coordinamento comasco per la pace

Oltre lo sguardo 92/ Via col venti

oltre92È in distribuzione il numero 92 di Oltre lo sguardo, la rivista del Coordinamento comasco per la Pace edita da ecoinformazioni. Questo numero è dedicato alla presentazione della XX  edizione della rassegna di film e tematiche sui diritti umani che si svolgerà in diversi comuni lariani dal 4 ottobre 2014 al 25 luglio 2015. Sfoglia la rivista e leggi il programma con tutte le date e tutti i luoghi dell’iniziativa. [Si consiglia, per evitare la pubblicità di Calameo,  dopo aver cliccato su sfoglia di scegliere la modalità schermo intero]

Rinnovato il consiglio CcP/ Entra Como/ Un’altra difesa è possibile

un_altra_difesaAssemblea del Coordinamento comasco per la Pace, il 2 ottobre, Giornata internazionale della nonviolenza e vigilia del 3 ottobre quando Gabriele Moreno Locatelli fu ucciso a Sarajevo. Nell’assemblea gli e le aderenti al sodalizio pacifista hanno eletto il nuovo Consiglio di amministrazione (si chiama così il Consiglio direttivo del Coordinamento) nel quale per la prima volta entra il Comune di Como con il il delegato del sindaco Mario Forlano. Gli/ le  eletti/ e (cinque in rappresentanza dei Comuni e altrettanti delle associazioni, 4 femmine, 6 maschi) sono: Domenico Alvaro, Mario Forlano, Elisa Guarascio, Gionata Girgi, Nicole Sartori, Francesco Beretta, Roberto Caspani, Marco Freri, Laura Nava e Emona Pepaj. Nella prima riunione il consiglio sceglierà tra i rappresentanti delle amministrazioni comunali il presidente. Nell’assemblea Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana disarmo,  ha illustrato la Campagna Un’altra difesa è possibile che si articolerà nella raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare Istituzione e modalità di Finanziamento del Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta. Guarda il video dell’intervento di Vignarca.

A Cantù per la pace, la libertà e la giustizia in Palestina

Oltre un centinaio di persone hanno raccolto l’invito del Coordinamento comasco per la Pace di trovarsi a Cantù nella serata del 16 luglio 2014 per contribuire alla mobilitazione nazionale promossa dalla Rete della Pace e dalla Rete italiana disarmo.

In largo XX settembre, di fronte al Municipio di Cantù, sono intervenuti Francesco Vignarca ed Egidia Beretta. In collegamento telefonico Valentina, giovane cooperante italiana fino a qualche tempo fa a Gaza e ora in Cisgiordania, ha portato una testimonianza particolarmente accorata sulla situazione della popolazione a Gaza e nei territorio occupati, ha ricordato come gli attacchi dell’esercito israeliano stiano colpendo soprattutto i civili, senza escludere né ospedali né scuole, e ha sottolineato che un modo per cercare di contrastare la crescente violenza contro le popolazioni è adottare politiche di boicottaggio e sanzioni nei confronti di Israele.

Nel suo intervento, Francesco Vignarca ha messo l’accento sul fatto che l’Italia è la maggiore fornitrice di sistemi d’arma dello stato di Israele, e questo in aperta violazione delle regole che lo stesso stato italiano si è dato, secondo cui non dovrebbero esserci forniture nei confronti degli stati belligeranti e di quelli che non rispettano i diritti umani. Un modo per contribuire alla soluzione dei problemi del Medio Oriente è quindi quello di pretendere che gli stati europei, e l’Italia in primo luogo, non alimentino la spirale di guerra e violenza.

Egidia Beretta, a partire da alcune pagine scritte dal figlio Vittorio Arrigoni durante gli attacchi israeliani su Gaza nel 2009, ha voluto sottolineare che i morti di questi giorni vengono da lontano, vengono dall’occupazione e dalla repressione che sono esercitate sulla popolazione palestinese da decenni e si riflettono anche su una crescente  militarizzazione dello stesso Israele. Le genti di Palestina e Israele hanno bisogno non solo di pace ma anche e prima di tutto di giustizia. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Egidia Beretta e Francesco Vignarca prima dell’intervento.

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Il momento di silenzio alla fine del presidio.

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16 luglio/ Per Pace, libertà e giustizia in Palestina

FIACCOLATAPACEDi fronte all’ennesima esplosione della violenza e di morti in Palestina il Coordinamento comasco per la Pace aderisce alla mobilitazione nazionale promossa dalla Rete della Pace e dalla Rete italiana disarmo. Tutte e tutti sono invitati/ e a partecipare al presidio che si terrà mercoledì 16 luglio alle  20,30 in Largo XX settembre a Cantù. ​Sono previsti gli interventi: Basta morti in Palestina con Egidia Beretta e Basta armi prodotte in Italia con Francesco Vignarca​. Leggi e diffondi l’Appello alla mobilitazione del 16 luglio di Rette della Pace e e Controllarmi che ha già ricevuto l’adesione di moltissime realtà. Scarica e diffondi la locandina dell’iniziativa a Cantù.

 

1 giugno/ Humussiano insieme

humussiano 2014Cena palestinese con parole immagini, musica dalla Palestina. domenica 1 giugno alle 16, con laboratori per bambini, mostra fotografica e musica, alle 19.30 cena con prenotazione obbligatoria (adulti 15 euro, bambini 5), nella Sala civica Tremezzina, a Ossuccio (vicino al parco giochi), organizzano Associazione in viaggio e Coordinamento comasco per la Pace in collaborazione con la Comunità palestinese della Lombardia e il patrocinio del Comune di Tremezzina. Il ricavato della serata sarà devoluto all’associazione palestinese Jordan Valley Solidarity. Per informazioni tel. 338.914519, e-mail floresmagon8@gmail.com.

Si vis pacem, para pacem

Pic 003“Se vuoi la pace, prepara la pace”. Tredicimila persone, nel sessantanovesimo anniversario della Liberazione, sono tornate undici anni dopo ad abbellire l’arena di Verona con i colori arcobaleno della nonviolenza. Guarda le foto di Silvia Mascheroni. 

«La Pace è l’inizio di tutto». Un augurio, una speranza e un impegno che il popolo pacifista ha deciso di prendersi nella giornata di venerdì 25 aprile. Dopo undici anni, infatti, all’Arena di Verona si è tornati a raccontare la Pace.
Tredicimila persone hanno aderito all’appello promosso dall’Arena di Pace e Disarmo (da Como, un pullman più qualche macchina organizzati dal Coordinamento Comasco per la Pace); una costellazione variegata, composta prevalentemente dall’associazionismo cattolico e laico e dal mondo sindacale (leggi la lista dei sottoscrittori).
«Da qui riparte la speranza», ha detto ai giornalisti un emozionato padre Alex Zanotelli. Non un punto d’arrivo, quindi, ma una tappa in cui rilanciare un futuro che abbia al centro i valori del rispetto e della nonviolenza. Nel 2003 lo slogan recitava “Per la Pace mi espongo”. Era il periodo delle manifestazioni oceaniche contro l’intervento militare in Afghanistan e in Iraq, quando 110 milioni di persone marciarono in tutte le nazioni per opporsi alla guerra. Un movimento definito dal New York Times «la seconda superpotenza mondiale».
Dopo undici anni la situazione è differente, ma altri conflitti si sono aggiunti alla lista, anche alle porte d’ingresso dell’Europa. «E di fronte alla drammatica crisi economica e sociale del Paese, – ha spiegato Mao Valpiana, presidente nazionale del Movimento Nonviolento – vogliamo fare un passo in avanti, promuovendo congiuntamente la Campagna per il disarmo e la difesa civile, lanciando la proposta di legge d’iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta».
Alle 14, orario di apertura dei cancelli, una moltitudine di bandiere arcobaleno ha invaso (pacificamente, manco a dirlo) l’anfiteatro. Dal palco si sono alternate, per tutto il pomeriggio, musica e parole: particolarmente apprezzato il discorso di don Luigi Ciotti, centrato su inclusione ed esclusione e quello di Renato Accorinti, sindaco di Messina, che ha spronato i presenti a «fare qualcosa adesso».
Si è parlato anche di F35: migliaia di aeroplanini di carta si sono alzati in aria e hanno disegnato traettorie colorate nel cielo sereno di Verona. «Finora il governo – ha osservato Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo – si è limitato a rinviare l’acquisto di qualche aereo a dopo il 2020, ma al di là delle voci e degli annunci a effetto, l’impegno finanziario complessivo rimane quello da 14 miliardi per 90 cacciabombardieri. Chiediamo a Renzi di rispettare sia le prerogative del Parlamento, sia la posizione maggioritaria del suo stesso partito, ormai contraria agli F35 come lo è la maggioranza degli italiani». Anche da Maurizio Landini (Fiom Cgil) e Gianni Alioti (Fim Cisl) è arrivato un netto no agli F 35.
Gad Lerner si è scagliato invece contro il sindaco Flavio Tosi e l’ordinanza che vieta di dare cibo ai bisognosi in alcune aree del centro durante la stagione turistica. «Tratta le persone come piccioni o animali molesti cui è vietato dare cibo. – ha detto il giornalista – Con sobrietà noi tutti qui presenti, tutte le associazioni, possiamo impegnarci in una risposta pacata di disobbedienza civile. L’aggettivo civile, forse, lo dobbiamo insegnare al signor sindaco di questa città».
Simone Cristicchi e Eugenio Finardi hanno salutato, attraverso le loro note musicali, il popolo pacifista che con calma e allegria ha lasciato l’Arena. “La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo”, era la scritta che compariva su alcuni stendardi. Venerdì 25 aprile la bandiera arcobaleno e quella della resistenza sono tornate a sventolare insieme. E, guarda caso, il sole a Verona splendeva alto nel cielo. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

Vicende e memorie del confine orientale

Il10151407_10152395153471667_952213039003533907_n primo incontro della rassegna I venerdì della storia (organizzata da Liceo Fermi di Cantù, Coordinamento comasco per la Pace, Centro studi schiavi di Hitler, Città di Cantù) ha avuto al centro la parola confine e il suo significato, inteso sia come barriera fisica ma anche mentale. Roberto Spazzali, docente all’Isis   Da Vinci e all’Università di Trieste, ha ripercorso la storia di Trieste e delle zone limitrofe, sottolineando come, in quel pugno di terre, si siano ingarbugliate più di un secolo di vicende europee.
Le barriere, fisiche e mentali, hanno diviso le persone all’interno della stessa città. I mutamenti politici hanno, in molti casi, minato i già fragili equilibri del territorio Triestino.
Spazzali, di fronte a una platea molto attenta (e, purtroppo, non numerosa), ha raccontato di esodi, controesodi, divisioni, lotte ma soprattutto di uomini, trovati loro malgrado a essere protagonisti di unastoria italiana ma soprattutto europea. [aq, ecoinformazioni]

I venerdì della storia

I venerdì della storiaQuattro appuntamenti 11 e 25 aprile, 2 e 9 maggio alle 21 al Liceo scientifico Enrico Fermi e al Teatro San Teodoro di Cantù, «con l’intento di approfondire vicende della storia contemporanea italiana», organizzati da Liceo Fermi, Coordinamento comasco per la Pace, Centro studi schiavi di Hitler e Comune di Cantù.

 

«Venerdì 11 aprile, al Liceo Fermi [in via Giovanni XXIII] – spiega la presentazione –, si parlerà di Vicende e memorie del confine orientale, con Roberto Spazzali, docente presso l’Università degli studi di Trieste che, con le sue pubblicazioni, ha contribuito a rimuovere l’oblio e l’omertà sulla storia di Venezia Giulia, Istria, Dalmazia.

Il 25 aprile al Teatro San Teodoro [via Corbetta 7], si terrà il concerto dei Barabàn, Venti5 d’Aprile, musica per la festa della Liberazione, uno spettacolo moderno e di straordinaria efficacia. Una vera e propria lezione di storia in musica che racconta, attraverso canzoni e melodie di rara bellezza, appassionate testimonianze e immagini di grande forza evocativa, cosa fu la Resistenza.

Venerdì 2 maggio, al Liceo Fermi, interverrà Miguel Gotor, docente di Storia moderna all’Università di Torino e attualmente senatore della Repubblica. Parlando de L’Italia degli anni 70 tra speranze e tempeste, affronterà il passato recente della Repubblica, con il sogno di un mondo nuovo e le lotte di potere, le vicende inquietanti, le tragedie».

«Questa prima edizione – termina lo scritto – si concluderà il 9 maggio, al Teatro San Teodoro, dove si parlerà della Prima guerra mondiale ma con l’obiettivo puntato lontano dal fronte, per cercare di capire le trasformazioni portate dalla guerra al nostro territorio e alla popolazione. Il Piave mormorava, vita quotidiana, guerra e spagnola tra il 14 e il 18, è il titolo. Interverranno Valter Merazzi, del Centro studi schiavi di Hitler e Carlo Antonio Barberini del Centro Filippo Buonarroti».

Per informazioni tel. 338.4683196. [md, ecoinformazioni]

7 aprile/ don Annino Ronchini e la meglio gioventù

don annino ronchiniLunedì 7 aprile a Fino Mornasco, nell’ambito della rassegna Oltre lo sguardo/ Incontri promossa dal Coordinamento comasco per la pace, don Annino Ronchini interverrà nella serata intitolata La meglio gioventù. Don Annino Ronchini è referente del settore Salute mentale e disagio psichico della Caritas diocesana di Como, appassionato conoscitore di Leone Tolstoi, il grande profeta russo che convertì Ghandi alla non violenza. Nato a Valmorea il 26 luglio del 1950, è stato ordinato sacerdote il 29 giugno del 1974. Dopo l’ordinazione è stato per alcuni anni vicario presso la parrocchia di Rovellasca, quindi parroco fino al 1992 di Casalzuigno con l’incarico di vicario foraneo e successivamente parroco a Ponte Tresa fino all’agosto del 2000. Dal 2000 al 2008 è stato parroco di Vertemate. Dopo otto anni di ministero pastorale in questa comunità della bassa Comasca prosegue il suo servizio a Colico, dove attualmente è parroco. L’incontro di lunedì 7 aprile, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura di Fino Mornasco, inizia alle 21 nella sala del caminetto del municipio, all’interno del parco comunale.

Calendario unico della Cooperazione internazionale

como internazionaleComo si dota di uno strumento: «Per promuovere e coordinare le iniziative che le realtà del territorio cittadino e provinciale comasco mettono in essere nell’ambito della cooperazione, dei rapporti di gemellaggio, del volontariato internazionale, dell’educazione alla mondialità e dell’internazionalizzazione della città».

 

«In occasione della prima edizione del festival Intrecci di popoli che si è svolto nel maggio scorso, è stato avviato un percorso con gli enti e le realtà che si occupano di volontariato internazionale e con le comunità migranti presenti – spiega il Comune di Como –. La promozione della cultura e dei valori della Pace e della solidarietà tra i popoli sono stati posti come obiettivi primari del progetto che del resto, vede come protagonista una città, Como, dichiarata Messaggera di Pace dalle Nazioni unite».

Come concretizzare un tale obiettivo? «Un calendario unico on-line è lo strumento che è stato individuato per promuovere e coordinare le iniziative che le realtà del territorio cittadino e provinciale comasco mettono in essere nell’ambito della cooperazione, dei rapporti di gemellaggio, del volontariato internazionale, dell’educazione alla mondialità e dell’internazionalizzazione della città. Eventi, festival, bandi, incontri con delegazioni estere, anniversari di gemellaggio, ricorrenze internazionali legate alla cooperazione e alla pace, attività patrocinate sono alcuni degli appuntamenti che saranno segnalati».

Le prime notizie pubblicate riguardano i dieci anni del gemellaggio fra Como e l’israeliana Netanya, l’ultima delle quattro città gemellate con il capoluogo lariano, le altre sono la tedesca Fulda, dal 1960, la giapponese
Tokamachi, dal 1975, e la palestinese 
Nablus, dal 1998.

Il Calendario è promosso da Comune di Como, Coordinamento comasco per la Pace e Centro servizi per il volontariato ed è consultabile al’indirizzo Internet www.comointernazionale.it o alla pagina Facebook. [md, ecoinformazioni]

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