Flavio Lotti

30 agosto/ Per la Pace e i Diritti umani in Comune e in piazza Martinelli

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Martedì 30 agosto sarà una giornata straordinaria per la Pace a Como. A Palazzo Cernezzi alle ore 11.30 si svolgerà  la conferenza stampa della presidenza del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti umani; alle 21 in piazza Martinelli l’Arci e Como senza frontiere offrono la proiezione di Lamerica di Gianni Amelio con interventi di migranti della Stazione San Giovanni, sarà anche l’occasione per sostenere l’attività della parrocchia di Rebbio di don Giusto Della Valle che accoglie ed è attivissima nelle politiche di Pace dal basso.

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Il 7 settembre ci dobbiamo essere tutti!

tavolapaceFlavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, invita a partecipare alla Giornata di digiuno e di preghiera per la Pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero proposta da Francesco. Leggi nel seguito del post il testo del comunicato. (altro…)

Tavola della Pace: l’Europa da Nobel è quella che ancora non c’è

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, giudica il premio Nobel alla Ue «un premio in soccorso dell’Unione Europea. O meglio, di quello che resta dell’Europa e del sogno europeo di Spinelli. Di certo non è un premio all’Europa dei nostri giorni, quella che si accanisce contro i greci, quella che ha trascinato 116 milioni di persone a rischio di povertà, quella che lascia 25 milioni di persone senza un lavoro». Leggi il testo integrale del comunicato della Tavole della Pace. (altro…)

Forze Armate: Non c’è nulla da festeggiare!

Un intervento di Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace che mette in evidenza la follia insita nelle celebrazioni delle forze di guerra. Il loro abnorme sviluppo nel nostro paese è una delle cause del debito pubblico e sarebbe sufficiente ridurre drasticamente le spese per gli armamenti per risparmiare molto di più di quanto il governo impone vessando i lavoratori dipendenti, riducendo o annullando diritti costituzionalmente garantiti, lasciando senza benzina persino le forze dell’ordine. Leggi nel seguito del post il testo integrale dell’intervento. (altro…)

11 settembre. Non dimentichiamo le altre vittime!

Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, interviene contro la retorica dell’11 settembre che dimentica tutte le altre vittime: «Non posso accettare di stare zitto. Il decennale dell’11 settembre ha messo in moto tutti i mezzi di comunicazione. E’ giusto. Quel devastante attentato terroristico ha provocato uno sconvolgimento così profondo delle nostre vite che deve essere ricordato e ricollocato nella memoria collettiva. Quello che non trovo giusto è l’uso retorico e strumentale che si sta facendo delle vittime di quella tragedia. (altro…)

10 giugno a Cantù e 11 giugno a Figino Serenza Festacli 2011

Parole d’ordine: pace, solidarietà, volontariato. Festacli 2011 venerdì 10 e sabato 11 giugno.  La Marcia Perugia-Assisi, 50anni per la pace e la fratellanza dei popoli, incontro con Flavio Lotti, coordinatore nazionale Tavola della Pace venerdì 10 giugno alle  21 al Teatro San Teodoro Via Corbetta Cantù. Leggi il programma.

Palestina: 10 notizie che la tv ha nascosto

Il 29 novembre l’Onu celebra la Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese. Una buona occasione per riflettere sulla situazione dei palestinesi e sulla violenza che ancora oggi gli viene inflitta. Una violenza continua, quotidiana, spesso nascosta dai grandi mezzi d’informazione. La denuncia e la proposta a cura di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace. (altro…)

Via dalla guerra in Afghanistan!

La Tavola della Pace: «Quanti ne dovranno morire ancora prima che la politica si assuma la responsabilità mettere fine a questa assurda tragedia? La Rai aiuti gli italiani a capire cosa bisogna fare. La guerra in Afghanistan ci ha restituito oggi i corpi senza vita di altri quattro soldati italiani. Quanti ne dovranno morire ancora prima che la politica si assuma la responsabilità mettere fine a questa assurda tragedia?  (altro…)

Pace e informazione insieme

paceLa Tavola della Pace con il documento “Morte a Kabul. Le espressioni di cordoglio, di solidarietà e di vicinanza non bastano più” afferma che «è giunto il tempo di cambiare strada. Pace e informazione sono due beni fondamentali a rischio».

A seguito della strage di Kabul, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace ha diffuso la seguente riflessione: «Mi unisco al dolore dei familiari dei soldati italiani e di tutti i civili innocenti uccisi oggi a Kabul. Non sappiamo ancora quanti sono. Di molti non sapremo mai neanche il nome. Sappiamo solo che i loro corpi sono stati dilaniati da una bomba nel centro della capitale dell’Afghanistan. L’ennesima bomba per l’ennesima strage. Seduto davanti alla tastiera del mio computer sento che nessuna parola, nessuna espressione riesce a dire quello che i miei occhi esprimono con le lacrime. E chiudendo gli occhi, vedo chi, proprio in questo momento sta piangendo, con disperazione, i corpi straziati dei propri cari.
Ma non è che l’ennesima volta. E allora sento che le espressioni di cordoglio, di solidarietà e di vicinanza non bastano più. E mi domando: Come possiamo tollerare che queste cose accadano? Come possiamo fingere di non sapere che queste stragi in Afghanistan, sono cosa di tutti i giorni? Che questa storia continua da ben otto anni senza aver risolto uno solo dei problemi che pretendeva di risolvere?
Il dolore che oggi unisce tanti italiani ci deve spingere a fare qualcosa per fermare e non per continuare a combattere questa guerra.
Il dibattito non può essere, ancora una volta, sulle iniziative da assumere per aumentare la sicurezza dei nostri soldati ma sulle iniziative che dobbiamo assumere per mettere fine a questa guerra e per aumentare la sicurezza degli afghani. Invece di continuare con i bombardamenti dei Tornado che fanno stragi di civili innocenti, forse è giunto il tempo di cambiare strada.
La società civile italiana e la Tavola della pace hanno avanzato da tempo precise proposte sia ai responsabili della politica che al mondo dell’informazione. Ma il silenzio è assordante.
È tempo che anche in Italia, come accade negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, si discuta in modo chiaro e aperto su quello che l’Italia e gli altri paesi della coalizione stanno facendo in Afghanistan. È tempo che si faccia un bilancio serio e rigoroso degli otto anni di guerra che ci stanno alle spalle e del disastro che hanno provocato. È tempo che si discuta cosa l’Italia deve fare per aiutare gli afgani ad uscire da questa trappola mortale. Lo deve fare immediatamente il Parlamento. Lo deve fare la politica. Ma lo deve fare anche l’informazione e la Rai, servizio pubblico, che non ha mai organizzato un solo serio dibattito per aiutare gli italiani a capire cosa è accaduto, cosa sta succedendo e come si può fare per evitare di continuare a piangere inutilmente.
Anche per questo avremmo partecipato alla manifestazione per la libertà d’informazione del 19 settembre e ora rinviata per la strage di Kabul. Perché pace e informazione sono due beni fondamentali a rischio. Perché la pace si nutre di un’informazione e di una comunicazione libera, attenta al bene comune, vicina ai diritti e bisogni della persona e rispettosa della sua dignità. Perché senza un’informazione di pace non c’è neanche una politica di pace. La manifestazione di Roma per la libertà d’informazione che verrà presto riconvocata [fissata per il 3 ottobre n.d.r.] dovrà ricordarlo a tutti».

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