Nessun biasimo/ Maggioranza compatta con Lucini

COMO COMUNE 3I bagni pubblici di via Vittorio Emanuele come pretesto per criticare la Giunta Lucini. Genitori di Civiglio in aula per chiedere di sistemare il tappeto antitrauma della scuola.

Preliminari

Una decina di mamme di Civiglio ha presenziato alle preliminari del Consiglio comunale di Como di lunedì 9 novembre mentre Roberta Marzorati si è fatta portavoce della loro richiesta per la scuola. «Nella struttura non c’è una palestra e i bambini fanno ginnastica all’aperto dove c’è il tappeto antitrauma – ha detto la consigliera di Per Como – che è ormai inesistente e si è ridotto ormai al ghiaietto». Richiesto un incontro a margine del Consiglio con la vicesindaca Silvia Magni, assessora alle Politiche educative, che ha assicurato un intervento del Comune con la rimozione del tappeto.

Luca Ceruti, M5s, ha invece annunciato una petizione con raccolta firme per l’apertura come posteggio nei fine settimana dell’area ex Ticosa ancora agibile dopo l’intervento di bonifica. Sempre sui posteggi è intervenuta Ada Mantovani, Adesso Como, denunciando l’utilizzo abusivo dei giardini in viale Varese «le macchine vi si infilano nel fine settimana» così come la stazione dei bus in piazza Matteotti.

«Colo che sono coinvolti nella costituzione del punto di cottura unico non sono stati coinvolti nel processo decisionale – ha dichiarato Alessandro Rapinese – tutto viene presentato solo quando tutto è stato deciso». «Si tratta di un intervento per 700mila euro per creare un polo di 77 persone, mentre 41 lavoratori a tempo determinato sono stati lasciati a casa» ha proseguito il capogruppo di Adesso Como che ha attaccato i sindacati «perché nono sono sulle barricate?» e in particolare se l’è presa con il segretario della Camera del lavoro, Alessandro Tarpini.

Luigi Nessi, Paco-Sel, ha citato le manovre congiunte Nato in centro Italia ricordando l’art. 11 della Costituzione e portato all’attenzione la situazione alla stazione di Como S. Giovanni per cui: «Servirebbe cercare di raddoppiare i posti letto del dormitorio comunale». Mentre Marco Butti, Gruppo misto, ha denunciato la situazione disastrosa della palestra della scuola Massina di Monte Olimpino, con: «Infiltrazioni d’acqua dal soffitto, bagni indecorosi e spogliatoi non a norma. La vostra priorità è piazza Volta o il punto unico di cottura, per noi è questa scuola». Per ultimo Raffaele Grieco, Pd, ha reso nota la sua richiesta di spiegazioni sullo stato della Torre Pantera e del costo dell’affitto dei ponteggi.

Biasimo

Insediata l’assemblea Rapinese ha presentato la propria mozione di biasimo nei confronti del sindaco Mario Lucini per la gestione dei servizi igienici dei giardinetti di via Vittorio Emanuele II, chiusi da quattro mesi. «Speravo in un cambio di passo» ha detto il consigliere esprimendo delusione nei confronti della compagine di centrosinistra che guida la città. Per l’esponente di Adesso Como, da sempre all’opposizione, la mozione è stato il pretesto per denunciare una incapacità dell’amministrazione nella gestione dell’ordinario con i consueti toni: «Se non riusciamo a tenere pulito un cesso che cosa siamo qui a fare?» «Iniziate a fare il minimo» ha concluso. La collega di gruppo Mantovani ha rincarato esprimendo contrarietà all’utilizzo di fondi per la valutazione dell’allargamento della Ztl al lungolago mentre appunto i bagni dei giardinetti di via Vittorio Emanuele II sono inagibili. Ceruti ha proposto di introdurre bagni autopulenti a pagamento come in altre città, Diego Peverelli, Lega, ha ricordato che quando era assessore quello di viale Varese dovette essere rimosso per i continui utilizzi impropri e vandalismi. Marzorati ha dichiarato che sì, si tratta di un problema importante «ma la modalità di presentazione non è nelle mie corde», scatenando su di sé l’ira di Rapinese. Più o meno sulla stessa posizione Anna Veronelli, Fi, «il biasimo mi sembra eccessivo». Il sindaco ha quindi preso la parola elencando gli interventi ai servizi dal 2012 a oggi, un continuo stillicidio di riparazioni dovute ad atti di vandalismo, che hanno portato ad oggi alla chiusura della struttura per cui servirebbero circa 6mila euro per essere rimessa in funzione. Dopo la ormai consueta sospensione per valutare l’ammissibilità o meno di un emendamento, poi bocciato a maggioranza, si è arrivati alla votazione della mozione. Con voto segreto, essendo interessata una persona, la proposta è stata bocciata, da  tutta la maggioranza (assente Italo Nessi, il sindaco non ha votato), con 30 presenze, 28 votanti, 8 voti favorevoli, 19 contrari e una bianca.

Baratto amministrativo

Ceruti ha quindi presentato la propria mozione «Sulle misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio – cosiddetto “baratto amministrativo”». Ovvero dare la possibilità ai residenti che non dovessero riuscire a pagare alcune tasse comunali, ad esempio la Tasi, con il proprio lavoro per la comunità: «I residenti di via S. Bernardino da Siena potrebbero curare il verde vicino al loro condominio». Tutti d’accordo sulla proposta, salvo che per la maggioranza, per cui è intervenuto anche l’assessore Frisoni, vanno valutate le modalità di applicazione. «Ci sono differenti problemi – ha dichiaro l’assessore – primo fra tutti quello delle assicurazioni». Un pretesto per Rapinese che ha attaccato a spada tratta l’amministrazione «sul Cube e sulla terza variante del progetto paratie non siete andati con i piedi di piombo». La proposta non è stata votata dato l’approssimarsi della mezzanotte anche a causa della protesta di Peverelli, che non essendo riuscito a intervenire sull’emendamento a quella precedente per la velocità eccessiva, a suo dire, del presidente nel chiudere la discussione, ha quindi preso quasi tutti i suoi 15 minuti di intervento per fare ostruzionismo. «Fate schifo» ha detto alla maggioranza accusata di essere dittatoriale, «e a Bologna dicevate leghisti fascisti», e con un «atteggiamento vigliacco», rivendicando di non parlare dell’argomento in discussione per rivendicare il proprio diritto di parola. Non riuscendo a riempire il tempo ha però desistito al dodicesimo minuto «per rispetto dei colleghi consiglieri, mi siedo». La seduta è stata aggiornata a lunedì 16 novembre. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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