25 novembre/ A San Bartolomeo con Bricola, Bernasconi, Lucini, Conforto Galli e Fois
Un’iniziativa nel quale la comunità cristiana si incontra per capire di più farsi un’idea più precisa sul tema dei migranti nel nostro territorio viene proposta da don Christan Bricola, parroco della Comunità pastorale Beato Scalabrini, venerdì 25 novembre alle 21 all’oratorio San Bartolomeo a Como. Parteciperanno insieme a don Christian Bricola, Roberto Bernasconi, direttore della Caritas, Mario Lucini, sindaco di Como, Corrado Conforto Galli, vice prefetto, Matteo Fois, responsabile della Croce Rossa.
Oltre il giardino invita giovedì 24 novembre all’Oratorio di Rebbio in via Lissi alle 20,30 all’incontro Migranti e psichiatria. Interverranno Marzia Marzagaglia, psichiatra presso il servizio di Etnopsichiatria del Niguarda, Marica Livio psicologa e psicoterapeuta, Simone M. Valerio scrittore (ha pubblicato di recente La follia del partire, la follia del restare), don Giusto della Valle parroco di Rebbio.
Con un’accorata lettera, nella quale spiega le inverosimili ragioni per le quali sia la Cri che la Caritas hanno ritenuto di escluderlo dal servizio al Campo di via Regina teodolinda, esprime l’amarezza per l’accaduto. La sua colpa sarebbe stata aver distribuito volantini all’interno del Campo per invitare i migranti a prendere un tè alla Circoscrizione comunale di via Grandi. Naturalmente l’amarezza non fermerà la determinazione di Bogani nel continuare la sua opera per i diritti dei migranti. Leggi nel seguito il testo integrale della lettera.
Una delegazione Arci e dell’associazionismo di Taranto ha visitato il 21 novembre, con la parlamentare di Sel-Sinistra italiana Donatella Duranti, il’hot spot di Taranto. Basta trasferimento da altre regioni e da località di confine.
Nelle dichiarazioni preliminari al Consiglio comunale del 17 novembre [al solito in un’aula deserta visto che la maggior parte degli eletti non considera interessanti gli argomenti trattati in questa parte del Consiglio comunale che pure spesso sono fondanti del vivere civile a Como e non solo] la consigliera Anna Veronelli e il consigliere Luigi Nessi hanno sottolineato la drammaticità della situazione dei minori e non solo date le inadeguate e insufficienti strutture messe a disposizione dal governo in città. La Consigliera Veronelli ha anche chiesto la convocazione di un Consiglio comunale aperto per affrontare la situazione drammatica che peggiore sempre più. Entrambi si sono chiesti che fine abbia fatto la deliberazione nella quale il Consiglio comunale all’unanimità aveva fatto una serie di circostanziate richieste al sindaco perché ottenesse trasparenza, legalità e diritti umani al Campo governativo e fuori di esso. Anche l’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti è intervenuto precisando che oggi sono 215 i minori al campo governativo.
Si può rischiare di morire di ipotermia a Como nel 2016? Questa notte un giovane eritreo, che non è stato accolto nel campo governativo, è stato ricoverato d’urgenza in ospedale per ipotermia. Questa è una condizione fisiologica che si verifica quando nell’organismo la perdita di calore è superiore alla produzione dello stesso e la temperatura corporea scende al di sotto dei 35°. La causa generalmente è accidentale. Infatti spesso è conseguenza della permanenza in ambienti freddi a causa di incidenti o traumi. Ma possiamo definire la situazione che si è venuta a creare a Como “accidentale”’ ? Penso proprio di no.
Si aperto, con l’introduzione di Martina Gammella dei Giovani democratici e l’intervento di Ippazio Stefano, sindaco di Taranto, domenica 13 novembre alla Cascina Massèè di Como-Albate, per Itinerari migranti l’incontro
Molte le persone intervenute all’incontro indetto da ecoinformazioni la sera di giovedì 11 novembre alla sala del Cna, La prossima Como – il sogno, introdotto da Fabio Cani, co-direttore della testata. A ognuno dei relatori e delle relatrici sono stati lasciati circa cinque minuti per esporre le proprie considerazioni sull’impatto dell’amministrazione uscente e le proprie aspettative sul futuro di questa città, intesa come urbs – cioè nella sua dimensione spaziale – e anche, soprattutto, come civitas, ossia come comunità al contempo aggregata e pluriversale: una distinzione concettuale che Cani, citando le Etimologie di Isidoro da Siviglia, ha voluto sottolineare.
