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25 aprile/ L’Arci c’è/ La libertà è una conquista da difendere ogni giorno

L’Arci sarà alla Manifestazione nazionale del 25 aprile. Ci incontreremo alle 14 a Milano davanti al Planetario Mm Palestro allo striscione dell’ Arci, con le nostre bandiere!  Con noi ci saranno  Francesca Chiavacci (Presidente nazionale) e Luciana Castellina (Presidente onoraria). Vi chiediamo dunque di esserci, di venire dietro lo striscione dell’Arci che abbiamo fatto preparare, a scatenarvi con la musica di dj Fpc che “gira” tanti circoli Arci. Ora e sempre resistenza.

“Le vie della tratta” – 8 marzo contro il traffico di esseri umani

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In occasione della Giornata internazionale della donna, la sala conferenze della Biblioteca comunale di Como ha ospitato, il pomeriggio di mercoledì 8 marzo, il convegno Le vie della tratta. Dai paesi d’origine alle nostre strade, promosso da Adgi – Associazione donne giuriste Italia, Asgi – Associazione studi giuridici sull’immigrazione, e dalla cooperativa Lotta contro l’emarginazione ,con la collaborazione del comune di Como. Ha svolto il ruolo di moderatore Michele Luppi, giornalista de Il settimanale della diocesi di Como e curatore del blog Europa&Africa.  (altro…)

8 marzo |Tutte le tappe della camminata proposta da Nonunadimeno a Como

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Mercoledì 8 marzo sarà la Giornata internazionale della donna: non una festa, ma un’importante occasione per riflettere insieme su come la condizione e la narrativa femminili siano mutate nel tempo, tra obiettivi raggiunti e traguardi tuttora lontani. Rispetto alla proposta di sciopero generale proposta dalla rete Nonunadimeno a livello nazionale, le rappresentanti comasche propongono invece a tutte e a tutti un percorso tematico in città, che tocchi luoghi simbolici per le donne e che coinvolga persone, enti e associazioni attivi nel garantire loro pari opportunità rispetto agli uomini.

Partendo alle 16.30 da piazza San Rocco, la camminata raggiungerà la scuola di italiano per donne straniere presso l’ex circoscrizione 6, il consultorio Asl in via Gramsci, il liceo delle scienze sociali Teresa Ciceri,  la Biblioteca comunale, il Tribunale, e infine Porta Torre, dove l’itinerario si concluderà alle 19.45 circa con un’esibizione del coro Le belle di note. Interverranno le volontarie della scuola d’italiano per donne straniere, la direttrice del Consultorio, alunni e alunne degli istituti superiori “Gaetano Pessina” e Teresa Ciceri, l’Associazione donne giuriste Italia – sede di Como. Tutte e tutti sono invitati a partecipare, portando con sé torce elettriche e “oggetti rumorosi” (no esplosivi). Il programma completo e dettagliato dell’evento può essere consultato presso la pagina Facebook corrispondente. In questo articolo, inoltre, spieghiamo più nel dettaglio il senso di ognuna delle tappe.

8 marzo in cammino: la proposta delle rappresentanti di Nonunadimeno a Como

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La mattina di sabato 4 marzo, il gruppo comasco delle rappresentanti di Nonunadimeno ha presentato nella sede di Ecofficine Lab (via Regina Teodolinda, 61) la propria proposta per la manifestazione dell’otto marzo, giornata internazionale della donna (o meglio, delle donne). Come hanno ricordato le relatrici, la data non deve essere intesa come “festa”, bensì come momento di riflessione e di impegno a riaffermare, in senso anti-discriminatorio, le libertà e i diritti femminili, che pur tutelati dalla legge italiana rimangono spesso ignorati o deliberatamente violati.

Gabriella Bonanomi ha sottolineato che le donne, pur conseguendo risultati scolastici e accademici mediamente migliori di quelli dei propri coetanei, finiscono spesso per ricevere stipendi inferiori; inoltre, la provincia di Como registra un’alta percentuale di donne che abbandonano la carriera professionale dopo la nascita del secondo figlio, una dinamica su cui incide anche l’alto costo degli asili nido. Sempre a Como, rivela Patrizia Losito, Telefono Donna registra dal 1991 circa 300 casi di donne vittime di abusi e discriminazioni.
Nonunadimeno, rete nata per ricordare, denunciare e contrastare i comportamenti violenti di cui le donne sono vittime in Italia e nel mondo (lo slogan originale, Ni una menos, è stato coniato dalle femministe argentine), ha recentemente promosso la manifestazione di protesta contro la violenza sulle donne in data 26 novembre e un’assemblea nazionale che si è tenuta a Bologna il 4 e 5 febbraio di quest’anno. Per l’intera giornata dell’8 marzo, è stata lanciata la proposta di uno sciopero nazionale di tutte le donne, come dimostrazione “per negazione” dell’essenziale ruolo femminile nella società. L’iniziativa adottata dalle esponenti comasche della rete consiste, invece, in un percorso tematico previsto per il pomeriggio di mercoledì prossimo a Como, che coinvolga luoghi e soggetti di particolare rilevanza per l’identità, la dignità e l’autodeterminazione femminile.

Prima tappa del percorso – l’inizio previsto è per le 16.30 – è piazza San Rocco, luogo di particolare rilevanza per la migrazione a Como, sia essa di transito o di permanenza. Oltre ad essere una zona di residenza assai composita dal punto di vista della provenienza geografica, la zona ospita anche il campo governativo – un’area oscurata al controllo democratico della città e inibita alla stampa e agli stessi consiglieri comunali –  gestito dalla Cri e da Caritas aperto lo scorso settembre, al centro, dopo un breve periodo di “luna di miele”, negli ultimi mesi di molte e diverse contestazioni e oggi, in regime di straordinarietà occupato da molti minori insieme ad adulti. E non bisogna dimenticare che il vissuto delle donne migranti – spesso minorenni non accompagnate, e/o giovani madri single – è spesso ancor più pesante di quello degli uomini. Federica Peraboni, avvocata e presidente della sezione comasca di Adgi (Associazione donne giuriste Italia, presente sempre l’8 marzo, dalle 14.30 alle 18.30 alla Biblioteca comunale per la conferenza Le vie della tratta, in cui si parlerà di migrazioni e dei traffici umani a esse collegati). Questo rende la scelta di partire da piazza San Rocco ancora più densa di significato: la scelta di partecipare o meno alla camminata sarà lasciata alla discrezione delle donne e delle ragazze “contenute” nel campo.

Si proseguirà poi in direzione dell’ex-circoscrizione 6 (via Grandi, 21), sede della scuola di italiano per donne straniere. I corsi, aperti e gratuiti, vogliono offrire alle partecipanti – di origini diverse, e spesso a rischio di isolamento sociale – l’occasione di avvicinarsi alla lingua italiana attraverso il dialogo e l’interazione con insegnanti e compagne. Interverranno anche alunni e alunne dell’adiacente istituto “Gaetano Pessina”, che hanno partecipato a un progetto sulle relazioni di genere, così come i loro coetanei del liceo Teresa Ciceri.
Terza tappa sarà il consultorio Asl (via Gramsci 4, orario indicativo 17.30), in cui i e le partecipanti alla camminata potranno incontrare alcune neomamme e con la direttrice. Mezz’ora dopo si arriverà al già menzionato liceo Teresa Ciceri. Qui, spiega Mariateresa Lietti, si cercherà di stabilire punti di contatto tra il femminismo “storico” e le giovani generazioni; inoltre, si condurrà una riflessione sulla forza mostrata dalle donne nel loro percorso verso l’emancipazione. La sosta presso l’ex istituto magistrale prevede anche un momento musicale delle allieve del Liceo Musicale, che – coordinate dalla docente Adriana Mascoli – eseguiranno brani di compositrici, perché, come affermava Rose Schneiderman nel suo discorso Bread and Roses (1911), tra i diritti delle donne c’è anche quello «alla vita … al sole e alla musica e all’arte».

La camminata procederà verso la Biblioteca comunale, incontrando le rappresentanti di Adgi, con le quali si raggiungerà il Tribunale, che ospiterà un momento di letture, testimonianze e riflessioni sul rapporto tra le donne italiane e la legge In particolare, si ricorderanno prima avvocata in Italia, alle “madri” della Costituzione, e allo stato delle Pari opportunità in Italia che, come anticipato, è ancora tutt’altro che ottimale. Proprio negli ultimi giorni, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha sanzionato lo Stato italiano per la sua “incapacità” di garantire l’uguaglianza di genere, rammenta Idapaola Sozzani. Un giudizio drastico, ma supportato dai fatti, come il proseguimento dei casi di femminicidio e violenza misogina (fisica, psicologica, verbale, cibernetica) e dal proliferare della “cultura dello stupro” che, come ha rivelato  in più occasioni la presidente della Camera Laura Boldrini, è favorita – più che inibita e contrastata  – dalla proliferazione dei social media.

Sempre i mezzi e le piattaforme online di comunicazione in tempo reale, tuttavia, hanno svolto un ruolo importante in senso opposto, dando la possibilità alle idee ugualitarie di circolare e permettendo ai loro sostenitori e alle loro sostenitrici di fare rete, in Italia e nel mondo, e di organizzare manifestazioni dal basso per dare voce alle comuni istanze senza perdere di vista la diversità e lo specifico vissuto di ciascuno e di ciascuna.

La scelta “alternativa” per l’otto marzo a Como vuole valorizzare proprio la varietà e l’importanza dei ruoli femminili, nel presente come nel passato, prendendo come riferimento la realtà locale vista “dall’interno”, ma anche “dall’esterno” (con gli occhi delle donne migranti). Ogni tappa dell’itinerario è tesa a valorizzare una declinazione diversa della condizione femminile, per come essa è o per come potrebbe essere. Così come differiranno le idee e i punti di vista, cambieranno le modalità di espressione, che prevedono dialoghi, letture, presentazioni, testimonianze e musica: e proprio con  un’esibizione del coro femminile Le belle di note si concluderà il percorso presso Porta Torre, verso le 19.45.

Ovviamente, l’invito a partecipare alla camminata di mercoledì si estende a tutte e a tutti, senza distinzioni di sesso, di origine e di età. si invita, comunque, a munirsi di torce elettriche e di oggetti che “facciano rumore”, come nelle caseroladas in Argentina, per capirci. E, soprattutto, per farci capire. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Triangoli rosa

olocausto-omosessualiAl  ricordo dello sterminio degli omosessuali in biblioteca a Como, il 28 gennaio, ha avuto come relatori Guglielmo Invernizzi, presidente dell’Anpi provinciale, e Giovanni Boschini, presidente dell’Arcigay di Varese. In sala, del Comune di Como, solo l’assessore Marcello Iantorno e la consigliera Celeste Grossi, insieme ad un’altra cinquantina di persone, tra loro pochissimi i giovani.

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Memoria e futuro/ Resistenza dalle lotte operaie del ’44 a Trump

figiniPer la Giornata della memoria il 26 gennaio a Palazzo Cernezzi a Como si è tenuto l’incontro Como non dimentica organizzato dalla Cgil funzione pubblica e dal Comune di Como. Particolarmente intense le testimonianze Ines Figini, ex deportata a Birkenau, che presenta il suo libro e di Renzo Pigni, già senatore e primo cittadino della città. All’iniziativa hanno partecipato studenti, cittadine, cittadini che hanno letteralmente gremito la Sala consigliare prima e poi la Sala Stemmi, sono intervenuti anche il sindaco di Como Mario Lucini, il segretario della Funzione pubblica della Cgil Matteo Mandressi e Vincenzo Guarracino. Presenti in sala l’assessore alla legalità Marcello Iantorno e un significativo numero di consiglieri e consigliere comunali. (altro…)

“Di Notte” – Il giardino delle ore all’Excelsior di Erba per la Giornata della Memoria

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In occasione della Giornata della Memoria – 27 gennaio –  la compagnia teatrale Il giardino delle ore ha portato sul palcoscenico del teatro Excelsior di Erba una tripla rappresentazione dello spettacolo Di notte (in mattinata e nel pomeriggio per le scuole medie ed elementari, in serata dalle 21 per il pubblico).

Basato su una storia vera, riadattata da Valentina Papis, che dello spettacolo è co-protagonista insieme a Benedetta Brambilla e Matteo Castagna (quest’ultimo, affiancato da Filippo Antonio Prina, si è occupato della regia), “Di Notte” racconta il doppio intreccio della vita delle sorelle Rachele (Brambilla) e Rebecca Stern (Papis) con quella del giovane Karl Meier (Castagna) sullo sfondo della Germania nazista.
Come spesso accade nella rappresentazione dello sterminio programmato nazista, assistiamo al progressivo, inarrestabile declino di un’idilliaca situazione iniziale, a cui le due sorelle reagiscono diversamente: la realista, ma sensibile Rachele non sa mentire a se stessa e difendersi dalla tragedia che coinvolge lei, la sorella e tutti gli ebrei in Germania. Al contrario, Rebecca, da subito definita “un po’ matta” dalla sorella, forse proprio a causa della propria eccentricità riesce a cogliere aspetti romantici e fiabeschi perfino nell’internamento nel ghetto (“è come stare in una fortezza in cui uscire è difficile ed entrare è impossibile!”).  

È questo sdoppiamento di prospettiva il fil rouge di uno spettacolo i cui primi destinatari sono bambini di otto-dieci anni, i più piccoli dei quali si sono appena affacciati alla tematica della Shoah.
Come “spiegare” loro la portata di tale tragedia in modo che possano comprendere una situazione che pare impossibile, ma che impossibile – purtroppo – non è, ora come allora? La risposta di Rebecca è l’ironia, un tipo di umorismo basato sul capovolgimento, sulla sottrazione, sul non-detto, che la ragazza insiste a distinguere dal più amaro e pesante “sarcasmo” di chi non ha praticamente più niente da perdere. Un’ironia controllata ma anche ardita, che arriva perfino a presentare le leggi razziali naziste a ritmo di charleston, un attimo prima che le sorelle si trovino una stella  – Stern, in tedesco –  cucita sul petto.

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Narrare la Shoah con ironia si può – entro certi limiti, ovviamente – ma non è certo facile, per ammissione degli stessi attori. Il protagonista maschile ha rivelato al giovanissimo pubblico quanto sia difficile recitare le battute razziste che facevano ridere il giovane ufficiale Karl e i suoi contemporanei come se fossero davvero divertenti, peraltro indossando la svastica al braccio. Eppure, soprattutto tra gli adulti, un umorismo razzista era ed è ancora diffuso e apprezzato, forse più di quanto non fosse dieci, venti anni fa. Certamente, il boicottaggio da parte di svariati personaggi politici di una comunicazione politically correct non ha molto aiutato in questo senso; bisogna aggiungere che un umorismo “nero” aiuta a ridimensionare una paura onnipresente, sia pure con effetti devastanti.

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Comunque, l’umorismo da solo non basta a capire cosa sia effettivamente successo. La narrazione di Rachele, e i dialoghi dei personaggi, fanno riferimento agli aspetti più oscuri delle persecuzioni antiebraiche: i divieti, la miseria, la deportazione, fino alla morte. Certo non si dice e non si mostra “tutto”: una scenografia semplice, ma versatile funziona a patto di usare un po’ di immaginazione, e si intuisce soltanto l’orrore svelato da innumerevoli fotografie, documenti e testimonianze, che coinvolge e “corrompe” il personaggio di Karl, giovane ufficiale, senza tuttavia privarlo di un piccolo, ma decisivo barlume di umanità.
Mentre la Storia con la S maiuscola si muove “di notte”, al riparo dagli occhi, ma inesorabile e spesso spietata, Rachele si rivolge al pubblico chiedendo che la storia sua, di Rebecca e di Karl possa essere ricordata e condivisa, così che quanto accaduto possa non ripetersi mai più. [articolo e foto di Alida Franchi,
ecoinformazioni]

Video/ Scarsa memoria dello sterminio degli omosessuali/ Protesta dell’Anpi per la manifestazione ufficiale

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sterminio-omosessuali-pubblicoPermane nella società lariana una sottovalutazione dell’importanza della memoria dello sterminio degli omosessuali durante in nazismo.Non stupisce quindi che meno di cinquantina di persone abbiano partecipato il 27 gennaio in Biblioteca a Como  all’incontro Il ricordo dello sterminio degli omosessuali con Giovanni Boschini, presidente dell’Arcigay di Varese, organizzato da Anpi provinciale di Como, Arci comitato provinciale di Como, Biblioteca comunale di Como, Cgil – Camera del lavoro, comitato Soci Coop, Cisl scuola dei laghi, Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta e Associazione A. Lissi. E ancora più imbarazzante è risultata l’assenza di alcuni dei promotori dell’iniziativa e quella quasi totale della politica locale (presenti, del Comune di Como, solo l’assessore Marcello Iantorno e la consigliera Celeste Grossi) evidentemente impegnata in altre faccende. Guglielmo Invernizzi, presidente dell’Anpi provinciale, che ha coordinato l’incontro,  ha espresso la sua valutazione negativa di quanto accaduto al mattino nella celebrazione ufficiale dove la Prefettura non ha autorizzato l’esposizione della bandiera dell’Anpi e delle associazione d’arma e per i partigiani insigniti di onorificenze non sono state lette le motivazioni relative al loro impegno per la liberazione del Paese dal nazifascismo. Già on line sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa di Miriam Cimmino.

Como non dimentica/ Con Ines Figini e la Cgil per la Giornata della memoria

guarracinoCon l’introduzione di Matteo Mandressi, segretario generale della Cgil- Funzione pubblica di Como si aperta  nella Sala consiliare di Palazzo Cernezzi,  gremita di studenti, lavoratori del Comune, cittadini e cittadine e alcuni consiglieri comunali, la prima parte di Una giornata per non dimenticare. Il sindaco di Como ha portato il saluto della città, poi Vincenzo Guarracino ha presentato il libro Tanto tu torni sempre. Ines Figini la vita oltre il Lager [2012, ed. Melampo, 150 pagg., 15 euro].  L’iniziativa è proseguita con l’intervento di Renzo Pigni e nella Sala stemmi con la seconda parte del programma. Già on line i video di Miriam Cimmino dell’iniziativa sul canale di ecoinformazioni.

 

Guarda tutti gli altri video  di Miriam Cimmino dell’iniziativa sul canale di ecoinformazioni.

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