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Nazi a Milano e Cantù/ Boldrini: non ho poteri, altri devono valutare liceità e opportunità

BOLDRINILa presidente della Camera Laura Boldrini, rispondendo alla sollecitazione di Carlo Smuraglia perché si impediscano le adunate nazifasciste di Milano e Cantù, dichiara di non avere alcun potere di intervento diretto e raccomanda che gli organi dello stato «valutino con attenzione, in base a considerazioni di ordine pubblico e  di sicurezza, la liceità e l’opportunità di manifestazioni e di altre iniziative politiche». Leggi il testo integrale della lettera di Boldrini a Smuarglia.

No nazi a Cantù/ Smuraglia chiede l’intervento delle massime cariche dello stato.

Volantino no nazi cantuIl presidente nazionale dell’Anpi scrive a Mattarella, Grasso, Boldrini, Renzi e Alfano:« La nostra mobilitazione, dunque, è legittima e doverosa; ma non basta, perché il primo compito e il primo dovere di intervento spettano alle Istituzioni democratiche, che devono sapere, e far sapere, che i diritti di libertà trovano un limite imprescindibile nella natura democratica e antifascista del nostro Stato». Leggi la lettera di Carlo Smuraglia.

30 agosto/ percorso sui luoghi della Resistenza a Como

Nell’ambito di Risonanze – Percorsi in musica attraverso la città, organizzati dalla Casa della Musica e dal Comune di Como per gli eventi estivi di Como Live, si terrà domenica 30 agosto 2015 il percorso dedicato ai luoghi della Resistenza a Como, in occasione del 70° anniversario della Liberazione.
Dalla Tintoria Comense, una delle fabbriche dello sciopero del marzo 1944, ai luoghi del potere (Questura, Provincia, Casa del Fascio), ai luoghi della parola e dell’incontro (piazza Duomo, piazza Cavour) fino al Monumento alla Resistenza Europea, inaugurato nel 1984 alla presenza del presidente della Repubblica Sandro Pertini, già esponente di punta dell’Antifascismo e della Resistenza.
Il ritrovo per la partenza della visita è fissato alle ore 15.15 all’ex Ticosa (di fronte alla questura).
Interventi musicali del Canzoniere Popolare della Brianza.
Il percorso, guidato da Fabio Cani (Istituto di Storia Contemporanea), si concluderà alle 18.30 in piazza Martinelli con un concerto del Canzoniere Popolare della Brianza che presenterà il suo recente lavoroCosa importa se ci chiaman banditi, dedicato alle canzoni partigiane.
In collaborazione con: Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”, Anpi, Arci.

La fine del fascismo a Mezzegra: pietà, dignità, riconoscenza

L’invito dell’Anpi di ritrovarsi a Mezzegra in occasione dell’anniversario della fucilazione di Mussolini, con l’obiettivo di non lasciare spazio a nostalgici e falsità, è stato raccolto da più di un centinaio di persone di tutte le età e di molte provenienze.

In un clima assolutamente disteso, con la partecipazione di due piccoli gruppi di musicisti, è stata ricordata la fine del fascismo il 28 ottobre 1945 con l’esecuzione della condanna a morte di quello che era stato il “duce del fascismo” emessa dal Comitato di Liberazione Nazionale in nome del popolo italiano. Nel suo breve intervento, Corrado Lamberti dell’Anpi della Tremezzina ha scandito tre parole: pietà (che non deve mai essere dimenticata, nemmeno dopo la fine di un dittatore), dignità (che significa il riscatto del popolo e della nazione dopo un ventennio di dittatura con una lotta che ha saputo riprendere il controllo della propria storia), riconoscenza (nei confronti di quelle persone che hanno saputo mettere la propria vita e il proprio impegno al servizio di un alto ideale, e anche di quel piccolo nucleo che eseguì la condanna del dittatore, sopportandone poi gli oneri e non certo gli onori).

Dopo il presidio in piazza 28 prpile e il passaggio al cancello di villa Belmonte, dove la sentenza venne materialmente eseguita, la serata si è conclusa a Colonno, con una “pastasciuttata antifascista”, l’intervento di Valter Merazzi con una sintesi storica sulla Resistenza in territorio lariano, e ancora un po’ di musica. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcune immagini della manifestazione a Mezzegra.

 

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Lomazzo/ Giannangeli: Ora e sempre Resistenza

25 aprile - 70°  della Liberazione - manifesto Lomazzo - v07 pic bL’appassionato intervento di Ugo Giannageli per l’Anpi alla manifestazione ufficiale del 25 aprile a Lomazzo. La Resistenza oggi: Costituzione, Pace, lotte contro la Tav ed il pareggio di Bilancio, per i diritti e il lavoro con Calamadrei e Zanotelli contro la Nato.  Leggi il testo integrale del discorso nel seguito dell’articolo. (altro…)

25 aprile/ La festa della libertà con l’Anpi a Como e a Milano

70anniresistenzaA Como le celebrazioni del 70° della Liberazione, preparate da una vastissima serie di iniziative nei giorni precedenti, alle quali seguiranno altri appuntamenti anche dopo il 25 aprile [vedi post specifici di ecoinformazioni], si apriranno sabato 25 aprile  alle 8,45 per avere il momento istituzionale e corale con la manifestazione al Monumento alla Resistenza europea alle 10,30 ai Giardini a lago a Como, e concludersi alle 14 a Milano con la grande manifestazione nazionale. (altro…)

70 anni Liberazione in città e in provincia

Anpi-COPL’Anpi ha raccolto un nutrito calendario di iniziative per il settantesimo della Liberazione, programmate con il Comune di Como e le scuole della Città e da altre associazioni e istituzioni in tutta la provincia.

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L’Arci con l’Anpi/ Chiavacci «Insieme portiamo avanti un progetto democratico»

anpi tesseramento

chiavacci 2«Un consiglio che diamo sempre a chi si iscrive ad un’associazione è quello di leggerne lo Statuto. Per una associazione infatti lo Statuto rappresenta quello che per uno Stato è la Costituzione: l’atto fondativo, i valori, le prospettive. Questo esercizio acquista un particolare valore simbolico per l’Anpi, che è l’associazione che riunisce chi la Costituzione Italiana, che difende la libertà e la democrazia nel nostro Paese, l’ha resa possibile. Ma tesserarsi all’Anpi quest’anno, settant’anni dopo la Liberazione, non è semplicemente onorare uno splendido debito di riconoscenza. Nel suo Statuto l’Anpi si propone di “dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione” (art. 2, lettera m). C’è quindi un tema attualissimo, un progetto collettivo a cui dare forza. Un progetto che l’Anpi stessa, nel suo Statuto, si propone di portare avanti con le altre realtà associative. Non è un caso che molti soci Arci ogni anno si tesserano all’Anpi e che tante, sui territori, siano le iniziative realizzate in comune. Le nostre due associazioni sono da sempre legate da una vicinanza storica e da un vincolo di amicizia. Insieme portiamo avanti un progetto democratico: di partecipazione, di diffusione della cultura, di libertà. Pratiche che vogliamo diffondere soprattutto alle nuove generazioni, grazie alla memoria e all’esempio di chi è stato protagonista della lotta partigiana. E il 2015, ne sono sicura, sarà un nuova sfida da raccogliere insieme.»
[Francesca Chiavacci – presidente nazionale Arci]

Altro che Libeskind/ Dare luce alla Resistenza

ANPI COMO LOGOL’Anpi Perugino Perugini di Como non entra nella polemica sul monumento caro agli Amici di Como, ma chiede che si pensi a valorizzare il più significativo monumento alla Resistenza europea, un «monumento pubblico di alto valore simbolico per la nostra città e per l’Europa intera, che giace però in uno stato di avvilente ed inaudita trascuratezza, senza neppure l’illuminazione notturna funzionante». Leggi nel seguito il testo del comunicato.

«Assistiamo in questi giorni ad un crescente dibattito riguardo alla proposta di installare a Como presso la diga foranea un monumento dell’architetto di fama mondiale Libeskind.

Non è assolutamente nostro interesse entrare in questa disputa, tuttavia ci preme ricordare a cittadini ed Amministratori, che a pochi metri da dove si vorrebbe collocare questa opera, è situato un altro monumento pubblico di alto valore simbolico per la nostra città e per l’Europa intera, che giace però in uno stato di avvilente ed inaudita trascuratezza, senza neppure l’illuminazione notturna funzionante.

Stiamo parlando del Monumento alla Resistenza europea, inaugurato il 28 maggio 1983 dal Capo dello Stato S. Pertini, pensato e creato come luogo della Memoria per tutti i popoli europei che lottarono contro il nazifascismo, che ricorda il sacrificio dei resistenti, per buona parte giovani, di tutte le classi sociali, di diverse ideologie politiche e fedi religiose, che si sono immolati per il riscatto dell’Europa. Questa opera d’arte moderna di grande valore artistico, contiene frammenti di pietra provenienti sia dai campi di concentramento nazisti sia da Hiroshima, che sono monito severo affinché tali orrori ideati da qualsiasi parte, non si abbiano più a verificare.

Ebbene, mentre a Como ci si divide con tanta animosità tra “Libeskind si o Libeskind no”, riteniamo sconfortante assistere alla decadenza del Monumento alla Resistenza europea così scarsamente valutato culturalmente e poco considerato dalla città nel suo complesso e, dispiace dirlo, anche dalle Amministrazioni pubbliche.
Facciamo appello quindi alla sensibilità dell’Amministrazione comunale per chiedere che un luogo della Memoria per tutti i popoli europei che lottarono contro il nazifascismo non rimanga abbandonato a sé stesso, ma venga finalmente valorizzato, ponendolo al centro di percorsi culturali ed incoraggiando la visita da parte dei turisti, anche stranieri.
Auspichiamo quindi che tutti gli Enti pubblici coinvolti si impegnino con maggiore concretezza per migliorare questo luogo e gli spazi circostanti, sviluppando tutto ciò che si renda necessario affinchè sia nuovamente uno dei monumenti protagonisti della città.
Da parte nostra siamo e saremo disponibili a confrontarci ed a collaborare nelle sedi opportune con tutti i soggetti eventualmente interessati, affinché si possa dare seguito a quanto da noi auspicato.

Crediamo che “Como città messaggera di pace” possa e debba orgogliosamente riappropriarsi del Monumento alla Resistenza europea a prescindere dall’installazione o meno di nuove opere d’arte». [Anpi sezione di Como Perugino Perugini]

Un Groviglio di serpi/ l’incontro con Gad Lerner

Cantù-2014set12-01Circa duecento persone hanno assistito al secondo appuntamento di Groviglio di Serpi, mobilitazione organizzata e promossa da Anpi, Arci, Partito Democratico, Giovani Democratici, Prc, Pdci, Ali, L’Alta Europa con Tsipras, Fiom e Cgil contro la nuova edizione del Festival neofascista a Cantù(qui il programma delle iniziative). Ospite d’onore, il giornalista e scrittore Gad Lerner.

«Già solo il nome della manifestazione, Campo di Marte, è una provocazione, un segnale di qualcosa di profondo e incontrollabile. Viene da chiedersi se l’atteggiamento del sindaco di Cantù sia dettato solo dalla pubblicità o dal proprio istinto». Così Gad Lerner ha aperto il suo intervento al secondo appuntamento di Groviglio di Serpi, tenutosi nella serata di venerdì 12 settembre nel salone delle conferenze di Cantù e che ha visto ospiti anche i parlamentari Chiara Braga e Daniele Farina, l’esponente dell’Arci regionale Luigi Lusenti e il presidente dell’Anpi regionale Tullio Montagna, coordinati da Filippo Di Gregorio(qui e qui la sua introduzione) del Pd locale.

Il celebre giornalista(qui, qui, qui i video del suo intervento) ha così compiuto, al pari degli altri intervenuti, un’ampia panoramica sul’ attuale situazione della Destra radicale e su certe tendenze, di cui il festival canturino può essere ritenuto la punta di un iceberg in via di emersione: «C’è spazio a destra in tutta Europa, le elezioni del 25 maggio scorso lo dimostrano. Tra Salvini e Le Pen, tra Farage e Orban, il tema del nazionalismo, del binomio“sangue e suolo” sta trovando nuovamente forza».

Una situazione ancora più complessa nel nostro Paese, dove «c’è una mentalità reazionaria diffusa e radicata- ha continuato Lerner- ora abbandonata da una destra “istituzionale” in fallimento e molto appetitosa per quegli imprenditori politici specializzati nella paura.» Un esempio può essere la metamorfosi della Lega salviniana, che abbandonando le ossessioni celtiche ha abbracciato linguaggi estremi, tanto che «molti iscritti di Forza Nuova stanno passando proprio sotto il Carroccio». Il tutto in un momento estremamente complesso, «un “tempo di guerra”, dove è esplosa una «frattura profonda nella società italiana, un filo rosso che lega Genny o Carogna e i Forconi, l’assenza di prospettive per i nostri giovani e le derive della classe politica, il razzismo e l’impotenza della Stato di fronte a queste situazioni». «Bizzozero-ha concluso Lerner- ha così toccato un nervo scoperto, trasmettendo il pericolosissimo messaggio del “liberi tutti”».

Cantù-2014set12-04Un’ allarme fatto proprio anche dagli altri ospiti, a cominciare da Tullio Montagna (qui e qui per i video), che ha ricordato il processo di «normalizzazione dell’esperienza fascista in atto da tempo, dato dal fatto che in Italia una vera e propria riflessione sul Fascismo e su quello che ha significato non c’è mai stato. Non ci sono state epurazioni e condanne, e molti dopo il 25 aprile si riciclarono nella Repubblica. Quella componente della “afascista” della società italiana, indifferente e spesso connivente». Dal caso del membro del Tribunale della Razza divenuto componente della Corte Costituzionale all’intitolazione di vie e monumenti a Graziani ed altri criminali il passo quindi è stato molto breve, tanto da mettere in pericolo l’eredità ideale di quanti hanno dato la vita per l’antifascismo.

Come rispondere? Reagendo e applicando finalmente le leggi di contrasto, oltre a «quel baluardo che è la nostra costituzione” , come ha ricordato  Luigi Lusenti dell’ Arci regionale(qui e qui i video) , perché «deve essere chiaro, non può esserci spazio per chi rifiuta la democrazia».

«La battaglia delle idee non può essere data mai per vinta- ha continuato il deputato di Sel Daniele Farina(qui e qui i video del contributo)- e sarebbe l’ora di applicare di applicare la legislazione. Quante volte è stato realmente fatto nella storia della Repubblica?». La situazione comunque è preoccupante, «tra una crisi infinita che sta lasciando segni profondi e una democrazia in evidente affanno», ha chiuso poi l’esponente di Sinistra Ecologia e Libertà.

Molto sentito anche il contributo di Chiara Braga(il video del suo intervento), che ha definito «uno smacco per la città di Cantù, famosa in tutto il mondo per le sue eccellenze e l’operosità dei suoi abitanti, la pesante e doverosa mobilitazione delle forze dell’ordine per il festival neofascista». La parlamentare democratica ha poi ricordato la contraddizione tra «un Bizzozero che tiene in studio delle frasi di Pertini per poi dare ospitalità a personaggi come Mirko Viola», il comasco implicato nel caso Stormfront e famoso per le sue sparate negazioniste, «che dal suo blog ha spesso usato parole molto forti nei miei confronti. Contro tutto questo dobbiamo far valere la forza del dialogo, la forza della democrazia».

L’ultima parte dell’incontro è stato poi dedicata ad alcuni interventi dal pubblico: tra giudizi sul reato di negazionismo, verso cui Farina e Lerner si sono detti non a favore, e testimonianze sulla necessità dell’impegno per l’antifascismo, Di Gregorio ha poi dato appuntamento a sabato, all’incontro a Villa Calvi nel tardo pomeriggio sulla psicopatologia del razzismo e al presidio serale in via XX settembre sempre a Cantù, conclusione della due giorni di “Groviglio di Serpi”.[Luca Frosini, ecoinformazioni, foto di Fabio Cani, video di Jlenia Luraschi]

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