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21 gennaio/ Porlezza/ Corteo della Memoria

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Si svolgerà domenica 21 gennaio un corteo lungo il Sentiero della Memoria di Porlezza, tratto di strada percorso dai sei partigiani dal lungolago fino al cimitero di Cima, luogo della loro fucilazione avvenuta il 21 gennaio 1945. La manifestazione è promossa dall’Associazione Cittadini Insieme di Porlezza e Valli, con l’adesione di A.N.P.I., Associazione Museo della Resistenza Comasca, Istituto di Storia Contemporanea “P.A. Perretta” di Como, Centro Studi “Schiavi di Hitler” di Cernobbio, SPI-CGIL-Centro Lago e Valli, e il patrocinio del Comune di Porlezza.

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A Dongo contro tutti i fascismi

Per la giornata di mobilitazione nazionale “contro tutti i fascismi” indetta il 27 maggio dall’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, la provincia di Como ha scelto Dongo, teatro di uno dei momenti fondamentali per la fine del fascismo nel 1945, ma anche di ripetute provocazioni neofasciste, l’ultima delle quali consumata molto recentemente, il 30 aprile scorso, nell’indifferenza delle autorità amministrative e politiche.

La manifestazione di sabato ha ribadito l’importanza della mobilitazione antifascista, e si è svolta senza alcun problema, ma la non entusiasmante partecipazione (non più di 150 persone nei momenti più “affollati”, e assai pochi i cittadini di Dongo) sottolinea ancora una volta quanto sia lungo e faticoso il lavoro necessario per riportare all’attenzione della gente la necessità di una continua vigilanza contro ogni elemento di neofascismo. Lo hanno sottolineato tutti gli interventi dal palco: quello di Danilo Lillia, segretario della sezione ANPI di Dongo, quello di Guglielmo Invernizzi, presidente provinciale dell’ANPI, quello di Wilma Conti, già staffetta partigiana e ora esponente di punta dell’antifascismo lariano, e quello di Tullio Montagna, presidente regionale lombardo dell’ANPI, il quale ha messo in evidenza soprattutto il ruolo fondamentale nella scuola nella trasmissioni dei valori fondanti della repubblica, dell’antifascismo e della Costituzione.

Molto intensi anche i due momenti di spettacolo, con la Piccola Orchestra Karasciò di Bergamo, e con il Teatro d’Acqua Dolce (Gabriele Penner e Arianna Di Nuzzo) che hanno presentato per la prima volta a Dongo il loro lavoro Tu non sai le colline.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alcune immagini della manifestazione:

Danilo Lillia.

La Piccola Orchestra Karasciò.

Guglielmo Invernizzi.

Wilma Conti.

Tullio Montagna.

Teatro d’acqua dolce: Gabriele Penner e Arianna Di Nuzzo.

Solidarietà e vicinanza dell’Anpi agli abitanti delle zone colpite dal terremoto

Anpi-COPL’Anpi comasca si associa all’Anpi Nazionale nell’ esprime «Forte solidarietà e vicinanza agli abitanti delle zone colpite dal violentissimo terremoto di questa notte. L’ennesima catastrofe naturale per cui si attiveranno, ne siamo certi, tutte le sensibilità e competenze necessarie per risollevare materialmente e moralmente l’esistenza di questa sfortunata porzione d’Italia. Le locali Sezioni dell’Anpi, cui va il nostro pieno sostegno, non faranno mancare la loro fattiva collaborazione.»

 

22 aprile/ Le donne nella Resistenza

L’appuntamento è per venerdì 22 aprile dalle 21, nell’atrio del Comune di Torno, per una serata dedicata alle donne nella Resistenza che vedrà alternarsi momenti storici, poetici e musicali. L’incontro è organizzato dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con la sezione dell’Anpi Est Lago e l’Istituto di Storia Contemporanea P.A. Perretta.Le donne nella resistenza

Anpi/ No all’esaltazione del fascismo a Pedrappio

logo_anpi_011La segreteria nazionale dell’Associazione nazionale Partigiani d’Italia, con un comunicato stampa, precisa la piena opposizione all’ipotesi di istituzione di un museo esaltativo del fascismo di Pedrappio. «In merito alla vicenda della realizzazione di un “museo del fascismo” a Predappio, precisiamo che l’Anpi ha partecipato alla discussione sul progetto di ristrutturazione di un edificio cadente esclusivamente come osservatrice. La nostra posizione è di ferma contrarietà a qualsiasi iniziativa celebrativa del fascismo. Altro sarebbe – ad esempio – l’ipotesi di dar vita ad un centro studi sulle dittature del Novecento che evidenziasse, in particolar modo, l’aspetto preponderante del fascismo ossia gli atroci crimini commessi nel corso di tutta la sua esistenza.» [Anpi Nazionale]

Arci e Anpi/ Un accordo nazionale per diffondere la Memoria e ricordare la Resistenza

anpiUn patto per diffondere la Memoria e ricordare la Resistenza attraverso la promozione di iniziative teatrali, musicali, artistiche, convegnistiche e attività nelle scuole rivolte agli studenti passando dai Viaggi della Memoria, in Italia e all’estero, fino ad arrivare alle  tante manifestazioni che ogni anno si organizzano durante la giornata della Memoria il 27 gennaio, la giornata del Ricordo il 10 febbraio e la giornata della Liberazione il 25 aprile. Questo il fondamento dell’accordo nazionale stipulato in questi giorni da Arci e Anpi per rafforzare quello che è già un legame solido tra due organizzazioni che da sempre si impegnano per la difesa dei valori della Resistenza e per la arci-logo-coppreservazione della Memoria. Un risultato importante che darà voce a un bisogno indispensabile, quello di conoscere la Storia per capire meglio il mondo di oggi, per sviluppare cittadinanza attiva e consapevole e per riconoscere i meccanismi sociali e culturali che hanno portato in passato a terribili tragedie. Scarica qui il testo integrale dell’accordo.

Un’irriducibile volontà di pace

Anpi, Cgil, Cisl e Uil hanno diffuso a livello nazionale, dopo i tragici fatti di Parigi, un appello a intervenire nella drammatica situazione mondiale avendo di mira innanzi tutto l’affermazione della pace e dei diritti fondamentali delle persone.

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Nell’appello, datato 1 dicembre 2015, si legge tra l’altro: «Siamo sull’orlo di un baratro da cui, in altri tempi, sono scaturiti orrore, morte e guerre. Assistiamo ad un’accelerazione di incontri, accordi, azioni, dallo sfondo preminentemente militare, che evidenziano un pericolosissimo accantonamento del primo e fondamentale obiettivo di chi deve decidere sulle sorti del mondo: la politica della pace, l’esigenza di affrontare le questioni alla radice, di aver chiaro il quadro delle parti in campo, di avviare rapporti e risoluzioni, anche dure, in campo diplomatico, e soprattutto la necessità di considerare come strumento fondamentale per la risoluzione delle controversie e dei problemi internazionali, l’intesa leale e sincera fra tutti i Paesi che intendono seriamente combattere e sconfiggere, in ogni sua forma, la violenza. Ma per fare questo occorre trasparenza e una irriducibile volontà di pace, sottratta ad ogni interesse personalistico e nazionalista».

«È ora di assumersi – scrivono le organizzazioni firmatarie dell’appello –, prima che si sparga altro sangue innocente, l’impegno di un grande lavoro di riflessione responsabile e culturalmente approfondita, e di un contrasto all’espandersi di fenomeni di estrema gravità che risponda ad unità e concordanza piena sugli elementi fondanti della civiltà».

L’appello si conclude con un richiamo pressante: «A chi semina orrore e barbarie bisogna rispondere con la forza della ragione e dei valori fondamentali».

Seguono le firme di Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI, Susanna Camusso, segretaria generale CGIL, Annamaria Furlan, segretaria generale CISL, Carmelo Barbagallo, segretario generale UIL.

Leggi qui l’intero testo dell’appello.

 

Europa+Resistenza: una giornata importante a Como

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La giornata di studio “Europa+Resistenza: memoria e progetto in 70 anni dalla Liberazione” di sabato 12 settembre è stata davvero un momento importante di riflessione politica e storica sul periodo trascorso da quel 25 aprile che segna per l’Italia la conquista della democrazia.
Organizzata dall’Anpi (Comitato provinciale di Como e Comitato regionale della Lombardia) con la collaborazione dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” e il patrocinio del Comune di Como (che ha concesso l’uso della Sala degli Stemmi in Municipio), ha visto la partecipazione di un folto pubblico: più di 100 persone nel corso della mattinata; qualcuna meno alla ripresa del pomeriggio; ma ancora alle conclusioni di Alessandro Pollio Salimbeni, vicepresidente nazionale dell’Anpi, dopo quasi 7 ore di lavori, in sala c’era una quarantina di persone.
Avendo partecipato intensamente all’organizzazione di questa giornata, è per me impossibile darne una cronaca distaccata, e perciò preferisco limitarmi a sottolineare alcuni aspetti che mi sono sembrati salienti.
Il primo è ovviamente relativo al successo dell’iniziativa; quel centinaio di persone attente per un programma così impegnativo deve far riflettere sia sull’opportunità di non fermarsi alle facili proposte di “consumo” culturale, cui tutti a volte cediamo, sia sull’esigenza di lavorare seriamente alla promozione degli incontri (in questo caso il lavoro fatto dall’Anpi di Como è stato davvero capillare) per non sprecare occasioni.
Il secondo riguarda la qualità degli interventi; anche su temi assai praticati come quelli in campo (“Europa” e “Resistenza”, con i loro annessi e connessi) è possibile ascoltare riflessioni non rituali, approfondimenti non scontati e – soprattutto – rimandi interdisciplinari in grado di sollecitare un ulteriore lavoro fecondo di risultati dal punto di vista politico e storico. Mettere insieme nella stessa giornata, le questioni relative all’economia, alle migrazioni (e l’attenzione a questo tema è stato deciso mesi fa, avendo ben presente l’importanza del tema a livello europeo, ma non sull’onda emozionale dell’attenzione mediatica ai fatti degli ultimi giorni), al neofascismo, affiancandole con approfondimenti sulla storia e la memoria e la comunicazione, dovrebbe aver reso evidente anche alle persone più disattente che la complessità della situazione attuale non può che essere affrontata con una pluralità di strumenti. Costretto a limitare le mie note per l’evidente inadeguatezza delle mie competenze su molti argomenti (sinceramente mi risulta difficile entrare nel merito di alcune argomentazioni proposte ieri), mi piace mettere in evidenza come l’intervento del professor Gianni Perona di Torino abbia contribuito con chiarezza esemplare a dare un nuovo contesto significativo agli stessi concetti di “Europa” e di “Resistenza”, ricollegandole entrambe alle correnti di pensiero europee (che noi troppo spesso, vittime di un inconsapevole provincialismo, ignoriamo); basterebbe l’excursus sull’origine del diritto alla “resistenza” nella Rivoluzione francese a rendere utile la “lezione” di ieri. Allo stesso modo nel pomeriggio l’approfondimento sul Monumento alla Resistenza Europea (con l’intervento di Renzo Pigni e il mio) ha condotto all’apertura internazionale dedicata ai monumenti “per difetto”, su cui Adachiara Zevi ha fornito uno scorcio affascinante, a partire dal memoriale delle Fosse Ardeatine di Roma (un «vero capolavoro» troppo poco valorizzato, ha detto, come del resto il monumento comasco o quello milanese dedicato ai deportati, realizzato su progetto dello studio BBPR).
Il terzo aspetto ci riporta prepotentemente all’attualità, anche locale. L’intervento sui movimenti neofascisti, centrato sulle loro espressioni “istituzionali” e condotto con precisione da Anna Colombo, si è ricollegato idealmente con quello di Saverio Ferrari in serata a Cantù, organizzato per protestare contro il “festival” di Forza Nuova accolto dal sindaco canturino Bizzozzero. Entrambi gli interventi hanno reso evidente che una certa acquiescenza nei confronti dei movimenti neofascisti, neonazisti e genericamente razzisti deriva molto spesso da una ignoranza di fondo sui loro veri connotati e sulla loro reale storia e penetrazione. Nei fatti, anche le vicende recenti dimostrano come l’antifascismo non sia un “vecchio arnese” ormai inutile nel mondo globalizzato, ma si rispecchi viceversa nell’esigenza di affinare le conoscenze e le risposte a una galassia di gruppi e associazioni intenzionati a riportare l’Europa intera a condizioni predemocratiche.
L’incontro di sabato si è proposto come uno sfaccettato tassello di questo complesso processo. Questo primo sforzo è stato premiato da molta partecipazione. Serve, adesso, proseguire.
[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Guarda anche sul canale di ecoinformazioni i video dell’iniziativa.

La galleria degli interventi

 

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Guglielmo Invernizzi, presidente provinciale Anpi, e Mario Lucini, sindaco di Como.

 

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Filippo Giuffrida Rèpaci e Tullio Montagna, presidente regionale Anpi.

 

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Luca Michelini.

 

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Gianni Perona.

 

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Carlotta Gualco.

 

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Renzo Pigni.

 

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Adachiara Zevi.

 

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Giuseppe Calzati, presidente Istituto di Storia Contemporanea, e Anna Colombo.

 

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Alessandro Pollio Salimbeni.

 

Nazi a Milano e Cantù/ Boldrini: non ho poteri, altri devono valutare liceità e opportunità

BOLDRINILa presidente della Camera Laura Boldrini, rispondendo alla sollecitazione di Carlo Smuraglia perché si impediscano le adunate nazifasciste di Milano e Cantù, dichiara di non avere alcun potere di intervento diretto e raccomanda che gli organi dello stato «valutino con attenzione, in base a considerazioni di ordine pubblico e  di sicurezza, la liceità e l’opportunità di manifestazioni e di altre iniziative politiche». Leggi il testo integrale della lettera di Boldrini a Smuarglia.

No nazi a Cantù/ Smuraglia chiede l’intervento delle massime cariche dello stato.

Volantino no nazi cantuIl presidente nazionale dell’Anpi scrive a Mattarella, Grasso, Boldrini, Renzi e Alfano:« La nostra mobilitazione, dunque, è legittima e doverosa; ma non basta, perché il primo compito e il primo dovere di intervento spettano alle Istituzioni democratiche, che devono sapere, e far sapere, che i diritti di libertà trovano un limite imprescindibile nella natura democratica e antifascista del nostro Stato». Leggi la lettera di Carlo Smuraglia.

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