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Il Consiglio comunale di Como non condanna lo squadrismo fascista

Non è passata nel Consiglio comunale del 15 gennaio la mozione firmata da Magatti, Lissi, Guarisco e Fanetti che chiedeva di condannare quanto accaduto il 28 novembre contro Como senza frontiere. Bruno Magatti consigliere di Civitas così censura su fb l’accaduto: «Ieri sera, compatti, i consiglieri comunali di maggioranza (con il solo distinguo del sindaco che si è astenuto), a Como, hanno respinto, col loro voto contrario, la mozione che esprimeva, a nome della cittadinanza, riprovazione e condanna per l’incursione skinhead del novembre scorso. Non c’è nulla che possa giustificare quel voto. Nessuno è giustificato, nemmeno chi avesse votato per mera pusillanimità». Altrettanto dura la presa di posizione del Pd comasco affidata alla nota che pubblichiamo integralmente. 

«La maggioranza di centrodestra ha bocciato, nella seduta di consiglio comunale di ieri sera, la mozione del Pd sull’attacco xenofobo a Como senza frontiere. L’atto recitava: “Il consiglio comunale di Como esprime la più netta riprovazione e condanna dell’attacco ai principi di solidarietà, non violenza, antirazzismo e antifascismo che l’irruzione del 28 novembre 2017 rappresenta e la ferma solidarietà ai membri della rete Como senza frontiere per l’atto di aggressione subito. Impegna altresì il sindaco a farsi latore della presente mozione presso i responsabili della rete Como senza frontiere”.

Un simbolo, più che altro, ma dal significato profondissimo. Tant’è che di fronte alla scelta del sindaco Landriscina di astenersi, Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd che è intervenuta per presentare la mozione, ha “ringraziato il sindaco per aver disapprovato, durante l’intervento in Aula, questo grave episodio, ma ho anche chiesto che tutto il consiglio fosse unito nella condanna di questo fatto grave, per non permettere che rimanga l’idea che in questa città ci possa essere una tolleranza verso fatti del genere”.

Invece, nonostante la posizione apparentemente ‘morbida’ del primo cittadino, la maggioranza ha bocciato la proposta del Pd.

Lissi ci aveva provato in tutti i modi a convincere i consiglieri comaschi che l’approvazione di un impegno del genere fosse assolutamente necessario: “La nostra mozione riguarda un fatto grave, di cui hanno parlato tutte le televisioni e i giornali nazionali e che, al contrario, gli esponenti dei partiti di maggioranza in Comune a Como hanno cercato di minimizzare, quasi a volerlo ricondurre a una bravata di 4 ragazzi – ha detto la consigliera Pd nel suo intervento –. La storia insegna che è necessario prendere posizione davanti ai primi segnali di azioni politiche violente, anche se la violenza si presenta inizialmente in forma verbale, perché senza un chiaro contenimento, può trasformarsi rapidamente in violenza fisica. Il fascismo è iniziato così, da intimidazioni verbali, insulti e denigrazione degli avversari”.

E ha ricordato anche che “a Como si è tenuta una importante e partecipata manifestazione pubblica che ha richiamato alti rappresentanti delle istituzioni, dei partiti politici, dei sindacati, di un gran numero di associazioni, riuniti allo scopo di far scattare un allarme nell’opinione pubblica e di ribadire la ferma volontà di fronteggiare il ritorno di idee e comportamenti che l’Italia riteneva definitivamente archiviati da oltre 70 anni. Perciò, coloro che ritengono fondamentale il rispetto dei valori di democrazia, di libertà, di uguaglianza che sono alla base della Repubblica italiana, si aspettano dal sindaco e dalla Giunta una chiara presa di posizione affinché simili episodi non debbano più ripetersi né a Como, né in nessuna altra città italiana”. Appello rimasto, però, inascoltato dai consiglieri di centrodestra». [Pd Como e Gruppo consiliare Pd]

Leggi la mozione.

 

[Foto Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

2 commenti su “Il Consiglio comunale di Como non condanna lo squadrismo fascista

  1. ecoinformazioni
    16 gennaio 2018

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

  2. giomag59
    16 gennaio 2018

    Brava Patrizia Lissi!

I commenti sono chiusi.

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