storia

Tre giorni per ricordare gli scioperi del marzo 1944

Dal 5 al 7 marzo si sono susseguiti alcune occasioni per ricordare gli scioperi antifascisti che, anche a Como e a Lecco, impegnarono 80 anni fa ampie masse di lavoratori e lavoratrici, in tutta l’Italia settentrionale occupata dalle truppe naziste del terzo Reich e oppressa dai fascisti della Repubblica Sociale Italiana.

È una data fondamentale del calendario civile, purtroppo troppo poco considerata, e quindi degna di un particolare sforzo comunicativo.

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A 80 anni dagli scioperi antifascisti del ’44 una serie di iniziative a Como e Lecco

Durante la mattina del 6 marzo 1944, a un segnale convenuto, anche le fabbriche del Comasco (le poche che erano ancora in grado di lavorare) si fermarono. È uno dei momenti più importanti della lunga lotta contro il fascismo e l’occupazione nazista, punto di saldatura della resistenza armata e della disobbedienza civile: è il momento in cui il fascismo e il nazismo capiscono che per loro non c’è più futuro, anche se l’agonia sarà ancora lunga e dolorosa per tutti e tutte.

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5 marzo/ Marzo 1944 gli scioperi operai del marzo 1944

Marzo 1944, le fabbriche dell’Italia del Nord occupata dai nazisti furono scosse da un’importante ondata di scioperi. Si trattò di iniziative di natura politica, con l’obiettivo di mettere in evidenza l’opposizione al regime fascista e all’occupazione. Fu una precisa forma di lotta politica antifascista e antitedesca che vide protagoniste le grandi città industriali: Torino, Milano, Genova in particolare. Anche a Como e a Lecco, soprattutto nelle grandi fabbriche, ci furono scioperi e proteste significative. A seguito di quelle iniziative ci furono arresti e perquisizioni anche a Como, dove alcune operaie e operai furono deportati a Mauthausen. Pochi fecero ritorno a casa. 

Marzo 1944 scioperi nelle fabbriche dell’Italia del nord, a Como, a Lecco sotto l’occupazione nazi-fascista è un’iniziativa promossa da Cgil Como, Cisl dei Laghi, Uil del Lario e dalla rete antifascista che commemorano l’80mo anniversario di quelle lotte, con l’obiettivo di allargare la riflessione alla pace, ai diritti, al lavoro giusto.

L’evento si svolgerà il 5 marzo 2024 dalle 10 alle 13 alla Biblioteca Comunale Paolo Borsellino di Como ed è rivolta alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori della nostra provincia e ad un ristretto numero di delegati sindacali.

Un tranquillo week end di memoria

Nei giorni passati, un docente di storia del Liceo Bottoni di Milano ha pubblicato sul sito della sua scuola una lettera aperta ai rappresentanti della comunità ebraica di Milano, agli istituti e ai musei di storia contemporanea, agli enti e istituzioni che lavorano sul tema della memoria storica, una lettera intitolata Non potrà essere un Giorno della Memoria come gli altri”.

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Arci/ Tre minuti per la Memoria

«La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace». Sono le parole di Primo Levi da I sommersi e i salvati che Arci vuole ricordare e riproporre in occasione del Giorno della Memoria. Parole che ci interrogano su un tema immenso come quello della memoria umana e su quali siano i meccanismi, personali e collettivi, che la distorcono, la falsificano, la cancellano, la piegano a usi politici o scopi retorici e demagogici.

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20-21 gennaio: due giorni per la Memoria

In due giorni si sono susseguite alcune commemorazioni importanti per la Memoria storica e democratica del territorio di Como. Importanti anche e soprattutto per l’attualità, perché queste occasioni di ricordare servono anche ad approfondire i temi e i problemi del presente.

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Zvi zvi/ Rosa Luxemburg. Il personale è politico

Rosa Luxemburg è una maestra di vita e di politica da cui ho imparato tanto, ma che purtroppo non riesco a imitare. Nel centesimo anniversario della sua uccisione, avvenuta il 15 gennaio 1919, per ricordarla scrissi un articolo che mi fa piacere riproporre oggi.

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Fascisti contro gli ebrei

Roberta Cairoli, relatrice dell’iniziativa introdotta da Giuspeppe Calzati, organizzata il 12 gennaio dall’Istituto di Storia P.A. Perretta nella Pinacoteca Civica di Como, Le leggi antiebraiche e l’antisemitismo fascista, esperta di storia delle donne nonché di storia politica, ha approfondito la persecuzione della comunità ebraica in Italia. Il suo intervento si è focalizzato su due fasi strettamente interconnesse: la prima riguardante la violazione dei diritti degli ebrei (1938-1943) e la seconda incentrata sulla minaccia alle loro vite (1943-1945). Questi periodi hanno visto gli ebrei italiani subire discriminazioni, persecuzioni e deportazioni durante l’occupazione nazista.

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Video/ Como: la contrada degli Ebrei. Una terra senza promesse

[Playlist di tutti gli interventi dell’iniziativa]

Fabio Cani ha chiarito all’inizio che l’incontro è stato pensato molto prima dell’inizio dell’orrore della guerra in corso e che nemmeno per un attimo si è pensato di sospenderlo per le stragi a Gaza in Israele e in Cisgiordania. Giustamente. Approfondire la storia della piccola presenza ebraica nel Comasco e rendersi conto di quanto antica sia la radice dell’antisemitismo nel nostro territorio può servire a capire molte cose. C’è grande attualità nella storia e giustamente le forze dell’ordine hanno presidiato l’esterno della Carducci: non era escluso che il razzismo e l’intolleranza di oggi non sopportasse l’analisi storica offerta dai relatori.

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7 novembre/ Como: la contrada degli Ebrei. Una terra senza promesse

Martedì 7 novembre alle 18 all’Associazione Carducci si terrà la seconda conferenza del ciclo: A contatto con i popoli in viaggio. La conferenza a due voci Como: la contrada degli Ebrei. Una terra senza promesse sarà tenuta da Michele Donegana (1979) laureato in storia (indirizzo moderno contemporaneo), giornalista pubblicista e libraio, interessato da sempre alla storia locale e alla storia delle minoranze oltre che allo sviluppo del movimento operaio e da Fabio Cani (1955), laureato in filosofia, editore, studioso di storia locale e partecipe di diversi progetti di giornalismo e di attivismo, da tempo lavora sulle vicende della modernità, delle sue ricchezze e dei suoi disastri.

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