Caserma De Cristoforis

13 luglio/ Percorsi in musica attraverso la città

La Casa della Musica di Como con Risonanze propone due percorsi alla scoperta della città di Como intrecciando momenti musicali con luoghi significativi o poco noti.

Organizzati con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Como nell’ambito di Como Live, gli itinerari sono a cura dell’Accademia Orchestrale del Lario per quanto riguarda gli aspetti musicali e di Fabio Cani per quanto riguarda gli aspetti storici e artistici.

Si comincia domenica 13 luglio, con la visita al quartiere di Como Borghi, ovvero quella porzione meridionale della convalle comasca che si è sviluppata nel corso del Novecento, con una prevalente destinazione a residenze popolari, affiancate da fabbriche (oggi quasi del tutto scomparse) e da edifici pubblici.

Il percorso si muoverà quindi alla scoperta di queste diverse facce del quartiere, toccando alcuni degli edifici più rappresentativi, ed è realizzato in collaborazione con “Radici e Ali”, il progetto di cittadinanza attiva e di coesione sociale attivo da un anno sul territorio proprio con l’obiettivo di rivitalizzare il quartiere. Le musiche proposte nei diversi luoghi toccati dalla visita fanno ovviamente riferimento al Novecento, il secolo appena trascorso in cui questo quartiere ha preso vita. Troviamo quindi i tanghi argentini a fianco di Berio, le musiche yiddish a fianco di Bernstein; particolarmente significativo il finale, all’Asilo Sant’Elia, con la favola in musica di Prokofiev dedicata a Pierino, il lupo e altri animali.

Prima tappa la caserma De Cristoforis, inaugurata nel 1914, per molti anni sede del Centro Addestramento Reclute e del 67° fanteria; è oggi quasi completamente dismessa. Si prosegue con il complesso scolastico di via Viganò-via Magenta, realizzato a metà degli anni Cinquanta su progetto dell’architetto Silvio Longhi e degli ingegneri Veronesi e Todeschini, come dotazione pubblica del quartiere la cui popolazione era molto cresciuta. Il quartiere Viganò dell’Edificatrice, terza tappa del percorso, è una delle matrici del quartiere: inaugurato nel 1903 su progetto dell’architetto lodigiano Gandino Majsetti, costituì un insediamento modello, frutto dell’iniziativa di una cooperativa democratica. Al margine settentrionale del quartiere il giardino di via Anzani è un piccolo spazio lasciato libero dagli insediamenti residenziali circostanti, e un luogo di socialità da valorizzare. Il luogo d’arrivo del percorso è il monumento più rappresentativo del quartiere: l’Asilo Sant’Elia, opera di Giuseppe Terragni e capolavoro dell’architettura del Novecento; da quasi ottanta anni è un luogo di formazione delle giovani generazioni capace di rinnovarsi e stare al passo con i tempi.

Questo il programma:

Domenica 13 luglio – Como Borghi

Ore 15.45 ritrovo presso la Caserma De Cristoforis, Piazzale Monte Santo 2.

Caserma De Cristoforis: Tanghi El Cachorrito, Volver, El Choclo, Andrea Bonavita violino, Chiara Zabatta viola.

Scuola secondaria “Publio Virgilio Marone”: Berio, Sequenza, Fedele Stucchi trombone.

Quartiere Viganò: Musica Klezmer Bulgar from Odessa, Freylechs from Warsaw, Jewish Wedding Song Andrea Bonavita violino, Chiara Zabatta viola.

Parchetto di Via Anzani : Bernstein Elegy for Mippy II, Fedele Stucchi trombone.

Ore 18.00 Asilo Sant’Elia: Prokofiev Pierino, il lupo e altri animali Silvia Tuja flauto, Germano Cortesi oboe, Nicola Rizzo clarinetto, Elisabetta Caslini corno, Alberto Cappelletti fagotto, Andrea Bonavita violino, Serena Patanella violoncello, Francesca Sgarbossa percussioni, Elisa Salvaterra voce recitante, Pierangelo Gelmini direttore.

 

Si proseguirà poi domenica 20 luglio con un percorso dedicato ai cortili e ai giardini sulle mura di Via Volta.

 

Como Borghi come laboratorio sociale

Nel quartiere di Como Borghi, in una sala della caserma De Cristoforis, è stato presentato alla città nel tardo pomeriggio di venerdì 21 febbraio 2014 il progetto “Radici e Ali” che si propone di promuovere la riqualificazione della vita e delle relazioni all’interno di un’ampia porzione della città di Como.

C’era il pubblico delle grandi occasioni: molti persone del quartiere, sia anziane che giovani, parecchi curiosi, amiche e amici, la squadra di operatori e operatrici del progetto (quasi tutti giovani) al gran completo, i responsabili di molte associazioni, il sindaco Mario Lucini, la vicesindaca Silvia Magni, l’assessore Bruno Magatti.

Per i più, la prima favorevole sorpresa è stata entrare nella caserma, grande spazio quasi extraterritoriale a due passi dal centro, enorme struttura ormai quasi del tutto inutilizzata: un enorme cortile, quattro fabbricati sui lati, un’aria quasi surreale. Per quanto quegli spazi siano segnati da logiche militari tutt’altro che rassicuranti, la gente è rimasta stupita e affascinata; di rara cordialità il comandante della caserma, colonnello Marco Tesolin. Un primo punto a favore del progetto, che vuole appunto riappropriarsi del quartiere, delle sue strutture e dei suoi spazi, costruendo nuove relazioni e rafforzando quelle esistenti tra vecchi abitanti e nuove leve (il gergo un po’ militare non stona, dato lo scenario), sia perché giovani e giovanissime, sia perché provenienti da altri paesi e continenti.

La seconda favorevole sorpresa è stata il clima informale. Dopo i saluti del sindaco a nome dell’amministrazione cittadina, una presentazione dei criteri e degli obiettivi generali del progetto, un rapido approfondimento sull’azione dedicata al recupero della memoria del quartiere, supportato anche da un breve video, il clou è stata la visita agli stand, dove sono presentati in un dialogo continuo e non formale le azioni principali del progetto “Radici e Ali”, sintetizzate in quattro nuclei: Io sono nato qui (Il quartiere di Como Borghi… cos’era? cos’è stato? cosa è diventato? cosa diventerà? interviste, immagini, percorsi teatrali per raccogliere e raccontare la memoria storica ); Spazi urbani partecipati (riscoprire e riqualificare gli spazi pubblici del quartiere attraverso il coinvolgimento diretto degli abitanti nella loro progettazione, trasformazione e futura gestione; Energie in circolo (avvio e potenziamento di servizi e pratiche di mutuo aiuto che favoriscano il benessere dei cittadini del quartiere: badante e tata di quartiere; pedibus; baratto e gas; doposcuola e spazi extrascolastici; attività animative e aggregative per i giovani); Como Borghi 2.0 (eventi e iniziative già attivi sul quartiere nell’ottica della coesione sociale e del coinvolgimento attivo della popolazione, ma anche nuove feste e momenti di socialità e aggregazione).

Tra vecchie fotografie, progetti di giovani architetti, ritratti a tema, officina per le biciclette, tate di quartiere, colonne in ghisa della sala svago della caserma, aperitivo, tutte le persone intervenute hanno mostrato di gradire. Molti racconti, infiniti scambi di opinioni, tante promesse di collaborare e offerte di disponibilità.

Il progetto è condotto da Cooperativa Csls, Acli, Auser, Cooperativa Questa Generazione, associazione lasQuolachevola, l’isola che c’è, con il finanziamento della Fondazione Cariplo e la collaborazione di moltissime realtà del quartiere, e si svilupperà nell’arco di tre anni. Dall’avvio a questo primo (riuscito) momento di coinvolgimento sono passati nemmeno 9 mesi. Ci sarà modo di tornare a verificare il lavoro. Intanto ecoinformazioni ha presentato in anteprima gli articoli dell’approfondimento sul progetto che saranno inclusi nel prossimo numero cartaceo (il 435). Un tangibile segno di partecipazione che è stato molto apprezzato. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Un momento della presentazione

PresentazioneCaserma01

Il cortile della caserma De Cristoforis, ieri pomeriggio, prima dell’inizio della presentazione.

PresentazioneCaserma02

Alpini in bella mostra. 140 anni di vita alpina

Inaugurazione sabato 27 ottobre alle 15 alla Caserma De Cristoforis a Como. Esposizione aperta dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19, venerdì, sabato e domenica dalle 9 alle 12, fino al 18 novembre. Ingresso libero (altro…)

Siamo alla frutta?

Alla fine l’ironica protesta degli archivisti riguardo ai tagli ai servizi culturali non c’è stata, ritirata per evitare incomprensioni dopo alcune esagerazioni della stampa locale. Alla Caserma De Cristoforis è così rimasta solo la festa di com.on e le esposizioni sulla luce, la cultura nomade e il Risorgimento. (altro…)

Marcello Iantorno: “Ospitare gli stranieri nella caserma e in altre strutture”

Marcello Iantorno, consigliere comunale a Como del Pd, ha diffuso il 7 aprile una dichiarazione sul dramma dei profughi rifiutati: «Nessuna ipocrisia o cinismo. Seguiamo anche a Como il modello toscano di accoglienza diffusa. Como città deve essere umana e solidale e accogliere un numero adeguato di profughi e immigrati e in accordo con gli altri enti locali, la Provincia innanzitutto, dislocare i rimanenti in altre strutture della provincia. Il Comune di Como deve fare la sua parte e ospitare gli stranieri un centinaio o poco più nella ex caserma De Cristoforis che sembra avere le caratteristiche giuste ed è subito utilizzabile senza spese, mentre i rimanenti sarà meglio collocarli in altri luoghi specie della provincia secondo, appunto, il modello di accoglienza diffusa che sembra essere una delle modalità più efficaci per evitare la formazione di centri di raccolta non rispettosi dei diritti umani e non sostenibili per la popolazione».

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