Consiglio comunale

Si parte con gli emendamenti

3 COMO COMUNEPalazzo Cernezzi entra nella seconda parte della discussione del Bilancio con 93 emendamenti e 39 ordini del giorno. L’opposizione si lamenta della mancanza dell’assessore al Bilancio.

Martedì 14 luglio il Consiglio comunale di Como ha ripreso la discussione sul Bilancio di previsione 2015. Si è cominciato con gli emendamenti, 93 quelli presentati, e 39 saranno gli ordini del giorno che dovranno essere affrontati anche nelle prossime 6 sedute previste (lunedì 20 luglio anticipata alle 17.30).

5 su 9 delle proposte presentate da Marco Butti, Gruppo misto, sono state accolte dalla maggioranza, dalla reintroduzione di un biglietto cumulativo per i musei cittadini, all’anticipare i bandi per iniziative come la Città dei balocchi per permettere a più operatori di intervenire, fino alle collaborazioni con le università per organizzare tirocini in ambito culturale e turistico. Tra quelli bocciati l’approvazione di un nuovo Piano urbano del traffico entro fine anno. «La fase di studio è lunga – ha spiegato l’assessora Gerosa -, no può esaurirsi in poche settimane. Servirà anche buona parte del 2016. Non meno di un annoa partire da oggi».

Ma la serata si è caratterizzata per un certo nervosismo. Interventi dalla maggioranza ridotti al minimo, solo pareri di Giunta con interventi degli assessori interessati e del sindaco e un certo tentativo di velocizzare le operazioni di discussione e voto da parte del presidente del Consiglio Stefano Legnani, che ha suscitato qualche rimostranza fra le minoranze.

Una assenza è saltata all’occhio dei consiglieri di opposizione però, quella dell’assessore al Bilancio Frisoni. Per primi Luca Ceruti, M5s, e Giampiero ajani, Lega, hanno chiesto all’interno dei loro interventi dove fosse l’esponente della Giunta Lucini, fino a quanto è intervenuta Ada Mantovani, Adesso Como, esternando il proprio «totale disappunto per l’essenza irrispettosa dell’assessore. A una mia domanda mi è stato risposto che è in vacanza e che le ferie erano già state prenotate». Una dichiarazione «fuori misura» per il sindaco Mario Lucini «ci sono anche impegni non solo di svago, anche familiari». «L’assessore sarà probabilmente in aula domani [stasera] o dopodomani» ha aggiunto il primo cittadino. Una giustificazione vaga che ha fatto chiedere a Sergio Gaddi, Fi, e Alessandro Rapinese, Adesso Como, «nel rispetto della privacy a cosa è dovuta l’assenza?» «Si sarebbe potuto semplicemente dire a inizio serata che l’assessore non poteva partecipare» ha chiosato Ajani.

Il dibattito riprende mercoledì 15 luglio alle 20.15 sena le consuete preliminari. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Finita la prima parte di discussione del Bilancio

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi ha terminato la discussione si aspetta ora la consegna degli emendamenti.

Dopo 4 sedute, di cui l’ultima dalle 9.30 di mattina di sabato 11 luglio, 16 ore di discussioni, è finita la prima parte di trattazione del Bilancio di previsione 2015 del Comune di Como.

Alle richieste di chiarimento, dopo la presentazione, gli assessori della Giunta Lucini hanno dato, come da prassi, le risposte, ma alcune hanno sconcertato i richiedenti come Alessandro Rapinese, Adesso Como, che ha avuto conferma dall’assessore Frisoni che sul referendum per il monumento di Libeskind, «non ci sono i fondi». L’assessora Magni, tra gli altri, ha dato i dati sulle morosità di mense e nidi (3% e 0,1%), ricordato che non sono state aumentate le rette e che anche la Giunta condivide la preoccupazione dei consiglieri per il futuro del Politecnico in città. Il sindaco sulla secretazione dei documenti sulla ex Ticosa ha parlato di una atto temporaneo «fino alla chiusura dell’istruttoria, non credo sia difficile capire che non dipende completamente da noi». Il clima si è fatto subito teso dopo la richiesta di una sospensione per un confronto fra le minoranze da parte di Luca Ceruti, M5s, in un primo tempo rifiutato dal presidente Legnani, concesso solo dopo alcune escandescenze del consigliere leghista Diego Peverelli, che ha rimarcato la propria contrarietà anche nelle sedute successive: «Lei è qui per dirigere i lavori, non per comandare».

Poi è cominciato il dibattito.

12 lunghissime ore di interventi, ogni consigliere ha diritto a prendere la parola per mezz’ora, il consueto teatro della politica locale, con diversi interventi sia dai banchi di maggioranza che da quelli di opposizione.

Scontate le contrarietà delle minoranze, qualche stoccata si è registrata fra la maggioranza, che data la calendarizzazione di una infinita serie di assemblee, 12 entro la fine del mese, il termine ultimo per l’approvazione della delibera, sì è sentita libera di intervenire.

Contro l’intervento del primo cittadino nei confronti del presidente del Consiglio per la ridefinizione dei contributi al Fondo di solidarietà, una richiesta fatta anche dalla consigliera di opposizione Ada Mantovani, Adesso Como, ha preso la parola Gioacchino Favara, Pd. «Siamo una delle città più ricche d’Italia» ha affermato proclamandosi deluso del documento: «Sembra un Bilancio di fine mandato». «Manca la progettualità» ha aggiunto «è uno strumento matematico, non uno strumento politico» e ha concluso con la speranza di u nuovo soggetto politico con un nuovo progetto politico per la città. Con lui Anna Veronelli, Fi, ha definito tardivo l’intervento del primo cittadino comasco. «È doveroso chiedere quali sono le regole con cui si sviluppa questo sistema» ha affermato Marco Tettamanti, Como civica, che ha invitato a intervenire i parlamentari comaschi in primis il leghista Molteni, mentre per Roberta Marzorati, Per Como, «la città è molto più povera, ormai non chiedo più dove si va in vacanza, ma se si va».

Eva Cariboni, Amo la mia città, ha invece chiesto una svolta nella amministrazione della città richiedendo la reintroduzione della progressività delle aliquote e la lotta contro le morosità, oltre che una nuova gestione del patrimonio cittadino. Un tema caro anche a  Pasquale De Feudis, Pd, che ha chiesto di: «Evitare svendite del patrimonio comunale».

I toni si sono inaspriti quando Laura Bordoli, Ncd, ha dato del bugiardo all’assessore Frisoni per la promessa di presentazione del Bilancio entro marzo, l’assessore adirato ha abbandonato l’aula, e occasionalmente quando con qualche consigliere di opposizione che si è divertito volutamente a scendere nel turpiloquio, come Sergio Gaddi, Fi, per épater le bourgeois e creare i consueti siparietti fini a se stessi. Sulle paratie il capogruppo di Forza Italia ha attaccato: «La necessità della variante è una enorme balla, dettata dalla volontà politica di lasciare un proprio segno».

Riallacciandosi al discorso introduttivo di Frisoni, Guido Frigerio, Pd, ha sottolineato il problema dell’invecchiamento della popolazione, seguito dalla collega di partito Patrizia Lissi, che ha ribadito quanto fatto dall’amministrazione come per lo sblocco dell’area ex Trevitex o l’accoglienza dei minori non accompagnati.

«Dite che non avete alzato le tasse, ma cosa si poteva alzare ancora?» ha fatto un affondo dai banchi dell’opposizione Peverelli a cui ha risposto Andrée Cesareo, Pd, «abbiamo mantenuto l’esenzione Irpef a 15mila euro e l’Imu al 9,6 e non al 10,6, che avrebbe comportato entrate per 3,5 milioni di euro». «Il nostro è un impegno sotterraneo che non chiede applausi e non mette medagliette sulla giacca» ha proseguito la consigliera democratica attaccando l’immobilismo delle amministrazioni precedenti e rivendicando riforme come quella della gestione del personale. «Non abbiamo la bacchetta magica, ma tanto impegno e tanta buona volontà».

Sulle voci per la formazione di un nuovo gruppo politico ha invece preso la parola Vincenzo Sapere, Paco-Sel, dichiarando il proprio sostegno alla Giunta per quanto riguarda il programma di mandato, con la possibilità, come già fatto in passato, di scegliere in autonomia per quanto riguarda scelte che esulano da quella piattaforma.

Il decano del Consiglio comunale, amareggiato dal dibattito «mi sarei aspettato dai colleghi di minoranza un altro tipo di onestà intellettuale», ha fatto alcune proposte per recuperare fondi. L’esternalizzazione del recupero dell’evasione fiscale, la ristrutturazione degli uffici, la ricontrattazione del bando calore e a chi prospetta riformulazione dello stato sociale cittadino ha risposto: «Non si pensi di diminuire gli asili e le scuole materne».

A tutti ha replicato l’assessore Frisoni: «Sono sempre disponibile al dialogo e penso di non avere offeso nessuno». Ha ribadito l’impostazione del proprio intervento iniziale «non si può pensare che Como non sia influenzata da quello che succede nel mondo» e che il problema dell’invecchiamento della popolazione è un problema reale e cogente. Non potendo rispondere a tutti puntualmente ha dichiarato di prendere atto delle diverse dichiarazioni e che: «Questo Bilancio non è mio, non è della Ragioneria, ma il Bilancio della città di Como». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Inizia la discussione sul Bilancio

COMO COMUNE 3Palazzo Cernezzi ha iniziato la tradizionale interminabile discussione sul Bilancio di previsione. «La famiglia non è al centro dell’attenzione dei nostri governanti e nemmeno dei nostri legislatori – ha detto Frisoni presentando il documento –. Le priorità non sono rivolte alla famiglia tradizionale, ma alla risoluzione di altre problematiche, evidentemente ritenute più urgenti».

 

Preliminari

Per prima, negli interventi preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 6 luglio, Elide Greco, Pd, ha preso la parola per lodare i volontari che si sono attivati a Camnago Volta, i leghisti Giampiero Ajani e Diego Peverelli hanno preso la parola contro immigrati e profughi, il secondo ha “denunciato” che all’aula bunker del Bassone sono stati portati dei kit di prima accoglienza, mentre Francesco Scopelliti, Ncd, dopo le scritte di scherno e sfida nei confronti di Como pulita a Lora, ha magnificato il suo operato quando era assessore e i writer non scrivevano sui muri, omettendo la vicenda Rumesh. Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha ricordato di essere ancora in attesa di una risposta per l’interrogazione presentata più di 20 giorni fa sul nuovo assetto di piazza De Gasperi, e la vicesindaca Silvia Magni ha annunciato il finanziamento regionale per progetti contro le ludopatie.

 

Farmacie

Sulle due farmaciste comunali che hanno vinto il ricorso per il reintegro nei ranghi del Comune è intervenuta nuovamente Laura Bordoli, Ncd. «Gli era stato promesso il reinserimento a Palazzo Cernezzi con il primo di luglio – ha affermato la consigliera –, si sono presentate e sono state fatte vagare per gli uffici senza meta». Per la consigliera una totale mancanza di educazione e rispetto e una scelta politica «non lo hanno deciso i dirigenti» ha denunciato.

 

Emergenza profughi

Dopo l’annuncio della nuova svolta sull’area ex Ticosa il primo cittadino Mario Lucini ha preso la parola sul problema dell’accoglienza dei profughi: «Una situazione viepiù problematica». Il sindaco ha ricordato i numeri del fenomeno, 650 persone ospitate nell’intera provincia, circa 300 a Como città, «per l maggior parte in carico alla Caritas e al privato sociale, una sessantina ospitate nelle strutture del Comune». L’amministrazione non spende nulla ha ricordato Lucini, venendo erogata una indennità da parte dello stato. «È in corso di valutazione con la Prefettura la ricerca di ulteriori spazi di accoglienza – ha aggiunto – e una struttura provvisoria temporanea è l’extrema ratio».

 

Bilancio

La seduta sul Bilancio di previsione è iniziata con la protesta dei consiglieri di opposizione, in rotta proprio con l’assessore al Bilancio, che sono usciti dall’aula all’appello e hanno ascoltato la presentazione del documento in piedi fra il pubblico.

Un discorso dallo spiccato tono politico quello di Paolo Frisoni che è partito dalla difficile situazione economica e dalla instabilità dovuta al «caso Grecia» che si è concentrato sulla condizione della famiglia. «Spiace constatare che a livello nazionale, nonostante i proclami che abbiamo ascoltato per oltre un decennio, la famiglia non è al centro dell’attenzione dei nostri governanti e nemmeno dei nostri legislatori – ha detto l’assessore al Bilancio del Comune di Como –. Facciamo attenzione a quanto c’è detto da chi esamina con serietà questi fenomeni e cioè che il calo delle nascite porterà al suicidio della nostra comunità. È solo questione di tempo». «Purtroppo vede che a livello parlamentare le priorità non sono rivolte alla famiglia tradizionale – lancia una stoccata –, ma alla risoluzione di altre problematiche, evidentemente ritenute più urgenti».

Alle critiche per il ritardo nella presentazione della delibera ha risposto ricordando l’introduzione del nuovo sistema armonizzato per la costruzione del Bilancio, a partire da gennaio di quest’anno, e che si è «comunque nei termini previsti», il 30 luglio.

L’assessore ha quindi annunciato per il futuro degli interventi necessari ad affrontare i nuovi scenari che si prospettano. Nel frattempo Palazzo Cernezzi spendi per il sociale il 24,67 per cento del proprio Bilancio (23.571.249 euro), il 27,90 per cento per il personale, diminuito a 835 dipendenti, di cui 202 part-time, oltre a 70 a tempo determinato e quindi l’obiettivo è: «Una rilevante revisione della organizzazione comunale finalizzata al mantenimento dei servizi essenziali, ma con risparmi sulla spesa»,

Frisoni ha rivendicato i mancati aumenti delle tasse per quest’anno e la graduale estinzione dei debiti comunali, non è stato fatto nessun nuovo mutuo, anche se, ormai da qualche anno, molte delle risorse vanno al fondo di solidarietà (11.214.111,43 euro), mentre l’anno scorso solo 3.158.431,86 euro sono ritornati al capoluogo comasco, incrementati da 3,6 milioni di euro dei frontalieri.

Dopo una relazione tecnica da parte degli uffici sono state presentate le consuete domande di chiarimento da parte dei consiglieri di opposizione, nessuno di maggioranza ha avuto richieste. Dal perché del mantenimento delle quote di Villa Erba, Luca Ceruti, M5s, alla richiesta della esplicitazione delle scelte strategiche, Bordoli. «Perché non è stata fatta una pressione politica per ridurre la quota comasca del Fondo di solidarietà – ha chiesto Ada Mantovani, Adesso Como –, quando città simili per popolazione come Busto Arsicio e Varese pagano molto meno?» Dalle richieste precise «so che era stato fatto un progetto per la sistemazione dell’incrocio di Villa Olmo e che non sono arrivati finanziamenti, non se ne farà più nulla?» ha chiesto Roberta Marzorati, Per Como, e «il mercato coperto, quando verrà riaperto?» ha aggiunto Anna Veronelli, Fi, a cui si è aggiunto il collega Sergio Gaddi «quali sono le spese precise del blocco del cantiere delle paratie?» Domande che troveranno risposta nella seduta di mercoledì 8 luglio. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Tariffe Tari Comune di Como

8 COMOCOMUNELe opposizioni abbandonano l’aula per protesta contro la replica dell’assessore Frisoni.

 

Preliminari

Contro la chiusura della piscina olimpionica hanno preso posizione, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 22 giugno, Roberta Marzorati, Per Como, e Luca Ceruti, M5s, «quasi due anni fa chiesi di rivedere il contratto con Federazione italiana nuoto che non sa come mantenere la struttura». Luigi Nessi, Paco-Sel, ha messo in evidenza due punti dei decreti attuativi del Job Act, «il controllo a distanza dei lavoratori senza nessun accordo con i sindacati» e l’assunzione di disabili, oltre a ricordare la legge di iniziativa popolare per riconoscere a rom e sinti lo status di minoranza etnica, mentre il leghista Giampiero Ajani ha come di consueto elencato le malefatte di alcuni immigrati in Italia.

Laura Bordoli, Ncd, ha invece esternato il proprio stupore quando ha scoperto che il nucleo comunale di polizia tributaria «sta facendo un trasloco ed è in smobilitazione, quando si annuncia un suo potenziamento per combattere l’evasione e un aumento dei controlli». Per questo ha annunciato una interrogazione per sapere, oltre a qualche chiarimento, «se la Giunta pensa di esternalizzare il servizio dei controlli, aumentando ancora i costi per il Comune e andando nella direzione opposta rispetto alla valorizzazione del personale interno, che in questo caso poteva essere potenziato sia nelle mansioni che nel numero di addetti».

«Pd e Pdl sono la stessa cosa, sono vent’anni che lo dico» ha affermato Alessandro Rapinese, Adesso Como, a proposito della notizia di stampa che ha riferito come, per la gestione di alcuni servizi di Ca’ d’industria – una assegnazione finita in tribunale, senza poi nessuna pendenza –, si presentarono due aziende differenti: Una che faceva riferimento all’area dell’allora sindaco Bruni e a Comunione liberazione e l’altra invece a parenti del consigliere regionale democratico Luca Gaffuri.

Per ultimo il sindaco Mario Lucini ha annunciato l’individuazione del nuovo segretario comunale e riferito di un contatto con l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia: «Dal 10 luglio probabilmente verranno aperti i raccordi verso Nord per l’autostrada di Como dalla Tangenziale».

 

Cessione aree

Come primo punto all’ordine del giorno l’assemblea ha affrontato la Determinazione annuale dei prezzi di cessione delle aree in proprietà e in diritto di superficie per il 2015. Una determinazione passata senza colpo ferire senza nessun intervento.

 

Tariffe Tari 2015

Un esito ben diverso rispetto alla approvazione delle nuove tariffe della Tari, approdate in aula dopo il passaggio del Piano finanziario. Già qualche scintilla si è vista durante la presentazione della delibera da parte dell’assessore Paolo Frisoni che ha dichiarato essere «non opportuno prolungare i lavori del Consiglio comunale su questo argomento già ampiamente dibattuto» (per la discussione sono stati convocati due sedute supplementari). «Quando ci porterà il Bilancio di previsione in aula così come promesso» ha ribattuto negli interventi Marco Butti, Gruppo misto, «abbiamo fatto 4 sedute sul Piano finanziario – ha aggiunto Ceruti – che è la somma, non sulle tariffe puntuali». L’assessore ha ricordato gli aumenti, per le utenze domestiche il maggiore, 2,8%, tocca ai single che vivono in 50 metri quadri, mentre per le utenze non domestiche si raggiunge un massimo del 6,5%. «Sono convinto che i maggiori servizi presenti – ha affermato Frisoni – renderanno accettabile l’aumento». Si è un po’ discostato dalla prassi il presidente della Commissione competente Giorgio Selis, Como civica, quando dopo aver riferito dei lavori della stessa ha annunciato subito la propria asten2015-06-22 23.13.14sione per rimarcare la contrarietà agli aumenti, mentre Rapinese si è lamentato della mancanza del verbale. «L’amministrazione di sinistra strozza il ceto medio» ha detto Ajani, «avete aumentato le tasse più di chiunque altro» gli ha fatto eco Rapinese, «si colpiscono sempre gli stessi settori, le attività produttive che fanno fatica» ha aggiunto Bordoli.

Nella replica Frisoni ha ribadito che quanto detto «non vuole minimamente intaccare le prerogative dei consiglieri» e ha risposto in maniera politica ai diversi interventi. Sul Bilancio di previsione ha ricordato la proroga al 31 luglio, sul nucleo di polizia tributaria ha annunciato lo spostamento delle tre persone dedicate ai vigili, perché se fossero state mantenute negli uffici avrebbero perso diverse indennità. La risposta ha un accenno alla vendita delle farmacie comunali, «faceva parte di un percorso precedente» intendendo forse la concessione della gestione a Csu, ha scatenato le ire delle minoranze, che, dopo un breve contraddittorio, sentitesi prese in giro hanno abbandonato in massa l’aula. Anche dalla maggioranza Vincenzo Sapere, Paco-Sel, si è lamentato con il sinsaco «non può rispondere così, è l’assessore di tutti…»

Ritirati, considerati inammissibili o bocciati tutti gli ordini del giorno e gli emendamenti presentati dall’opposizione, non più presenti in aula, la delibera è stata votata dalla sola maggioranza con 15 voti favorevoli e 3 tre astensioni. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Approvato il Piano finanziario dei rifiuti

COMO COMUNE 3Passa a Palazzo Cernezzi il documento propedeutico alle nuove tariffe della Tari, un po’ più di sostegno all’Istituto Perretta, la segnalazione sulla carta d’identità se un cittadino è un donatore di organi.

 

Preliminari

Per primo Luca Ceruti, M5s, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 8 giugno, ha denunciato la nascita di una baraccopoli attorno all’edificio cosiddetto Santarella nell’area ex Ticosa chiedendo cosa abbia intenzione di fare l’Amministrazione, mentre Luigi Nessi, Paco-Sel, ha risposto alle provocazioni xenofobe di Giampiero Ajani ricordando normali reati commessi da italiani, l’esponente leghista continua a elencare misfatti commessi da immigrati prima di ogni seduta. Marco Butti, Gruppo misto, si è lamentato per il mancato accesso agli atti sulla questione dei nuovi controlli dell’Anac sul cantiere delle parati e la mancanza anche di una risposta oltre ad annunciare una interrogazione sulla vicenda della casetta smantellata lungo la passeggiata a lago. Un argomento per cui anche Laura Bordoli, Ncd, ha presentato un’interrogazione sulle «conseguenze legali per comportamenti del tutto approssimativi utilizzati dal Comune e dei danni di immagine che ne conseguono». La consigliera ricorda che per «le operazioni di smontaggio e trasporto inizialmente sia stata incaricata una società riconducibile a Ballerini, già fallito e con debiti verso il Comune di oltre 100mila euro e anche verso una partecipata», «che è stata forzata una serratura, chi l’ha autorizzato?», che erano presenti mezzi di Csu e si chiede a che titolo. Del Notiziario comunale si è lamentata Ada Mantovani, Adesso Como, per la mancanza di notizie sull’andamento dei lavori dei rappresentanti di Anac in Comune e sulle trattative con Multi per l’area ex Ticosa. Anna Vernonelli, Fi, ha annunciato la consegna ai consiglieri di una nuova versione dello Statuto, frutto dei lavori della Commissione speciale per la riforma dei documenti fondamentali comunali, mentre l’assessore Luigi Cavadini ha ricordato il documentario sul Lario, fatto con riprese aeree, di Yann Arthus-Bertrand.

 

Piano finanziario rifiuti

La discussione si è quindi spostata sugli emendamenti alla delibera che delinea il Piano finanziario anno 2015 del servizio di gestione integrata del ciclo dei rifiuti. Dichiarati inammissibili molti degli ordini del giorno proposti da Ajani e bocciati gli ultimi due rimasti si è arrivati alle dichiarazioni, scontate, di voto. Nonostante gli interventi nelle sedute precedenti la maggioranza si è allineata e ha votato il documento, solo Raffaele Grieco, Pd, si è astenuto, mentre Gioacchino Favara, Pd, e Vincenzo Sapere, Paco-Sel, sono usciti dall’aula, contraria l’opposizione.

 

Istituto Perretta

L’aula ha quindi affrontato la mozione di Ceruti per un maggiore sostegno all’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, che ha incontrato il supporto di praticamente tutto il Consiglio. Si sono espressi a favore ricordandone l’operato Andrea Luppi, Pd, e Luigi Nessi e anche il sindaco Mario Lucini, che ha confermato «l’assoluta attenzione e l’intenzione di collaborare» con la struttura culturale comasca. Il primo cittadino ha ricordato come la su amministrazione abbia ripreso a pagare con puntualità la quota associativa, «che era ferma al 2008», ribadendo l’intenzione di «mantenere gli impegni assunti», anche se «molto più complesso è destinare ulteriori risorse». Al voto solo Sergio Gaddi, Fi, si è astenuto.

 

Donazioni di organi

Approvata anche a maggioranza, con solo una modifica, la proposta, sempre di Ceruti, di segnalare sulla carta d’identità se il cittadino è un donatore di organi o meno.

 

Immigrazione

Bocciata invece la proposta di Butti di invitare Villa Saporiti a non utilizzare la ex caserma dei carabinieri di via Borgo Vico come luogo di accoglienza per profughi. «Il Comune di Como fa già tanto per l’accoglienza» ha affermato il consigliere invitando la Provincia a cercare soluzioni alternative. Con lui i leghisti, Diego Peverelli ha invitato la Chiesa cattolica, dal papa in giù, a prendersi in carico gli immigrati, e Adesso Como. «Como ha già fatto a sufficienza» ha detto Alessandro Rapinese per cui non possono essere accolti tutti indiscriminatamente. La maggioranza si è espressa invece in maniera contraria ricordando le esperienze di accoglienza del passato, Patrizia Liss, Pd, e Luigi Nessi, «com’è possibile stare sereni in queste situazioni di disagio?»

Arrivati alle 23.15 all’ordine del giorno c’erano ancora due argomenti, ma da solo 4 giorni, mentre a regolamento ne servono altri due per poter essere discussi e la seduta è quindi stata aggiornata al lunedì successivo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Prosegue la discussione sulla Tari

8 COMOCOMUNEDibattito accesso e qualche frattura in maggioranza sull’aumento della tassa sui rifiuti a Como.

 

Preliminari

In molti hanno preso la parola nelle preliminari dal Consiglio comunale comasco di giovedì 4 giugno, al rientro dal ponte per la festa della Repubblica. Luigi Nessi, Paco-Sel, ha ricordato la campagna per Un’altra difesa possibile «sono state raggiunte le firme e presentate al Parlamento» lamentandosi delle spese militari che potrebbero essere indirizzati verso l settore sociale. Patrizia Lissi, Pd, ha ricordato la due giorni di festeggiamenti a Rebbio, mentre Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto una revisioni della campagna di verifica delle caldaie «fanno dei controlli campione sempre agli stessi» e, dimostrando la consueta xenofobia, elencato, come nelle preliminari dei Consigli precedenti, le malefatte degli immigrati in Italia. Luca Ceruti, M5s, si è rallegrato dell’esito della vicenda della casetta abusiva sul lungolago, ora rimossa, mentre sempre a proposito di una zona a riva Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha denunciato la scarsa igiene del nuovo ghiaino in piazza De Gasperi, citando il Regolamento di igiene comunale e l’Asl, annunciando una interrogazione. Di un’altra piazza ha parlato invece Laura Bordoli, Ncd, «credo sia scandaloso pensare di spendere 700mila euro per rifare una piazza che è già bella». Per ultimo il sindaco ha preso la parola per annunciare il controllo Anac al cantiere per le paratie e fare una smentita sull’area ex Ticosa «rispetto al titolo di un quotidiano locale» per quanto riguarda «l’ipotetica scelta di regalare il Santarella». «È in corso una discussione sulla ristrutturazione per un utilizzo pubblico» ha precisato.

 

Tari

Dopo l’insediamento e un minuto di raccoglimento per ricordare Romano Pozzana, storica figura del Teatro sociale di Como, la discussione è ripresa sulla tassa sui rifiuti.

Subito si sono viste fratture all’interno della maggioranza con Gioacchino Favara, Pd, che ha parlato di «qualche distrazione nel fare questo bando» e del bisogno di «recuperare alcune storture». Una autocritica è stata fatta anche da Vincenzo Sapere, Paco-Sel, «ci siamo fidati degli uffici» ha detto aggiungendo «è stato fatto un errore, non bisogna commettere uno ulteriore». «O si porrà rimedio – ha concluso – o io non voterò questa delibera, mi asterrò o uscirò». Contrario anche Raffaele Grieco, Pd.

Scontate le proteste dell’opposizione. «Sono contento che qualcuno abbia letto il testo due anni dopo» ha esordito ironicamente Ceruti, ricordando la proposta pentastellata di annullare i bando respinta appunto due anni fa dall’aula. Sull’evasione ha preso la parola Rapinese «com’è possibile non essere in grado di esigere la tassa? Mi si dice che non abbiamo abbastanza personale, sono 12 persone. A me non è arrivata la Tari, siamo di fronte a incompetenti per la parte tecnica e la parte politica». La sua collega di gruppo Ada Mantovani ha ricordato la performance della task force anti evasione «sono stati recuperati 4mila euro in un anno!?!» Ajani si è concentrato sul capitolato rivolgendosi all’assessore Magatti: «Ma ha presenta cosa vuol dire pulire 8mila pozzetti in un anno? Sono venti al giorno… Ma quando mai?» «È inutile fare tre passaggi di pulizia al giorno in centro se sono fatti come quello che è fatto attualmente» ha rincarato Marco Butti, Gruppo misto. E una diminuzione dei servizi per una diminuzione dei costi è stata auspicata da Bordoli che ha aggiunto «spero che le assunzioni aggiuntive che sono state fatte siano a termine».

A tutti ha risposto un appassionato Bruno Magatti con un lungo intervento, dati alla mano. Per primo ha contestato le cifre. «Rispetto a quanto riportato sui giornali l’aumento non è del 5 per cento, ma si tratta di un incremento medio del 3,74%» ha affermato ricordando i costi medi per una famiglia di 3 persone in altri capoluoghi secondo una stima fatta da Federconsumatori «mentre a Como si pagano 212 euro l’anno, a Parma sono 291, a Varese 227, a Milano 320 e a Salerno 473». L’assessore ha ribadito come si possa pensare di diminuire i costi toccando l’80% di differenziata, che oggi è arrivata solo al 65%, andando a incidere sui costi di smaltimento all’inceneritore già ora fortemente ridotti rispetto al passato. Lo spirito stesso del passaggio a una nuova forma di raccolta differenziata è stata rivendicata da Magatti: «Non è stato un cambiamento imposto, ma una decisione desiderata e voluta». «Ci sono state tante piccole cose che Aprica non fa come dovrebbe – ha aggiunto – ma per primi sono i cittadini i verificatori degli appalti, ribadendo di avvisare prontamente gli uffici alla e-mail dedicata per ogni segnalazione».

Finito il dibattito si è passati agli ordini del giorno e sono passati quelli di maggioranza per «aprire un confronto con Aprica per una ridefinizione almeno parziale della tipologia dei servizi», contrario però Sapere «ci potrebbe essere un ricorso della ditta arrivata seconda a questo bando europeo», quello per l’introduzione della riscossione nel Piano secutivo di gestione, «è assurdo formulare un odg per quello che l’amministrazione dovrebbe fare normalmente» ha detto Butti, la pubblicazione dei dati della customer satisfaction, chiesta da Butti. Dato l’approssimarsi della mezzanotte la discussione si è interrotta a metà degli ordini del giorno, sedici in totale, e riprenderà lunedì 8 giugno. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Paco-Sel/ Per un Bilancio innovativo con più investimenti sociali

paco selProprio perché i soldi sono sempre meno il Comune di Como deve approntare un bilancio coraggioso e orientato non alla riproposizione di scelte ereditate ma mettendo a bilancio maggiori investimenti per il riconoscimento dei diritti delle persone più fragili e quindi razionalizzando e tagliando settori meno vitali. In un Comune come quello del capoluogo lariano nel quale non si sono ancora attuate sperimentazioni (in corso a Milano e non solo) di forme di “reddito di cittadinanza”, sulle quali c’è persino una proposta della destrissima Regione Lombardia,  maggiori sono le responsabilità delle forze politiche della sinistra e del centrosinistra fedeli alla Costituzione. Paco- Sel ricorda che È tempo di Bilancio e, pur nella consapevolezza delle difficoltà, è necessario che la giuta Lucini trovi: « strumenti innovativi per innescare processi inediti e investire in politiche sociali. Perché, come l’acqua, l’aria, il paesaggio, sono beni comuni anche l’istruzione, la sanità, l’assistenza, il sistema di protezione sociale. È la coesione sociale il modo per costruire benessere e speranza di futuro». Leggi il comunicato della portavoce e dei consiglieri di Paco-Sel.

(altro…)

Si ridà vita al Consorzio Alto Seveso

3 COMO COMUNEPalazzo Cernezzi decide di tramutare la società in liquidazione in una nuova Srl che confluirà in ComoAcqua e inizia a discutere dell’aumento delle spese per la raccolta dei rifiuti.

 

Preliminari

Nelle dichiarazioni preliminari al Consiglio comunale comasco di lunedì 25 maggio per primo Mario Forlano, Como civica, ha ricordato l’esperienza di Intrecci di popoli e ringraziato tutti i partecipanti e gli organizzatori. Ada Mantovani, Adesso Como, si è lamentata per le modalità della riqualificazione di piazza De Gasperi, mentre il manto stradale attorno è degradato, e ricordato un bando regionale per la sistemazione di strutture sportive, Roberta Marzorati, Per Como, ha invece proposto la posa di “panettoni” in cemento per bloccare l’inversione, vietata ma spesso fatta dagli automobilisti, in piazza S. Rocco all’incrocio con via Grandi scendendo dalla Napoleona, mentre Gaimpiero Ajani, Lega, ha chiesto di non usare la polizia locale solo per multare gli automobilisti, ma anche per portare sicurezza sui bus locali, per lui in preda a immigrati senza alcun ritegno.

Il presidio delle Sentinelle in piedi, e il contropresidio, sono entrati nuovamente in aula con gli interventi di Luca Ceruti, M5s, e Andrea Luppi, Pd. Il primo che ha ribadito la contrarietà all’omofobia oscurantista e il secondo, d’accordo sulle critiche al movimento, che è arrivato alla sesta apparizione pubblica cittadina, ma contrario all’eventuale rifiuto di uno spazio anche a loro per «l’esercizio di un diritto costituzionalmente garantito che non possiamo negare perché esprime posizioni che non ci aggradano». Dato il rischio «di indicare bersagli per una nuova intolleranza».

 

Alto Seveso

Iniziata la seduta l’assessora alle Partecipate Savina Marelli ha presentato una delibera per la ricostituzione del Consorzio per la raccolta e depurazione acque bacino imbrifero Alto Seveso, in liquidazione dal 1998, farlo divenire una Srl e poi confluire, per incorporazione, in ComoAcqua, la società che gestirà la gestione del servizio idrico nel Comasco. Un processo in corso di approvazione anche da parte degli altri Comuni coinvolti. Alto Seveso è sostanzialmente proprietario del collettore che porta all’impianto di depurazione di Fino Mornasco e non ha nessun dipendente. Dopo qualche domanda di chiarimento, la proposta è passata con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione delle minoranze.

 

Rifiuti

La discussione è così passata all’approvazione del Piano finanziario 2015 del servizio di gestione integrata del ciclo dei rifiuti, ovvero l’aumento del 5 per cento della tassa sui rifiuti. L’assessore Bruno Magatti ha spiegato come sia previsto un aumento dei servizi erogati dall’azienda aggiudicatrice, Aprica, come una maggiore pulizia delle strade, anche nelle periferie, ma non ha convinto l’opposizione, che ha posto diverse domande di chiarimento, mentre parte della maggioranza è scettica, per Gioacchino Favara, Pd, «nelle pieghe del Piano ci sono condizioni per ridurre le spese del 30 per cento». L’assessore ha ricordato come il costo dello smaltimento dei rifiuti all’inceneritore sia diminuito dai 2,5 milioni di euro del 2012 ai 1,2 previsti per quest’anno, ma il problema è dato dalle morosità. Solo l’86,12 per cento delle utenze ha pagato quanto dovuto e il 13,88 non ha versato nulla, lasciando un buco di 1,8 milioni di euro. Per lo più si tratta di attività economiche, il 20 per la precisione, di una categoria che copre il 55 per cento delle utenze del servizio. «Perché il cittadino che ha pagato correttamente oggi è chiamato a pagare la differenza per chi non ha pagato? – ha chiesto Diego Peverelli, Lega – L’anno prossimo non pago neanch’io!» Magatti ha cercato di proporre come obietti di «aumentare differenziata per pagare meno», ma la risposta di Francesco Scopelliti, Ncd, è stata «i tombini d’oro non ce li possiamo permettere», invitando a una riduzione del servizio. Marco Butti, Gruppo misto, ha ricordato i disguidi all’inizio del nuovo regime di raccolta e segnalato carenze nella pulizia, l’assessore ha ricordato la e-mail rifiuti@comune.como.it a cui i cittadini possono segnalare ogni problematica, invitandoli a fare da controllori per quanto svolto dall’azienda per la raccolta dei rifiuti. Marzorati ha ricordato le situazioni di povertà e le difficoltà a cui le persone che versano in queste condizioni vanno incontro, anche solo per la gestione della differenziata, mentre Ceruti ha chiesto come l’inceneritore sopperisca alla mancanza di rifiuti conferiti dalla città per poter continuare ad essere remunerativo dal punto di vista economico. «Io ho la sensazione che crescano i clienti di altra natura» ha replicato Magatti.

Interrotta la discussione, data l’ora, il sindaco ha ringraziato l’operato del segretario generale Antonella Petrocelli, che si accomiatata dall’Assemblea con un breve discorso, abbandonando Como per Milano dove entrerà in carica dalla prossima settiman. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Interrogazioni, Resistenza e immigrazione

COMO COMUNEPalazzo Cernezzi approva la riqualificazione del Monumento alla Resistenza europea e discute dei centri di accoglienza di Sagnino e Tavernola. La richiesta di Butti di non riattivarli non passa.   Preliminari Su problemi viabilistici è intervenuto, nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 18 maggio, Giampiero Ajani, Lega, che affermato ironicamente «io non voglio pensare che il limite a 30 chilometri orari in viale Giulio Cesare e via Bellinzona serva solo a far cassa». Di diritti ha parlato invece Luca Ceruti, M5s, ricordando la manifestazione delle sentinelle in piedi che si terrà in città il 23 maggio, «tanto silenziosa e tanto devastante», rilevando l’incongruenza della adesione agli inviti europei per la lotta all’omofobia e poi la concessione di spazi a manifestazioni oscurantiste.   Monumento alla Resistenza «Abbiamo cercato di discuterne prima del 25 aprile, per il 70° della Liberazione, ma l’inversione non venne accettata e il sindaco ha risposto che si stava già facendo quanto proposto» ha esordito Ceruti sulla mozione per la riqualificazione e valorizzazione del Monumento alla Resistenza europea, firmata anche da Luigi Nessi, Paco-Sel, Andrée Cesareo, Pd, e Eva Cariboni, Amo la mia città. Un inizio polemico stemperato dall’intervento di Luigi Nessi, che ha ricordato le parole di Pier Amato Perretta sulla «educazione profonda e costante», invitando ad attualizzare i valori espressi dal monumento. Quasi tutti i consiglieri hanno poi votato a favore del documento, salvo Sergio Gaddi, Fi, contrario, e alcune astensioni nella maggioranza Marco Tettamanti, Como civica, e nell’opposizione il Nuovo centro destra.   Interrogazioni Si è così passati all’esposizione di alcune interrogazioni la cui risposta, da parte di assessori e uffici, non ha soddisfatto i consiglieri. Per prima quella di Ajani sugli effetti conseguenti alla frana di Civiglio, portata in aula, come ha chiarito il consigliere, perché non ha avuto risposta entro i termini prescritti. «È vero c’è stato un po’ di ritardo hanno fatto un pasticcio nelle segreterie» ha ammesso l’assessora Daniela Gerosa che ha ribadito l’obiettivo di riaprire la strada entro l’inizio del prossimo anno scolastico e annunciato un incontro pubblico con il progettista e il direttore dei lavori prossimamente nella frazione comasca. Molto più tesa l’esposizione delle due interrogazioni di Alessandro Rapinese, Adesso Como, la prima sull’aggiudicazione dell’appalto per le paratie con l’importo dei lavori: «Non sono più 12 ma 33 milioni di euro. Non mi rallegro per la città bloccata, ma ben vengano le indagini». La seconda sull’ampliamento della Ztl «l’assessore Gerosa aveva detto che il provvedimento avrebbe azzerato la lista d’attesa per posti auto dei residenti, ma mi risponde di non averlo detto». «Sono passati mesi e non me lo ricordo – ha risposto la diretta interessata –, ma tendenzialmente concordo con questa affermazione. I posteggi per residenti sono funzionali per il mantenimento della residenza nel centro storico». Ma il consigliere di Adesso Como ha poi attaccato il sindaco sulla prevista eliminazione del pergolato nella riqualificata piazza Volta, «così si vede subito lo sportello della banca», insinuando un rapporto con Fondazione Cariplo, «che non ha mai dato così tanti soldi in città», socia di Banca Intesa. Affermazioni che hanno portato ad un acceso dibattito fuori dall’aula fra il consigliere e il primo cittadino.   Immigrazione L’aula ha quindi discusso della mozione, proposta da Marco Butti, Gruppo misto, sulla destinazione degli stabili comunali di via Tibaldi e via Ferabosco. Il consigliere ha ripercorso la storia delle due strutture come centri di accoglienza per rifugiati e ricordato l’accordo con cui l’Amministrazione, in cambio di 450mila euro per la ristrutturazione, cederebbe per 20 anni l’edificio di Tavernola alla Prefettura. In passato ha ricordato il consigliere «si è permesso agli ospiti di fare il bello e il cattivo tempo e bisogna dirlo c’è stato qualche caso di cattiva convivenza sia a Tavernola che a Sagnino». «La struttura è stata distrutta da chi è stato accolto» ha aggiunto dal Gruppo di Nuovo centro destra Francesco Scopelliti, «venti anni sono troppi» si è espressa la capogruppo Laura Bordoli. Di qui la proposta, supportata da più di 700 firme, di non riaprire la struttura di via Tibaldi ai profughi ma destinarla a scopo sociale e di destinare quella di via Ferabosco a associazioni culturali. «L’accoglienza è una tradizione positiva della città» ha replicato Luigi Nessi che ha rammentato come a Tavernola siano passate 5mila persone e si è detto d’accordo con la mozione proposta «quando si dice che qualsiasi accoglienza vada fatta al meglio» e che non bisogna lasciare soli i residenti dei quartieri. «Il quartiere chiede di essere continuare a essere generoso e – ha affermato il consigliere tavernolese Giorgio Selis, Como civica –, ma anche di essere informato e coinvolto». L’assessore Bruno Magatti ha quindi spiegato che la proposta su via Tibaldi porterebbe alla liberazione, ora sono 60 le persone accolte, del centro di via Sacco e Vanzetti a Prestino. Una struttura destinata all’accoglienza di persone in difficoltà ora utilizzata per ospitare richiedenti asilo. «Non si creda ci sia incuria o indifferenza» ha aggiunto Magatti a proposito della gestione e conservazione delle strutture per cui Italo Nessi, Como civica, ha chiesto attenzione nell’affidamento con «progetti seri, monitorati». La maggioranza ha quindi chiesto una sospensione per trovare un accordo che ha prodotto una proposta di stralcio di alcuni punti del documento. Una modifica solo in parte accettata dal proponente, 2 su 4 punti, «penso sia sciocco negare che in passato ci siano stati problemi di convivenza». Votata per punti, su proposta di Roberta Marzorati, Per Como, la mozione è stata perciò bocciata dalla maggioranza e la seduta è finita. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza