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17 marzo/ Lotto marzo di ecoinformazioni è con le donne palestinesi

Non solo un giorno, ma anni di impegno della nostra testata per i diritti delle donne e per un mondo nuovo possibile senza apartheid, colonie, occupazioni militari, muri. Le Donne in nero e Arci-ecoinformazioni per Lotto marzo invitano  alla serata Donne palestinesi raccontano, tre cortometraggi dalla Palestina occupata (Se Asmaa avesse parlatoUn secchio d’acquaIl segreto della donna pastora) venerdì 17 marzo allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como. Alle 19,30 buffet palestinese, alle 21, dopo il saluto di Khader Tamini, presidente della Comunità palestinese della Lombardia, proiezione di tre cortometraggi dalla Palestina occupata, videointervento di Luisa Morgantini, intervista di Alida Franchi a Sahera Dirbas, regista e produttrice. Ingresso libero. l’iniziativa, insieme a Suoni liberi del 24 marzo, è a sostegno di ecoinformazioni, l’informazione con le spine. A tutti e tutte sarà regalato un cactus.

Guarda il cinegiornale di ecoinformazioni in proiezione al Gloria con la presentazione di Cactus: Donne palestinesi raccontano e Suoni liberi.

 

Strategie per un mondo nuovo/ migrazioni, sviluppo e strategie tra Africa ed Europa

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Un convegno assai partecipato – in tutti i sensi – quello ospitato dal Teatro Sociale di Como la mattina di sabato 18 febbraio. Curato da Massimiliano Mondelli, moderato dai giornalisti Alessio Brunialti e Andrea Quadroni de La provincia e Michele Luppi de Il settimanale della diocesi, e dedicato alla memoria di Gian Paolo Calchi Novati, grande esperto di storia del colonialismo recentemente scomparso, Strategie per un mondo nuovo.  Prospettive di gestione dei flussi migratori provenienti dall’Africa ha inteso offrire ad abitanti, istituzioni e associazioni di Como una visione ragionata del fenomeno migratorio di provenienza africana e di destinazione europea, dato che proprio dall’Africa proviene la maggior parte delle persone che hanno raggiunto la città negli ultimi sei mesi, attivando la cittadinanza nell’ormai noto sistema d’accoglienza (in parte) spontanea e trasversale che è stato più volte citato come esempio positivo. Già on line tutti i video.

Hanno aperto l’incontro tre rappresentanti politici – Chiara Braga, deputata e responsabile nazionale Ambiente Pd, Bruno Corda, prefetto di Como, e il sindaco della città Mario Lucini, affiancati da Barbara Pozzo, professora di Diritto privato comparato presso l’Università degli studi dell’Insubria. Sono stati riconosciuti i meriti della “bella Como” nell’allestire e coordinare un’ accoglienza strutturata, che superasse una logica “emergenziale” per offrire ai migranti mezzi concreti di integrazione in loco, mentre l’Italia si distingue per un carico di responsabilità e un atteggiamento costruttivo che pochi altri paesi europei si sono assunti. Corda ha osservato che nessuno degli enti e delle persone coinvolte ha negato il proprio contributo, scongiurando così il rischio di un’esacerbazione della tensione associata, sia pure irrazionalmente, ai “migranti”(una definizione che il prefetto evita in quanto irrispettosa dell’aspetto individuale).

Unitamente alla cittadinanza, alla politica e al terzo settore, è intervenuto alla gestione dell’accoglienza un quarto grande attore: il settore accademico, per definizione legato all’avanguardia, al progresso e, in generale, al miglioramento della condizione umana per mezzo della conoscenza. Proprio quest’ultima, ha sottolineato Lucini, permette di affrontare gli inevitabili cambiamenti sociali con atteggiamento positivo e innovatore, traslando in un più ampio contesto esperienze e insegnamenti maturati a livello locale. Scuole e università hanno la funzione di aprire la strada al cambiamento e gettarne le basi: per fare ciò, è impensabile che insistano nell’isolarsi dalla realtà materiale senza interagire con essa.

Precisamente dall’ambiente universitario appartiene una parte significativa degli ospiti del convegno (Fabio Rugge, rettore dell’Università di Pavia, e Gian Battista Parigi, professore di Chirurgia Pediatrica presso lo stesso ateneo, non hanno potuto presenziare fisicamente, intervenendo però “in differita” con un messaggio scritto e una registrazione), nel tentativo di “decostruire” il fenomeno migratorio afro-europeo.
Per ammissione di  Paolo Sannella, presidente del Centro relazioni con l’Africa della Società geografica italiana e già ambasciatore italiano in Costa d’Avorio e Angola, “la migrazione è un tema difficile”, per la sua complessità irriducibile. Trovare una soluzione adeguata a essa non è e non può essere semplice, ma resta comunque un’urgenza.
Sannella ha ricordato come alla base delle migrazioni di africani e africane verso l’Europa stiano cambiamenti di segno positivo: un rapidissimo aumento demografico determinato da un miglioramento delle condizioni di vita, l’abbondanza di risorse reali o potenziali nel continente africano, tra cui, se non soprattutto, quella umana, complementare all’inarrestabile invecchiamento della popolazione europea. Il problema non sta, dunque, nella dotazione di risorse, ma nella gestione e distribuzione di esse, in larga parte per effetto della colonizzazione europea. Per “dovere morale” storico, ma anche per interesse reciproco, l’Europa dovrebbe cooperare con l’Africa in ognuna delle fasi della migrazione: non soltanto nell’accoglienza, cioè, ma anche nell’ambito della cooperazione e dello sviluppo nei paesi d’origine dei migranti, a cui approcciarsi con atteggiamento paritetico, restituendo agli africani il ruolo di architetti e protagonisti del cambiamento. Per rendere più armoniosi ed efficaci i rapporti tra il Nord e il Sud del Mediterraneo, è altrettanto necessario che la società europea sia disposta a rimettersi in discussione, accogliendo trasformazioni inevitabili, ma non necessariamente fatali o sconvolgenti. Del resto, prima di questa nuova ondata xenofobica, l’Europa ha già conosciuto e consentito diversi casi di inclusione positiva, come nel caso della fortunata commistione tra la comunità capoverdiana e la società italiana, citata da Manuel Amante Da Rosa, ambasciatore di Capo Verde in Italia e responsabile Commissione degli affari migratori per il gruppo degli ambasciatori africani accreditati e residenti in Italia.

Tale esempio non è casuale, perché la vicinanza linguistica e i comuni valori cattolici rivelano quanto, molto spesso, la distanza che ci separa dagli altri sia più percepita che reale, e di come sia dunque possibile cooperare “simmetricamente” per convergere a soluzioni da cui ognuna delle parti possa trarre beneficio. In quest’ottica, la cooperazione non è da intendersi come spesa a perdere, bensì come investimento sul lungo periodo – ha affermato Jean-Léonard Touadi, titolare della cattedra di Geografia dello sviluppo in Africa dell’ateneo di Roma Tor Vergata -, coinvolgendo il settore della formazione e permettendo un’interazione continua tra operatori pubblici e privati, locali e “d’importazione”, nello scenario di un mondo sempre più interconnesso in cui le somiglianze sono più delle differenze, e in cui si possa trarre vantaggio bilaterale anche (soprattutto?) da queste ultime.

Certo è sbagliato, e nocivo, ignorare le criticità politiche, economiche, sociali nei rapporti tra Europa ed Africa. A parte la questione della xenofobia e la retorica dell’emergenza, tanto più preoccupanti quanto più si fa caso alle loro illogiche premesse, resta il dato di fatto di una distribuzione asimmetrica delle risorse, con le conflittualità che ne derivano. Per evitare ulteriori sbilanciamenti aggravati da una corruzione spesso endemica, ha argomentato Alberto Majocchi (già professore di Scienza delle finanze a Pavia), è opportuno evitare finanziamenti diretti, formando, in Europa, specialisti che possano applicare le conoscenze acquisite alla realtà dei paesi d’origine, creando condizioni favorevoli agli investimenti. Anche Anna Rita Calabrò, in cattedra presso il dipartimento pavese di Sociologia, si è detta favorevole a un’apertura delle università a giovani migranti di talento, perché possano investire le competenze acquisite per migliorare la realtà di provenienza.

Non bisogna tuttavia ridurre il contributo scientifico a un'”inversione di tendenza” dei flussi migratori, orientata allo sviluppo “anziché” all’inclusione. Lino Panzeri, professore di Diritto delle migrazioni presso Uninsubria, ha ricordato l’importanza degli enti locali come “laboratori di convivenza”, in cui il concetto stesso di cittadinanza è trasformato dai cambiamenti in atto nella società, compreso l’arrivo di nuovi soggetti che interagiscono con la comunità autoctona. A Como, per esempio, l’Università dell’Insubria sta offrendo agli studenti del corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale di affiancare operatori dell’accoglienza presso il centro di accoglienza di via Regina Teodolinda; più in generale, la risposta data dalla città all’arrivo di nuovi e voluminosi flussi migratori conferma che la spinta a migliori modelli d’accoglienza passa dal locale per arrivare, forse, al nazionale e al comunitario. L’emanazione di leggi a partire dai primi anni Ottanta in Italia e interventi mirati della Corte costituzionale hanno riconosciuto, ex-post, l’effettivo protagonismo dei comuni nel superare la concezione delle migrazioni come mera questione di ordine pubblico.
E del resto, ha sottolineato Luca Deidda, che è intervenuto dall’Università degli studi di Sassari di cui è prorettore e dove insegna Economia, come possono trarre vantaggio i migranti dall’inclusione nella società ospite, ne può trarre vantaggio quest’ultima. C’è di più: Deidda ha affermato che le migrazioni “devono” essere compatibili con la possibilità dell’inclusione sociale, e gli istituti di formazione possono contribuire a creare tale compatibilità. L’esperienza di Deidda, prorettore e docente presso un ateneo di dimensioni relativamente piccole, in una regione poco popolosa  e “anziana” quale è la Sardegna, ben dimostra la “complementarietà” tra gli ospitanti e gli ospitati. Peraltro, incentivare l’accoglienza integrata alla formazione universitaria potrebbe spianare la strada per un percorso educativo finalizzato a un’accoglienza “a tutto tondo”, comprensiva dell’aspetto “inclusivo” e di quello più legato alla sicurezza.

Per ultima, ha preso parola Elly Schlein, europarlamentare Possibile. Schlein ha constatato che l’obiettivo europeo di un sistema d’asilo comune (ed efficace) non ha, ad oggi, portato a risultati concreti. A un anno e mezzo dall’approvazione in sede di Consiglio europeo di una distribuzione ponderata di 160 000 rifugiati tra i 28 Stati dell’Unione, soltanto 12 000 sono stati effettivamente riassegnati, alleviando l’onere dell’Italia e di altri cinque paesi che, da soli, si fanno carico dell’accoglienza dell’80% dei richiedenti asilo in Europa, complice il sistema messo in piedi dagli accordi di Dublino, che attribuisce tale responsabilità al “primo paese d’arrivo” (il significato ultimo di tale espressione rimane ambiguo); per non parlare del fatto che l’86% dei rifugiati mondiali è effettivamente ospitato in Paesi in via di sviluppo. Procede, al contrario, il processo di “esternalizzazione” dei controlli di frontiera, rendendo l’accoglienza europea esclusiva più che inclusiva, benché  migranti e rifugiati in arrivo in Europa costituiscano una percentuale minima della popolazione complessiva dell’Unione. Accordi di reinsediamento o rimpatrio come quello, assai controverso, siglato con la Turchia sono presi in considerazione anche per paesi tutt’altro che sicuri, mentre le frontiere esterne della “fortezza Europa” in disgregazione  – le isole greche, i Balcani, le coste e i confini italiani – si trasformano in “bacini di raccolta” per un numero di migranti e richiedenti asilo che, pur gestibili in una dimensione comunitaria, certo non lo sono a livello locale. Si è detta scettica, Schlein, riguardo al New Migration Compact per come esso si presenta, privo com’è di coerenza rispetto alla cooperazione finalizzata allo sviluppo. L’Unione Europea sembra dare con una mano ciò che toglie con l’altra, considerando che i 1000 miliardi di dollari persi in cinquant’anni di evasione ed elusione fiscale equivalgono ai fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo (come riportato da uno studio dell’African Union). E se manca la volontà di collaborare nell’includere migranti, richiedenti asilo e rifugiati, sembra esserci un consenso assai robusto per quanto riguarda l’esclusione degli stessi. In altre parole, una politica comune di asilo sembra raggiungibile in Europa a condizione di eliminarne, a priori, la materia prima.

Un dibattito così ricco di interventi e spunti di riflessione ha dunque trovato un fil rouge nel coinvolgimento del settore educativo dei paesi d’arrivo che sia finalizzato a creare migliori condizioni d’inclusione e maggior efficienza economica sul posto, da un lato, e intervenire nei paesi d’origine affinché migrare possa essere una scelta, prima che una necessità materiale, dall’altro. Questo comporterà un’azione sinergica, orizzontale, che mostri, nella logica come nei fatti, il reciproco vantaggio dell’accoglienza “qui” e dello sviluppo “lì”. Che smentisca le false premesse su cui si basa il discorso protezionista e xenofobo, che incontra ampi consensi nell’epoca dei “fatti alternativi” e di politiche di frontiera draconiane, e rispetto al quale gli immigrati di seconda generazione sono particolarmente a rischio. Che richieda, come ogni investimento, delle spese iniziali in previsione di futuri e reciproci guadagni, ma  che, come ogni investimento assennato, si attenga a una strategia condivisa e non perda mai di vista gli obiettivi comuni. [Alida Franchi, ecoinformazioni – foto di Enzo Mangalaviti, ecoinformazioni].

Guarda tutte le foto di Enzo Mangalaviti

Già on line sul canale di ecoinformazioni  i video di tutti gli interventi.

Leggi qui il documento finale della conferenza.

Migranti. E ora? La bella Como si interroga sul futuro

aae-1
pjimage-11Probabilmente ci sbagliavamo, quando nel corso dell’estate affermavamo a più riprese che Como, nell’affrontare una presenza di migranti sempre più vasta, stava mostrando il suo volto migliore. Nella raccolta delle nostre cronache da e sul microcosmo delle nuove migrazioni che interessavano questa città, raccolte nella bellezza di 258 pagine che vi invitiamo a leggere e a guardare, avremmo dovuto far riferimento a tanti – e tutti splendidi – volti.
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Bread and roses per Ri-amare la politica/ Welcome refugees

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Bread and roses il 26 agosto  al Convegno della Rosa Bianca Ri-amare la politica a Terzolas (Tn). L’intervento di Celeste Grossi (che  non ha potuto partecipare per la morte della mamma avvenuta al mattino del 26 e ha fatto pervenire lo scritto tramite Grazia Villa) e il video di Arci-ecoinformazioni (altro…)

Bella Como/ Lettera al viaggiatore che arriva a Como San Giovanni

locandina stazione viaggiatore printPer iniziativa di Como senza frontiere e di Arci-ecoinformazioni la lettera scritta da Claudio Fontana per mostrare a coloro che arrivano alla stazione San Giovanni quanto è importante restare umani e quanto nobile e generoso sia l’impegno della città di Como per i Diritti umani è stata impaginata, illustrata e stampata e ne è iniziata la distribuzione in stazione e nelle sedi della solidarietà lariana.Si tratta del primo passo per dar lustro alla città mettendo in bella mostra le azioni positive che i cittadini e le cittadine compiono per “restare umani”. C’è da augurarsi che, finalmente entrati nella realtà, anche quegli operatori economici e i gruppi politici che essi rappresentano, spesso prigionieri del loro stesso conservatorismo, comprendano che è possibile, essendo umani e finalmente terrestri,  anche dare un’immagine positiva moderna, culturalmente avanzata della città di Como non solo Messaggera ma anche azionista di Pace con profitto per il futuro di tutte e di tutti. Inutile invocare che il prato di San Giovanni sia un green vergine, sono le menti da pulire liberandole dai rifiuti tossici del razzismo e dalla xenofobia. E sarà un affare per tutte e tutti.  Scarica e diffondi il volantino. Nel seguito il nostro articolo che preannunciava l’iniziativa. (altro…)

Prime priorità/ Assente il governo, Volta e i Plinii

prioritàPiù volte da queste pagine abbiamo sostenuto che una nostra priorità per contrastare nell’unico modo efficace l’inquinamento dell’aria era che piovesse. E  nella serata nella quale abbiamo invitato la città a discutere delle priorità siamo stai accontentati. Pioggia battente e freddo non hanno però impedito martedì 15 marzo a una sessantina di persone di partecipare all’incontro alla Cna di Como. Un pubblico vario, pochi i giovani, assenti questa volta (a differenza dell’incontro sulle paratie che aveva raccolto buona parte della giunta e il sindaco) tutti gli esponenti del governo della città; tra i consiglieri presenti solo Luigi Nessi e Celeste Grossi. (altro…)

20 dicembre/ Como comunicazione/ Una nuova generazione

ecoinformazioni logo SITOCi sono molte ragioni per venire dalle 15 di domenica 20 dicembre allo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como. Offriamo – e lo facciamo con relatori e relatrici eccezionali –  la presentazione del libro Un uomo bruciato vivo che salda il tema del diritto al lavoro con quello del diritto alla libera circolazione delle persone. Continuiamo con i videoconcerto Pangea che illustra con i registri della letteratura, della fotografia e  della musica  la naturalità dei movimenti dei continenti con quella delle migrazioni. Concludiamo con il Buffet mediterraneo dove troverete  i dolci di pasta di mandorla insieme al panettone, lo spumante e il tè alla menta, la pizza e il pandoro con un assaggio di gastronomia siriana e tanto altro. Ma il motivo che forse più vi convincerà a partecipare e forse proprio ecoinformazioni. L’ingresso è con sottoscrizione per sostenere con l’Arci la nostra impresa di libera informazione partecipata.

La svolta alla quale vi chiediamo di dare energia non è la prima che la nostra impresa compie. In diciassette anni ecoinformazioni ha percorso molta strada, quasi sempre in salita, sempre ostinatamente contraria agli schemi dell’informazione commerciale. La scelta di oggi è tra un futuro conservativo che ripercorra la strada del volontariato puro e una ulteriore qualificazione dei giovani e delle giovani che rendono possibile la nostra attività giornalistica, garantendo loro, pur sempre all’interno di una struttura rigorosamente non profit, un riconoscimento professionale e un rimborso economico. Nessuno entrerà nella “casta dei giornalisti”, questo è sicuro, ma se la prima generazione di ecoinformazioni poteva (e continuerà comunque a farlo) sostenere l’attività senza alcun guadagno, potendo contare sul proprio lavoro in altri settori, alle successive (che non solo oggi non trovano lavoro, ma in futuro non riceveranno nemmeno una vera pensione) andrà assicurato un compenso, almeno simbolico. Dare dignità al lavoro è un primo comandamento per tutti quelli che lottano ostinatamente per un mondo di persone libere e diritti uguali, di investimenti in lavoro e cultura, di pace e di cieli puliti. Per questo vi chiediamo di sottoscrivere, superando di molto e in molti la quota associativa del nostro circolo Arci che è come sapete il nostro editore. Padrini e padroni non ne abbiamo. Amici sì. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Momenti di Gloria/ Il cinema che racconta lo sport

momenti-di-gloriaIl Circolo Arci Xanadù in collaborazione con ecoinformazioni, Uisp Como, Rugby Como, Inter Club Kayunga, Università Popolare, Medici con L’Africa e con il patrocinio del Comune di Como, promuove una rassegna di cinema e sport dove il tema dell’integrazione e dell’inclusione sociale, dell’eguaglianza di genere, della lotta contro le discriminazioni e razzismo, nonché della determinazione individuale a spingersi ai limiti e raggiungere il massimo, è promosso attraverso una selezione di affascinanti storie di personaggi fuori dagli schemi, che hanno osato per le proprie idee, le proprie passioni e i propri ideali. Momenti di Gloria si svolgerà allo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como in quattro appuntamenti: 23 ottobre, 5, 12 e 19 novembre.

Venerdì 23 ottobre alle 20.30 verrà inaugurata la mostra fotografica Rock Vertigo del fotografo-alpinista Massimo Malpezzi, seguita dalla presentazione del libro Il Club Alpino Operaio di Como con l’autore Giuseppe Vaghi, l’editore Fabio Cani (Nodo Libri) ed Erio Molteni, presidente del Cao comasco. Alle 21.30 verrà proiettato il film-documentario Ninì di Gigi Giustiniani (Premiato al Trento Film Festival), preceduto da un incotro proprio con il regista che dialogherà con Alberto Cano, curatore della rassegna comasca La montagna nel cinema.

Giovedì 5 novembre alle 20.30 sarà presentato il libro Gigi Meroni – Una vita a tutto campo con l’autore Pierluigi Comerio, l’editore Carlo Pozzoni e con la partecipazione di Maria Meroni, sorella del campione. Sarà presente per un omaggio musicale alla memoria di Meroni anche il cantautore Luca Ghielmetti, co-autore insieme a Filippo Andreani della canzone Gigi Meroni finalista alle targhe Tenco 2015. Alle 21.30 proiezione del documentario Gigi Meroni – il ragazzo che giocava un altro gioco.

Giovedì 12 novembre alle 21 proiezione dl film Il terzo tempo di Enrico Maria Artale. Il film segue il riscatto di Samuel, un ragazzo che non ha avuto nulla dalla vita ma che, passando attraverso il carcere minorile e grazie all’amore per una ragazza, riesce a portare alla vittoria la sua squadra di rugby. Il rugby come metafora della vita e della voglia di tornare a sperare, in una pellicola dove lo sport fa da sfondo ad un racconto di formazione e di sentimenti. Prima della proiezione incontro con esponenti del Rugby Como.

Giovedì 19 novembre alle 20.30 incontro-reading con Italo Nessi (Medico, presidente di Medici con L’Africa Como e di Inter Club Kayunga) che proporrà la narrazione delle olimpiadi del 1968 in Messico e quella della creazione degli Inter Campus ugandesi alternando brevi video al parlato a più voci. A seguire, proiezione del film Glory Road di James Gartner, che narra la storia della squadra di basket universitario americano Miners, allenata dal coach Don Haskins, che per la prima volta nella storia si presentò al campionato del 1965-66 con sette giocatori di colore. Nonostante i pregiudizi razziali e le continue canzonature, i Miners riuscirono a raggiungere il campionato nazionale.

L’ingresso agli eventi è riservato ai soci Arci. Intero 7 euro – ridotto (under 18 – over 65 e studenti) 5 euro. Info http://www.spaziogloria.it

 

11 settembre/ Parole scalze

marciascalzaAlle donne e agli uomini in marcia scalzi. Ognuno di noi leggera durante il percorso un brano, una poesia, parole per i diritti dei migranti. Ecoinformazioni vorrebbe raccoglierle. Vi preghiamo di inviarle a ecoinformazionicomo@gmail.com con il nome di chi le ha lette e di chi le ha scritte. Potremo così pubblicarle insieme alle foto, ai video e al nostro articolo sull’iniziativa. Grazie.

11, 12 e 13 settembre/ A Como e Cantù c’è vita/ Tutto su ecoinformazioni

ecoinformazioni logo SITOVenerdì, sabato e domenica sono importanti per il Comasco, si esprime finalmente con  energia la cultura, la politica disinteressata, l’apertura mentale e delle frontiere, dei Diritti e della Pace contro le destre xenofobe, razziste, violente. Alle 18 di venerdì 11  in Sala Stemmi il Ricordo di Anna Sacerdoti, alle 20,30 in piazza San Fedele la Marcia delle donne e degli uomini scalzi. (altro…)

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