Che rabbia: dopo tutto quello che abbiamo fatto per loro, litigano!
Che rabbia: non solo li abbiamo ospitati fornendo loro ogni opportunità per arrivare in Italia senza rischi. Che rabbia: non solo appena giunti ci siamo fatti in quattro per accoglierli e dare loro ogni opportunità per realizzare aspettative davvero esagerate (persino dormire tutte le notti e mangiare anche più di una volta al giorno). Che rabbia: non solo a quelli arrivati a Como abbiamo dato il meglio della nostra accoglienza, informandoli dei loro diritti, dando adeguato sostegno a chi subisce il terribile trauma di sfuggire a guerra, violenza e povertà. Che rabbia: non solo abbiamo chiuso un occhio quando si sono presi un pezzo del nostro autosilo più bello (quello che ci è costato una fortuna e per non sciuparlo lo teniamo vuoto, libero anche dalle macchine). Che rabbia: nonostante per evitare che debbano urinare troppo, per il loro bene visto che non hanno servizi igienici, gli abbiamo tolto l’acqua e per evitare che si intristiscano anche panchine e alberi (troppa ombra nuoce soprattutto agli africani). E loro cosa fanno? Litigano, si comportano come tanti di noi e deve persino intervenire la polizia. Che rabbia. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]








In un paese piccolo piccolo nel quale ci sono istituzioni piccole piccole qualcuno si è accorto che ci sono persone che turbano la serena quiete dell’autosilo Valmulini, monumento all’incapacità progettuale e gestionale di almeno due amministrazioni comunali comasche.
Nasce a Como il primo Istituto italiano per la cura del razzismo.
Ci ho pensato bene, ho fatto ricerche, rilievi, foto, simulazioni. E alla fine ho trovato la posizione perfetta per i cestini dei rifiuti a Porta Torre. Io a Porta Torre ci tengo. È un monumento di storia e arte, un simbolo della città, un punto di incontro di persone e sentimenti.
