Satira

Video/ Italiani solo se con profumo di nonna

È proprio vero che dal letame possono nascere fiori. Persino dalle feci orali e scritte dei leoni di tastiera sui social, dal letame maleodorante di fascismo e razzismo della Lega, dei suoi vertici di governo e dei tanti che ne condividono gli orrori, può nascere anche una risata non inconsapevole del dramma che l’italia sta vivendo ma in certa misura liberatoria. Lo ha dimostrato Boban Pesov con le sue vignette e utilizzando lo strumento satirico esilarante dell’analisi dei post degli odiatori della civiltà e fan del “capitano” leghista. (altro…)

Sovranisti su Marte

Ricordo il mio imbarazzo quando la grancassa dell’informazione ufficiale ci invitava perentoriamente ad entrare in Europa. Mi sembrava allora che non ci fosse nulla di innovativo in tale passo. Mi sembrava che non fosse altro che per motivi geografici l’Italia inevitabilmente nell’Europa fosse già.  Ancora più grande l’assurdo dibattito attuale animato da chi, affettuosamente chiamato dai media ufficiali “sovranista”, ma in realtà semplicemente in malafede e inadeguato al ruolo politico raggiunto. L’attacco alla geografia dei fasciorazzisti della Lega è intollerabile. Ieri volevano inventarsi la Padania,  non avendo capito che è una pianura, oggi vorrebbero creare un’isola che non c’è, l’isola Italia, staccata finalmente, come nei fascistissimi ideali di quel partito, non solo dalla perfida Albione (che si è allontanata per conto suo dal continente)  ma anche dalla Francia (risolto ipso facto il problema della Tav) e dal resto dei paesi confinanti. (altro…)

L’inverno dirada i poveri

 

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L’assessora sta per uscire di casa. Freddo che taglia, domani ancora peggio. Bisogna scegliere con cura il cappellino, proteggere la testa. E sciarpa grande, ben annodata. Stivaletti da Cortina, quelli di cavallino. Brividini. Il treno è in ritardo. Sul piazzale della stazione c’è uno di questi qua, cartonato per la notte. Non sa che non si può. Bisogna toglierlo, dice madame a un vigile, lì non può stare, e non vorrei che entrasse addirittura. (altro…)

Notizia falsa/ Villa Feloj risorge

Finalmente il progetto Africa madre va in porto. Con incredibile coraggio progettuale l’amministrazione cittadina ha iniziato i lavori di ristrutturazione della bella Villa Feloj con le annesse serre e il grande parco nel cuore della città, in via Petrarca a Como. (altro…)

Auguri signor sindaco

Come cittadino sento il desiderio di ringraziarla per aver individuato il vero, storico problema della nostra bella città, aprendo a tutti noi un percorso virtuoso verso la modernità. Il fatto che Osvaldo non abbia una gamba, infatti, è davvero brutto da vedere. Bruttissimo, signor sindaco.  Che si trascini altrove, ha saputo intimare, ponendo così la nostra città all’avanguardia in fatto di politiche sociali. Ma non solo. Lei è un medico, per questo ha impedito che nella dieta dei disgraziati di San Francesco prevalessero i carboidrati. E per questo manda i vigili a togliere i poveri dal freddo delle strade. Le strade del centro, s’intende. (altro…)

Gabbia senza prigionieri/ Val Mulini/ Il sogno realizzato a metà dei razzisti comaschi

Non sappiamo se la “bonifica” (che orrore, anche il termine) del piccolo anfratto dell’autosilo dei record del Comune di Como (il Val Mulini è l’unica struttura di questo tipo vuota d’Europa) che ha dato rifugio grazie all’opera, osteggiata da Comune, di Como accoglie soddisferà le ansie razziste delle destre comasche. La nostra è una pura illazione, ma forse per molti esponenti di quelle che nel resto dell’Europa sono forze che seppur liberiste si richiamano a ideali liberali,  mentre a Como sono il braccio politico dei Ku klux clan locali, il sogno era richiudere i migranti in quella gabbia che con solerzia degna certamente di miglior causa e con dispendio di ingenti quantità di denaro pubblico (pare 20 mila euro) è stata lestamente costruita rendendo “finalmente” del tutto inutilizzabile per tutti uno spazio pagato dai cittadini e dalle cittadine comasche. (altro…)

Landriscina emana

Guardate bene questo mendicante in via Boldoni a Como. Il sindaco Landriscina ha ragione: se uno occupa mezza strada cercando di vendere una macchina gialla sotto un enorme e ridicolo igloo ostacola il normale passeggio dei cittadini e provoca un irreparabile danno all’immagine della città. Ma Landriscina, il sindaco di tutti i commercianti, ha finalmente emanato: «Con decorrenza immediata e fino al superamento delle situazioni di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con termine ultimo di 45 giorni dalla data odierna, all’interno della città murata (zona a traffico limitato) e nelle immediate vicinanze (…)  è fatto divieto di mendicare in forma statica occupando spazi pubblici anche con l’utilizzo di cartoni, cartelli ed accessori vari che arrecano disagio al passaggio dei pedoni». Visto? Non potete “occupare in forma statica” il centro con le vostre mercanzie. Per le cose veramente importanti, il sindaco si sforza ed emana. [Andrea Rosso, ecoinformazioni]

Il sindaco c’è, ma non alla manifestazione antifascista

È bello avvertire, nei momenti difficili, la vicinanza delle istituzioni cittadine. Ma va riconosciuto che un sindaco, anche nei  momenti difficili, ha molte cose da fare. Le unghie, ad esempio, provocano in  inverno fastidiosissime ulcerazioni, per non dire della polvere sui cavallucci di cristallo del soggiorno. Non dobbiamo criticare, anche perché quando un sindaco ha già dedicato agli eventi lugubri di  questi giorni ben una (una) dichiarazione il suo dovere l’ha fatto, sia pure di malavoglia, sia pure per ultimo, dovendo proprio in quei momenti sistemare le marmellate nello scaffale del box. Poi, si sa, sono giornate campali per la politica, specie in una città di frontiera come la  nostra: addobbi natalizi, regalini ai commercianti, patacche luminose, balocchi, lavoretti tappabuche, passeggiate in tv. E tanti, troppi giornalisti tra i piedi. Del resto, l’aveva detto, sarò il sindaco di tutti i cittadini.  E gli va riconosciuto. Non facciamo, per favore, di tutta l’erba un fascio. [A.R. ecoinformazioni]

Che rabbia: dopo tutto quello che abbiamo fatto per loro, litigano!

Che rabbia: non solo li abbiamo ospitati fornendo loro ogni opportunità per arrivare in Italia senza rischi. Che rabbia: non solo appena giunti ci siamo fatti in quattro per accoglierli e dare loro ogni opportunità per realizzare aspettative davvero esagerate (persino dormire tutte le notti e mangiare anche più di una volta al giorno). Che rabbia: non solo a quelli arrivati a Como abbiamo dato il meglio della nostra accoglienza, informandoli dei loro diritti, dando adeguato sostegno a chi subisce il terribile trauma di sfuggire a guerra, violenza e povertà. Che rabbia: non solo abbiamo chiuso un occhio quando si sono presi un pezzo del nostro autosilo più bello  (quello che ci è costato una fortuna e per non sciuparlo lo teniamo vuoto, libero anche dalle macchine). Che rabbia: nonostante per evitare che debbano urinare troppo, per il loro bene visto che non hanno servizi igienici, gli abbiamo tolto l’acqua e per evitare che si intristiscano anche panchine e alberi (troppa ombra nuoce soprattutto agli africani). E loro cosa fanno? Litigano, si comportano come tanti di noi e deve persino intervenire la polizia. Che rabbia. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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