Satira

Consiglio comunale inagibile

Che le istituzioni democratiche cittadine scricchiolassero ne abbiamo già dato notizia più volte. I tarli dell’intolleranza, del razzismo e l’incapacità di riconoscere ai cittadini diritti e libertà minano da tempo la democrazia della nostra città tanto da indurre tanti elettori a non votare, regalando alle destre il governo della città. Ma non pensavamo che le crepe fossero così materiali e minassero addirittura la tenuta statica di Palazzo Cernezzi. Invece il Comune con un breve nota diffusa alle 18 del 18 settembre informa che a «causa del cedimento di una trave del soffitto nella sala consiliare di Palazzo Cernezzi, l’aula non è agibile per ragioni di sicurezza e il Consiglio comunale di stasera viene rimandato».

Prima che i soliti sciacalli diffondano notizie false e tendenziose precisiamo che nessun migrante si appeso a quella trave,  che non sono note importazioni di insetti ebanofagi di origine africana, che nessuno ha fatto i propri bisogni a quell’altezza e che in ogni caso nella sala Consiliare non ci sono panchine da rimuovere per ridare decoro all’Istituzione. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Sedute comunali/ 2

Alle proposte già presentate in un precedente articolo, ci permettiamo di aggiungerne una, particolarmente indicata per gli allestimenti comaschi, essendo stata progettata da Bruno Munari, che per molti anni ha avuto un rapporto privilegiato con la città di Como, guardandola dall’alto della collina di Cardina, con occhi benevoli (ma erano altri tempi, in cui la benevolenza non veniva ancora denigrata come buonismo).

Tant’è, il progetto in questione si intitola Sedia per visite brevissime, ed è stato effettivamente prodotto in pochi esemplari numerati nel 1991 (il progetto originale è del 1945) per i soliti happy few

Come si capisce facilmente dall’immagine, non è un arredo per esterni, bensì per interni; non è quindi proponibile per il pubblico multiculturale della piazza di San Rocco, ma si adatta viceversa benissimo ai palazzi comunali – in particolare per la sala giunta e gli uffici assessorili – come monito a meditare sulla scomodità di non potersi sedere (e, in aggiunta, sulla caducità delle fortune politiche). [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Sedute comunali

Come saranno le nuove “sedute” che il Comune di Como sta studiando per San Rocco? Ci permettiamo di proporre alcuni modelli in grado di escludere ogni uso improprio. Le precedenti infatti avevano avuto – per il Comune – questo problema e per questo sono state rimosse stamattina. Nella foto della seduta bianca, la parte bianca è riservata alla popolazione bianca, il resto agli altri umani.

Nella foto sopra invece al diverso colore viene assegnata un’importante funzione: affogato nel cemento regge volontariamente la seduta stessa dando così il buon esempio. Quelle qui sotto, invece, sono state studiate per mettere a proprio agio chi ha subito violenze durante il viaggio verso la fortezza Europa, fanno rivivere con fantasia alcune vessazioni subite in Libia e altrove. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Untori a San Rocco

Le rievocazioni “storiche”, anche se talora rozze e approssimative, hanno sempre un certo fascino. Le manifestazioni in costume stupiscono, riportandoci in un passato tanto suggestivo quanto crudele e primitivo, che (fortunatamente) non c’è più. Como non si sottrae alle parate medioevali  e naturalmente sceglie di svolgerle nel periodo canonico: la fine del mese di agosto e l’inizio di settembre, i giorni di Sant’Abbondio e del Baradello. (altro…)

Oddio, delinquono!

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Registriamo in questi giorni, sui media locali, minuziose cronache su un fatto davvero inspiegabile: anche i migranti, talvolta, delinquono. Non entriamo nel merito della cronaca (colpevolezza, innocenza, contesto, intensità del reato), e mettiamo da parte il disgusto per le proposte antiumanitarie partorite dai bassifondi della politica cittadina. (altro…)

Ticosa: tutto risolto

Coraggio progettuale e oculata amministrazione: il caso Ticosa è ormai felicemente risolto. Nel modo più naturale. Urbanistica ed evoluzione delle specie si sono infatti incontrati per disegnare la città del futuro e produrre forme biologiche mai viste prima. (altro…)

A qualcuno danno fastidio anche all’autosilo Valmulini/ Smentito dai volontari l’intervento di ripulitura

In un paese piccolo piccolo nel quale ci sono istituzioni piccole piccole qualcuno si è accorto che ci sono persone che turbano la serena quiete dell’autosilo Valmulini, monumento all’incapacità progettuale e gestionale di almeno due amministrazioni comunali comasche. (altro…)

Scopri il razzista che è in te!

unnamedNasce  a Como il primo Istituto italiano per la cura del razzismo.

«Scopri il razzista che è in te! Frequentando i nostri corsi imparerai a comportarti in modo naturale e civile con le persone più diverse da te, sempre sotto il controllo medico specialistico e nella più completa riservatezza. (altro…)

Porta Torre style

porta-torre-cestino-arCi ho pensato bene, ho fatto ricerche, rilievi, foto, simulazioni. E alla fine ho trovato la posizione perfetta per i cestini dei rifiuti a Porta Torre. Io a Porta Torre ci tengo. È un monumento di storia e arte, un simbolo della città, un punto di incontro di persone e sentimenti.

Quindi, ecco la soluzione: cestini direttamente sulla Porta. Avrei potuto metterli qualche metro più in là, magari dove ho già fatto mettere una monumentale pubblicità della Coca Cola, lì al baretto. Una soluzione alla Andy Warhol. Oppure dalla parte opposta, in un punto qualsiasi, o non metterli affatto (soluzione Yves Klein). Ma quando c’è mercato, converrete che la cosa migliore è che tutti portino i rifiuti proprio lì, direttamente sulla Porta. Del resto anche i cartelli stradali la decorano magnificamente, belli alti, in modo che si vedano bene nelle foto. Così ho pensato che questa plastica nera piena di rifiuti avrebbe completato il restauro. Non siamo mica Mantova. [Andrea Rosso, ecoinformazioni]

Basta writers

 

piazza-volta-2I vandali colpiscono ancora,  questa volta a Piazza Volta. Appartengono a una crew tedesca che usa la tecnica della “tag su ponteggio”, ormai diffusa in tutto il mondo. In questo caso lo scopo dell’opera è vendere la ciabatta semovente che compare in primo piano a quei pochi passanti che se la possono permettere. Un esecrabile scempio di una piazza, appena sottoposta a un geniale restyling, deturpata da pochi vandali. Certo, la piazzata è a pagamento. Ma si sa, se avete qualcosa da dire gratis, niente da fare: la città è sacra. Invece se pagate, potete rovinare una piazza: in questo caso la città è profana. Anzi, puttana. [Andrea Rosso, ecoinformazioni]

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