Dario Franceschini

Variante Tremezzina: dal Politecnico la presa di posizione di un autorevole docente per la salvaguardia del territorio

L’iter di valutazione della Variante Tremezzina è giunto ad una fase cruciale.

variante-della-tremezzina-Griante

A settembre si è chiusa la conferenza dei servizi in sede di VIA (Valutazione di impatto ambientale) nel corso della quale i diversi enti interessati sono stati chiamati ad esprimere le proprie valutazioni in merito al progetto. In questo ambito la Soprintendenza ha presentato un parere non favorevole sottolineando criticità e carenze dell’attuale progetto e chiedendo una sostanziale revisione per ridurre i tratti i cielo aperto e l’impatto complessivo dell’opera sul paesaggio e su alcuni significativi elementi del patrimonio culturale (la Torre del Soccorso, il Sacro Monte di Ossuccio, la parrocchiale di Bonzanigo, la Villa Maresi di Griante). Le osservazioni della Soprintendenza sono state accolte nel decreto di VIA emesso dalla Regione Lombardia che, pur esprimendo parere favorevole, ha indicato ai progettisti precise prescrizioni volte a soddisfare le richieste della Soprintendenza.

Tali indicazioni avrebbero dovuto essere recepite dal progetto in sede di una successiva conferenza dei servizi presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche che ha avuto luogo nel mese di ottobre. Tuttavia in tale occasione il progetto non è stato modificato secondo quanto richiesto anche da Regione Lombardia e la Soprintendenza ha pertanto ribadito il parere non favorevole all’attuale versione del progetto per cui il Provveditorato alle Opere Pubbliche ha chiuso la conferenza dei servizi con esito negativo rinviando al Consiglio dei Ministri la possibilità di scavalcare il parere della Soprintendenza. Dalla lettura dei documenti appare evidente che il funzionario della Soprintendenza, nel pieno rispetto del ruolo a cui è chiamato l’organo di tutela, non ha espresso un parere contrario alla realizzazione della variante ma ha chiesto di rivedere l’attuale progetto per salvaguardare un paesaggio straordinariamente prezioso ma anche molto fragile. Tuttavia nei giorni scorsi sulla stampa sono apparse dichiarazioni che mettono in discussione il suo operato e il ruolo svolto dalla Soprintendenza e qualcuno è arrivato perfino a chiedere il trasferimento del funzionario ad altro incarico.

Occorre ribadire quindi, come ha fatto apertamente il prof. Stefano Della Torre professore ordinario di restauro al Politecnico di Milano in una lettera inviata alla Presidenza del Consiglio e ai ministri Del Rio e Franceschini, che la Soprintendenza viene chiamata ad esprimere il proprio parere nella valutazione di un progetto definitivo proprio con l’obiettivo di garantire la tutela del paesaggio e del patrimonio storico artistico e sarebbe opportuno pertanto spostare l’obiettivo sui limiti e sulle criticità tuttora irrisolte del progetto. [Marco Leoni per ecoinformazioni]

Per leggere la lettera clicca qui.

Incontro con il ministro per il Teatro sociale

teatri tradizionaliCavadini a Roma con i rappresentanti delle città sedi dei teatri di tradizione perché: «il Decreto cultura esclude tali enti dalle misure previste per il rilancio delle fondazioni liriche-sinfoniche».

 

Palazzo Cernezzi ha preso parte giovedì 25 settembre all’incontro a sostegno dei teatri di tradizione con Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

«L’incontro è stato promosso dal comune di Cremona – ricorda il Comune di Como –, insieme alle città sedi dei teatri di tradizione, accompagnati oggi dal presidente dell’Atit (Associazione italiana teatri di tradizione), Giuseppe Gherpelli, in rappresentanza di tutti i teatri di tradizione, e dalla consigliera dell’associazione, Angela Cauzzi, sovrintendente del Teatro Ponchielli di Cremona».

«I Teatri di Tradizione sono 29, distribuiti in 14 regioni – precisa una nota –. Le città interessate sono Novara, Bergamo, Como, Cremona, Mantova, Pavia, Rovigo, Treviso, Bolzano, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Savona, Livorno, Lucca, Pisa, Jesi, Macerata, Chieti, Salerno, Lecce, Cosenza, Catania, Trapani, Sassari».

«Il Decreto cultura, recentemente approvato rappresenta una scelta importante e sostanziale in base alla quale sono state elaborate alcune misure significative per il rilancio delle fondazioni liriche-sinfoniche – hanno scritto i sindaci dei Comuni coinvolti nella lettera di richiesta dell’incontro con il ministro –. Alla luce di questo provvedimento, che non comprende i teatri di tradizione, e alla luce dell’importanza di queste istituzioni culturali per i nostri territori, abbiamo ritenuto necessario costruire sinergie tra le città sedi di questo tipo di teatri. I teatri di tradizione da anni sono accomunati da crescenti difficoltà relative alla sostenibilità economica, alla manutenzione, alla programmazione. Problematiche che vanno sanate per consentire a queste istituzioni culturali di continuare a svolgere il loro prezioso compito».

«Gli enti coinvolti hanno condiviso un documento, elaborato dall’Atit – prosegue l’Amministrazione del capoluogo comasco –, dove sono presenti alcune proposte sottoposte al ministro Dario Franceschini, come quella, ad esempio, di far rientrare le donazioni ai teatri di tradizione nell’ambito del regime fiscale agevolato».

«Oggi a Roma erano presenti 21 delle 29 città interessate, in rappresentanza di tutte le regioni – precisa Luigi Cavadini, assessore alla Cultura del Comune di Como –. Questa presenza ha certo reso evidente l’interesse e il bisogno di sostegno ai teatri come il nostro Sociale e la risposta del ministro è stata di grande disponibilità a considerare le problematiche a lui sottoposte. Abbiamo condiviso l’impegno a rinsaldare i rapporti con il Ministero e con le Regioni per un sostegno ai teatri di tradizione non solo legislativo ma anche economico-finanziario. Parliamo di un’attività culturale, fondamentale non solo per i territori di riferimento ma per tutto il paese». [md, ecoinformazioni]

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