Cantù
24 settembre/ Mischiantù

Mischiantù nasce da un percorso assembleare aperto, in cui si sono incontrati singoli e realtà del territorio impegnati nella diffusione dei valori della solidarietà, della cooperazione e dell’antifascismo. Mischiantù si terrà sabato 24 settembre dalle 16 al parco Argenti di Cantù e sarà una giornata di socialità e di festa, che darà spazio alla città in cui crediamo e per cui ci spendiamo quotidianamente: una città aperta, gioiosa e solidale, allergica a qualunque forma di negazione delle differenze.
Dalle 16 si terranno esposizioni e laboratori, tra cui l’esposizione dei bozzetti per l’intitolazione del Campo Solare ai partigiani canturini. Alle 18 presentazione della riedizione del libro La resistenza e la lotta di liberazione a Cantù, a cura di Anpi sezione Mariano-Cantù e alla presenza dell’autrice Paola Mauri; a seguire aperitivo e dj set con Technoseeders.
Promuovono la giornata: Libera Como, Cantù Cricket Club, ACG Azione e Coinvolgimento Giovani, Agesci Cantù, Teranga Como, ASPEm Onlus, I Bambini DI Ornella, Associazione Gruppo Appartamento, Arcigay Varese, Coordinamento Liberi Insieme, ANPI Mariano-Cantù, Il Pollo Bastardø, Circolo Arci Virginio Bianchi, Arci Terra e Libertà, Comitato Cantù Antifascista, CGIL Como, promotori per l’intitolazione del campo solare ai partigiani canturini, Coordinamento Comasco Pace, Emergency – Como
23 e 25 aprile/ Cantù/ La liberazione con l’Arci e il Pollo bastardo
Due giorni di inizitive a Cantù per festeggiare la liberazione promossi da Arci Virginio Bianchi, Arci Mirabello e il gruppo Pollo Bastardo.
Si parte sabato 23 aprile alle 20.45 presso il circolo di via E. Brambilla 3 con la presentazione del libro Sentieri proletari – Storia dell’Associazione Proletari Escursionisti, con la presenza dell’autore Eugenio Di Monte, geografo, webmaster e soprattutto appassionato escursionista che racconterà la storia dell’associazione dalla sua fondazione fino ad arrivare ai nostri giorni con la rinascita di ApeMilano. L’Ape è la prima associazone sportiva che, promossa da provetti alpinisti, rivendica il diritto allo sport per tutti, indipendentemente dalla classe socio-economica di appartenenza. L’associazione è stata fondata nel 1919 ed è sopravvissuta ai due conflitti mondiali giocando un ruolo importate durante la lotta di liberazione, in particolare sulle prealpi lombarde. Nel secondo dopoguerra è stata riscostituita ed è sopravvissuta fino a oggi grazie agli amanti della montagna, che hanno riproposto la sfida del tempo, indossando ancora una volta scarponi, corde e moschettoni.
Lunedì 25 aprile, invece, si parte la mattina alle 11.30 con una biciclettata che da piazza Garibaldi giungerà al circolo Arci Mirabello attraversando i luoghi della Resistenza canturina. Alle 13 pranzo conviviale (prenotazioni scrivendo a ilpollobastardo@gmail.com). A seguire reading musicato e presentazione del libro Breve storia dell’antifascismo canturino: dalla copertura dei clandestini all’insurrezione armata. Per finire musica live. Per tutta la durata dell’iniziativa ci sarà un’esposizione dei bozzetti delle targhe per l’intitolazione del Campo Solare ai partigiani canturini, realizzati dagli studenti del liceo artistico Melotti.
9 aprile/ Shakespeare in musica al Teatro San Teodoro di Cantù
Ultimo concerto della stagione dell’Orchestra Sinfonica del Lario – ispirato, come gli altri, dall’opera di William Shakespeare – al Teatro San Teodoro di Cantù sabato 9 aprile 2016 alle 21.

Coriolano, Cleopatra, Didone, Re Lear: un destino di abbandono e di morte accomuna le sorti di questi eroi sconfitti. Shakespeare ne fornisce un ritratto carico di umanità e di sentimenti contraddittori, e la ricezione presso i musicisti, soprattutto in epoca romantica, è travolgente. Beethoven assume su di sé, incarna e vive la figura di Coriolano, il generale romano che oppone alla coralità una orgogliosa solitudine, che diviene mancanza di senso politico e conduce all’annientamento.
Alla morte e all’oblio tendono inesorabilmente le due figure di Didone (citata e recitata in scena da Amleto) e Cleopatra, cui Berlioz offre una musica devastante quanto la sorte della protagonista. Infine Re Lear: vecchio, tradito, sconfitto, umiliato, muore scandalosamente in scena portando con sé l’amarezza della sua disfatta esistenziale.
Merita particolare attenzione la Suite sinfonica di Balakirev, che testimonia il grande interesse dell’ambiente musicale russo per le tematiche shakespeariane e dimostra una notevole sensibilità compositiva, laddove la musica riesce ad esprimere contemporaneamente potenza, amarezza, scherzo, terrore, ambiguità, oppressione, disfatta.
Singolare e significativo è il “caso Cleopatra”. Berlioz nel 1829 non vinse con questo capolavoro il “Prix de Rome”. L’opera fu probabilmente ritenuta eccessiva, rivoluzionaria, visionaria, a tratti ineseguibile. Oggi continua ad apparire come proiettata in avanti, ad indagare un futuro oltre l’orizzonte, esattamente come l’opera di Shakespeare, che sempre ci attende più in là.
Orchestra Sinfonica del Lario, mezzosoprano Elena Serra, direttore Pierangelo Gelmini
Programma
Ludwig van Beethoven (1770 – 1827), Coriolano – ouverture in do minore op. 62
Hector Berlioz (1803 – 1869), Cleopatra – Scena lirica H 36
Henry Purcell (1659 – 1695), Didone e Enea – “When I’m laid in earth”
Milij Alkseevič Balakirev (1837 – 1910), Re Lear – Suite Sinfonica
Prc/ Contro la propaganda xenofoba e razzista di Forza nuova a Cantù
Con un comunicato stampa il circolo Prc della Bassa brianza e la federazione di Como, denunciano ancora una volta la propaganda xanofoba e razzista di Forza nuova a Cantù.
«Apprendiamo con estrema indignazione, dalle pagine dell’organo di stampa locale Il giornale di Cantù, che ancora una volta in città è stato dato spazio all’organizzazione neofascista Forza Nuova che sabato 21 novembre, strumentalizzando in maniera inaccettabile l’ondata di terrore causata dai drammatici attacchi terroristici nella capitale francese, ha pensato bene di produrre e distribuire in via Matteotti – angolo via XX settembre, un volantino di chiara ispirazione discriminatoria e razzista con la scritta “nessuna sharia nessuna jihad – cacciamo dall’Europa e dall’Italia l’Islam” in lingua italiana e araba.
Cantù/ Fuori Forza nuova, dentro la civiltà con Khalid Chaouki

In seguito agli attacchi razzisti al parlamentare Pd Khalid Chaouki da parte di sostenitori di Forza nuova, il Pd ha organizzato a Vighizzolo di Cantù un incontro per discutere della nuova legge che permetterà ai bambini nati in Italia da genitori stranieri di avere la cittadinanza. Il dibattito si è svolto il 9 novembre, alle 21, nella sede del Centro civico di Vighizzolo di Cantù. Sono intervenuti, oltre a Chaouki, Chiara Braga, parlamentare Pd e della segreteria nazionale del partito, e Bilel Akkari dei Giovani democratici di Cantù.
Ha introdotto Filippo Di Gregorio chiarendo che quella sullo Ius soli è una legge che vuole dare la possibilità di avere la cittadinanza a chi è nato in Italia da genitori stranieri. L’integrazione non ha solo scopi economici ma è una questione più ampia di civiltà e arricchimento culturale.
Passa la parola a Bilel Akkari, brillante studente del liceo di Cantù, ora rappresentante dei Giovani democratici di Cantù, che racconta la sua esperienza. E’ nato in Italia da genitori tunisini e inizialmente alle scuole elementari non ha avuto alcun problema di integrazione, grazie alla perfetta conoscenza della lingua e a una cultura comune. Era ancora uno dei pochi stranieri presenti a scuola, mentre nel passaggio alle medie ha visto l’aumento di ragazzi multietnici con difficoltà linguistiche e culturali che hanno causato maggiore difficoltà di integrazione. Ha notato come la paura e il pregiudizio nei confronti di questi ragazzi fossero determinati in gran parte da una scorretta educazione da parte dei genitori, rendendo i figli poco disponibili a un confronto con realtà diverse, blocco controproducente che impedisce l’arricchimento personale e culturale di ognuno, perché in un dialogo non è necessario cambiare la propria posizione ma solo aprirsi e comprendere. Ma il colore della pelle non basta a creare un’abissale differenza quando la lingua e i valori sono gli stessi. Essere italiani significa rispecchiarsi nella Costituzione e fare propri i valori in essa contenuti. Sottolinea nuovamente l’importanza di parlare correttamente la lingua del Paese e di impararla fin da bambini per facilitare la comunicazione.
Riprende per un attimo la parola Filippo De Gregorio per far notare che l’assessore comunale coinvolto nelle offese al parlamentare non si è presentato a porgere le sue scuse come aveva annunciato, in compenso molti “amici” di Forza Nuova erano nel parcheggio sottostante ad attendere l’arrivo di Chaouki. [Alla fine dell’articolo si legga la dichiarazione di De Gregorio sull’intimidazione razzista]
Quest’ultimo sorridendo prende il microfono, si alza in piedi e comincia a discutere della nuova legge. Essa è presa come una sfida nel contesto di un Paese in grande confusione, che sta vivendo una crisi. Ci sono due modi per affrontarla: il primo è cercare delle scuse per giustificarla, utilizzando come capro espiatorio chi viene da fuori che ruba il lavoro, è colpa della globalizzazione, eccetera. Oppure si può accettare la sfida delle immigrazione, ritrovando lo spirito di accoglienza dell’Italia e vederla come un’opportunità. Infatti l’Italia è il secondo Paese più vecchio dopo il Giappone.
Siamo tutti focalizzati sull’arrivo dei barconi ma non teniamo conto che i 5 milioni di stranieri presenti oggi in Italia sono arrivati negli anni ’90 perché rispondevano a una domanda di crescita e sviluppo del nostro Paese. Queste persone si sono integrate e radicate nel nostro territorio. La legge si chiama Ius soli temperato perché prevede dei criteri per concedere la cittadinanza, primo fra tutti il radicamento della famiglia nel Paese. E’ la famiglia che deve chiedere la cittadinanza per i figli, che devono già andare a scuola ed avere una reale volontà di radicamento e integrazione. Una volta maggiorenni, spetterà a loro scegliere se mantenere la cittadinanza italiana o prendere quella del Paese d’origine. Infatti alcuni stati, ad esempio la Cina, non prevedono la doppia cittadinanza. La base per la sua realizzazione è il dialogo, base del dialogo è la Costituzione e la condivisione dei suoi valori. Conclude dicendo che: «L’Italia è di chi la ama e condivide i suoi valori. Non è una questione di sangue».
Aggiunge alcune precisazioni Chiara Braga, sottolineando che la legge non toglie niente all’Italia, anzi la arricchisce. Cita una legge passata che prevedeva l’iscrizione all’anagrafe dei bambini nati in Italia solo se i genitori esibivano entrambi il permesso di soggiorno. In caso contrario, il neonato non aveva diritto ad avere un’identità riconosciuta. La nuova legge protegge anche questi casi. Inoltre è prevista una parte non meno importante che obbliga i comuni ad informare i cittadini di questa nuova possibilità di cui molti non sono a conoscenza.
Per concludere si invita il pubblico ad intervenire. Si fa avanti un ragazzo nero che vuole ringraziare tutti, felice di poter dire che anche lui, da un mese, è italiano. [Valeria Peverelli, ecoinformazioni]
L’intimidazione razzista di cui è stata fatta oggetto l’iniziativa è stata così commentata da Filippo Di Gregorio su fb: «Ieri sera, nonostante la presenza di un manipolo di esponenti della destra provenienti da fuori città, che ha dissuaso molti dal partecipare, in una sala piena abbiamo discusso con Khalid Chaouki della legge sulla cittadinanza. Un ringraziamento sentito va alle forze di Polizia e dei Carabinieri, che con grande professionalità hanno gestito una situazione potenzialmente problematica. Continuo a interrogarmi sul perché Cantù sia diventata la ridotta militare di un esercito sconfitto dalla storia come quello dei reduci di Salò. Senza farsi intimidire, #cantuguardaavanti».
Leggi sulla legge approvata alla Camera il 13 ottobre anche l’articolo di ecoinformazioni con i commenti della Campagna l’Italia sono anch’io e dell’Arci.
31 ottobre/ Shakespeare on the beach a Cantù
Inizia al Teatro San Teodoro di Cantù la nuova stagione musicale dell’Orchestra Sinfonica del Lario, con un appuntamento significativamente intitolato Spettri, non a caso in occasione del giorno di Halloween.
Stagione musicale a Cantù: i temi di Shakespeare
Si avvia alla fine di ottobre la stagione musicale 2015-2016 del Teatro San Teodoro di Cantù, diretta da Pierangelo Gelmini per l’Accademia Orchestrale del Lario.
La nuova stagione reca nel titolo l’omaggio a William Shakespeare (di cui nel 2016 ricorre il quarto centenario della morte), ma in realtà consiste in buona parte di una libera divagazione sui temi fondamentali della sua arte (che sono poi quelli universali), senza riferimenti troppo insistenti alle sue opere, anche se molto spesso proprio da queste sono tratti gli stimoli a comporre i programmi; forse a questo allude il titolo Shakespeare on the beach, che rimandando ad alcuni titoli molto noti (come Einstein on the Beach di Philip Glass e Robert Wilson, o Kakfa sulla spiaggia di Murakami Haruki), lascia aperte tutte le possibilità; del resto è proprio Murakami a definire il suo protagonista «Uno spirito solitario che vaga lungo la riva dell’assurdo».
Nello specifico, la stagione presenta nove concerti di cui cinque sinfonici (compreso quello, ormai tradizionale, alla basilica di San Teodoro in occasione della pasqua) e quattro cameristici. com’è caratteristico delle proposte dell’Accademia Orchestrale del Lario e di Pierangelo Gelmini, vi si affiancano nomi noti del panorama musicale dei secoli passati a riscoperte e rivalutazioni inedite, dall’età classica al novecento. Quest’anno, poi, nel corso della stagione cameristica ci sarà spazio anche per il jazz e per la canzone d’autore contemporanea, rispettivamente con il concerto del Quartetto Kernel e con quello del Quartetto Bakura con Celeste Cagliandolo dedicato a The Juliet Letters di Elvis Costello e del Brodsky Quartet.
Nel suo complesso, una proposta accattivante e coraggiosa.
Questo il programma completo:
STAGIONE MUSICALE 2015-2016
CANTÙ
TEATRO SAN TEODORO – ACCADEMIA ORCHESTRALE DEL LARIO
sabato 31 ottobre, ore 21.00
SPETTRI – Macbeth, Falstaff, Amleto
musiche di Beethoven, Salieri, Nicolai, Donizetti, Cade
Orchestra Sinfonica del Lario, direttore Pierangelo Gelmini
domenica 15 novembre, ore 17.00
ECO E NARCISO – Trecent’anni di solitudine
musiche per flauti soli da Dowland a Debussy
Flauto Silvia Tuja
sabato 28 novembre, ore 21.00
THE KING’S MEN
musiche di Mozart, Rossini, Mendelssohn
Orchestra Sinfonica del Lario, direttore Pierangelo Gelmini
vincitore del premio “Musicainscena 2015”
domenica 10 gennaio, ore 17.00
IL FANTASMA DI MACBETH
musiche di Haydn, Mendelssohn e Beethoven
Trio Rigamonti
sabato 30 gennaio, ore 21.00
…sai dov’è… L’ISOLA DI HAYDN – Prospero vs. Orfeo
musiche di Haydn, Sammartini, Gluck
Orchestra Sinfonica del Lario, direttore Pierangelo Gelmini
domenica 14 febbraio, ore 21.00
ROMEO & JULI@ – The Juliet Letters
musiche di Elvis Costello e The Brodsky Quartet
Celeste Cagliandolo e Quartetto Bakura
domenica 28 febbraio, ore 17.00
JAZZ AROUND THE GLOBE
Quartetto Kernel
sabato 19 marzo, ore 21.00 – Basilica di SanTeodoro
CONCERTO DI PASQUA
Corale San Pietro al Monte di Civate
Orchestra Sinfonica del Lario
sabato 9 aprile, ore 21.00
COME AWAY, COME AWAY. DEATH – Cleopatra, Coriolano, Didone, Re Lear
musiche di Berlioz, Beethoven, Purcell e Balakirev
Orchestra Sinfonica del Lario, direttore Pierangelo Gelmini
solista Elena Serra
Info per biglietti e abbonamenti
http://www.teatrosanteodoro.it
info@teatrosanteodoro.it
biglietti@teatrosanteodoro.it
10 ottobre/ 5 racconti sull’amore
Stefano Benni sabato 10 ottobre alle 21 al Teatro comunale S. Teodoro, in via Corbetta 7 a Cantù. Ingresso 15 euro ridotto (under 25, over 65, Soci Arci/Coop/Parolario/Musicisti di ComoCoopAttivamente) 13 euro, ridotto 50 per cento (under 14 e portatori di handicap) 7,50 euro, ridotto soci Bcc 12 euro. Prenotazioni biglietti e-mail biglietti@teatrosanteodoro.it, acquisto biglietti Internet www.teatrosanteodoro.it o alla biglietteria (lunedì e giovedì dalle 18 alle 21, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13).
Cantù: un nome per l’arredamento
Il nome di Cantù è da lungo tempo una garanzia per la produzione dei mobili: a questa affermazione fa evidentemente riferimento il titolo della mostra allestita a Villa Calvi, sede del Municipio canturino fino al prossimo 4 ottobre.
Della produzione mobiliera l’esposizione affronta i fasti raggiunti nel corso del Novecento con una notevole scelta di materiale documentari di vario tipo: disegni, progetti, fotografie, pubblicità sulle riviste e – ovviamente – esemplari di mobili. Ne esce un quadro articolato e, forse, un po’ meno scontato di quanto la stessa mitologia locale vorrebbe credere riguardo all’affermazione del prodotto principe della Brianza comasca. C’è molta creatività, naturalmente, molta imprenditorialità, ma anche – accanto alla ricerca di nuovi modelli progettuali e promozionali – anche molta acquiescenza nei confronti dei gusti più tradizionali e commerciali…
Per alcuni versi si deve riconoscere come una delle caratteristiche fondamentali della produzione mobiliera canturina la capacità di tenere il piede in più scarpe, di promuovere, per esempio, gli arredi razionalisti e contemporaneamente (addirittura a volte sulle stesse riviste) i più retrivi esempi di pastiches eclettici, il tutto – si intende – sempre valorizzato da una mirabile capacità esecutiva artigianale, che è la vera chiave stilistica di ogni prodotto dell’area, fino al limite paradossale di non sapere per lungo tempo imboccare la via della produzione di massa.
I molti reperti esposti documentano, a volte allusivamente, altre volte esplicitamente, questo percorso non lineare, contribuendo a fare “memoria” di un successo imprenditoriale che è bene liberare dall’aura del mito. Lo stesso percorso, con maggiore dovizia di approfondimenti, è sviluppato nel denso catalogo pubblicato per l’occasione.
In mostra di particolare interesse sono alcuni degli arredi originali, a volte recuperati dalle case canturine stesse: tra gli altri quelli degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del Novecento sembrano degni di attenzione, forse perché non essendo abbastanza “antichi” sono stati fino ad ora un po’ snobbati. Merito di Tiziano Casartelli che da molto tempo si dedica a illustrare i tanti diversi aspetti del lavoro dell’area di Cantù, senza sminuirne i successi, ma anche senza dimenticarne gli autentici connotati storici. [Fabio Cani, ecoinformazioni]
Due vedute della mostra




