Consiglio comunale

Il punto cottura scotta Palazzo Cernezzi

comunecomoApprovato nelle prime ore del 1 dicembre, con un gruppo di genitori che protestavano a Palazzo Cernezzi per la scelta del Punto unico di cottura con uno striscione “Un paese civile investe in cultura, Como in cottura”, l’assestamento di Bilancio del Comune di Como. Un’approvazione sofferta per la maggioranza di centrosinistra che ha evidenziato profonde divergenze di valutazione tra i diversi gruppi che la compongono con distinguo, astensioni e interventi in aula di consiglieri e consigliere che hanno evidenziato l’assoluta contrarietà  proprio al finanziamento della “razionalizzazione” del servizio di refezione e scolastica contro il quale sono state anche raccolte duemila firme di genitori. La maggioranza supera l’empasse con l’approvazione di un Ordine del giorno che invita Sindaco e Giunta a ripensare, rivalutare e ridiscutere con la città la scelta appena inserita in Bilancio. Presto on line l’articolo di Michele Donegana.

Fuoco incrociato sul Punto cottura

8 COMOCOMUNECom’è naturale anche la seconda giornata di discussione dell’Assestamento di bilancio nel Consiglio comunale di Como del 26 novembre ha dato l’occasione alle minoranze per contestare tutti i punti critici dell’attività amministrativa del centrosinistra al governo della città.

Si sono susseguiti gli interventi sui temi caldi: dalle asfaltature alla Mostra, da Villa Olmo all’Acsm-Agam, dalle paratie alla Ticosa, dagli immigrati in stazione alle mancate alienazioni. Ma anche in questa seduta il fuoco più forte delle polemiche si è acceso sul Punto unico cottura dove totale contrarietà è stata nuovamente espressa da tutte le opposizioni e anche nella maggioranza con gli interventi di Eva Carboni (Amo la mia città) e di Gioacchino Favara (Pd) che hanno manifestato la posizione di coloro che ritengono sbagliata la scelta fatta dall’amministrazione di puntare su un unico punto per la preparazione dei pasti nelle scuole comunali e il contestuale trasferimento degli allievi da via Isonzo. Particolarmente dibattuta, oltre che il trasferimento dalla sede di via Isonzo degli allievi che oggi la abitano,  la questione dei  41 posti di lavoro che saranno persi con la rivoluzione progettata dal Comune con esplicito invito di Gioacchino Favara alla sinistra della coalizione di non sottoscriverne il licenziamento con l’approvazione dell’Assestamento.  Sulla questione Punto cottura sono state espresse perplessità anche da Luigi Nessi (capogruppo Paco-Sel) e da Italo Nessi (Como civica). È intervenuto anche il sindaco che, pur ritenendo la scelta del Punto unico un’opportunità per risolvere problemi, modernizzare e rendere più efficace il servizio, ha ribadito che non sono state prese ancora decisioni definitive e che con l’approvazione dell’Assestamento si certifica solo l’inizio del percorso senza pregiudicare possibilità di revisione di quanto ipotizzato. Si verificherà nella seduta di lunedì 30 novembre quanto queste rassicurazioni potranno rafforzare la compattezza della maggioranza mentre è già scontata l’opposizione frontale delle minoranze che hanno presentato a riguardo numerosi emendamenti.

Variazione di assestamento

facciatapalazzocernezziMentre si sta discutendo il riequilibrio di bilancio a Palazzo Cernezzi arriverà a breve la previsione per l’esercizio 2015, che passa dai 177 ai 179 milioni di euro.

 

«È pronta ad approdare in consiglio comunale la variazione di assestamento del bilancio di previsione 2015 – annuncia il Comune di Como, che spiega –. La variazione è lo strumento giuridico-contabile che aggiorna il bilancio di previsione annuale alle vicende economiche e finanziarie sopravvenute ed alle nuove situazioni verificatesi dopo la sua approvazione».

«Per quanto riguarda i titoli in entrata e in uscita, la previsione passa da 177 milioni di euro (177.229.658,49) a 179 milioni di euro (179.237.371,49)» precisa il comunicato che annuncia l’approvazione in Giunta e il prossimo passaggio all’esame dei revisori dei conti, a cui seguirà l’arrivo in Commissione e quindi in Consiglio». [md, ecoinformazioni]

Sì al baratto amministrativo

3 COMO COMUNEPalazzo Cernezzi approva la possibilità di corrispondere quanto dovuto all’amministrazione con del lavoro, rigetta il biasimo nei confronti dell’assessora Gerosa e inizia a parlare di del riequilibrio di Bilancio.

 

Preliminari

Molti gli interventi preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 16 novembre. Per prima Celeste Grossi, Paco-Sel, ha raccontato della manifestazione tenutasi nel pomeriggio Como con Parigi annunciando di voler «agire per rendere ancora più forte l’impegno della nostra città sui temi della Pace e dei Diritti di tutti, di tutte». Enrico Centiempo, Ncd, ha invece chiesto il perché dell’utilizzo dei fondi di riserva per la definizione di un advisor per Acsm-Agam, «è assolutamente lecito, si può fare per esigenze straordinarie di Bilancio, ma perché non è stato fatto per la sistemazione della frana di Civiglio?», mentre Ada Mantovani, Adesso Como, si è lamentata dell’assemblea tematica sulla viabilità ad Albate «così come è stata impostata non c’è nessuna partecipazione, lo spirito delle assemblee di questo tipo dovrebbe essere un altro», d’accordo con lei Luca Ceruti, M5s, «l’assembla ematica potrebbe essere uno strumento importante ma in questo modo la stiamo uccidendo». Il consigliere pentastellato ha anche ricordato i residenti che hanno pulito la scarpata della Napoleona abbandonata da tempo. Per ultimo Diego Peverelli, Lega, ha segnalato quella che per lui è una sperequazione: un venditore abusivo ha ricevuto una multa di 3mila euro, mentre per abusi edilizi il Centro islamico di Camerlata ne ha ricevuta una per 1.770 euro.

 

Baratto amministrativo

Insediato il Consiglio il presidente Stefano Legnani, con un breve discorso, ha indetto un minuto di silenzio per le vittime degli attentati di Parigi e del terrorismo in generale.

Quindi, nonostante gli accordi presi fra i capigruppo per affrontare nella serata la mozione di biasimo all’assessora Gerosa, data la trattazione avanzata della mozione sul baratto amministrativo, presentata da Ceruti nella seduta precedente, l’aula ha deciso di finire la discussione da dove era rimasta. Il consigliere del Movimento 5 stelle ha perciò fatto la replica agli interventi ricordando come proposte simili siano state adottate anche in città vicine come Milano o Cernobbio e al voto, l’assemblea all’unanimità, un solo astenuto, ha approvato la proposta.

 

Biasimo

Dopo la proposta, bocciata, di biasimare il sindaco Mario Lucini, l’aula ha affrontato poi una nuova mozione in tal senso nei confronti di Daniela Gerosa firmata dai consiglieri Marco Butti, Gruppo misto, Sergio Gaddi e Anna Veronelli, Fi, Cenetiempo, Alessandro Rapinese, Adesso Como, Mantovani, Ceruti, Peverelli e Laura Bordoli, Ncd, a causa del bando per la gestione del verde. Tutto è nato dalle spiegazioni questa estate sul vecchio bando e la mancata presentazione del nuovo nella apposita commissione. In quella sede «ci avrebbe almeno potuto dire che il bando era in via di pubblicazione» ha dichiarato Butti «anche nel verbale della seduta non viene fatto alcun cenno al nuovo bando», quindi per il consigliere del Gruppo misto – Fratelli d’Italia si è trattato di «una totale mancanza di rispetto dei consiglieri». Stesso rimostranze dai banchi di Adesso Como, mentre Francesco Scopelliti, Ncd, ha attaccato l’assessora definendola «ingenua o poco capace». «Ho avuto l’impressione che si tenda a considerare le Commissioni come un passaggio burocratico quasi una mera seccatura – si è aggiunta all’opposizione dai banchi della maggioranza Eva Cariboni, Amo la mia città –, si è mancato nei confronti dei commissari anche per leggerezza». Peverelli invece, per uno screzio con la presidente della Commissione Andrée Cesareo, Pd, ha annunciato le proprie dimissioni dalla stessa abbandonando poi l’aula.

«Non ritengo di aver avuto una mancanza di rispetto – si è difesa Gerosa – non avrei avuto interesse a tenere nascosto il progetto, mi sono attenuta all’organizazione dei tempi data dalla Commissione». La discussione ha precisato verteva su due punti all’ordine del giorno il vecchio bando e il nuovo e dopo due ore era stato affrontato solo il primo mentre del secondo non si è più parlato, «avevamo comunque portato i documenti con noi in commissione», e di lì a breve è stato quindi reso pubblico.

Dalla maggioranza contro la proposta si sono schierati Italo Nessi, Como civica, Cesareo e Luigi Nessi, Paco-Sel, per cui è sempre «meglio un confronto anche aspro in aula che una votazione segreta in questo modo».

Con voto segreto la proposta è stata bocciata dai 31 presenti, con 11 voti favorevoli, 18 contrari e 2 bianche.

 

Riequilibrio di Bilancio

L’assessore Paolo Frisoni ha così presentato lo Stato di attuazione dei programmi e verifica del permanere degli equilibri di bilancio, per cui ha annunciato una difficoltà nella riscossione dei residui attivi e un’attuazione dei programmi e la conseguente spesa fra il 70 e l’ 80 per cento di quanto previsto. Come di consueto vi sono state diverse domande di chiarimento a cui è stato dato un primo giro di risposte dagli assessori. Marelli ha annunciato l’intenzione di far divenire il Politeama un “hub culturale”, Spallino ha precisato la necessità di far andare in cloud le mail dell’ente per la complessità della gestione e del salvataggio attuali per i circa 800 computer oltre alla necessità di un portale gestito direttamente dall’amministrazione. Magatti ha ricordato come l’emergenza freddo venga affrontata da dicembre a marzo, non più con il tendone a S. Abbondiobensì al cardinal Ferrari, riconoscendo la problematicità dell’attuale situazione alla stazione S. Giovanni, Gerosa ha riepilogato gli interventi fatti sinora a Villa Olmo, «per la facciata stiamo ancora attendendo il parere della Soprintendenza», e gli interventi nelle scuole anche nei nidi. Iantorno ha annunciato il tentativo di vendita della farmacia di Monte Olimpino e dell’ex scuola all’aperto di via Binda entro la fine dell’anno così come le ex scuole elementari di Garzola. Le risposte alle altre domande poste verranno date nella prossima seduta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Nessun biasimo/ Maggioranza compatta con Lucini

COMO COMUNE 3I bagni pubblici di via Vittorio Emanuele come pretesto per criticare la Giunta Lucini. Genitori di Civiglio in aula per chiedere di sistemare il tappeto antitrauma della scuola.

Preliminari

Una decina di mamme di Civiglio ha presenziato alle preliminari del Consiglio comunale di Como di lunedì 9 novembre mentre Roberta Marzorati si è fatta portavoce della loro richiesta per la scuola. «Nella struttura non c’è una palestra e i bambini fanno ginnastica all’aperto dove c’è il tappeto antitrauma – ha detto la consigliera di Per Como – che è ormai inesistente e si è ridotto ormai al ghiaietto». Richiesto un incontro a margine del Consiglio con la vicesindaca Silvia Magni, assessora alle Politiche educative, che ha assicurato un intervento del Comune con la rimozione del tappeto.

Luca Ceruti, M5s, ha invece annunciato una petizione con raccolta firme per l’apertura come posteggio nei fine settimana dell’area ex Ticosa ancora agibile dopo l’intervento di bonifica. Sempre sui posteggi è intervenuta Ada Mantovani, Adesso Como, denunciando l’utilizzo abusivo dei giardini in viale Varese «le macchine vi si infilano nel fine settimana» così come la stazione dei bus in piazza Matteotti.

«Colo che sono coinvolti nella costituzione del punto di cottura unico non sono stati coinvolti nel processo decisionale – ha dichiarato Alessandro Rapinese – tutto viene presentato solo quando tutto è stato deciso». «Si tratta di un intervento per 700mila euro per creare un polo di 77 persone, mentre 41 lavoratori a tempo determinato sono stati lasciati a casa» ha proseguito il capogruppo di Adesso Como che ha attaccato i sindacati «perché nono sono sulle barricate?» e in particolare se l’è presa con il segretario della Camera del lavoro, Alessandro Tarpini.

Luigi Nessi, Paco-Sel, ha citato le manovre congiunte Nato in centro Italia ricordando l’art. 11 della Costituzione e portato all’attenzione la situazione alla stazione di Como S. Giovanni per cui: «Servirebbe cercare di raddoppiare i posti letto del dormitorio comunale». Mentre Marco Butti, Gruppo misto, ha denunciato la situazione disastrosa della palestra della scuola Massina di Monte Olimpino, con: «Infiltrazioni d’acqua dal soffitto, bagni indecorosi e spogliatoi non a norma. La vostra priorità è piazza Volta o il punto unico di cottura, per noi è questa scuola». Per ultimo Raffaele Grieco, Pd, ha reso nota la sua richiesta di spiegazioni sullo stato della Torre Pantera e del costo dell’affitto dei ponteggi.

Biasimo

Insediata l’assemblea Rapinese ha presentato la propria mozione di biasimo nei confronti del sindaco Mario Lucini per la gestione dei servizi igienici dei giardinetti di via Vittorio Emanuele II, chiusi da quattro mesi. «Speravo in un cambio di passo» ha detto il consigliere esprimendo delusione nei confronti della compagine di centrosinistra che guida la città. Per l’esponente di Adesso Como, da sempre all’opposizione, la mozione è stato il pretesto per denunciare una incapacità dell’amministrazione nella gestione dell’ordinario con i consueti toni: «Se non riusciamo a tenere pulito un cesso che cosa siamo qui a fare?» «Iniziate a fare il minimo» ha concluso. La collega di gruppo Mantovani ha rincarato esprimendo contrarietà all’utilizzo di fondi per la valutazione dell’allargamento della Ztl al lungolago mentre appunto i bagni dei giardinetti di via Vittorio Emanuele II sono inagibili. Ceruti ha proposto di introdurre bagni autopulenti a pagamento come in altre città, Diego Peverelli, Lega, ha ricordato che quando era assessore quello di viale Varese dovette essere rimosso per i continui utilizzi impropri e vandalismi. Marzorati ha dichiarato che sì, si tratta di un problema importante «ma la modalità di presentazione non è nelle mie corde», scatenando su di sé l’ira di Rapinese. Più o meno sulla stessa posizione Anna Veronelli, Fi, «il biasimo mi sembra eccessivo». Il sindaco ha quindi preso la parola elencando gli interventi ai servizi dal 2012 a oggi, un continuo stillicidio di riparazioni dovute ad atti di vandalismo, che hanno portato ad oggi alla chiusura della struttura per cui servirebbero circa 6mila euro per essere rimessa in funzione. Dopo la ormai consueta sospensione per valutare l’ammissibilità o meno di un emendamento, poi bocciato a maggioranza, si è arrivati alla votazione della mozione. Con voto segreto, essendo interessata una persona, la proposta è stata bocciata, da  tutta la maggioranza (assente Italo Nessi, il sindaco non ha votato), con 30 presenze, 28 votanti, 8 voti favorevoli, 19 contrari e una bianca.

Baratto amministrativo

Ceruti ha quindi presentato la propria mozione «Sulle misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio – cosiddetto “baratto amministrativo”». Ovvero dare la possibilità ai residenti che non dovessero riuscire a pagare alcune tasse comunali, ad esempio la Tasi, con il proprio lavoro per la comunità: «I residenti di via S. Bernardino da Siena potrebbero curare il verde vicino al loro condominio». Tutti d’accordo sulla proposta, salvo che per la maggioranza, per cui è intervenuto anche l’assessore Frisoni, vanno valutate le modalità di applicazione. «Ci sono differenti problemi – ha dichiaro l’assessore – primo fra tutti quello delle assicurazioni». Un pretesto per Rapinese che ha attaccato a spada tratta l’amministrazione «sul Cube e sulla terza variante del progetto paratie non siete andati con i piedi di piombo». La proposta non è stata votata dato l’approssimarsi della mezzanotte anche a causa della protesta di Peverelli, che non essendo riuscito a intervenire sull’emendamento a quella precedente per la velocità eccessiva, a suo dire, del presidente nel chiudere la discussione, ha quindi preso quasi tutti i suoi 15 minuti di intervento per fare ostruzionismo. «Fate schifo» ha detto alla maggioranza accusata di essere dittatoriale, «e a Bologna dicevate leghisti fascisti», e con un «atteggiamento vigliacco», rivendicando di non parlare dell’argomento in discussione per rivendicare il proprio diritto di parola. Non riuscendo a riempire il tempo ha però desistito al dodicesimo minuto «per rispetto dei colleghi consiglieri, mi siedo». La seduta è stata aggiornata a lunedì 16 novembre. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Csu in House

8 COMOCOMUNEPalazzo Cernezzi approva il nuovo statuto della controllata per una gestione diretta.

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 26 ottobre Laura Bordoli, Ndc, si è lamentata con l’Amministrazione per la «tendenza a scaricare le colpe sempre sugli uffici», dopo il rinvio della asfaltatura di via Bellinzona, mentre Mario Forlano, Como civica, ha relazionato sulla sua partecipazione a Roma all’incontro degli Enti locali per la Pace sull’educazione nelle scuole. Luca Ceruti, M5s, ha letto la risposta ricevuta a una interrogazione, «consegnata l’11 maggio 2015 a cui ho ricevuto risposta questo 20 ottobre», sulla Torre Pantera. «Per cui era stato annunciato un intervento nell’estate del 2013, slittato a primavera 2014» ed ora è tutto fermo anzi «va riprogrammato tutto da capo per l’impossibilità attuale di reperire i fondi necessari». Per ora l’unica certezza è il costo annuale di noleggio del ponteggio 4.172,54 euro più Iva. Francesco Scopelliti, Ncd, ha invece annunciato una mozione contro l’eventuale chiusura e pedonalizzazione temporanea del lungolago, mentre Roberta Marzorati, Per Como, stante la decisione del Comune di ridurre i punti cottura delle mense comunali a uno solo, in via Isonzo, ha chiesto di sperimentare un passaggio graduale. «Le cuoche sono bravissime, ma passare subito a sfornare 4.500 pasti potrebbe creare delle difficoltà – ha detto –. Se facciamo un flop con l’unico punto di cottura poi arriverà l’esternalizzazione». «Non ne avete azzeccata una» ha attaccato Alessandro Rapinese, Adesso Como, dichiarando la propria contrarietà.

Surroga

Essendo venuto a mancare il consigliere Vincenzo Sapere, si è dovuto quindi dovuto nominare un nuovo membro di maggioranza nella Commissione consiliare speciale per la revisione del Regolamento per il Consiglio comunale ed adeguamento dello Statuto. La sola maggioranza ha quindi votato Luigi Nessi quale proprio rappresentante (con 17 voti, due bianche e un voto invece per Italo Nessi, Como civica).

Como servizi urbani

La discussione è così ripresa sul futuro della partecipata del Comune, Csu, con le risposte alle domande di chiarimento da parte dell’assessora Savina Marelli, che tra l’altro ha annunciato il reintegro delle farmaciste che avevano fatto causa all’Amministrazione dopo la loro “vendita” ai privati con le farmacie comunali.

Durante il dibattito sia da maggioranza che da opposizione si sono levate voci contro la possibilità, lasciata aperta dallo statuto, di un dirigente unico. «di norma gli statuti prevedono la doppia possibilità fra dirigente unico e un organo collegiale, prendiamo atto della discussione in aula come di un indirizzo verso la scelta di un organo con tre componenti» ha replicato Marelli, spiegando la bocciatura di uno di due emendamenti, presentati da Bordoli e Mantovani, che voleva eliminare del tutto la possibilità di avere un unico amministratore. E proprio la semplice presentazione degli emendamenti ha bloccato i lavori per un’ora, essendo richiesto il parere dei revisori che, non più tenuti a Regolamento a essere in aula, sono stati contattati per dare i pareri.

Al voto scontata la divisione fra maggioranza e opposizione con 22 voti favorevoli e 6 contrari. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Tangenziale anche Como interviene

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi approva la mozione contro il pagamento del pedaggio con una riformulazione di quelli della A9 verso Milano.

C’è voluta una intera seduta per riuscire a far approvare al Consiglio comunale comasco, nella seduta di lunedì 12 ottobre, la mozione discussa anche in altri Comuni del Comasco contro il prospettato pedaggio del primo tratto della Tangenziale di Como.

Preliminari

Nei consueti interventi preliminari Gianpiero Ajani, Lega, ha chiesto di intervenire fattivamente contro i venditori abusivi presenti in centro città, Luigi Nessi, Paco-Sel, ha chiesto se sindaco e assessore all’Urbanistica siano a conoscenza del progetto di riqualificazione dell’area dell’ex S. Anna, mentre Ada Mantovani, Adesso Como, ha chiesto di fare attenzione a lasciare i cubetti di porfido, per i lavori in corso, alla mercé di chiunque vicino allo stadio. Per ultimo Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha provocatoriamente presentato una mozione per chiedere che chiunque lavori a Palazzo Cernezzi debba utilizzare i bagni dei giardinetti di via Vittorio Emanuele II, auspicando che vengano sistemati e resi fruibili.

Tangenziale

Insediata l’assemblea il capogruppo del Pd Andrea Luppi ha chiesto subito di modificare l’ordine dei lavori per poter parlare del pedaggio della nuova tangenziale comasca, una proposta accolta dalla sua maggioranza. Il 15 ottobre infatti è l’obiettivo di approvazione per i Comuni che vogliano protestare contro il pagamento.

Il sindaco Mario Lucini ha presentato il documento che si prefigge l’eliminazione del pedaggio: ««sollecitando i soggetti coinvolti affinché si possa giungere a un accordo tra Pedemontana e Autostrade per l’Italia» per «una diversa definizione dei pedaggi relativi alle intersezioni con la A9». «Una proposta del tutto ragionevole niente affatto demagogica» ha concluso il primo cittadino.

Favorevoli le voci che si sono levate dalla maggioranza qualche dubbio dall’opposizione e un attacco all’arma bianca di Rapinese «parlate di gabellieri, quando siete voi i gabellieri, voi del Pd di Como» riferendosi agli aumenti delle tasse, per il consigliere poi se un’azienda ha investito in questa infrastruttura dovrà poi trovare il suo tornaconto, mentre ha sottolineato il Cipe aveva già detto che si sarebbe dovuto pagare un pedaggio. Il futuro della infrastruttura preoccupa Marco Butti, Gruppo misto, che ha chiesto come sarà previsto il secondo lotto su quale tracciato con che tipo di gallerie sotto il lago di Montorfano. Per Anna Veronelli, Fi, la mozione è debole si auspica la non introduzione del pedaggio e non ci sono dati sul traffico.

La seduta si è, come tradizione, impantanata quindi in un paio di sospensioni. La prima per permettere a Butti di finire di elaborare e condividere due emendamenti, uno non accolto dai presentatori, dopo un’altra riunione per decidere il da farsi, l’altro, approvato dall’aula, per chiedere il sostegno attivo dei parlamentari comaschi si sulla questione delle tariffe che per il recupero dei fondi necessari al secondo lotto, per ora non finanziato.

Sono nati alcuni battibecchi fra Francesco Scopelliti, Ncd, e il sindaco, avendo il primo accusato il secondo di pochezza, «devo dedurre che il sindaco della nostra città non conti niente», mentre il secondo ha rivendicato l’apertura anticipata della tangenziale verso Nord grazie all’azione su Autostrade per l’Italia, ricordando il maggior peso di una proposta se accolta e sostenuta da tutto il territorio rispetto a un singolo sindaco. «Vorrei vedere se chiedessimo di pagare a quelli di Villa Guardia per far circolare i comaschi cosa succederebbe» ha preso la parola Rapinese sulla eventuale ripartizione di eventuali costi che cadrebbero maggiormente su Como. «Come Comune capoluogo la nostra città è responsabile di farsi carico dei problemi del territorio» ha risposto Lucini aggiungendo che lo spostamento del traffico Est-Ovest fuori dai quartieri periferici della città non potrà che portare giovamento alla vivibilità degli stessi.

Fin quasi alla mezzanotte si è poi protratta una diatriba su procedure e regolamento per la votazione per punti dell’elaborato con l’intervento del segretario generale. L’opposizione chiedeva la possibilità di una prima dichiarazione di voto sui singoli punti e di una seconda prima del voto finale di convalida di tutte le parti approvate messe insieme. Una opzione recisamente respinta da uffici e presidente del Consiglio. Al voto sono stati approvati tutti i punti e il documento che così è stato formato, con qualche astensione e alcuni voti contrari fra le fila dell’opposizione. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Seduta lampo

COMO COMUNE 3Mentre fuori dall’aula si manifestava tutta l’islamofobia della Lega in aula si sono affrontati gli ultimi argomenti rimanenti all’ordine del giorno e in un’ora e mezza è finita la seduta.

Lo avevano promesso e nella sera di lunedì 21 settembre sono arrivati, una quarantina di leghisti, con striscioni e magliette contro il sindaco di Como, con scritto il primo «Lucini traditore vendi Como all’invasore», le seconde «Lucini a Casa». Un altro striscione recitava poi «Stop invasione. Prima i comaschi». Tutto è nato dalla concessione del Comune, come negli anni precedenti, di uno spazio temporaneo per pregare ai musulmani della città per la festa del Sacrificio, un fatto inaccettabile per i legisti nostrani che, ricordando
si di essere cristiani quando la chiesa non chiede loro di accogliere i profughi, hanno intonato cori come «Como cristiana, mai musulmana».

Nel mentre, dentro Palazzo Cernezzi, si svolgevano le preliminari al Consiglio comunale Luigi Nessi, Paco-Sel, ha chiesto, dopo la Settimana della mobilità, di prestare attenzione alla tematiche della vita indipendente anche per quanto riguarda i trasporti, Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha chiesto se è vero che i dipendenti di Aprica non lavorino solo per il Comune di Como, il sindaco Mario Lucini ha smentito alcune affermazioni apparse sulla stampa dopo un incontro al Rotary sulla privatizzazione degli asili nido.

Riforma Statuto

Insediata l’assemblea è stata votata la proroga del termine di conclusione dei lavori della Commissione consiliare speciale per la revisione di Regolamento e Statuto comunali. Tutti d’accordo tranne Rapinese, astenuti Luca Ceruti, M5s, e Laura Bordoli, Ncd, «l’avevo detto che non era materialmente possibile è ridicolo che si sia sostenuto che fosse possibile ottenere risultati».

Panchine

sgabello


Rapinese ha quindi presentato una provocatoria mozione, dopo «le “riqualificazioni” di piazza De Gasperi e viale Geno, [che] contrariamente alle indicazioni dei residenti e dei fruitori abituali, ha previsto scomode panchine senza schienali», sostenendo «che un buon modo per far capire ai politici quando sbagliano è sottoporli alle medesime assurdità alle quali sottopongono i cittadini», in cui chiedeva che «Mario [Lucini] & Dani [Daniela Gerosa] a segare gli schienali di tutte le sedie/poltrone di Palazzo Cernezzi in dotazione a consiglieri comunali, assessori e sindaco oppure a sostituire le attuali sedie/poltrone con degli sgabelli tipo quello indicato nella foto qui sotto» (immagine a lato). La protesta nasce dalla posa di nuove panchine in viale Geno senza spalliera «lì ci si sedevano gli anziani a riposare» ha spiegato il consigliere, seguito dal collega di maggioranza Raffaele Grieco, Pd, che seppur contrario all’ultima parte del documento ha espresso la propria contrarietà alla nuova sistemazione della zona prospiciente il lago. Una scelta inconcepibile anche per Anna Veronelli, Fi, per cui non si capisce perché non ci possa riposare sulle panchine in riva al lago. Al voto solo Giampiero Ajani, Lega, e Rapinese hanno votato il provvedimento, astenuti Grieco, Veronelli e Bordoli, gli altri contrari.

Interrogazioni

Si è quindi affrontato due intterogazioni di Bordoli una sulle operazioni di sgombero della casetta prefabbricata sul lungolago per sapere chi abbia dato il parere positivo, a cui l’assessore Frisoni ha risposto che «se l’assessore seguisse tutte le pratiche farebbe il dirigente, non l’assessore», un’altra sull’Ufficio tributi per cui non aveva avuto risposta e per cui l’assessore si è scusato.

Terminati gli argomenti all’ordine del giorno la seduta si è conclusa abbondantemente in anticipo alle 22.04, dopo solo un’ora e venti dall’appello e il presidente ne ha approfittato per indire una riunione dei capigruppo per decidere i futuri lavori dell’assemblea. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Palazzo Cernezzi riprende i lavori

3 COMO COMUNEDesignati i rappresentanti nella Commissione biblioteca, adottato lo statuto del Bacino del trasporto pubblico, approvata una mozione per individuare spazi nei cimiteri per la dispersione delle ceneri dei defunti.

Dopo la pausa estiva sono riprese le sedute del Consiglio comunale di Como lunedì 14 settembre. Dopo le consuete preliminari, tra gli altri Alessandro Rapinese, Adesso Como ha denunciato «la sospensione assolutamente ingiustificata» del cantiere per le paratie arrivata a 999 giorni e l’assessora Daniela Gerosa ha ricordato la ristrutturazione estiva di alcune strutture scolastiche, c’è stato uno scambio di battute fra Marco Butti, Gruppo misto, e il sindaco Mario Lucini. Il primo cittadino ha affermato alla stampa di non conoscere i consulenti incaricati della terza perizia del cantiere delle paratie, una risposta che ha indispettito Butti «non possiamo credere che lei non conosca uno dei consulenti» con cui per il consigliere qualche rapporto ci deve essere stato, secca la risposta del sindaco che ha chiesto di fare i nomi e ha esternato la propria delusione: «Continuo a pensare, nonostante i fatti spesso mi smentiscano, che i rapporti fra di noi debbano essere improntati al rispetto reciproco».

Commissione biblioteca

L’aula ha quindi affrontato la designazione di tre consiglieri per la nomina della Commissione biblioteca, inattiva da mesi. Dopo una sospensione di una ventina di minuti chiesta dalle opposizioni per un confronto, anche con il segretario generale, l’assemblea ha espresso Butti, per le minoranze, Guido Rovi, Pd, e Eva Cariboni, Amo la mia città, per la maggioranza come membri della neocostituita commissione.

Trasporto pubblico

Si è quindi affrontata l’adozione dello Statuto dell’Agenzia per il trasporto pubblico locale del bacino di Como, Lecco e Varese. «L’avevamo già fatto il 16 settembre 2013, quasi due anni esatti fa – ha ricordato l’assessora ai Trasporti Daniela Gerosa –, ma Sondrio ha deciso di non adottarla e di intraprendere un percorso per il riconoscimento della propria specificità geografica». Di qui il blocco di tutte le procedure fino a luglio di quest’anno quando Regione Lombardia ha stralciato Sondrio dal Bacino che comprendeva anche Varese, Como e Lecco e tutto è potuto ripartire. Le approvazioni vanno fatte entro il 10 novembre e la piena operatività del nuovo ente, che dovrà eleggere le sue diversi componenti, sarà il 10 gennaio. Il 10% della nuova struttura sarà della Regione, il 21% della Provincia di Como, il 12% di quella di Lecco, il 22,8 di quella di Varese, l’11,4% rispettivamente dei Comuni di Como, Lecco e Varese. Durante la discussione Luigi Nessi, Paco-Sel, ha auspicato la massima partecipazione durante la definizione del futuro Regolamento, mentre Diego Peverelli, Lega, ha precisato la propria contrarietà, favorevole al bacino unico comprendente Sondrio, dopo il distacco di quest’ultima si è chiesto perché allora non lo possa fare anche Como. Al voto, favorevole la maggioranza, contrario Peverelli, astenuti gli altri consiglieri di minoranza.

Rimembranze

Su proposta di Raffaele Grieco, Pd, l’aula ha quindi approvato all’unanimità l’individuazione di uno spazio per la dispersione delle ceneri dei propri congiunti all’interno dei cimiteri «se ne era parlato per il Monumentale, ma poi non se ne è fatto nulla» ha ricordato Rovi.

Interrogazioni

Il Consiglio è quindi passato alle interrogazioni. Quando un consigliere non ha ottenuto o ritiene di non aver avuto una risposta soddisfacente può portare in aula la sua richiesta di chiarimento e avere una ulteriore opinione da parte del sindaco o dell’assessore competente. Tre le richieste di Butti, la prima sul mancata attuazione di un emendamento al Bilancio di previsione 2014 per introdurre, contro i furti, le targhe alle bici, «il progetto Targa la bici non è l’unico – ha detto Gerosa – e non siamo arrivati in tempo perché la polizia locale ha condotto uno studio molto accurato», la seconda sulla rimozione della casetta del lungolago, e sulla costruzione stessa il sindaco ha detto «sono certo che non si verificheranno errori del genere in futuro», l’ultima sulla stipula di patti di non concorrenza per i manager di Acsm-Agam. «Non è mai stato fatto per l’amministratore delegato di Acsm e neppure in Acsm-Agam – ha spiegato l’assessora alle partecipate Savina Marelli –, ora l’amministrare delegato è nominato da A2A, che lo decide e scegli al suo interno e dovrebbe essere A2A stessa a chiedelo». Per ultimo Rapinese ha presentato la propria interrogazione per la mancata indizione del referendum sulla posa del monumento The Life Electric. «4.478 cittadini hanno espresso la volontà di andare a consultare tutta la cittadinanza. Si poteva fare! – ha dichiarato il capogruppo di Adesso Como, che ha anche ammesso – Ormai è inutile a monumento installato». Esauriti gli argomenti all’ordine del giorno la seduta è stata poi sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Palazzo Cernezzi incartato/ Gli emendamenti tra ostruzionismo e silenzi

 

cernezzi2Continua l’infinita discussione sul Bilancio di previsione 2015 al Consiglio comunale di Como. Nelle ultime due sedute di mercoledì e giovedì 15 e 16 luglio solo una parte è stata affrontata e discussa, e mancherebbero poi gli ordini del giorno. In calendario sono previste altre 4 sedute, nelle serate da lunedì (l’inizio è anticipato alle 17.30) a giovedì prossimi. Il dibattito si è però bloccato in un discorso fra sordi fra maggioranza e opposizione che si è data all’ostruzionismo. (altro…)

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