Civitas/ Ordinanza sul decoro illegittima e non “urgente”, avviata procedura di ricorso
«La scelta di fare ricorso all’ordinanza sul decoro urbano firmata dal sindaco Landriscina non è di carattere “politico”, ma è piuttosto un’applicazione del principio di cittadinanza che sta alla base del progetto Civitas» ha chiarito Bruno Magatti nella conferenza stampa di sabato 30 dicembre a Palazzo Cernezzi. In questa occasione, i rappresentanti dell’associazione Civitas – progetto città hanno confermato di aver presentato ricorso al Tar – in data venerdì 29 dicembre – circa l’ordinanza n°74 [Ordinanza contingibile e urgente a tutela della vivibilità urbana e del decoro del centro urbano] in vigore da venerdì 15 dicembre fino a martedì 30 gennaio.

Luca Ceruti (M5s), al Consiglio comunale del 3 aprile, intervenendo su un ordine del giorno di Luigi Nessi che chiedeva l’intervento per l’emergenza delle persone lasciate in strada dalla fine dell’emergenza freddo, ha presentato un documento degli ospiti della struttura nella quale esplicitamente si denuncia l’insufficiente azione dell’amministrazione comunale e si sottolinea la drammaticità della situazione di 70 persone per le quali oggi non è stata presentata alcuna ipotesi di soluzione. Anche Ada Mantovani (Adesso Como) è intervenuta sullo stesso argomento dichiarando che se è vero che ci sono altre strutture esse sono piene e quindi non risolvono l’emergenza, auspicando che si dia accoglienza sia ai migranti e ai senza tetto.
Al Consiglio comunale di Como del 20 febbraio, Celeste Grossi (Paco-Sel), con una dichiarazione preliminare, ha denunciato le violazioni dei diritti umani in città a danno dei migranti ai quali non si riconosce dignità di persona e diritti pur sanciti anche dalla Costituzione italaiana. Con la preliminare Grossi chiede al sindaco Mario Lucini di «verificare la situazione e, in assenza di provvedimenti positivi, di impegnarsi perché questa non diventi la risposta delle istituzioni alla necessità di accogliere molte più donne e uomini di quanti trovano posto nel Campo governativo di via Regina Teodolinda».
Non è un buon segnale il fatto che neppure sul tema epocale dei diritti dei migranti la città di Como non solo non trovi unità, ma neppure capacità di costruzione di sedi democratiche nelle quali i diversi attori si confrontino alla luce del sole. La deleteria tendenza a costruire tavoli separati e riservati, nicchie spesso opache nelle quali alcune delle diverse opzioni si confrontano rifiutando la trasparenza che nelle tematiche dei diritti e della democrazia è vitale.
Con una dichiarazione preliminare di Celeste Grossi (Paco- Sel) ha richiamato il 20 dicembre l’attenzione del Consiglio comunale sulla condizione dei migranti nel mondo, sulla tragedia di Aleppo e sull’accoglienza fredda a Como sostenendo la richiesta di Csf e Caritas rendendo disponibile lo spazio dell’ex Drop in di viale Innocenzo e la De Crisotoforis. Leggi nel seguito il testo integrale della dichiarazione.

