immigrazione

Un garage moderno per motori di umanità

Sulla vicenda del muro di San Rocco, ennesimo episodio della negazione dell’accoglienza a Como e di subordinazione dell’umanità al mercato, interviene don Giusto Della Valle. «Quello che era chiamato il garage per tanti è stato una casa, un luogo di identità e di riparo. Anche un luogo di turbolenza e di conflitti. Le colazioni secondo me potrebbero essere distribuite nella Chiesa di san Rocco quando il tempo è brutto e all’aperto  vicino alla croce di don Roberto quando il tempo è bello. Se servono noi abbiamo tavoli e sedie di plastica disponibili.  

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Csf/ Cosa sta succedendo in città?

In questi giorni è stata avviata la predisposizione del cantiere per la demolizione dell’ex oratorio di San Rocco, in cima a via Milano. Il primo segnale di questa operazione edilizia è la chiusura del portico sottostante con una serie di muri impenetrabili. È facile ripetere che la notizia era attesa e risaputa, perché il destino di quell’immobile era noto e ormai immodificabile. Ciò non toglie che è doveroso ricordare che quello spazio, per quanto infelice, per quanto colmo di problemi, è stato per anni uno degli spazi di accoglienza a Como, e che ha rappresentato, almeno, “un tetto sopra le teste” degli ultimi tra gli ultimi. Di più, è doveroso ricordare che proprio da lì si muoveva l’opera di don Roberto Malgesini, senza filtri e senza gerarchie.

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Cosa fanno a San Rocco?

“Cusa l’è che in dré a fà?” Cosa stanno facendo lì? Lo si legge sul cartellone pubblicitario della ditta di costruzioni, con la figura tradizionale del signore che sbircia per capire. Se lo chiedono tante persone, guardando lo stabile dell’ex Oratorio di San Rocco, a fianco della chiesa e dietro la Croce che ricorda il sacrificio di don Roberto Malgesini.

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Per la chiusura di tutti i CPR corteo a Milano

Manifestazione nazionale, sabato 6 aprile 2024 a Milano, per la chiusura di tutti i CPR sul territorio nazionale e fuori dalle frontiere: non meno di 3 mila persone (qualcuno dice anche 5 mila) hanno sfilato in un caldo pomeriggio primaverile da piazza Tricolore, ai margini del centro fino alle soglie di via Corelli, sede del famigerato CPR di Milano, nei pressi del quale il cordone di polizia ha impedito di arrivare.

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ecoinformazioni on air/ Csf: la memoria è lotta

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 7,15 del 27 febbraio di metroregione di Radio popolare Non è solo in mare che la Fortezza Europa uccide i migranti. Se nel Mediterraneo la mattanza è più frequente, anche la frontiera di terra è costellata di morti.

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Csf a Balerna per piangere e lottare

Un piccolo gruppo di una ventina di persone, alcune partite da Como altre dal Ticino, hanno ricordato nel cimitero di Balerna (Ch) l’uccisione di Diakite Youssouf e di Mohammed Kouji vittime delle politiche europee che impediscono la libera circolazione delle persone obbligando decine di migliia di pesrone a rischi mortali per realizzare il proprio progetto di vita. A Balerna Fabio Cani, coportavoce della rete Como senza frontiere ha brevemente espresso il lutto per la fine delle giovani vite e confermato l’impegno politico di lotta per i diritti da entrambe la parti della frontiera assassina. [Foto Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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Dal 2017 rabbia e dolore per l’uccisione di Diakite Youssouf

Sette anni fa Csf e la Como solidale piansero la morte di Diakite Youssouf ucciso il 27 febbraio 2017 immaginando sinergie contro la frontiera assassina. Riproponiamo dai nostri archivi il reportage dell’iniziativa che si svolse nella parrochia di Sant’Eusebio e del funerale a Balerna.

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Cutro/ La lotta delle vittime contro il governo Meloni

Ad un anno dal naufragio a Steccato di Cutro, pubblichiamo un documento che intende riassumere come i vari attori coinvolti – i superstiti, i familiari dei deceduti, la società civile – hanno lottato per ottenere giustizia e verità per le vittime.

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