Sabir a Palazzo Cernezzi
Sabir in Consiglio comunale a Como il 19 maggio con l’intervento di Celeste Grossi dell’Arci, consigliera comunale di Paco-Sel. Nell’intervento Città di frontiera, Comunità locali e Società civili la richiesta che anche il sindaco di Como entri far parte della rete dei sindaci solidali. Nel seguito il testo dell’intervento.
«Sabir era un idioma parlato in tutti i porti del Mediterraneo dal Medioevo fino a tutto il XIX secolo. In Sabir confluivano parole di molte lingue per favorire la comunicazione tra marinai e mercanti. Sabir è il nome del festival che si è tenuto dal 12 al 15 maggio a Pozzallo, uno dei porti siciliani dove approdano donne e uomini in cerca di futuro per sé e i propri figli. Nell’ambito del Festival – promosso da Arci, Caritas, A Buon Diritto, Asgi, Carta di Roma e Acli e organizzato da Arci in collaborazione con il comune di Pozzallo e il patrocinio dell’Anci – si è svolta l’iniziativa “Città di frontiera, Comunità locali e Società civili”. Nel corso dell’incontro, al quale su invito della Commissione Diritti umani del Senato, hanno partecipato esponenti della Rete dei sindaci solidali, lanciata da Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa, è stato presentato l’appello “No ai Muri, Sì all’Accoglienza”, nel quale si esprime contrarietà ai muri interni ed esterni all’Unione Europea e si chiede
- che gli hotspot istituiti ritornino a svolgere la loro funzione di luoghi di accoglienza aperti, non più simbolo di detenzione ed identificazione forzata;
- l’abolizione di tutti gli accordi firmati nell’ambito del “sistema hotspot” che prevedono l’identificazione e l’espulsione verso paesi di origine e transito che non rispettino i diritti fondamentali e le Convenzioni Internazionali;
- l’apertura immediata di canali d’accesso umanitari con il rilascio di lasciapassare europeo;
- l’attivazione di un programma europeo di ricerca e salvataggio (come Mare Nostrum) in sostituzione degli attuali programmi di monitoraggio e controllo;
- la costruzione di un’Europa solidale, pluralista e federale, in grado di garantire un futuro di democrazia e diritti per i cittadini del futuro, qualunque sia la loro appartenenza, origine o storia personale.
È nostro auspicio e nostro desiderio che il sindaco di Como, città di frontiera, entri a far parte della Rete dei sindaci solidali. Preannunciamo la presentazione di una mozione per formalizzare la richiesta». [Celeste Grossi, Paco-Sel]


