A Lenno, per la Palestina con Francesca Albanese
Due giorni, a Lenno, dedicati all’approfondimento della situazione in Palestina grazie all’impegno di molte realtà del territorio che da tempo si sono attivate per tener viva l’attenzione e il sostegno verso il popolo palestinese: Anpi Dongo, Associazione “Il cerino”, Associazione “In viaggio”, Bottega Pianoterra, Gruppo Humussiamo insieme, con la collaborazione della Comunità pastorale Lenno e Isola di Ossuccio e con il patrocinio del Comune di Tremezzina.
Venerdì 4 luglio, alle ore 21, presso l’Oratorio di Lenno, si è cominciato con la presentazione del libro Sotto il cielo di Gaza, cui hanno partecipato Nandino Capovilla e Betta Tusset, autore e autrice del volume. L’opera è un’importante e articolata testimonianza sull’attuale situazione nella striscia, nata dalle conversazioni con Andrea De Domenico, funzionario delle Nazioni Unite, per molto tempo attivo nell’area per conto dell’OCHA (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs dell’ONU) prima di essere allontanato perché in contrasto con Israele (attualmente è impegnato in Ucraina), e dall’attività pluriennale di Pax Christi di cui Betta e Nandino sono da sempre esponenti.
Seguendo lo sviluppo del testo, suddiviso in una serie di capitoli che affrontano una serie di “privazioni” (“quando ti tolgono la casa”, “quando ti tolgono l’istruzione”, “quando non tutelano i tuoi figli”…), a loro volta suddivisi in brevi paragrafi impostati con approccio e tipo di scrittura molto diversificati, la Striscia di Gaza è stata raccontata da molti punti di vista e senza alcun cedimento al pietismo e all’ipocrisia, ma anche senza rinunciare alla speranza – cui, in prospettiva cristiana, Pax Christi non smette di richiamarsi – e alla ricerca di autodeterminazione per il popolo gazawi.


Particolarmente interessante risulta (sia nel volume che nella presentazione) la ricerca di modalità narrative differenziate (dal racconto “letterario” in senso stretto alle infografiche – al volume sono allegate due mappe redatte dall’OCHA per la situazione a Gaza e nella West Bank –, dalle ricette alle fotografie) per testimoniare la complessità di una situazione tragica ma anche – nonostante tutto – vitale. Non a caso, Nandino Capovilla ha iniziato il suo intervento ricordando l’internet cafè sulla spiaggia centro di ritrovo delle persone impegnate nei contatti internazionali (perché lì c’era la “migliore connessione” della striscia), dove si era trovato nel 2009 con Vittorio “Vic” Arrigoni e dove un bombardamento israeliano ha provocato pochi giorni fa una strage.
È da notare anche la notevole partecipazione della comunità locale alla serata, segno evidente di un coinvolgimento coltivato da molto tempo.

Sabato 5 luglio, al pomeriggio, è stata la volta di una grande iniziativa sulla piazza di Lenno, tra la chiesa parrocchiale e la riva del lago: Buio su Gaza. Si è cominciato con musiche e letture di poesie palestinesi (per la maggior parte tratte dal recente volume Il loro grido è la mia voce, poesie da Gaza, che è ormai diventato un simbolo del sostegno alla resistenza palestinese). Poi ci sono stati gli interventi, coordinati da Davide Capone, uno degli organizzatori.


Il primo a prendere la parola è stato il sindaco del Comune di Tremezzina, che con voce segnata dall’emozione ha ricordato l’attività dei Comuni lombardi a sostegno della popolazione palestinese e il suo impegno personale. Sono seguite alcune testimonianze di persone che sono riuscite a lasciare la Striscia e ad arrivare in Italia per ricevere cure: Yussuf ha condiviso le drammatiche traversie della sua famiglia, che ha visto la distruzione della sua casa e la morte della famiglia del fratello; ancora più tragico il racconto di Amal che a causa del ritardo nell’ottenere il permesso di espatrio non ha potuto salvare la figlia, morta poco dopo l’arrivo in Italia.
L’intervento di Mohammad Hannoun, dell’Associazione benefica di solidarietà con il Popolo palestinese, ha presentato le ragioni della resistenza del popolo palestinese e della necessaria solidarietà; ha tracciato il quadro di una pesante oppressione e dell’irriducibile opposizione alla distruzione delle condizioni di vita nella terra di Palestina.


L’ultimo intervento è stato quello di Francesca Albanese, relatrice speciale per le Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori occupati dal 1967. Accolta con particolare calore dalle circa 500 persone presenti in piazza, anche in segno di solidarietà per i continui e vergognosi attacchi di cui è fatta oggetto, Francesca Albanese ha – con alcuni flash – contestualizzato la situazione attuale in Medio Oriente, rimarcando che la reazione dello stato di Israele alle violenze del 7 ottobre 2023 si colloca al di fuori della legittimità del diritto internazionale, non solo per la sproporzione di effetti (la totale devastazione di Gaza non può essere in alcun modo giustificata), ma anche per le modalità intrinseche di reazione. Da qualsiasi punto di vista, le azioni militari di Israele devono essere condannate e dovrebbero essere immediatamente interrotte.
Non solo per quel che riguarda la Striscia di Gaza, ma anche per quanto avviene in Cisgiordania, con centinaia e centinaia di morti, feriti e arrestati e con la continua appropriazione illegale di terra da parte delle colonie.

Francesca Albanese è stata particolarmente esplicita sulle responsabilità dei governi occidentali che appoggiano in tutti i modi l’azione criminale dello stato israeliano. È l’oggetto del suo ultimo rapporto recentemente presentato alla 59a sessione del Consiglio sui Diritti umani dell’Onu, con cui ha messo in evidenza le responsabilità economiche dell’occupazione e del genocidio. In piazza a Lenno ha voluto sottolineare quanto lo sterminio del popolo palestinese si sia trasformato in guadagni economici e finanziari per Israele e i suoi complici. Il “Laboratorio Palestina” in cui si testano i sistemi d’arma e di “sicurezza” è in funzione da decenni e serve non solo al colonialismo sionista ma anche – e soprattutto, forse – all’intero sistema geopolitico occidentale.
È una situazione in cui tutti e tutte si devono sentire coinvolte non solo “per solidarietà” verso altri, ma anche “per responsabilità” propria. Francesca Albanese, con rara lucidità politica, ha richiamato l’obbligo di contrastare il fascismo – obbligo scritto nero su bianco nella Costituzione repubblicana – che si esprime ancora oggi con la prosecuzione delle pratiche colonialiste e autoritarie.
Una lezione quella di Francesca Albanese accolta dalla piazza solidale di Lenno da un convinto, lunghissimo applauso, e che andrebbe ascoltata e meditata a tutti i livelli della società.
Per una volta, è giusto sottolineare come questa straordinaria, durissima e chiarissima lezione sia stata offerta in un piccolo centro sulle sponde del lago di Como, per l’impegno di chi ha da tempo scelto, senza ipocrisie, da che parte stare. È un’indicazione anche per il molto lavoro che resta da fare. [Fabio Cani/ecoinformazioni – video realizzato dagli organizzatori dell’incontro e generosamente reso disponibile]
Altre immagine del pomeriggio del 5 luglio a Lenno:








