Consiglio comunale

Non c’è Pace in consiglio

3 COMO COMUNEMinoranze contro il documento di Bilancio.

 

Preliminari

Sola, nelle preliminari al Consiglio comunale comasco di lunedì 9 maggio, è intervenuta Laura Bordoli, Ncd, che dopo aver posto il problema della fila di tavolini fatta togliere agli esercenti in piazza duomo si è scagliata contro la scelta di chiudere l’asilo di Camerlata «per avere un risparmio di 80mila euro», una cifra risibile per la consigliera viste le varie progettazioni e interventi come «i poggia schiena per le panchine di viale Geno, avete capito solo ora che sono scomode».

 

Bilancio

Dopo una subitanea sospensione chiesta da Diego Peverelli, Lega, per confrontarsi con gli altri rappresentanti delle minoranze, è incominciato il dibattito sul documento di bilancio presentato dalla Giunta.

Scontata la contrarietà dell’opposizione ce ha elencato gli insuccessi dell’amministrazione. «Per governare serve aderenza alla realtà, non basta essere brave persone erudite» ha attaccato Roberta Marzorati, Per Como, schieratasi, anche lei, contro la chiusura dell’asilo di Camerlata: «È stato ristrutturato da poco e una volta chiuso sarà difficile riaprirlo». Sui tavolini in piazza duomo è intervenuto anche Enrico Centiempo, Gruppo misto, che ha fatto un affondo su piazza Volta, «siete intervenuti dove c’era meno bisogno», e ha concluso contestando la gestione del ripristino della ex polveriera di Albate. Francesco Scopelliti, Gruppo misto, ha invece ricordato le proteste sindacali aprodate in aula negli ultimi tempi, dai lavoratori Asf alle educatrici degli asili e ha incalzato «si risparmiano 80mila euro a Camerlata, quando, vado a memoria, la ristrutturazione è costata 380mila euro, e vengono spesi 13mila euro l’anno per l’adesione al Coordinamento comasco per la Pace».

Ha elencato una serie di problemi Marco Butti, Gruppo misto, «merci in centro non va certo bene, Villa Erba è stato ammesso non ha un piano industriale, l’illuminazione pubblica è un problema». Il consigliere di Fratelli d’Italia ha quindi ribadito la necessità si un controllo sulle fideiussioni e lanciato l’allarme per i controlli notturni della polizia locale «speriamo che rimangano almeno due giorni a settimana». «E il parco di Villa Giovio che doveva essere sistemato – ha aggiunto Peverelli – l’è lì tal qual [è lì uguale a prima] e la Ticosa? Si è visto ora anche cosa è successo al Santarella». Mentre per l’associazione al Coordinamento comasco per la Pace «hin danè butà via [sono soldi gettati via]». Ha ricordato il nido di Camerlata anche Ada Mantovani, Adesso Como, e il fallimento del Punto unico di cottura, oltre alle pochissime entrate dalle strutture sportive comunali e dai musei, e alla mancata organizzazione della mostra a Villa Olmo. Si poteva chiedere all’ex assessore e ora consigliere di opposizione di Forza Italia Sergio Gaddi un aiuto, il suo pensiero, «sono consapevole di quello che poi sarebbe uscito sui giornali, ma sarebbe stato per il bene della città». E fatta sua la proposta di Eva Cariboni, Amo la mia città, di utilizzare i proventi della tassa di soggiorno per ristrutturare il Politeama, ha lanciato un appello per il cantiere delle paratie. Riconoscendo quanto onestamente fatto dal’amministrazione ha chiesto un passo indietro per lasciare gestire la partita a Regione Lombardia, sperando così di trovare una soluzione.

Unico a favore Luigi Nessi, Paco-Sel, che ha ricordato la situazione economica non brillante e la necessità dell’integrazione degli immigrati da vedere come una risorsa per la città. Il consigliere ha ammesso poi un problema di comunicazione nella spiegazione della scelta di chiudere la struttura di Camerlata: «Bisognava scegliere fra Lora e Camerlata e si è pensato fosse più facile da Camerlata poter trasferirsi in via Giussani, che da Lora scendere in centro. Speriamo nella riapertura con l’attivazione della cittadella della salute e l’apertura del centro commerciale».

Sopesa la seduta poco prima della mezzanotte la discussione riprenderà mercoledì 11 maggio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Bilancio: le risposte

8 COMOCOMUNEProsegue la discussione sul bilancio a Palazzo Cernezzi non senza qualche polemica.

Dopo l’unica preliminare di Celeste Grossi, Paco-Sel, che ha ricordato le lotte contro l’approvazione del nuovo accordo di libero scambio fra Unione europea e Stati uniti e la manifestazione di sabato 7 maggio, giovedì 5 maggio il Consiglio comunale di Como ha ripreso la discussione sul Bilancio di previsione 2016. Una prima polemica è nata sulle procedure. Francesco Scopelliti, Gruppo misto, ha chiesto al presidente Legnani come si sarebbero sviluppati i lavori. Già nella seduta precedente era stato chiesto di fare chiarezza su come poter procedere dato che era incerta la possibilità o meno di emendare o presentare ordini del giorno sul Documento unico di programmazione, già approvato dall’aula, ma ripresentato con il Bilancio. La legge nazionale infatti lascia questo aspetto al regolamento dei singoli Comuni. «Non sono riuscito a confrontarmi con il segretari generale per domani vi presenterò un documento di chiarimento» ha detto Legani scatenando la protesta dell’opposizione che non ha però interrotto i lavori. Gli assessori hanno risposto alle domande poste nella seduta precedente. Magatti ha ripercorso le fasi della bonifica dell’area ex Ticosa, per cui saranno necessari altri 2 milioni di euro per l’ultima cella, mentre ha annunciato la posa delle casette per l’acqua in questo mese. Cavadini ha difeso il mantenimento dello stanziamento per la mostra a Villa Olmo, per cui è già stato annunciato il forfait, per non precludere una qualche possibilità nel corso dell’anno. Iantorno ha ricordato come nei due anni passati siano stati venduti beni immobili del Comune per poco più di un milione di euro e la speranza per quest’anno e di venderne per 2,6 milioni. Gerosa ha annunciato l’intenzione di costruire un autosilo in viale Innocenzo XI nell’area ex Stecav. Marelli ha ribadito l’intenzione di valutare la creazione di un punto cottura unico per le mense comunali nell’ex ospedale S. Anna a Camerlata e l’intenzione di rimanere nel Centro tessile serico, oltre che vendere la quota posseduta della Milano-Serravalle (lo 0,2 per cento) e acclarare la mancanza di un piano industriale per Villa Erba. Una lunga serie di risposte che non hanno soddisfatto tutti i consiglieri di minoranza. «Non ho avuto risposta alle mie domande» ha detto più volte Laura Bordoli, Ncd. «Hli assessori si assumono la responsabilità delle risposte o delle non risposte» la replica del presidente Legnani che ha quindi espresso il parere sullo svolgimento dei lavori: si possono emendare solo le parti modificate del Dup.

Il capogruppo leghista Diego Peverelli ha quindi chiesto mezz’ora di sospensione i lavori per valutare il da farsi, scontrandosi contro il diniego di Legnani e iniziando una disputa con il presidente che ha alla fine chiuso la discussione annunciando la chiusura anticipata, alle 23.20, dei lavori. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Intese a Palazzo Cernezzi

COMO COMUNE 3Convergenza piena sull’adesione alla campagna Verità per Giulio Regeni, per la Doggy Bag nelle mense comunali e per la tutela dei frontalieri. A maggioranza passa la costruzione di uffici per la Bon Ber.

 

Dopo le proteste per la chiusura dell’asilo nido di Camerlata nella seduta di Consiglio comunale di giovedì 28 aprile è stata affrontata per primo il «procedimento comportante la variazione di strumenti urbanistici per l’ampliamento dell’attività produttiva» della Bon Ner srl in via Pasquale Paoli. Una proposta già bocciata in aula e ripresentata con ampie modifiche. Si tratta dell’edificazione di una nuova palazzina per uffici, prevista inizialmente dentro una parte della rete ecologica provinciale ora ne toccherebbe solo una piccola parte andando comunque a cambiare la destinazione d’uso di un terreno agricolo e boschivo. Contrario Luca Ceruti, M5s, «non si era parlato di consumo di suolo zero?» «Si va a intervenire in un terreno che ricade dentro il Parco della Spina verde – ha proseguito il consigliere pentastellato – , si va a togliere un vincolo di inedificabilità». Parole che non hanno mutato il parere della maggioranza che ha votato la proposta, solo altri due consiglieri di minoranza hanno votato contro.

Tutti d’accordo invece sulla mozione di Anna Veronelli, Fi, per l’adesione del alla campagna di Amnesty International “Verità per Giulio Regeni”, con anche l’invito, aggiunto con un emendamento, al Parlamento di introdurre in Italia il reato di tortura. Approvate anche la proposta di Roberta Marzorati, Per Como, «per l’introduzione sperimentale della cosiddetta doggy bag per i bambini della refezione scolastica». «Si può pensare di portare a casa non quanto è stato cotto, ma al pane e alla frutta sì – ha chiarito la consigliera – Legambiente propone dei sacchetti lavabili per il trasporto, si pensi che non viene consumato dal 15 al 20 per cento della frutta, che viene pagata e altre città come Milano, Mantova o Pavia, l’hanno già fatto». L’assessora Magni ha annunciato che la sperimentazione partirà dal prossimo anno scolastico.

Per ultima la mozione della Lega per la tutela dei lavoratori frontalieri, con la richiesta di un ritorno a qualcosa di simile alla vecchia tassazione, con garanzie per i ristorni ai Comuni di frontiera e la richiesta ai vicini svizzeri d non attuare politiche discriminatori, ha trovato un unanime consenso. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Lavoratori e genitori in Consiglio

asilo nidoUna quarantina di persone si è presentata a Palazzo Cernezzi per protestare contro la scelta di chiudere l’asilo nido di Camerlata.

Molte delle preliminari al Consiglio comunale di Como di giovedì 28 aprile hanno toccato la chiusura dell’asilo nido comunale di Camerlata. Si è detta sgomenta Anna Veronelli, Fi, che ha denunciato «l’abbiamo saputo dalla stampa». «La chiusura di un asilo è sempre una sconfitta» ha detto Roberta Marzorati, Per Como, e Marco Butti, Gruppo misto, ha espresso la paura che «possa essere l’inizio di un percorso».

Un tentativo di esposizione di uno striscione in aula, atto contrario ai regolamenti comunali, è stato velocemente bloccato dalla polizia locale.

La vicesindaca e assessora competente Silvia Magni, sempre nelle preliminari ha ricordato, oltre alla sospensione della disponibilità della struttura di Camerlata anche la diminuzione dell’orario di apertura di quella di Albate, «una decisione fatta per garantire un servizio pubblico di qualità».

Il ragionamento dell’Amministrazione è quello di indirizzare il personale dell’asilo di Camerlata su altre strutture, utilizzate al meglio delle loro capacità, in vista dei prossimi pensionamenti. L’obiettivo sarebbe quello di mantenere il servizio per lo stesso numero di bambini totali. Ora sono iscritti 388 piccoli distribuiti su 10 strutture, la “risistemazione” porterebbe quindi a lavorare su 9 asili che potrebbero al massimo accogliere 414 bambini. Per la vicesindaca poi la scelta di Camerlata è stata fatta data la vicinanza dell’asilo di via Giussani che potrebbe accogliere gli iscritti del quartiere vicino: «Ora ha 43 iscritti e può accoglierne 60».

Chiesto dalla consigliera Veronelli si è poi tenuto un incontro fra sindaco, Giunta, consiglieri e rappresentati dei lavoratori, lavoratori e genitori in Sala stemmi.

Preoccupato per la mancanza di una «prospettiva a lungo termine delle assunzioni» si è detto Matteo Mandressi, sindacalista della Cgil, «senza una reale progettualità si rischia di dismettere il servizio» gli ha fatto eco Vincenzo Falanga, Uil, entrambi, insieme alla Rsu del Comune di Como, hanno chiesto un incontrare l’Amministrazione per un chiarimento e discutere della scelta fatta. Una proposta accolta dal sindaco Mario Lucini, che si è detto disponibile a un incontro con anche le direttrici e gli operatori dei servizi alla prima infanzia.

Operatori e genitori hanno chiesto chiarimenti al sindaco e alle assessore presenti e la paura è quella che questo sia l’inizio di una diminuzione continua dei servizi. «È un intervento non definitivo e non risolutivo – ha ammesso l’assessora Marelli –, ma è una ottimizzazione fatta per dare risposte a tutte le famiglie». Le mamme in aula hanno sottolineato l’importanza della struttura di Camerlata, anche per l’integrazione, in un quartiere che non ha molti altri luoghi aggregativi e in molti hanno citato l’asilo di Lora, che è uno dei più “deboli” per quanto riguarda il numero di iscritti in città. «Una situazione differente a quella di Camerlata – ha ribadito Magni -, perché qui è vicino quello di via Giussani». Una risposta che non ha convinto troppo le mamme che si sono lamentate della lontananza dell’altra struttura.

Ripresa la seduta comunale le assessore Marelli e Magni hanno continuato a confrontarsi con i presenti, mentre sindaco e quasi tutti i consiglieri si sono trasferiti in aula consiliare. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Acsm-Agam non si vende

acsm-agam gas-acquaLa maggioranza perde pezzi e viene bocciata la proposta della Giunta Lucini. Alla una e mezza di notte non è passata la proposta di vendita delle azioni della partecipata comasca. Con un voto sul filo del rasoio 16 a 16, in caso di parità la proposta non passa Palazzo Cernezzi ha visto sfumare la proposta sostenuta dalla Giunta di vendita di una parte del pacchetto azionario di Acsm-Agam. Mute le opposizioni, salvo un intervento per tutti di Laura Bordoli, Ncd, il dibattito è stato tutto interno alla maggioranza e i lunghi interventi dei favorevoli non hanno convinto i 5 consiglieri contrari (un quarto degli esponenti del centrosinistra) a votare la proposta. Anzi i dubbi hanno toccato anche altri membri della maggioranza tanto che Vito De Feudis, Pd, ha chiesto una riunione di maggioranza in cui molto probabilmente ha proposto il ritiro della delibera. Al voto all’opposizione, compatta per il no, si sono aggiunti Paco-Sel (Luigi Nessi e Celeste Grossi), Amo la mia città (Eva Cariboni) e Gioacchino Favara e Raffaele Grieco del Partito democratico, portando alla parità fra i due schieramenti. A nulla è valsa la richiesta a norma di regolamento del capogruppo democratico, Andrea Luppi di, visto il pareggio, rifare la votazione. Nel volgere dei due minuti nessuno ha cambiato opinione e la delibera è stata nuovamente bocciata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Maggioranza spaccata sulla vendita dell’Acsm-Agam

IMG-20160422-WA0000La maggioranza chiede di proseguire la seduta sulla vendita di una quota delle azioni della partecipata comasca.

 

Lunghissima serata a Palazzo Cernezzi giovedì 21 aprile per decidere della vendita di una parte delle azioni di Acsm-Agam in una seduta partecipata, fra il pubblico dirigenti politici, dipendenti, ex amministratori. Moltissime le domande di chiarimento all’assessora Marelli, che ha presentato la delibera, e che, dopo quasi un’ora di consultazioni con gli uffici, ha dato una risposta fiume di quaranta minuti all’aula. Le opposizioni si sono accordate per un intervento unico, presentato con slide, da parte di Laura Bordoli, Ncd. «Non crediamo che il futuro per le multi utility sia l’aggregazione» ha esordito analizzando poi i bilanci della ex municipalizzata comasca e di A2A. Le componenti della maggioranza contrarie alla vendita hanno quindi preso la parola Paco-Sel, Amo la mia città e all’interno del Pd Giacchino Favara hanno preso la parola per esprimere le proprie perplessità fino alla richiesta al sindaco, del consigliere democratico, di ritirare la delibera. Il sindaco ha chiesto quindi di votare l’oltranza, approvata dalla sola maggioranza, astenuta l’opposizione. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Leggi l’articolo di Michele Donegana sulla conclusione del Consiglio.

Modificato il Regolamento per l’occupazione degli spazi pubblici

8 COMOCOMUNEPalazzo Cernezzi cambia le regole. Si potranno mettere i tavolini sotto i portici  e si sgraveranno edicole e esercenti di piazza Roma.

 

Preliminari

Solo Giampiero Ajani, Lega, che ha chiesto se sono stati nominati un nuovo responsabile del procedimento e un direttore lavori, oltre che un sopraluogo, per il cantiere delle paratie, e Luigi Nessi, Paco-Sel, che ha ricordato il referendum sulle trivelle, hanno preso la parola nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di martedì 19 aprile.

 

Occupazione spazi

Insediata l’assemblea la parola è subito passata all’assessore Frisoni, assente Spallino, per la presentazione di alcune modifiche al Regolamento per l’occupazione di spazi pubblici, approvato l’anno scorso. In sostanza, andando a toccare tre articoli, si potrà occupare anche i portici cittadini, lasciando uno spazio di un metro e mezzo per il passaggio, e sarà fatto uno sconto alle edicole del 22 per cento circa oltre che uno sconto per tre anni per le attività in piazza Roma.

Troppo poco lo spazio per il passaggio per Nessi che ha chiesto di aumentarlo a due metri: «Anche per le persone fragili con ridotte capacità motorie o in carrozzina». Più chiarezza sulla “prevalenza” della vendita dei giornali da parte dei chioschi è stata chiesta da Luca Ceruti, M5s, Per una revisione più estesa del documento si è speso Marco Butti, Gruppo misto, «poteva essere fatta tranquillamente». Proposte tradottesi in quattro emendamenti e un ordine del giorno che non sono stati accettati dalla maggioranza, solo la proposta di Butti di riportare in aula un documento meglio costruito ha visto un’apertura, «è impossibile dire oggi di fare delle modifiche entro l’estate come chiede l’ordine del giorno – ha detto Frisoni – non saremmo in grado di rispettarlo, se si potesse spostare di qualche mese la data…» Un tocco kafkiano il consueto stop dei lavori, quasi un’ora di attesa per l’arrivo dei revisori dei conti per il parere sugli emendamenti. Al voto un piccolo scambio di ruoli: Ada Mantovani, Adesso Como, ha votato a favore con la maggioranza, seppure contraria al modus operandi ha ritenuto «valido il fatto di dire che ci siamo resi conto di avere sbagliato», Nessi si è astenuto dopo la bocciatura del suo emendamento e la richiesta, inascoltata, di minori vincoli per le richieste di occupazione per gruppi e iniziative politiche. La seduta si è così conclusa a ridosso della mezzanotte. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Un Consiglio vero: Regeni, referendum, fine vita

datUn Consiglio comunale fuori del comune quello di lunedì 4 aprile. Si sono susseguiti già nelle preliminari argomenti di grande rilevanza: dalla necessità di sostenere la lotta per la verità sulla morte di Giulio Regeni (sottoscritta da tantissimi consiglieri e consigliere, prima proponente Anna Veronelli) a quella per la liberare il mare dalle trivelle e l’aria dai residui della combustione (Celeste Grossi) fino al diritti dei lavoratori mortificati  dall’Acsm-Agam (Luigi Nessi). (altro…)

Como contro la povertà/ Nessun contrario

impattosocialeCome previsto, nella seduta del 14 marzo, la mozione ImPatto sociale è stata approvata dal Consiglio comunale di Como grazie al voto della maggioranza che l’ha presentata, ma anche di parte delle opposizioni. Solo il consigliere Aiani si è prodotto in un ampio intervento irridente nel quale ha citato  in ordine creativo quasi tutti gli argomenti della politica europea degli ultimi decenni con sagaci incursioni nell’avanspettacolo e nella retorica leghista e battute a effetto che in verità non hanno però suscitato alcuna risata forse perché il tema, la povertà, si prestava poco all’ilarità. (altro…)

Priorità/ Il Consiglio comunale per le spese sociali

COMO COMUNE 3Stasera il Consiglio comunale di Como darà senso alla parola democrazia. Lunedì 14 marzo il massimo organo politico della città non si annoierà a seguire diatribe di potere, polemichette da avanspettacolo, questioni di lana caprina, sfoghi violenti di asti da casta e tra caste. E per una volta la politica più importante non sarà relegata nelle dichiarazioni preliminari, bizzarra forma di censura delle idee costrette in un limbo senza discussione. (altro…)

Ecoinformazioni è un circolo Arci

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