Como senza frontiere

XVIII Marcia Csf/ Le donne del mondo libere da guerre, violenze, povertà/ecoinformazioni 599

La diciottesima Marcia Sono persone non numeri della rete Como senza frontiere ha aperto la serie di iniziative per la Giornata contro la violenza maschile sulle donne che si sono svolte in piazza Verdi a Como nel pomeriggio di sabato 25 novembre. Sfoglia on line il numero 599 del settimanale coinformazioni che, realizzato dalle Donne in nero e da Csf, è stato distribuito in piazza durante l’iniziativa. [foto Fabio Cani, ecoinformazioni].

Sfoglia il 599.

 

 

 

 

24 novembre/ Bulgarograsso/ Articolo 32

23559500_10213537949237298_621193412556013511_nSi terrà giovedì 24 novembre nella sala consiliare del Comune di Bulgarograsso – via Guffanti, 2 – Articolo 32, incontro organizzato dal gruppo Emergency di Como per offrire un’occasione di approfondimento sul Programma Italia, iniziativa in cui Emergency è attiva dal 2006.
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13 ottobre/ Csf a Bellinzona e Roma

Como senza frontiere sarà presente alla manifestazione svizzera Bainvegni Fugitivs Marsch a Bellinzona, e non solo formalmente, anche alla manifestazione Non è reato del 21 ottobre a Roma. Per chiunque fosse interessato a partecipare, Como senza frontiere invita venerdì 13 ottobre alle 21 all’oratorio di Rebbio per organizzare il viaggio.

Per info: www.comosenzafrontiere.wordpress.com oppure comosenzafrontiere@gmail.com [LB, ecoinformazioni]

 

 

 

4 e 6 ottobre / “Ero straniero”: nuovi appuntamenti a Albate e Monte Olimpino

ero straniero quadrato

Per la settimana prossima, mercoledì 4 ottobre al mercato di Albate e giovedì 6 ottobre a Monte Olimpino (orari: 9 – 12 per entrambe le giornate), si potrà firmare presso il banchetto certificato, previa presentazione di un documento d’identità valido,  l’appello Ero Straniero. L’umanità che fa bene, che l’allora neocostituito comitato comasco ha già presentato domenica 17 settembre durante L’isola che c’è, fiera provinciale delle economie e delle relazioni solidali (qui l’articolo di News km 0 / ecoinformazioni a riguardo).

A Como hanno già aderito al Comitato: Acli, Arci, Como senza frontiere, Cgil, Coordinamento comasco per la Pace, Donne in nero, Fondazione Somaschi Onlus, Giovani democratici della Provincia di Como, La Prossima Como, Legambiente, Mdp Articolo 1, Prc, Refugees Welcome, Sinistra Italiana. Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti Como.

“Una legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi-Fini, evitare situazioni di irregolarità e puntare su accoglienza, lavoro e inclusione: è la proposta presentata al Senato nell’ambito della campagna Ero straniero – L’umanità che fa bene, per cambiare le politiche sull’immigrazione in Italia e la narrazione mediatica. Tra i promotori un fronte vasto e trasversale della società civile che lavora sul campo, tra cui l’Arci, uniti da un obiettivo comune: governare i flussi migratori in modo efficace trasformandoli in opportunità per il Paese. Sono 8 gli articoli contenuti nella proposta di legge, che prevedono: l’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione, affidando l’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri alle agenzie preposte o a onlus iscritte in apposito registro; la reintroduzione del sistema dello ‘sponsor’ già collaudato con la legge Turco-Napolitano, con un cittadino italiano che garantisce l’ingresso di uno straniero; la regolarizzazione su base individuale degli stranieri già integrati in Italia; nuovi standard per riconoscere le qualifiche professionali; misure di inclusione attraverso il lavoro dei richiedenti asilo; il godimento dei diritti previdenziali e di sicurezza sociale una volta tornati nel Paese d’origine; l’uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale; maggiori garanzie per un reale diritto alla salute dei cittadini stranieri; voto amministrativo e abolizione del reato di clandestinità”.  [Arci Report, 13 aprile 2017].

Leggi qui la proposta di legge popolare e il documento di sintesi  della campagna Ero straniero

A Como e in tutta Europa per i diritti delle persone migranti

È passato più di un anno da quando Como ha vissuto il momento “emergenziale” dell’incontro col fenomeno epocale delle migrazioni planetarie; sembrava che la città avesse capito la gravità della situazione, che si fosse dimostrata capace di mobilitarsi in modo non effimero, che avesse compreso non solo l’apparenza, ma anche la sostanza del problema.

Di anni ne sono passati anche di più da quando sono cominciati gli arrivi e le stragi in mare, da quando è stata aperta e poi ermeticamente chiusa la “rotta balcanica”, da quando sulle pagine dei giornali e sugli schemi dei vari sistemi di connessione sono passate foto e parole di una drammaticità quasi insopportabile. Sembrava che i governi europei avessero colto l’urgenza di affrontare il problema.

Invece, rimossi dalle prospettive urbane gli imbarazzanti assembramenti di persone “forestiere”, ridotti i flussi intercontinentali, subappaltandone il controllo poliziesco e repressivo ai peggiori regimi disponibili sul mercato (che non hanno alcuna difficoltà, in cambio di una manciata di milioni di euro, a sobbarcarsi il lavoro sporco), la gente ha dimenticato, è tornata ad occuparsi d’altro, i governi hanno stabilito che “quando è troppo è troppo”, e che semmai il residuo di tutti questi problemi è poco più di un problema di ordine pubblico (oppure, nel migliore dei casi, di decoro urbano).

Eppure, il lavoro del mondo del volontariato non si è mai potuto interrompere, per garantire quel minimo di accoglienza indispensabile a chi è approdato in queste terre non per suo capriccio, ma perché costretto da guerre, violenze e povertà. Né si è fermata l’azione dei gruppi di attivisti e attiviste che hanno capito che quello delle migrazioni è un problema di diritti, fondamentali e inalienabili.

Questo è il senso della campagna #sickofwaiting (stanchi di aspettare) lanciata a livello europeo per il 30 settembre e a cui anche Como senza frontiere ha deciso di aderire. Non è stato facile in un pomeriggio di un sabato qualsiasi portare all’attenzione della città un problema che resta gravissimo, nonostante che, nell’autunno 2017, i migranti siano confinati in luoghi più appartati. Non è stato facile nemmeno far capire che mettere in concorrenza i “nostri” poveri con quelli provenienti da altri luoghi, come l’attuale amministrazione continua pervicacemente a fare,  è non solo sbagliato ma addirittura controproducente, perché la riduzione dei diritti, una volta “testata” sugli altri, si ripercuoterà senza dubbio anche su di noi, perché i diritti sono per tutti e tutte o non sono per nessuno.

Certo, non sarà qualche centinaio di volantini e di parole distribuite in un pomeriggio di sabato (non importa se a Como a Londra o a Madrid) a cambiare il corso delle politiche europee. Ma non si può far finta di ignorare che il tempo è davvero scaduto.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

17 settembre/ Diciassettesima Marcia sono persone non numeri


Como senza frontiere propone domenica 17 settembre dalle 16,30 alle 17,30 la diciassettesima Marcia sono persone non numeri all’interno della Fiera delle relazioni e delle economie solidali L’isola che c’è. L’iniziativa si volgerà nella parte alta della Fiera nella zona della Casa dei popoli dell’Arci e sarà in particolare finalizzata a denunciare la mostruosa inumanità della scelta del governo italiano di affidare alla Libia la “soluzione finale” nei lager del paese per impedire il flusso dei migranti verso l’Europa. 

20 maggio/ La rete Csf a Milano perché nessuna persona è illegale

Sabato 20 maggio la rete Como senza frontiere si unirà alle forze antirazziste della rete “Nessuna persona è illegale” che sfileranno per le vie della città di Milano (appuntamento alle 14,30 a Porta Venezia) per una società accogliente, giusta, umana. I barbari fatti di persecuzione verso il migrante, verso l’emarginato, verso il diverso che avvengono con sempre maggiore frequenza nelle nostre città non possono lasciare indifferenti chi ancora crede che si può essere liberi e felici solo se lo sono anche gli altri. Tutti gli altri. «Nessun essere umano è illegale» sarà il nostro slogan, il nostro augurio e il nostro impegno per il futuro.

 

17 maggio/ Noi, i neri

Como senza frontiere, ecoinformazioni, Comboniani di Como, in collaborazione con I bambini di Ornella, nell’ambito del progetto, sostenuto da Fondazione Cariplo, Connessioni controcorrente di Arci Xanadù, TeatroGruppo popolare e Arci-ecoinformazioni, invitano alla proiezione di Noi, i neri. Il film, con la presenza del regista Maurizio Fantoni Minnella, sarà proiettato mercoledì 17 maggio alle 21 allo Spazio Gloria via Varesina 72 Como. Ingresso libero 

Noi, i neri

Un film di Maurizio Fantoni Minnella

Da un soggetto di Maurizio Fantoni Minnella, riprese e suono, Maurizio Fantoni Minnella, montaggio, Francesco Fogliotti, musica, Victor Demé, Lamine Konté, organizzazione generale, Miriam Antognazza, fotografia e regia, Maurizio Fantoni Minnella, una produzione FreeZone 2017

L’Africa di chi se ne è andato e di chi ne ha fatto ritorno.

L’Africa di chi ha naufragato ed è vissuto per ricordarlo.

L’Africa di chi non si è mai mosso e di chi ha scelto di rimanere.

L’Africa dei pescatori, delle donne, dei bambini la cui energia e vitalità si irradia ovunque fino al mare.

L’Africa degli artisti e dei sognatori, ma anche quella dei talibè, i bambini poveri delle città che imparano il Corano a memoria vivendo di elemosine per mantenere i loro maestri, i Marabù.

L’Africa di chi non si è arreso.

 

26 maggio/ Come accoglie Como?

Rete accoglienza Caritas, Rete Como senza frontiere e Consulta degli Stranieri del Comune di Como, invitano i candidati sindaci e la candidata sindaca ad una serata di incontro e confronto con le realtà della società civile. La serata si terrà venerdì 26 Maggio al cinema Astra di Como a partire dalle 21.

L’incontro vuole essere l’occasione per aprire un confronto con i prossimi amministratori della città che speriamo possa proseguire dopo il voto. Si parlerà non solo di migranti in transito e richiedenti asilo, ma anche del volto multiculturale della nostra città e dei nuovi cittadini. (altro…)

Migrazioni/ I sommersi e gli scomparsi

Del fenomeno delle migrazione, delle condizioni delle persone costrette ad abbandonare le terre d’origine per affrontare viaggi spesso drammatici e spesso addirittura senza meta, continuiamo a sapere troppo poco.

È questa, amaramente, la prima morale che possiamo trarre dall’incontro organizzato nella serata del 12 maggio da Como senza frontiere con Imed Soltani, rappresentante dell’associazione tunisina “La terre pour tous”. Con la collaborazione di Alida Franchi, di ecoinformazioni, Imed ha portato all’attenzione del poco pubblico presente all’Oratorio di Rebbio, una realtà tuttora ignorata, ovvero quella delle molte persone scomparse dopo la perigliosa traversata del Mediterraneo, già giunti sul territorio europeo (italiano, nella maggior parte dei casi). Di queste persone, per la maggior parte giovani uomini emigrati dalla Tunisia alla ricerca di migliori condizioni di vita e di lavoro, si è a volte in grado di documentare l’arrivo in Italia, ma poi le loro tracce si perdono. Non è facile farne una valutazione quantitativa precisa, Imed calcola che possano essere, negli ultimi anni, non meno di millecinquecento, anche se le persone ufficialmente iscritte nel registro dei dispersi sono poco più di cinquecento. Del loro destino si ignora quasi tutto: potrebbero essere naufragate, oppure disperse nelle operazioni di rimpatrio forzato, oppure inviate “per errore” in Libia o in Siria, o ancora vittime della criminalità organizzata o dello sfruttamento selvaggio.

Per tutte queste persone l’associazione, formata dai loro parenti, chiede la ricerca della verità sul loro destino, ma né il governo tunisino né quello italiano si sono finora impegnati in questa ricerca, e nemmeno hanno consentito all’istituzione di una commissione di inchiesta che si sforzi di far luce su queste drammatiche vicende. “Non hanno alcuna intenzione di assumersi la minima responsabilità al riguardo” ha più volte ricordato Imed Soltani, ignorando che queste tragedie sono frutto solo della politica dei muri, eretti incredibilmente anche in mezzo al Mediterraneo, eretti contro le persone e a favore delle merci.

L’impegno di Imed Soltani e dell’associazione “La terre pour tous”, attiva dal 2011, continua in questi giorni nell’ambito della Carovana migranti, che attraversa l’Italia da Torino a Palermo.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video del racconto di Imed Soltani.

Imed Soltani

Alida Franchi e Imed Soltani

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