglio comunale di Como, nella seduta del 20 giugno, accogliendo la richiesta di Celeste Grossi (Paco-Sel) nel suo intervento per la Giornata mondiale del rifugiato ha,  su invito del presidente del Consiglio comunale Stefano Legnani, ha celebrato un minuto di silenzio in memoria di Jo Cox e di tutte le vittime dell’intolleranza e di tutti coloro che hanno lavorato e lavorano per la Pace.  Leggi nel seguito l’intervento di Celeste Grossi. (altro…)

Sabir a Palazzo Cernezzi

sabir

Sabir in Consiglio comunale a Como il 19 maggio con l’intervento di Celeste Grossi dell’Arci, consigliera comunale di Paco-Sel. Nell’intervento Città di frontiera, Comunità locali e Società civili la richiesta che anche il sindaco di Como entri far parte della rete dei sindaci solidali. Nel seguito il testo dell’intervento.  (altro…)

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