Consiglio comunale inagibile
Che le istituzioni democratiche cittadine scricchiolassero ne abbiamo già dato notizia più volte. I tarli dell’intolleranza, del razzismo e l’incapacità di riconoscere ai cittadini diritti e libertà minano da tempo la democrazia della nostra città tanto da indurre tanti elettori a non votare, regalando alle destre il governo della città. Ma non pensavamo che le crepe fossero così materiali e minassero addirittura la tenuta statica di Palazzo Cernezzi. Invece il Comune con un breve nota diffusa alle 18 del 18 settembre informa che a «causa del cedimento di una trave del soffitto nella sala consiliare di Palazzo Cernezzi, l’aula non è agibile per ragioni di sicurezza e il Consiglio comunale di stasera viene rimandato».
Prima che i soliti sciacalli diffondano notizie false e tendenziose precisiamo che nessun migrante si appeso a quella trave, che non sono note importazioni di insetti ebanofagi di origine africana, che nessuno ha fatto i propri bisogni a quell’altezza e che in ogni caso nella sala Consiliare non ci sono panchine da rimuovere per ridare decoro all’Istituzione. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]







In un paese piccolo piccolo nel quale ci sono istituzioni piccole piccole qualcuno si è accorto che ci sono persone che turbano la serena quiete dell’autosilo Valmulini, monumento all’incapacità progettuale e gestionale di almeno due amministrazioni comunali comasche.
Nasce a Como il primo Istituto italiano per la cura del razzismo.
Ci ho pensato bene, ho fatto ricerche, rilievi, foto, simulazioni. E alla fine ho trovato la posizione perfetta per i cestini dei rifiuti a Porta Torre. Io a Porta Torre ci tengo. È un monumento di storia e arte, un simbolo della città, un punto di incontro di persone e sentimenti.
I vandali colpiscono ancora, questa volta a Piazza Volta. Appartengono a una crew tedesca che usa la tecnica della “tag su ponteggio”, ormai diffusa in tutto il mondo. In questo caso lo scopo dell’opera è vendere la ciabatta semovente che compare in primo piano a quei pochi passanti che se la possono permettere. Un esecrabile scempio di una piazza, appena sottoposta a un geniale restyling, deturpata da pochi vandali. Certo, la piazzata è a pagamento. Ma si sa, se avete qualcosa da dire gratis, niente da fare: la città è sacra. Invece se pagate, potete rovinare una piazza: in questo caso la città è profana. Anzi, puttana. [Andrea Rosso, ecoinformazioni]
