COMO COMUNE 3Mentre fuori dall’aula si manifestava tutta l’islamofobia della Lega in aula si sono affrontati gli ultimi argomenti rimanenti all’ordine del giorno e in un’ora e mezza è finita la seduta.

Lo avevano promesso e nella sera di lunedì 21 settembre sono arrivati, una quarantina di leghisti, con striscioni e magliette contro il sindaco di Como, con scritto il primo «Lucini traditore vendi Como all’invasore», le seconde «Lucini a Casa». Un altro striscione recitava poi «Stop invasione. Prima i comaschi». Tutto è nato dalla concessione del Comune, come negli anni precedenti, di uno spazio temporaneo per pregare ai musulmani della città per la festa del Sacrificio, un fatto inaccettabile per i legisti nostrani che, ricordando
si di essere cristiani quando la chiesa non chiede loro di accogliere i profughi, hanno intonato cori come «Como cristiana, mai musulmana».

Nel mentre, dentro Palazzo Cernezzi, si svolgevano le preliminari al Consiglio comunale Luigi Nessi, Paco-Sel, ha chiesto, dopo la Settimana della mobilità, di prestare attenzione alla tematiche della vita indipendente anche per quanto riguarda i trasporti, Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha chiesto se è vero che i dipendenti di Aprica non lavorino solo per il Comune di Como, il sindaco Mario Lucini ha smentito alcune affermazioni apparse sulla stampa dopo un incontro al Rotary sulla privatizzazione degli asili nido.

Riforma Statuto

Insediata l’assemblea è stata votata la proroga del termine di conclusione dei lavori della Commissione consiliare speciale per la revisione di Regolamento e Statuto comunali. Tutti d’accordo tranne Rapinese, astenuti Luca Ceruti, M5s, e Laura Bordoli, Ncd, «l’avevo detto che non era materialmente possibile è ridicolo che si sia sostenuto che fosse possibile ottenere risultati».

Panchine

sgabello


Rapinese ha quindi presentato una provocatoria mozione, dopo «le “riqualificazioni” di piazza De Gasperi e viale Geno, [che] contrariamente alle indicazioni dei residenti e dei fruitori abituali, ha previsto scomode panchine senza schienali», sostenendo «che un buon modo per far capire ai politici quando sbagliano è sottoporli alle medesime assurdità alle quali sottopongono i cittadini», in cui chiedeva che «Mario [Lucini] & Dani [Daniela Gerosa] a segare gli schienali di tutte le sedie/poltrone di Palazzo Cernezzi in dotazione a consiglieri comunali, assessori e sindaco oppure a sostituire le attuali sedie/poltrone con degli sgabelli tipo quello indicato nella foto qui sotto» (immagine a lato). La protesta nasce dalla posa di nuove panchine in viale Geno senza spalliera «lì ci si sedevano gli anziani a riposare» ha spiegato il consigliere, seguito dal collega di maggioranza Raffaele Grieco, Pd, che seppur contrario all’ultima parte del documento ha espresso la propria contrarietà alla nuova sistemazione della zona prospiciente il lago. Una scelta inconcepibile anche per Anna Veronelli, Fi, per cui non si capisce perché non ci possa riposare sulle panchine in riva al lago. Al voto solo Giampiero Ajani, Lega, e Rapinese hanno votato il provvedimento, astenuti Grieco, Veronelli e Bordoli, gli altri contrari.

Interrogazioni

Si è quindi affrontato due intterogazioni di Bordoli una sulle operazioni di sgombero della casetta prefabbricata sul lungolago per sapere chi abbia dato il parere positivo, a cui l’assessore Frisoni ha risposto che «se l’assessore seguisse tutte le pratiche farebbe il dirigente, non l’assessore», un’altra sull’Ufficio tributi per cui non aveva avuto risposta e per cui l’assessore si è scusato.

Terminati gli argomenti all’ordine del giorno la seduta si è conclusa abbondantemente in anticipo alle 22.04, dopo solo un’ora e venti dall’appello e il presidente ne ha approfittato per indire una riunione dei capigruppo per decidere i futuri lavori dell’assemblea. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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