Daniele Lorenzi

eQua: la fine è solo l’inizio, del cambiamento

Nella soleggiata giornata di sabato 9 aprile è terminata al Teatro Tascabile di Bergamo la prima edizione di eQua: tre giorni di dibattiti, lavori e proposte di numerosi relatori e relatrici, circoli e comitati da sintetizzare nella teoria delle idee e nella pratica quotidiana associativa in vista del prossimo convegno nazionale di Arci. Un confronto tra diverse intelligenze che ha cercato di portare un po’ di luce sul percorso comune verso il cambiamento, riuscendoci.

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Diretta/ eQua/ Saluti finali e summa dei lavori

Termina nella soleggiata mattina di sabato 9 aprile al Teatro Tascabile la prima edizione di eQua: tre giorni di dibattiti, lavori e proposte di tante e tanti da sintetizzare nella teoria delle idee e nella pratica quotidiana associativa in vista del prossimo convegno nazionale di Arci. Interviene il presidente Arci nazionale Daniele Lorenzi.

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Il programma completo qui.

Sfoglia il nostro mensile di aprile interamente dedicato ad eQua con interventi dei partecipanti e materiali di lavoro:



eQua/ Il mensile di ecoinformazioni come guida per il convegno

Ecoinformazioni con e per eQua: il mensile di aprile del circolo di giornalismo partecipato di Como è interamente dedicato al primo incontro Arci nazionale sulla lotta per i diritti e le diseguaglianze. Sfoglialo online di seguito (o in formato cartaceo in tutte le giornate di eQua a Bergamo): interventi dei partecipanti, approfondimenti e materiali di lavoro utili per vivere attivamente i giorni dell’incontro, i tavoli di lavoro e le assemblee plenarie.

L’editoriale eQua – un ragionamento collettivo:
« La cosa di cui vado più fiero in questo periodo intenso per l’Arci è la voglia che sento e che vedo di ritrovarsi insieme. Sicuramente per il gusto stesso dello stare insieme dopo oltre due anni di pandemia, ma ciò che mi colpisce di più è la voglia di ritrovarsi per costruire un’Arci al passo con i tempi che stiamo vivendo. Già, perché ci siamo tutte e tutti convinti che di Arci ci sarà molto più bisogno di prima e le sfide che ci attendono non potranno essere affrontate con superficialità e semplice ottimismo. Occorre infatti ripartire dai fondamentali, individuare bene su quali assi portanti ricostruire identità, aggregazione, progetti e iniziative, rinsaldare legami e relazioni e così tornare a poter offrire un punto di vista associativo sulle grandi questioni del nostro tempo. Una di queste, fra le più importanti a mio avviso anche per l’impegno della nostra associazione, è quella relativa al tema diseguaglianza che è tornata prepotentemente sul tavolo della politica prima con la pandemia e adesso, in queste ore drammatiche, con la guerra che si sta consumando in Ucraina. Da una parte, l’aumento fino al 2% del pil delle spese militari previste nei prossimi anni passata sotto silenzio e con l’avvallo di quasi tutti i gruppi politici presenti in Parlamento e dall’altra le recentissime previsioni catastrofiche del governatore della Banca d’Italia secondo cui oltre 100 milioni di persone a livello globale torneranno in estrema povertà a causa della stagnazione economica. Solo noi consideriamo le due questioni come due facce di una stessa pericolosa medaglia? Possibile non tenere conto di come, sempre secondo il governatore Visco, dal 1980 «in Italia è un po’ peggiorata la redistribuzione dei redditi»? E in tutto questo, pur con tutte le difficoltà di questa fase bellica in cui siamo immersi, dove è la politica? Anche per questo ci ritroviamo a Bergamo nei primi giorni di aprile per recuperare la politica rispetto a ciò che accade attorno a noi partendo da noi stessi, dalle nostre pratiche e dalle nostre idee per contrastare paure, solitudini e povertà diverse. eQua sarà, quindi, un importante momento per sviluppare un ragionamento collettivo sull’attualità politica e sociale del nostro paese, per scambiare buone prassi, per conoscere meglio le esperienze e i vissuti delle realtà ARCI, per provare ad innovare gli strumenti del nostro agire quotidiano anche attraverso sessioni di auto-formazione. Esserci sarà importante perché abbiamo bisogno del contributo di tutte e di tutti; esserci sarà necessario per rispondere a bisogni molto concreti delle nostre comunità e per costruire attorno ad essi partecipazione, emancipazione, nuovo associazionismo, mutualismo. Partecipare a eQua sarà fondamentale per costruire insieme un pezzo dell’elaborazione congressuale che guarda con profonda attenzione al nostro futuro comune». [Daniele Lorenzi, presidente nazionale Arci]

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