Consiglio comunale

Dup interminabile

COMO COMUNE 3A Palazzo Cernezzi proteste e prosegue ancora la discussione sul Documento unico di programmazione.

Movimentato l’inizio del Consiglio comunale di Como di lunedì 15 febbraio con la protesta dei residenti di via Rubini, contrari ai nuovi stalli per le moto che rallentano e bloccano il traffico. Il sindaco Mario Lucini li ha incontrati, scusandosi per i disagi, e ha promesso dei correttivi per la situazione caotica che si è venuta a creare. Il primo cittadino ha poi incontrato anche i lavoratori di Acsm-Agam che rischiano di vedere peggiorare le condizioni di lavoro con il passaggio a un’altra società.

 

Dup

In aula sono poi ripresi i lavori sugli ordini del giorno al Documento unico di programmazione. Molti quelli approvati, anche contro il parere di Giunta, come quello sull’aumento dei pattugliamenti della polizia locale nelle ore notturne proposto da Marco Butti, Gruppo misto. «Non ci sono le condizioni dal punto di vista economico e da quello delle risorse umane» aveva detto Lucini, ma con il supporto di Paco-Sel, e di due esponenti del Pd, Gioacchino Favara e Raffaele Grieco, e un’astensione sempre fra i banchi della maggioranza la proposta è passata. Approvata anche la proposta, sempre di Butti, di aumentare l’apertura del monumento ai caduti, quella di Eva Cariboni, Amo la mia città, di migliorare la tenuta termica degli edifici comunali e la schedatura delle strutture scolastiche cittadine per controllarne lo stato.

Sono così iniziate le dichiarazioni di voto, ma data l’ora la seduta è stata sospesa e aggiornata a lunedì 22 febbraio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Un Dup infinito

3 COMO COMUNEProsegue il dibattito sugli innumerevoli ordini del giorno al documento in discussione dalla fine di dicembre.

 

Preliminari

Un lumino per illuminare una città che continua ad avere problemi con l’illuminazione, questa la protesta di Marco Butti, Gruppo misto, durante le preliminari al consiglio comunale di Como di giovedì 11 febbraio, dopo i continui black out per i monumenti ai giardini a lago. Sergio Gaddi, Fi, ha annunciato una interrogazione per avere maggiori informazioni sulla bonifica dell’area ex Ticosa, mentre Luca Ceruti, M5s, si è lamentato della mancata implementazione delle assemblee di zona già in essere.

Per ultimo Francesco Scopelliti ha annunciato ufficialmente il proprio abbandono del Nuovo centro destra, un distcco avvenuto già da qualche tempo, per aderire ad Azione nazionale ed entrare così nel Gruppo misto, mentre insediata l’assemblea è stata votata la surroga del dimissionario Italo Nessi sostituito nei banchi di Como civica da Fabio Catalano. «Spero di portate un contributo umano e di competenze valido» è stato il suo auspicio.

 

Dup

La discussione è così ripresa sui numerosi ordini del giorno al Documento unico di programmazione, dopo il vivace dibattito sul punto unico di cottura della seduta precedente. Tutti d’accordo, dopo tre quarti d’ora di serrata discussione su due ordini del giorno, presentati da Eva Cariboni, amo la mia città, e Butti per trovare nuove soluzioni all’inquinamento atmosferico. L’assessore Bruno Magatti ha assicurato di riportare le proposte dell’aula sul problema, «che è di sistema», al tavolo regionale di cui fa parte. Bocciate o ritirate altre proposte di Butti, sulla eliminazione di Como Lake Esperience, «un progetto partito male e gestito peggio», la carta di Como per i turisti e l’albo dei writers, «un progetto concluso nel 2014» ha replicato l’assessora Silvia Magni. Il dibattito proseguirà settimana prossima. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Luogo Comune/ Italo Nessi lascia/ Scontro Sel-Pd

lorenziniGiornate difficili per il centrosinistra comasco. Sono state ufficializzate le più volte paventate dimissioni di Italo Nessi, una delle personalità più autorevoli del Consiglio comunale lariano, eletto nella lista del sindaco e da sempre impegnato per la giustizia sociale a Como e nel Mondo, per la Pace e per dare un maggiore impulso alla centralità delle istituzioni democratiche della città.  Nessi lascia per dedicarsi con maggiore impegno alla sua attività nei Medici con l’Africa, ma il suo abbandono è  l’ennesimo segnale del malessere che già aveva portato a molti altri abbandoni. A Nessi subentra Fabio Catalano. Intanto  è scontro aperto tra il Pd e Sel a partire dalla opposta valutazione della riforma costituzionale Renzi-Boschi che per Sel e Paco-Sel attacca la democrazia mentre per il Pd la rafforza. Ma non si tratta solo di temi nazionali anche nella politica locale la divergenza politica attraversa praticamente tutti i temi in discussione. Leggi nel seguito la dichiarazione del portavoce provinciale di Sel Marco Lorenzini, diffusa all’indomani dell’incontro della maggioranza a Cascina Massee che evidentemente non è riuscito a comporre l’attrito tra le diverse componenti della coalizione che forma la maggioranza della giunta Lucini. (altro…)

Dup

8 COMOCOMUNEIniziata la discussione sugli ordini del giorno

 

Preliminari

Prima del Consiglio comunale di giovedì 28 gennaio Giampiero Ajani, Lega, ha parlato della pessima qualità dell’aria e, «se come detto dall’assessore gran parte dell’inquinamento è dovuto ai riscaldamenti», ha invitato il comune a rendere più efficienti i propri stabili. Alessandro Rapinese ha presentato una interrogazione in cui chiede chiarimenti su come voglia comportarsi l’Amministrazione per quanto riguarda le multe comminate dopo l’allargamento della Ztl. «I verbali non ancora notificati e che non si sa se verranno notificati sono circa 500 per una media di 80 euro l’uno, se non verrann mandati si tratta di una perdita di 40mila euro» ha ricordato il capogruppo di Adesso Como. 5.500 sono stati spediti ma non ancora pagati «li andremo a sollecitare?» Per quanto riguarda le paratie Rapinese ha invece attaccato il sindaco «non vuole abbandonare i lavori, 8 milioni di opere sono già stati fatti, per non incorrere il danno erariale, intende tutelare se stesso».

 

Dup

Iniziata l’assemblea il presidente Legnani ha spiegato il perché molti degli ordini del giorno presentati siano risultati inaccettabili. Una spiegazione che non ha pienamente convinto le opposizioni che hanno subito chiesto chiarimenti agli uffici con una sospensione.

Rientrati in aula la maggioranza ha accolto 5 ordini del giorno su 17 affrontati (di cui 7 inammissibili), uno di Guido Rovi, Pd, per utilizzare materiale riciclato nei nuovi interventi in città (sedute, cestini, ecc.), uno di Luca Ceruti, M5s, per sollecitare l’individuazione di fondi europei, regionali o statali, uno per attivarsi per garantire una maggiore sicurezza nei quartieri, uno per la promozione di una rete culturale in cui inserire il museo cittadino. Sulla proposta, sempre di Ceruti, di individuare fondi a sostegno delle nuove assemblee sebbene la Giunta abbia espresso un parere contrario, «è lacunoso non può essere accettato» ha dichiarato Frisoni promettendo di recepirne lo spirito, Paco-Sel e Amo la mia città hanno votato con le opposizioni hanno votato la proposta che, complice qualche astensione fra i banchi della maggioranza, è passata. Per un maggior impegno per l’eliminazione delle barriere architettoniche sono stati presentati poi due ordini del giorno uno da Raffaele Grieco, Pd, e uno da Celeste Grossi, Paco Sel, che ha chiesto la preparazione di un vero e proprio piano. Proposte su cui è iniziato il dibattito sospeso dato l’approssimarsi della mezzanotte. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Avanti col Dup

COMO COMUNEProsegue, scontata, la discussione sul Documento unico di programmazione, filtra qualche malumore in maggioranza.

 

Preliminari

Perché la Giornata della memoria sia uno stimolo per un attivismo e una riflessione sul presente ha preso la parola Celeste Grossi, Paco-Sel, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 25 gennaio, citando anche la situazione disperata per quanti continuano a dormire sul pavimento della stazione di Como S. Giovanni. Mentre la maggior parte degli interventi ha toccato la sconfitta del ricorso al Tar sull’ampliamento della Zona a traffico limitato. Il sindaco Lucini ha letto alcuni stralci della sentenza per comunicare la notizia all’aula, in pratica il Tribunale ha dato parere favorevole sull’ampliamento ma ha ravvisato degli errori nell’ordinanza attuativa che è da rifare, rimane il dubbio sulle multe elevate sino ad ora. Insoddisfatti negli interventi Alessandro Rapinese, Adesso Como, che ha parlato di «una sorta di prescrizione» e Sergio Gaddi che è intervenuto su piazza Roma. «Siamo di fronte all’incapacità assoluta dell’assessore ai lavori pubblici – ha detto l’esponente di Forza Italia –, la chiusura degli esercizi era facile da prevedere. Invito i cittadini coinvolti a chiedere un risarcimento danni al Comune».

 

Dup

Fatto l’appello la seduta è quindi ripresa sul Documento unico di programmazione, il piano triennale dell’Amministrazione. Per prima Roberta Marzorati, Per Como, ha ribadito la propria contrarietà ad una eventuale “svendita” della Ticosa, che «sul Punto unico di cottura era invece giusta la proposta dei sindacati con tre, quattro punti», e l’intenzione a lottare per la Casa albergo di via Volta. «Non una casa della sfiga come è stato detto» ha aggiunto. Prevedibili gli interventi di altri consiglieri di opposizione che hanno attaccato sugli interventi programmati prospettandone altri, come Rapinese che ha chiesto di eliminare le barriere architettoniche ad esempio alla Palestra Negretti «un ragazzo per fare scherma ha dovuto andare a Milano, cambiare città perché non poteva accedere alla struttura». Sulla sicurezza si è speso come di consueto Francesco Scopelliti, Gruppo misto, mentre Ada Mantovani, Adesso Como, ha ricordato «le azioni messe in campo dall’amministrazione poi rivelatesi fallaci», come il centro unico di cottura, la questione delle farmaciste vendute con le farmacie e riprese in carico dal Comune, la questione del bar Cube «forse bisogna riflettere sui controlli procedurali interni». «In tre anni avete fatto solo una piccola cosa, l’allargamento della Ztl» è stato tranchant il leghista Diego Peverelli.

Ma anche dalla maggioranza qualche rimostranza c’è stata. Eva Cariboni, Amo la mia città, ha ricordato l’emergenza polvere sottili e chiesto se non fosse stato meglio impegnare i fondi utilizzati per rifare piazza Volta per intervenire sul Politeama: «Così ora si passerà per il viale di ciliegi in via Garibaldi per arrivare davanti alla fatiscenza del Politeama». «Avremmo preferito che affianco all’iter formale della delibera si avviasse una discussione politica – ha dichiarato Grossi – il Dup è stato messo in discussione solo tre giorni dopo che l’abbiamo trovato in casella». E dato il poco tempo avuto a disposizione e alcune migliorie da proporre la consigliera ha annunciato la presentazione di diversi ordini del giorno.

Dopo una sospensione dei lavori per permettere di chiarirsi le idee ai gruppi di opposizione e maggioranza, necessaria soprattutto per quest’ultima che ai 15 minuti iniziali ne ha aggiunti altri 15, Marelli ha fatto la propria replica. Per l’assessora il Dup migliorerà certamente in futuro e gli spazi di discussione in aula sono stati ampi e soddisfacenti con anche la possibilità di presentare ordini del giorno. A chi chiedeva conto della vaghezza di alcune affermazioni ha ribadito che si sta ancora valutando concretamente cosa fare: «Non si sta parlando di un libro dei sogni o di panzane, ma degli obietti a cui l’ente vuole rivolgersi». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Documento unico di programmazione

3 COMO COMUNECosa fare nei prossimi 3 anni? Palzzo Cernezzi ne discute, mentre infuria la polemica sulle paratie e parte dell’opposizione chiede le dimissioni del sindaco.

 

Paratie

Non hanno potuto non parlare degli ultimi sviluppi del caso paratie nelle preliminari al Consiglio comunale comasco di lunedì 18 gennaio, dopo un mese di sospensione dei lavori, anche a causa della sostituzione dell’apparato di registrazione, voto e amplificazione della sala consiliare. Il capogruppo del Pd Andrea Luppi ha letto il comunicato congiunto della maggioranza di sostegno all’operato del sindaco, a cui manca però la firma di Amo la mia città. Per primo il capogruppo di Adesso Como Alessandro Rapinese ha attaccato la maggioranza tacciando l’amministrazione di incapacità «così come per l’allargamento della Ztl senza studi, e ora si fa il Piano del traffico, e il Centro unico di cottura che ora è saltato». «Il sindaco ha una responsabilità aggravata dal suo essere geologo» ha detto Sergio Gaddi. «Nessuno come Lucini è allo stesso livello dei tecnici – ha aggiunto l’esponente di Forza Italia chiedendo le dimissioni del primo cittadino –. Deve pagarne le conseguenze politiche». Dimissioni chieste, ricordando come il centrosinistra abbia vinto le elezioni anche a causa delle paratie, da Enrico Cenetiempo, Gruppo misto, «chi di paratie ferisce, di paratie perisce» ha detto, dispiacendosi per l’assenza del primo cittadino, arrivato in aula dopo le preliminari. Più accomodante Ada Mantovani, Adesso Como, che ha chiesto se per la terza variante siano stati richiesti i pareri legali agli uffici competenti. «È vero che le paratie sono state fatte da chi ha amministrato prima di voi – ha riconosciuto Marco Butti, Gruppo misto – ma gli incarichi, lo spacchettamento, come la terza variante sono di questa Giunta».

 

Preliminari

Nelle preliminari sono stati poi toccati anche altri argomenti: Vito De Feudis, Pd, ha annunciato una mozione, presentata assieme ai consiglieri di Paco-Sel, di sostegno ai lavoratori Asf, sulla vertenza in corso con l’azienda per quelli non più adatti alla guida, mentre Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la Marcia per la Pace comasca e le parole pronunciate dal parroco di Rebbio Giusto Della Valle. Sull’emergenza rifugiati Giampiero Ajani, Lega, ha sottolineato come a solo il 4 per cento dei richiedenti venga poi riconosciuto lo status di profugo e Butti ha risollevato il caso della stazione di Como S. Giovanni: «Stasera c’erano 39 persone che si stavano preparando a stendere i propri giacigli». Per ultimo Luca Ceruti, M5s, ha ricordato il problema della recrudescenza di episodi di microcriminalità, molti i furti in casa, nei quartieri di Muggiò, Albate, Trecallo e Camerlata, per cui ha raccolto firme nei quartieri interessati per incrementare i controlli e installare apparecchi per la videosorveglianza.

 

Dup

Prima della pausa natalizia l’assemblea comunale aveva ascoltato la presentazione del nuovo Documento unico di programmazione (Dup), che, in base alla normativa, «diventerà la guida strategica ed operativa dell’attività dell’ente». «Il Dup è uno strumento nuovo per la maggior parte dei Comuni, ossia per tutti quelli che non erano stati inseriti nella sperimentazione della nuova contabilità – aveva spiegato l’assessora al Controllo di gestione Savina Marelli –. Con questo nuovo strumento cominceremo la fase di preparazione del bilancio. Crediamo, infatti, che sulle linee strategiche si debba avviare un percorso di coinvolgimento».

Il nuovo documento si divide in due con la Sezione strategica (SeS) e la Sezione operativa (SeO). La prima «ha un orizzonte temporale di riferimento quinquennale, pari a quello del mandato amministrativo», la seconda «è triennale, pari a quella del bilancio di previsione. La sezione operativa è strutturata, a sua volta, in due parti fondamentali: nella prima sono contenute le motivazioni delle scelte effettuate, i programmi da realizzare e gli obiettivi operativi; la seconda parte contiene la programmazione dettagliata delle opere pubbliche, del fabbisogno di personale e delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio».

Con la ripresa dei lavori nell’anno nuovo la seduta è cominciata con le risposte degli assessori alle domande, più di 200, poste dall’aula, in una estenuante carrellata. A tratti evasiva, a tratti di difficile comprensione, per lo più un riepilogo di quello che l’amministrazione ha annunciato nel corso degli ultimi anni. Come il fare del Politeama «un hub culturale», così l’assessora Marelli, mentre il sindaco ha assicurato l’elaborazione del Piano strategico della cultura. L’assessore Cavadini ha riconosciuto la difficoltà a organizzare iniziative culturali nelle periferie e annunciato uno sforzo in tal senso nella nuova piazza di Albate o al Parco Negretti. L’assessore allo sport ha anche ribadito la possibilità per le società sportive di prolungare i termini di locazione delle strutture attuando migliorie nelle stesse: «Molte l’hanno già fatto, altre, in vista della scadenza dei termini, stanno facendo proposte». Comunque «alcune cose non sono definite fino in fondo» ha dichiarato Marelli perché nell’arco dei tre anni possono esserci delle evoluzioni. Magni ha ricordato la nascita delle prime due assemblee di zona e la raccolta firme per altre due e Iantorno ha riepilogato parte delle morosità degli affitti Erp, e non solo, e quanto attuato dal piano di dismissione delle strutture commerciali non ritenute necessarie per l’ente. Gerosa ha menzionato gli interventi per la eliminazione delle barriere architettoniche, soprattutto la scuola di via Picchi, ma ha soprasseduto su Villa Olmo, «meglio rimandare ad un momento ad hoc». Magatti ha ribadito quanto fatto dal Comune per aiutare i senza tetto e ammesso le difficoltà ad attuare alcune politiche decise dal Consiglio, parlando di «un tempo infinito», come le casette dell’acqua, che dovrebbero essere quasi a buon punto. L’assessore al Bilancio Frisoni ha annunciato l’intenzione di non accendere mutui e definito, «a termine di legge», come già annunciato da Marelli, il 31 di marzo come data limite per l’approvazione del Bilancio.

Rifiutata una sospensione dei lavori chiesta da Cenetiempo, a mezz’ora dalla mezzanotte per valutare le risposte date dagli assessori, è cominciato il dibattito. «È emblematico che non ci sia un piano strategico culturale» ha detto Butti che ha attaccato sulla definizione del brand di Como e definito fallimentare il sito dedicato www.visitcomo.eu, oltre alla politica del prefetto per l’emergenza a S. Giovanni. Ceruti invece ha chiesto: «che fine ha fatto il bando energia? Perché non ci sono accenni alle fonti energetiche alternative in tutto il documento?» Menzionando la possibilità di installare pannelli fotovoltaici sulle strutture comunali «siamo di fronte a un documento che parla del futuro…» Data l’ora la seduta è stata poi aggiornata a lunedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Paratie/ M5s contro, Como civica per Lucini

lungolago comoIl Movimento 5 stelle chiede le dimissioni del sindaco, mentre Maroni declina ogni responsabilità e minaccia di decidere lui cosa fare dei 12,5 milioni di euro promessi, a difesa del sindaco e dell’ultima variante interviene invece Como civica.

 

«Il sindaco di Como, Mario Lucini (Pd), e il suo predecessore, Stefano Bruni (Fi), risultano indagati per presunte irregolarità negli appalti per la realizzazione delle paratie di protezione sul lungolago. si legge in un comunicato del Movimento 5 stelle. «Il Pd dia per una volta il buon esempio e il sindaco faccia un passo indietro – afferma Stefano Buffagni, capogruppo del M5s Lombardia –. Le paratie rappresentano un vergognoso spreco di soldi pubblici e un intollerabile esempio di superficialità nella progettazione e nella pianificazione. Sono una ferita aperta per la città, una vera e propria Salerno-Reggio Calabria in salsa comasca. Abbiamo buttato anni e soldi in un progetto inutile, i lavori non sono conclusi e il sindaco risulta indagato». «Il sindaco si è preso sulle proprie spalle la responsabilità sul cantiere e da candidato aveva promesso che avrebbe risolto il problema delle paratie – aggiunge Luca Ceruti, consigliere comunale comasco del M5s –. Il progetto doveva essere cancellato a Como non serviva nessun muro. Tanto ha promesso e tanto non ha saputo mantenere. Questo sindaco, purtroppo per la città, evidentemente ha fallito, faccia un atto di responsabilità e si dimetta. Il nostro lago e la nostra città meritano di più». Per i due esponenti pentastellati: «Le paratie sono la dimostrazione che la politica di destra e sinistra ha fallito. Nemmeno un bambino che costruisce con i Lego riuscirebbe a dimostrare l’incapacità di cui hanno dato prova i politici comaschi. Sul progetto c’è stata un’approssimazione da dilettanti allo sbaraglio. Ora ci si mette pure Maroni a mettere l’opera sotto l’ala protettiva della regione. È la stessa Lega che era nella Giunta di Como quando si è dato il via a questo pasticcio imbarazzante. L’opera deve essere commissariata, e i cittadini devono decidere quale progetto possa mettere fine allo scempio per poi affidarla a professionisti seri. Stando ai fatti varrebbe poi la pena dare il coordinamento dei lavori e la loro supervisione a degli “umarells”, pensionati che sorvegliano volontariamente i lavori in corso, per non ricadere negli errori del passato. Avrebbero sicuramente più a cuore loro, piuttosto che i politici locali, le sorti del lungolago».

Da parte sua il presidente regionale lombardo Roberto Maroni declina ogni responsabilità: «Noi non abbiamo alcuna responsabilità, perché la stazione appaltante e tutte le iniziative sono state prese dal Comune di Como». «Vediamo la prosecuzione di queste indagini a cosa porterà – ha aggiunto il presidente regionale –. Noi abbiamo solo messo a disposizione le risorse».

«Se proseguiranno i lavori, bene, altrimenti le risorse le utilizzeremo per altre opere – ha minacciato in un primo tempo Maroni, che però poi a mente fredda ha aggiunto –. Ho dato incarico all’assessore Beccalossi e al sottosegretario Cioppa di fare tutte le verifiche per capire come procedere. Non voglio che i lavori si blocchino e che i cittadini di Como rimangano con un’opera incompiuta». «La questione paratie deve essere risolta, soprattutto perché Regione Lombardia ha messo 12,5 milioni di euro – ha proseguito –. Se il Comune non è in grado di fare, io devo decidere questi 12,5 milioni che fine fanno; io voglio utilizzarli per completare l’opera magari anche prendendola in carico noi direttamente come Regione». Una possibilità che verrà presa: «Alla fine della valutazione che faremo, sentendo in particolare Anac e il Ministero delle Infrastrutture».

Con il sindaco di Como si schierano invece totalmente i suoi sostenitori di Como civica: «Il progetto paratie nasce e i lavori per le paratie iniziano sotto le giunte precedenti di centro destra (Pdl-Lega) – ricordano –. Lucini era contrario sia all’esecuzione che al progetto specifico, come risulta dai numerosi interventi in consiglio comunale. E quando la giunta Lucini si insedia il cantiere è già fermo da tempo perché la prosecuzione dei lavori – come confermato dal’Anac – compromette la sicurezza degli edifici viciniori».

«Non è Lucini che ha inferto ai comaschi la ferita della chiusura del lungolago, Lucini è il medico che cerca di curarla – sottolineano gli esponenti della lista civica comasca –. E non è un medico che lavora da solo, nell’ombra; la nostra piena solidarietà deriva dall’assoluta condivisione della variante predisposta per la ripresa e la conclusione dei lavori; condivisione con le forze politiche, con quelle sociali, con artigiani e imprenditori, coi cittadini tutti negli affollati incontri pubblici. Con Regione Lombardia e con il suo presidente che ha siglato l’accordo (parentesi: se in politica la coerenza fosse necessaria chi oggi chiede le dimissioni del Sindaco dovrebbe chiedere anche quelle di Maroni)».

«La relazione dell’Anac mischia le carte in tavola – proseguono gli esponenti del centrosinistra –. Semplificando: critica bando e progetto originari, considera necessarie modifiche, non contesta le soluzioni tecniche individuate con l’elaborazione della terza perizia di variante, dice che le modifiche progettuali e il conseguente incremento dei costi renderebbero necessario il rifacimento del bando. Non prospetta soluzioni se non quella di recedere dal contratto con Sacaim. Probabilmente la soluzione più facile, ma anche quella che costringerebbe la città a un lungo periodo di immobilità legato tanto alla lunghezza dei tempi di gara connessi al rifacimento di un bando di questa portata, quanto a ricorsi, controricorsi, appelli e contrappelli che la società penalizzata sicuramente porterebbe avanti».

«Questo ad oggi – termina la nota di Como civica –. Sicuri di avere lavorato con impegno, competenza e trasparenza vogliamo continuare a farlo per uscire dal “cul de sac” dove altri e non noi hanno infilato la città. Senza polemiche né recriminazioni, senza altro scopo se non quello di ridare ai comaschi il loro lungolago». [md, ecoinformazioni]

Villa Erba: nella notte approvata la rimodulazione del debito

3 COMO COMUNESolo con una oltranza e una maggioranza divisa è stato approvato a Palazzo Cernezzi il piano per la rimodulazione dei mutui di Villa Erba. Gli autisti di Asf hanno incontrato il sindaco annunciando la non collaborazione con l’azienda: «Senza straordinari salteranno delle corse».

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 14 dicembre per prima Celeste Grossi, Paco-Sel, ha la Giornata internazionale dei diritti delle immigrate e degli immigrati, ricordando come con il sopraggiungere dell’inverno si «siano deteriorate le vie di fuga per donne, bambini e uomini», mentre «si criminalizzano gli immigrati e si militarizzano i territori». Di qui l’annuncio di prossime azioni simboliche, come la marcia a piedi scalzi tenutasi a settembre, e la richiesta all’amministrazione di un incontro con il prefetto per trovare una soluzione alla situazione degli immigrati che dormono la notte alla stazione di Como S. Giovanni. «Il prefetto è l’unico responsabile di questa vergogna che si sta verificando da mesi» ha attaccato Marco Butti, Gruppo misto. L’esponente di Fratelli d’Italia ha quindi fatto un affondo sul fallimento del brand di Como e del sito di promozione turistica: «Costati fra tutto 206mila euro». «Io quando ero assessore al turismo ho speso 200mila euro in due anni» ha rincarato Francesco Scopelliti, Ncd. Enrico Cenetiemo, Gruppo misto, ha invece segnalato l’allontamento delle suore ugandese che da 14 anni operavano alla Ca’ d’industria, mentre Luca Ceruti si è felicitato della illuminazione «Via di Cesare “da Damasco” di Cantù» dell’assessore Iantorno per lo stralcio di una pizzeria e di un negozio di abbigliamento posti all’interno di un intero palazzo storico comunale dal Piano delle alienazioni. 
Il consigliere pentastellato ha quindi chiesto con forza la consegna di alcuni documenti, per il suo lavoro consigliare, richiesti da tempo e mai recapitatigli.

 

Lavoratori Asf2015-12-14 20.19.24

Nel mentre in aula si sono presentati una 20 di lavoratori di Asf, l’azienda del trasporto pubblico comasca, così come avevano annunciato i sindacati che hanno scritto in una nota, dopo due scioperi con una altissima adesione, «In questi tre mesi si è provato a sollecitare diverse volte Comune e Provincia, proprietari del 51 per cento di Asf, senza risultati». Infatti «da maggio Rsu e organizzazioni sindacali chiedono a Asf una intesa contro il licenziamento di lavoratori non più idonei» senza ottenere risultati ha spiegato in aula Vito De Feudis, Pd, che ha chiesto un incontro fra sindaco e lavoratori. Una riunione che si è tenuta, sospesa la seduta, nella attigua Sala stemmi. I rappresentanti dei lavoratori hanno ricordato che si tratta di una società con 500 addetti, di cui 30 lavoratori ex autisti ora reintegrati in altre mansioni: «L’autista non è un pullman che quando si guasta viene rottamato!» Asf ha 3milioni di utile, h2015-12-14 21.02.16anno aggiunto, con efficienza tempo/guida dell’80 per cento, «una delle migliori in Italia», «questo perché i tempi morti al capolinea o in deposito oltre la mezz’ora non sono considerati di lavoro». Per «6 ore e mezza di lavoro si può anche impiegare in realtà 10, 12 o 14 ore». «L’evasione tariffaria è dell’1 per cento, la migliore in Italia – hanno proseguito – gli autisti fanno anche da controllori e ora da bigliettai». «Abbiamo accettato di tutto, ma non possiamo accettare venga messo via perché non sta più bene» hanno aggiunto, annunciando la non collaborazione con l’azienda: «Senza straordinari salteranno delle corse». E dato che Asf per il 51 per cento è pubblica hanno chiesto anche l’annullamento dell’attuale Cda. Il sindaco Mario Lucini non ha nascosto la lontananza da alcune delle affermazioni sottolineando la impossibilità per Palazzo Cernezzi di un intervento diretto «non dipende tutto da noi», ricordando gli incontri avuti con Spt Holding e Asf e che il lavoratore oggetto della questione «non è sulla strada» e che potrebbe esserci la proposta di assunzione da parte della cooperativa che si occupa della pulizia dei mezzi. «Il Comune non può intervenire non ha nessuno nel Cda di Asf – ha precisato – di cui il 51 per cento è pubblico, ma il 49 per cento di privati». Un ragionamento che non ha convinto i lavoratori Asf che si chiedono a fronte di utili così alti perché non sia possibile trovare una mansione all’interno all’azienda ad un lavoratore non più abile al servizio per motivi di salute.

 

Villa Erba

In Consiglio si è quindi discusso sulla proposta di prolungamento dei mutui con Intesa Sanpaolo di Villa Erba dalla fine del 2025 al 1° gennaio 2031.

Visto che è «impossibile una proposta di aumento capitali» e «men che meno accendere nuovi mutui», ha detto l’assesora Marelli, questa «è l’unica possibilità per dare una chance una possibilità di sviluppo a Villa Erba». La società continua ad essere in perdita, più di 2,4 milioni negli ultimi 4 anni, di cui solo 500mila euro nel 2015, ma la speranza è invertire la tendenza dall’anno prossimo. La svolta verrebbe data dalla collaborazione con la società Artexis Smg che sarebbe in grado di meglio promuovere la realtà comasca nel mondo.

La discussione si è concentrata sul Piano di sviluppo della società. In aula è stato portato nella serata quello che è stato approvato ad inizio 2015, ma non il prossimo che vede la collaborazione con l’azienda multinazionale interessata. Marelli ha spiegato che sarà possibile formularlo solo dopo l’approvazione della proposta, già fatta dagli altri enti, che porterà subito a un passaggio dal notaio il 17 dicembre e entro la fine dell’anno all’attivazione della rimodulazione. Ma non ha convinto le minoranze che hanno chiesto di vedere dei documenti «è mio diritto averlo?» ha chiesto Diego Peverelli, Lega, «senza documenti abbandonerò l’aula per protesta» ha aggiunto Scopelliti, «ma delle simulazioni almeno sono state fatte ? – ha chiesto Laura Bordoli, Ncd –. Se non ve le hanno fornite è inaccettabile». E sulla proposta ha concluso Butti: «È un Piano di sviluppo da dilettanti».

Dalla maggioranza si è poi distinta Paco-Sel «la Banca San Paolo, che è anche azionista, è l’unica che ci guadagna» ha dichiarato Luigi Nessi che ha proposto di creare un museo del neorealismo e di portare manifestazioni più popolari e più fruibili come a Erba. «Il Piano che avete portato in aula, come aveva detto in Commissione il presidente di Villa Erba, Manfredi, è completamente superato – è sbottata Eva Cariboni, Amo la mia città –, possibile che in un mese non si sia potuto stilare dieci pagine che spieghino l’accordo con Smg?» «Il piano è molto debole si basa solo sulla ristrutturazione senza andare ad incidere sulla struttura – ha aggiunto Grossi –, non c’è una riduzione dei compensi del personale apicale o una riforma dei compensi dei dirigenti con un fisso e una parte variabile a seconda dei risultati».

A difesa del provvedimento, con un affondo diretto contro il capogruppo di Paco-Sel, è intervenuto Gioacchino Favara, Pd, e lo stesso sindaco. Data l’ora il capogruppo del Pd ha poi chiesto l’oltranza approvata dalla maggioranza, che non è sempre riuscita a garantire il numero legale.

Bocciato un emendamento di Butti sono stati approvati dalla maggioranza due ordini del giorno, sempre del consigliere di opposizione, che chiedono relazioni sullo sviluppo di Villa Erba il prossimo anno.

Al voto alcune assenze fra la maggioranza, astenuta Paco-Sel, e il democratico Raffaele Grieco, con soli 14 voti favorevoli (4 contrari e 5 astenuti), la proposta nel cuore della notte è passata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Si discute di Acsm-Agam

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi affronta una mozione delle minoranze sul futuro della partecipata.

 

Inquinamento

Tutte le preliminari al Consiglio comunale di Como di mercoledì 9 dicembre hanno toccato il tema dell’inquinamento. Per prima Roberta Marzorati, Per Como, ha letto una lettera di Legambiente in cui si chiedono piste ciclabili, aumento delle zone a 30 km all’ora, il controllo delle temperature negli uffici pubblici, mentre alcuni esponenti dell’associazione si sono presentati in cortile con uno striscione, «ne abbiamo pieni i polmoni», e in aula. Luca Ceruti ha invece chiesto l’efficientamento energetico degli stabili comunali «è ridicolo che il Comune chieda di prendere provvedimenti ad altri senza prima sistemare le sue proprietà», infatti ha ricordato il consigliere pentastellato Palazzo Cernezzi passerà solo l’anno prossimo dal gasolio al gas per il riscaldamento. Ada Mantovani, Adesso Como, ha rilevato l’aumento del traffico lungo il “girone”: «E il marketing per promuovere l’autosilo Val Mulini? Io quest’anno non ho visto nulla». Marco Butti, Gruppo misto, ha chiesto provvedimenti come in altre città dove si è reso gratuito il trasporto pubblico e denunciato la situazione della stazione di Como S. Giovanni: «Uno scempio. Una situazione disumana». Per cui ha fatto appello al sindaco e all’assessore Magatti per un intervento sul prefetto. Per ultimo il consigliere ha anche rilevato «il flop del brand di Como, oggi la gara per il merchandising è andata deserta».

 

Acsm-Agam

Iniziata la seduta Enrico Cenetiempo ha quindi presentato una mozione dell’opposizione per la revoca della approvazione da parte della Giunta Lucini dell’accordo operativo con il Comune di Monza per la selezione di un advisor finanziario a cui affidare la valorizzazione dell’asset Acsm-Agam s.p.a. «Non c’è stata nessuna partecipazione per i Bilanci, la Ztl, la vendita delle farmacie e ora per Acsm-Agam – ha detto il consigliere del Gruppo misto, per cui il passaggio solo in Giunta è – un atteggiamento non corretto anche se legittimo». «Monza vende per non tagliare i servizi e Como esegue» ha aggiunto, facendo riferimento ai patti parasociali che legano le due cittadine “conproprietarie” dell’azienda di servizi, esortando il sindaco «non venda l’ultimo gioiello di famiglia!» Il dibattito è quindi iniziato con qualche contradditorio «Monza ha dato mandato alla Giunta di occuparsi del problema» ha detto Italo Nessi, Como civica, a cui ha replicato Laura Bordoli, Ncd, «hanno già deliberato la vendita». Giampiero Ajani, Lega, ha letto alcuni passaggi di una lettera dei lavoratori comaschi di Acsm-Agam, preoccupati per i posti di lavoro. Butti ha rilevato il ruolo di A2a, interessata all’acquisizione di quote della partecipata comasca, ricordando quanto scritto su diverse testate giornalistiche. «Qual è la strategia amministrativa? Si vuole fare cassa? Che vi venga spiegato» ha esortato Ceruti. Alessandro Rapinese, Adesso Como, si è detto favorevole all’alienazione totale se si debba percorrere quella strada «non come con le autostrade per cui abbiamo una partecipazione minima che non riusciamo a vendere e che non conta nulla».

L’assessora Marelli ha confermato l’interesse di A2a nella creazione di una multiutility lombarda e ricordato la situazione di Acsm-Agam. «Opera nei mercati competitivi e non è scontato che vinca le gare – ha sottolineato –, è giusto guardare in prospettiva al futuro. I margini si stanno assottigliando». Per quanto i rapporti avuti dall’advisor Deloitte con A2a l’assessora ha fugato ogni dubbio «aziende come questa hanno procedure apposta», ha detto «possiamo dire di stare tranquilli non c’è un conflitto di interessi».

Dopo una sospensione di un quarto d’ora in cui le minoranze si sono confrontate la mozione è stata ritirata, «il mio scopo era che questo argomento venisse affrontato in aula» ha detto Cenetiempo, con la richiesta di convocazione della Commissione IV per discutere l’argomento.

 

Interrogazioni

L’aula ha così ascoltato le interrogazioni dei consiglieri, insoddisfatti della risposta ottenuta, Ajani e Rapinese. Ceruti ha ritirato la propria sulla Torre Pantera, dopo aver avuto una risposta scritta.

Il capogruppo di Adesso Como aveva chiesto del rifacimento dei parapetti in via per Cernobbio, «quest’anno quando abbiamo avuto la compatibilità in bilancio l’abbiamo eseguito» la risposta del sindaco, sulla stima del danno risarcibile in favore della società Multi se Palazzo Cernezzi dovesse perdere in Consiglio di Stato. Infatti in prima istanza il Tar nel 2011 ha rigettato la richiesta di risarcimento per circa 14,5 milioni di euro della società olandese ha ricordato l’assessore Spallino, che ha avuto poi un battibecco col consigliere. Ajani si è invece lamentato di quanto stampato sugli avvisi di pagamento della Tari e sulla gestione dell’accoglienza di cittadini stranieri. «La Giunta non sa quante persone ci sono sul nostro territorio – ha dichiarato –, dovete saperlo!» «La prefettura non fornisce le indicazioni del dettaglio per quanto riguarda il numero e l’allocazione – ha spiegato l’assesore Magatti rimarcando – è una scelta che non condivido, ma è così». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Protesta a Palazzo Cernezzi

3 COMO COMUNEGenitori contro il punto unico di cottura, la maggioranza si divide, ma la proposta passa lo stesso in Consiglio comunale con l’assestamento di bilancio.

 

Preliminari

Poche le preliminari al Consiglio comunale comasco di lunedì 30 novembre. Luca Ceruti, M5s, ha chiesto di segnalare l’obbligo di pneumatici da neve o catene nelle strade d’accesso alla città e si è felicitato dell’inizio dell’attività della prima Assemblea di Zona, quella di Como Nord, anche se ci sono stati «alcuni problemi risolti durante la riunione». Alessandro Rapinese ha ricordato il capitolato per le manifestazioni natalizie per cui l’eventuale guadagno del concessionario dovrà essere «devoluto in beneficienza a soggetti concordati con l’amministrazione». E per il consigliere di Adesso Como è sospetta la scelta di destinare tali fondi a una associazione che ha come sede sociale lo stesso indirizzo di Como città dei balocchi e di Amici di Como. Per ultimo il sindaco ha relazionato all’aula sulla nuova richiesta di chiarimenti da parte di Anac sul cantiere delle paratie.

 

Mense scol2015-11-30 20.44.37astiche e assestamento di bilancio

Nel mentre una cinquantina di genitori si sono presentati in aula cercando di aprire uno striscione con scritto «Un paese civile investe in cultura. Como in cottura», invitati a ripiegarlo si sono posti prima fuori dal salone e poi hanno preso posizione nello spazio per il pubblico per seguire il dibattito consiliare, ma stranamente nessuno, neanche dall’opposizione, ha chiesto di sospendere la seduta e sentire il perché del loro arrivo in aula.

Insediata l’assemblea la discussione è ripresa sugli emendamenti all’assestamento di Bilancio, proposti dalle opposizioni, che trattavano degli investimenti per la creazione di un unico centro cottura al posto delle attuali 17 cucine comunali sparse fra tutti i quartieri cittadini.

Le minoranze hanno, a seconda delle differenti sensibilità, chiesto di stralciare i soldi per la costruzione di un unico grande centro di ristorazione, 700mila euro previsti per il 2015 e 600mila per l’anno prossimo, e di trasferire tali fondi alla manutenzione straordinaria di scuole, cimiteri e2015-11-30 20.46.57 strutture sportive.

Il dibattito sugli emendamenti si è tenuto in un’unica discussione congiunta. Per Rapinese si tratta di un «progetto folle, senza i benefici della esternalizzazione, non si potrà cambiare il fornitore e il cibo verrà comunque da fuori», mentre Laura Bordoli, Ncd, ha lamentato che si tratta di «una discussione affrontata senza dati». Con lei Sergio Gaddi, Fi, per cui vi è una «assoluta assenza di dati». «È una proposta che non piace alle famiglie, sono state raccolte 2mila firme contro che mi sono state consegnate questa sera – ha affermato Anna Veronelli – e neanche all’Istituto comprensivo di Como Prestino che ha espresso parere contrario». La consigliera di Forza Italia ha invitato quindi a: «Non forzare i tempi, non è vero che è ineluttabile». Contro l’esternalizzazione ha preso la parola Roberta Marzorati, Per Como, «il servizio attuale è ottimo», pur con la paura che con il nuovo servizio «il tempo di consegna sarà molto superiore a quello ipotizzato» e per questo ha proposto di valutare la gradualità nella riduzione delle cucine.

E le critiche sono arrivate anche dai banchi della maggioranza. Di «scelta frettolosa, andava dettagliata dei costi e dei benefici», ha parlato Gioacchino Favara, Pd, «manca un Business Plan e vi è l’incertezza sui costi reali, non c’è una valutazione puntuale supportata dai dati» ha aggiunto Eva Cariboni, Amo la mia città, «avrebbe dovuto esserci una maggiore condivisione» ha rincarato per Paco-Sel Luigi Nessi, che ha aggiunto «vogliamo che il servizio resti pubblico per tutti i bambini», il «centro unico di cottura non era certo fra le nostre priorità» ha concluso la collega di gruppo Celeste Grossi.

Ma la maggioranza è comunque convinta della propria scelta. «Non si possono più rinnovare 44 contratti a tempo determinato – ha detto Marco Tettamanti di Como civica –. Le attuali cucine sono inadeguate per quanto riguarda la prevenzione incendi e le norme igienico sanitarie». E il centro unico tutelerebbe i 77 posti di lavoro a tempo indeterminato e eviterebbe l’esternalizzazione del servizio. Anche la proposta di un passaggio graduale non sarebbe fattibile «era stata fatta l’ipotesi di via Fiume, Zezio, Tavernola e via Isonzo», ma bisognerebbe mettere in conto i costi di ristrutturazione delle strutture e avere un personale di almeno un centinaio di persone «e non possiamo assumere».

La maggioranza si è divisa quindi sulla votazione degli emendamenti dove Cariboni e Favara hanno sostenuto le proposte di cambiamento del documento assieme alle opposizioni e spesso Paco-Sel e il consigliere del Pd Raffaele Grieco si sono astenuti, ma non ne è passato nessuno.

Sono quindi stati approvati due ordini del giorno. Il primo presentato da Rapinese chiede di relazionare al consiglio degli esiti degli incontri con i cittadini. Il secondo della maggioranza chiede invece una verifica «dell’attuale situazione delle cucine esistenti e della loro condizione» e «della situazione futura degli attuali dipendenti», ma non solo si chiede anche di valutare le «possibilità alternative all’eventuale punto unico» di via Isonzo a Prestino oltre che un «confronto con la cittadinanza». «Serve solo a lavarvi la coscienza!» ha detto Marco Butti, Gruppo misto, uscendo poi dall’aula assieme a tutte le altre minoranze, e Favara, per protesta.

Nel frattempo il sindaco ha incontrato, ormai dopo la mezzanotte, quando in aul2015-11-30 23.57.21a è stata votato di proseguire ad oltranza da quasi tutta la maggioranza, i cittadini ancora presenti dopo aver preso la parola scusandosi per non essere intervenuto in aula in serata avendo già preso la parola nella seduta precedente ammettendo: «Si tratta di una scelta complessa e difficile che non porta consensi, una situazione non procrastinabile per un altro anno». Un incontro a tratti concitato in Sala stemmi per cui Veronelli ha chiesto una sospensione della seduta, per permettere la partecipazione anche dei consiglieri comunali, non concessa però dal presidente.

Alla votazione finale dell’assestamento di bilancio, comprendente gli investimenti per il punto unico di cottura, la maggioranza ha approvato la delibera dividendosi però, con Paco-Sel che si è astenuta e Cariboni e Favara che hanno votato contro assieme alle opposizioni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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