Auser Como

Università popolare Auser/ Ricco programma ottobre – gennaio

Solo posti in piedi, il 10 ottobre pomeriggio al Carducci a Como per l’apertura dell’anno accademico 2017/2018. Sono stati presentati i corsi del primo quadrimestre, che prenderanno avvio mercoledì 11 con la prima conferenza di Bruno Magatti, dedicata alle scienze fisiche nella realtà. (altro…)

No civil zone/ La caserma non si riusa

giornata riuso annullataDomenica 18 ottobre l’ormai tradizionale appuntamento alla caserma di Como è stato annullato: «Per impossibilità di accettare le condizioni d’utilizzo proposte dalla nuova direzione della Caserma de Cristoforis di Como». Appare in tutta la sua gravità il problema di una parte considerevole del territorio comasco sottratto alla collettività. L’enorme Caserma che potrebbe dare risposta a tanti problemi del territorio ancora più di prima privata di senso.

«Ci scusiamo con tutte le realtà e i singoli soggetti che, da mesi, stavano collaborando per la realizzazione dell’evento e con tutti coloro che avevano in programma di venire a barattare, regalare, fare laboratori o passare semplicemente qualche ora insieme – dichiarano gli organizzatori del progetto Radici e ali (Lavoro e solidarietà, Questa generazione, LasQuolachevola, L’isola che c’è, Auser e Acli Como) –. Ci auguriamo che, nei prossimi giorni, si riesca a trovare un’intesa con la nuova direzione per continuare tutte le attività organizzate in questi due anni. Eventi capaci di aprire la Caserma de Cristoforis alla città. La Giornata del riuso, per esempio, promossa da tempo, è una manifestazione socialmente utile e divertente che, nelle edizioni passate, ha avuto un grande successo. Ha, infatti, coinvolto e interessato migliaia di cittadini e ha permesso di dare nuova vita a tantissimi oggetti che non si usavano più, sia attraverso lo scambio, sia attraverso il dono per finalità sociali». [md, ecoinformazioni]

Auser, al servizio delle persone più fragili

auserI dati 2014 del servizio Filo d’Argento presentati dall’ Auser provinciale testimoniano come la crisi, anche nel comasco, abbia colpito le fasce deboli della popolazione e, in particolare, gli anziani.

«Per quanto riguarda i nostri servizi di tutela e assistenza – spiega il presidente Gianfranco Garganigo – registriamo un incremento importante».
Nel 2014 in provincia sono state prese in carico quasi mille persone, cento in più rispetto allo scorso anno. In aumento anche i contatti attraverso la telefonia sociale, ottomila e settecento, i servizi erogati, ventimila e cinquecento e i chilometri percorsi, quasi trecentomila. Tutto questo viene svolto gratuitamente da circa duecento ottanta volontari: «Accompagnamento, disbrigo pratiche, consegna pasti e compagnia: sono un esempio di ciò che facciamo in maniera capillare sul territorio – aggiunge Garganigo – con ventuno comuni della provincia abbiamo una convenzione così da contenere i costi». Como non è convenzionato con l’associazione ma esiste un accordo sul pronto intervento estivo e una collaborazione su alcuni progetti specifici. L’anno scorso, nel capoluogo, sono stati quasi duecento gli anziani che hanno chiesto aiuto ad Auser, campanello d’allarme di un bisogno d’attenzione sempre più crescente. «Inoltre, l’età media aumenta sempre di più – sottolinea Marco Orsenigo, responsabile anziani Asl – l’obiettivo è contenere la fragilità attraverso la domiciliarità, non estrapolando l’anziano dal suo contesto. Per farlo, è necessaria la massima integrazione possibili fra i servizi. Qui nasce la stretta collaborazione fra noi e Auser per il bene della persona».

Dibattito su lavoro e protezione

GiumelliAlla sede dell’Auser in via Castellini a Como, il 7 novembre, la presentazione del nuovo volume del sociologo Guglielmo Giumelli è stata l’occasione, per un ampio pubblico, per un confronto a tutto campo sui temi del lavoro.

In prima battuta il presidente di Auser Como, Gianfranco Garganigo, ha sottolineato il piacere di ospitare un’occasione prestigiosa di dibattito culturale nelle nuova sede dell’associazione (aperta da qualche mese) che si propone quindi come luogo di incontro per il quartiere e per l’intera città.

Aprendo poi il discorso sulla ricerca di Giumelli Lavoro e protezione. Quali scenari (Il Nuovo Melangolo, Genova 2014), Garganigo ha riassunto alcune “osservazioni” che Auser è in grado di fare a proposito delle condizioni materiali e relazionali delle persone fragili e delle famiglie che le supportano. In primo luogo, le situazioni di fragilità sono sempre più numerose a causa dell’evoluzione demografica e quindi sempre più gravoso il lavoro di cura che tocca alle famiglie. Ma – ed è la seconda considerazione – senza protezione viene meno la coesione sociale; quindi crescono l’abbandono e l’estraneità, e – di seguito – la rabbia che genera esclusione, il rancore che provoca frantumazione e derive populiste, l’inattività che si traduce in una sorta di nuovo luddismo che si scarica contro le innovazioni che tagliano il lavoro. In terzo luogo è stata sottolineata la difficoltà di ricomprendere nel tessuto sociale i fenomeni di esclusione: un processo per cui non bastano politiche settoriali, ma servono invece politiche coordinate di ampio respiro. Infine, servono luoghi dove costruire la programmazione e progettare le politiche necessarie.

Se l’introduzione ha messo sul piatto considerazioni molto pratiche, nello sviluppo del discorso di presentazione del suo libro, Giumelli (coadiuvato dalle domande – in vero molto discrete – del direttore del quotidiano “La Provincia”, Diego Minonzio) ha allargato la prospettiva a una riflessione più teorica. Nel suo testo Giumelli riflette sulla fine della crescita economica, sulla crisi del lavoro industriale e in particolare sulla scomparsa del “lavoro-posto di lavoro” (inteso come lavoro a tempo inderminato) che per lungo tempo ha garantito una occupazione quasi piena e quindi un’ampia fascia di protezione a consistenti settori di popolazione.

“Protezione” è quindi un concetto fortemente legato al paradigma della fabbrica (cioè del lavoro industriale/fordista) e la crisi di questa impone una rifondazione del concetto stesso di protezione. In una situazione in cui si assiste a uno sdoppiamento del mercato del lavoro (dove a un mercato primario, del lavoro propriamente detto, si affianca un mercato secondario, quello del precariato) è necessario ripensare tutti i sistemi di riferimento. L’attore principale di un riequilibrio non può che essere – a giudizio dell’autore – lo “stato sociale”, mettendo in conto la possibilità che la protezione non si esplichi più attraverso compensazioni monetarie ma attraverso la garanzia di diritti. Attore di questo cambiamento potrebbe essere, secondo Giumelli, il sindacato che però gli appare ancora al momento troppo invischiato nelle logiche del lavoro industriale.

Se il quadro di riferimento, così delineato, appare abbastanza chiaro, assai meno convincenti sono apparse le proposte operative: più di una volta a chi gli chiedeva di chiarire alcune ipotesi (per esempio la marginalizzazione del denaro) Giumelli si è limitato a rispondere, con bonaria provocazione, che proprio quello è il problema.

Il dibattito, piuttosto acceso e tutt’altro che rituale, ha cercato di mettere a punto alcune questioni teoriche, ma anche di riportare all’attenzione questoni pratiche; una su tutte: il fenomeno delle migrazioni di massa che si muove in direzione contraria rispetto alle dinamiche economiche, per cui se i capitali si allontanano dalla vecchia Europa, le persone reali continuano a cercare di entrarci.

Il dibattito è poi continuato anche a incontro finito, dimostrando l’interesse della proposta di Auser, nonostante qualche rigidità libresca nel discorso dell’autore. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Auser/ Inaugurata la sede intitolata a Bruno Trentin

auserGrande partecipazione, riconoscenza e considerazione per l’impegno dell’Auser e delle altre associazioni di volontariato che hanno deciso di tessere insieme le proprie attività all’inaugurazione della nuova sede,  intitolata a Bruno Trentin, nei locali di via Castellini 19 che ospitavano la Fiom di Como. All’iniziativa, nel pomeriggio di giovedì 10 aprile, hanno partecipato esponenti di moltissime associazioni e le principali autorità cittadine. Il prefetto, il sindaco di Como, l’assessore alla politiche sociali, il segretario della Cgil, il direttore del Csv, la presidente regionale dell’Auser hanno testimoniato con la loro presenza e con brevi interventi il ruolo essenziale che l’Auser  ha nel territorio comasco ringraziando il presidente Gianfranco Garganigo e tutti i volontari e le volontarie dell’associazione per il loro insostituibile impegno. 

Gianfranco Garganico  ha ringraziato tutti i presenti nella grande sala della nuova sede ricordando le attività dell’Auser e ha chiarito che l’intitolazione al grande sindacalista Bruno Trentin (il cui ritratto durante un comizio a Como è presente nella sala principale della nuova sede) non è solo un omaggio alla storia della Cgil ma anche la scelta di un simbolo. Sono seguiti una serie di brevi interventi.  Bruno Corda, il prefetto di Como, ha ringraziato tutti coloro che «considerano il bene altrui come priorità»,  il sindaco di Como Mario Lucini  ha espresso la volontà del Comune di aiutare di più il volontariato e riconosciuto la capacità dell’Auser di integrare la propria azione con altre associazioni. Martino Villani, direttore del Csv, si è complimentato con l’Auser per la sua modernità e lo sforzo di mettersi in rete con una varietà di altri soggetti percorrendo anche vie non usuali. Alessandro Tarpini, segretario della Cgil, ha dichiarato la sua gioia per la riuscita del progetto che ha portato l’Auser nella nuova sede e ha sottolineato l’importanza del ruolo del volontariato senza il quale la gravissima crisi economica in atto avrebbe già avuto conseguenze assai più drammatiche inevitabili senza la capacità della società civile di tamponarne gli effetti. Tarpini ha anche sottolineato l’importanza dell’intitolazione a Trentin che ha definito non solo un grande sindacalista, ma anche un “sognatore”, una persona capace di prevedere con 20, 30 anni di anticipo l’evoluzione della società.

Auser-Sede02Anche i rappresentati delle diverse associazioni, Legambiente, Vicini alla persona, Rete della disabilità comasca, Kibaré, ospitate nella sede Auser, hanno evidenziato non solo le opportunità che essa offre loro per le diverse attività per i diritti, per la cooperazione internazionale e per l’ambiente  ma anche la scelta che già hanno iniziato a sperimentare di alcune azioni comuni tra loro e con l’Auser. Forse in questa volontà di integrare nella diversità le differenti proposte di gruppi di associazioni sta la principale novità del progetto dell’Auser che si completa con la scelta di aprire la sede al territorio rendendola una sorta di casa delle associazioni del quartiere.  E la conclusione di Lella Brambilla segretaria regionale dell’Auser delle Lombardia ha sottolineato tra l’altro anche la positività dell’idea dell’Auser di essere casa del volontariato. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni] [Foto Fabio Cani, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza