storia

Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 12

Negli stessi giorni in cui il PCI celebra il suo XI Congresso, avviene quello che da molti è considerato l’inizio della stagione della contestazione nel nostro paese: nella città di Trento, gli studenti occupano la Facoltà di Sociologia, avanzando rivendicazioni legate al riconoscimento del proprio ciclo di studi. E’ solo l’inizio di un movimento di protesta che nel breve volgere di un anno porta alle occupazioni delle Università di Pisa, Roma, Milano, Torino e Napoli.

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Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 11

La condanna del correntismo e una certa diffidenza nei confronti della pubblicità del dissenso interno non significano che nel PCI non convivessero sin dalla sua nascita – e soprattutto dalla sua trasformazione in partito di massa – orientamenti e sensibilità diverse, di cui il prevalere del centralismo democratico aveva attutito la visibilità. Se Pietro Ingrao fu tra le figure più autorevoli della sinistra del Partito, a rappresentare ed incarnare le posizioni dell’ala moderata (quella riformista) fu sicuramente Giorgio Amendola.

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Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 10

L’XI Congresso è teatro di un confronto acceso all’interno del partito. L’assise si svolge in un contesto profondamente mutato, non solo perché si tratta del primo congresso senza Togliatti (morto due anni prima), ma perché da quasi tre anni al governo del paese c’è una coalizione di centro-sinistra che vede coinvolto anche il partito socialista. Le due questioni al centro del dibattito riguardano la democrazia interna e la linea strategica del partito.

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Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 09

Fondata da Antonio Gramsci nel ’24, l’Unità divenne l’organo di stampa del PCdI (nei primi due anni era stato “Il Comunista”) e poi del PCI, accompagnando la vita del partito fino al suo scioglimento e oltre.

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Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 08

La presenza di intellettuali come Concetto Marchesi o Emilio Sereni tra i deputati comunisti eletti all’Assemblea Costituente dimostra l’attenzione particolare che fin dal dopoguerra il Partito Comunista ebbe nei confronti degli intellettuali e più in generale della politica culturale. Ad ispirare la linea politica del Partito c’erano le riflessioni che Gramsci aveva dedicato nei Quaderni al concetto di egemonia culturale, alla figura dell’intellettuale organico e al forte legame tra cultura e organizzazione politica; insieme alla lettura che Antonio Labriola aveva dato del pensiero di Marx.

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Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 07

La caduta del fascismo, la ricostruzione delle istituzioni democratiche e il riconoscimento delle principali libertà segnano la rinascita del sindacato. Nel giugno del ’44, in una Roma ormai vicinissima alla sua liberazione, nasce la CGIL, ideale prosecuzione della CGdL nata agli inizi del secolo e poi sciolta dai fascisti. Tra i firmatari del Patto di Roma, insieme al socialista Buozzi e al cattolico Grandi, c’è Giuseppe Di Vittorio.

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Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 06

Dopo aver dato un contributo fondamentale alla Resistenza contro il nazifascismo (grazie anche alla rete di donne e uomini che aveva costituito durante gli anni della clandestinità), il PCI partecipa alle fasi di ricostruzione del Paese, a partire dalle sue fondamenta istituzionali. In occasione delle elezioni per l’Assemblea Costituente del giugno ’46, ottiene il 18,9%, pari a 104 seggi, la terza delegazione dopo quelle democristiana e socialista.

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Cristian Pardossi / 100 volte P.C.I. / 03

Non si può trattare della storia del PCI e del movimento operaio senza passare da Antonio Gramsci. Già dirigente socialista apprezzato (al Congresso di Livorno la platea invoca un suo intervento, ma il pensatore sardo rimarrà per certi versi defilato), è tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia, insieme al compagno Terracini, con cui nel 1919 aveva fondato il giornale “L’Ordine Nuovo”.

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