Satira

Notizia falsa/ Villa Feloj risorge

Finalmente il progetto Africa madre va in porto. Con incredibile coraggio progettuale l’amministrazione cittadina ha iniziato i lavori di ristrutturazione della bella Villa Feloj con le annesse serre e il grande parco nel cuore della città, in via Petrarca a Como. (altro…)

Auguri signor sindaco

Come cittadino sento il desiderio di ringraziarla per aver individuato il vero, storico problema della nostra bella città, aprendo a tutti noi un percorso virtuoso verso la modernità. Il fatto che Osvaldo non abbia una gamba, infatti, è davvero brutto da vedere. Bruttissimo, signor sindaco.  Che si trascini altrove, ha saputo intimare, ponendo così la nostra città all’avanguardia in fatto di politiche sociali. Ma non solo. Lei è un medico, per questo ha impedito che nella dieta dei disgraziati di San Francesco prevalessero i carboidrati. E per questo manda i vigili a togliere i poveri dal freddo delle strade. Le strade del centro, s’intende. (altro…)

Gabbia senza prigionieri/ Val Mulini/ Il sogno realizzato a metà dei razzisti comaschi

Non sappiamo se la “bonifica” (che orrore, anche il termine) del piccolo anfratto dell’autosilo dei record del Comune di Como (il Val Mulini è l’unica struttura di questo tipo vuota d’Europa) che ha dato rifugio grazie all’opera, osteggiata da Comune, di Como accoglie soddisferà le ansie razziste delle destre comasche. La nostra è una pura illazione, ma forse per molti esponenti di quelle che nel resto dell’Europa sono forze che seppur liberiste si richiamano a ideali liberali,  mentre a Como sono il braccio politico dei Ku klux clan locali, il sogno era richiudere i migranti in quella gabbia che con solerzia degna certamente di miglior causa e con dispendio di ingenti quantità di denaro pubblico (pare 20 mila euro) è stata lestamente costruita rendendo “finalmente” del tutto inutilizzabile per tutti uno spazio pagato dai cittadini e dalle cittadine comasche. (altro…)

Landriscina emana

Guardate bene questo mendicante in via Boldoni a Como. Il sindaco Landriscina ha ragione: se uno occupa mezza strada cercando di vendere una macchina gialla sotto un enorme e ridicolo igloo ostacola il normale passeggio dei cittadini e provoca un irreparabile danno all’immagine della città. Ma Landriscina, il sindaco di tutti i commercianti, ha finalmente emanato: «Con decorrenza immediata e fino al superamento delle situazioni di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con termine ultimo di 45 giorni dalla data odierna, all’interno della città murata (zona a traffico limitato) e nelle immediate vicinanze (…)  è fatto divieto di mendicare in forma statica occupando spazi pubblici anche con l’utilizzo di cartoni, cartelli ed accessori vari che arrecano disagio al passaggio dei pedoni». Visto? Non potete “occupare in forma statica” il centro con le vostre mercanzie. Per le cose veramente importanti, il sindaco si sforza ed emana. [Andrea Rosso, ecoinformazioni]

Il sindaco c’è, ma non alla manifestazione antifascista

È bello avvertire, nei momenti difficili, la vicinanza delle istituzioni cittadine. Ma va riconosciuto che un sindaco, anche nei  momenti difficili, ha molte cose da fare. Le unghie, ad esempio, provocano in  inverno fastidiosissime ulcerazioni, per non dire della polvere sui cavallucci di cristallo del soggiorno. Non dobbiamo criticare, anche perché quando un sindaco ha già dedicato agli eventi lugubri di  questi giorni ben una (una) dichiarazione il suo dovere l’ha fatto, sia pure di malavoglia, sia pure per ultimo, dovendo proprio in quei momenti sistemare le marmellate nello scaffale del box. Poi, si sa, sono giornate campali per la politica, specie in una città di frontiera come la  nostra: addobbi natalizi, regalini ai commercianti, patacche luminose, balocchi, lavoretti tappabuche, passeggiate in tv. E tanti, troppi giornalisti tra i piedi. Del resto, l’aveva detto, sarò il sindaco di tutti i cittadini.  E gli va riconosciuto. Non facciamo, per favore, di tutta l’erba un fascio. [A.R. ecoinformazioni]

Che rabbia: dopo tutto quello che abbiamo fatto per loro, litigano!

Che rabbia: non solo li abbiamo ospitati fornendo loro ogni opportunità per arrivare in Italia senza rischi. Che rabbia: non solo appena giunti ci siamo fatti in quattro per accoglierli e dare loro ogni opportunità per realizzare aspettative davvero esagerate (persino dormire tutte le notti e mangiare anche più di una volta al giorno). Che rabbia: non solo a quelli arrivati a Como abbiamo dato il meglio della nostra accoglienza, informandoli dei loro diritti, dando adeguato sostegno a chi subisce il terribile trauma di sfuggire a guerra, violenza e povertà. Che rabbia: non solo abbiamo chiuso un occhio quando si sono presi un pezzo del nostro autosilo più bello  (quello che ci è costato una fortuna e per non sciuparlo lo teniamo vuoto, libero anche dalle macchine). Che rabbia: nonostante per evitare che debbano urinare troppo, per il loro bene visto che non hanno servizi igienici, gli abbiamo tolto l’acqua e per evitare che si intristiscano anche panchine e alberi (troppa ombra nuoce soprattutto agli africani). E loro cosa fanno? Litigano, si comportano come tanti di noi e deve persino intervenire la polizia. Che rabbia. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Consiglio comunale inagibile

Che le istituzioni democratiche cittadine scricchiolassero ne abbiamo già dato notizia più volte. I tarli dell’intolleranza, del razzismo e l’incapacità di riconoscere ai cittadini diritti e libertà minano da tempo la democrazia della nostra città tanto da indurre tanti elettori a non votare, regalando alle destre il governo della città. Ma non pensavamo che le crepe fossero così materiali e minassero addirittura la tenuta statica di Palazzo Cernezzi. Invece il Comune con un breve nota diffusa alle 18 del 18 settembre informa che a «causa del cedimento di una trave del soffitto nella sala consiliare di Palazzo Cernezzi, l’aula non è agibile per ragioni di sicurezza e il Consiglio comunale di stasera viene rimandato».

Prima che i soliti sciacalli diffondano notizie false e tendenziose precisiamo che nessun migrante si appeso a quella trave,  che non sono note importazioni di insetti ebanofagi di origine africana, che nessuno ha fatto i propri bisogni a quell’altezza e che in ogni caso nella sala Consiliare non ci sono panchine da rimuovere per ridare decoro all’Istituzione. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Sedute comunali/ 2

Alle proposte già presentate in un precedente articolo, ci permettiamo di aggiungerne una, particolarmente indicata per gli allestimenti comaschi, essendo stata progettata da Bruno Munari, che per molti anni ha avuto un rapporto privilegiato con la città di Como, guardandola dall’alto della collina di Cardina, con occhi benevoli (ma erano altri tempi, in cui la benevolenza non veniva ancora denigrata come buonismo).

Tant’è, il progetto in questione si intitola Sedia per visite brevissime, ed è stato effettivamente prodotto in pochi esemplari numerati nel 1991 (il progetto originale è del 1945) per i soliti happy few

Come si capisce facilmente dall’immagine, non è un arredo per esterni, bensì per interni; non è quindi proponibile per il pubblico multiculturale della piazza di San Rocco, ma si adatta viceversa benissimo ai palazzi comunali – in particolare per la sala giunta e gli uffici assessorili – come monito a meditare sulla scomodità di non potersi sedere (e, in aggiunta, sulla caducità delle fortune politiche). [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Sedute comunali

Come saranno le nuove “sedute” che il Comune di Como sta studiando per San Rocco? Ci permettiamo di proporre alcuni modelli in grado di escludere ogni uso improprio. Le precedenti infatti avevano avuto – per il Comune – questo problema e per questo sono state rimosse stamattina. Nella foto della seduta bianca, la parte bianca è riservata alla popolazione bianca, il resto agli altri umani.

Nella foto sopra invece al diverso colore viene assegnata un’importante funzione: affogato nel cemento regge volontariamente la seduta stessa dando così il buon esempio. Quelle qui sotto, invece, sono state studiate per mettere a proprio agio chi ha subito violenze durante il viaggio verso la fortezza Europa, fanno rivivere con fantasia alcune vessazioni subite in Libia e altrove. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Untori a San Rocco

Le rievocazioni “storiche”, anche se talora rozze e approssimative, hanno sempre un certo fascino. Le manifestazioni in costume stupiscono, riportandoci in un passato tanto suggestivo quanto crudele e primitivo, che (fortunatamente) non c’è più. Como non si sottrae alle parate medioevali  e naturalmente sceglie di svolgerle nel periodo canonico: la fine del mese di agosto e l’inizio di settembre, i giorni di Sant’Abbondio e del Baradello. (altro…)

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